Chiesa della Madonna del Carmine

 

La chiesa del Carmine, era, originariamente, una cappella gentilizia della nobile famiglia Lepore, che, caduta in gravi difficoltà economiche, fu costretta a cedere i suoi beni. La costruzione avvenne grazie all’opera dell’avvocato Fabrizio Lepore, esponente autorevole della famiglia nobiliare, il cui stemma compare sul portale della chiesa, datato 1680. La fabbrica sorge a metà di una collina amena, nel rione Carmine, nel luogo dove, alla fine del ‘500, si ergeva una Badia.

La chiesa, preceduta da un piccolo sagrato recintato, presenta la facciata a capanna con portale ad architrave, costituito da blocchi in pietra su cui è incisa la data di costruzione : 1680. Il rivestimento è di intonaco grezzo con arriccio. Il portone è in legno con due pannelli, di epoca antecedente, raffiguranti lo stemma della famiglia Lepore, e la Madonna con le anime del Purgatorio. I due pannelli lignei, di autore ignoto proveniente dalla scuola bagnolese, sono databili XVI secolo. Il prospetto principale è completato con il pannello di maioliche dipinte del 1905 raffigurante la Madonna del Carmine.

L’interno della  chiesa è costituito da un’unica navata esaltata dalla presenza della cornice in legno che si interrompe sulla linea d’imposta dell’arco trionfale. Le pareti laterali sono occupate dagli stalli lignei riservati ai confratelli dove risalta l’effige dei Carmelitani , di epoca  recente, sul posto dedicato al Priore. Anche per gli stalli la scuola di provenienza è quella bagnolese. Lungo la navata si possono ammirare due dipinti, datati XVII secolo, che raccontano due momenti della Passione di Cristo, sulla destra ammiriamo L’incoronazione di spine e sulla parete opposta La spartizione delle Vesti. Infine, sulla spalla dell’arco trionfale, si apprezzano i due quadri di San Michele Arcangelo e San Giuseppe sulla sinistra. Il soffitto dell’aula, originale,  è un cassettonato ligneo definito da riquadri geometrici decorati con rosoni , mentre il pavimento, di inizio ‘ 900,  è disegnato a motivi geometrici nei colori di bianco e azzurro.

L’area absidale è preceduta  da scalini in marmo su cui poggia la balaustra in legno, dipinta di verde e bianco. L’abside è coperta con volta a vela con al centro il simbolo del Corpus Domini e la colomba che rappresenta lo Spirito Santo; ai lati della volta, racchiusi in forme ovali, le figure degli Evangelisti. Nell’abside è conservato l’altare maggiore, di stile barocco, di legno dipinto, esso poggia su una quinta lignea scolpita con mascheroni e decorazioni floreali. Nel baldacchino di legno dorato, posto sull’altare è collocata la statua, di antica fattura, della Madonna del Carmine. Secondo un’ipotesi di studio la  statua apparteneva ai pastori ed era collocata  nella chiesetta alla località “acqua della Madonna “ a Verteglia . Gli stessi pastori l’avrebbero poi trasportata in paese, quando la chiesetta era andata diruta, e collocata nella prima chiesa incontrata lungo il percorso verso il paese.

L’altare di legno, con tipologia a blocco, è un gioiello della scuola bagnolese del secolo XVII. Risaltano su di esso le finissime decorazioni a bassorilievo di volute e cartocci ritratte sul palio dell’altare e ai capoaltare; le parti del grado, sono scolpite con foglie d’acanto, volute e con accostamenti di spirali e arricci tipici dello stile barocco. In particolare, il ciborio, trattato come tempietto, è circoscritto da due pilastrini a fusto liscio con capitello stilizzato da cui si origina un frontespizio spezzato che si apre in conchiglia.

 

La bellissima composizione della quinta lignea del coro, che fa da sfondo all’altare, si compone di una coppia di colonne tortili che sorreggono la trabeazione finemente scolpita.  Le colonne, che poggiano su un basamento liscio, hanno il fusto decorato a motivi vegetali e figurati.

In particolare, sul fusto, si legge lo sviluppo della pianta di vite con i grappoli d’uva in procinto di essere colti da figure angeliche; sparsi nella composizione ci sono dei simboli sacri (croci). Il capitello della colonna è corinzio. Sulla trabeazione, a dentelli, viene riprodotto, nella parte del fregio, il viticcio rinascimentale, ispirato al movimento dei viticci naturali, spezzato da teste d’angelo. Il cornicione, lievemente aggettante, è composto da piccole mensole a voluta e borchie.

 

                                                                                                                                                      

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