L’energia si può ricavare da molteplici fonti che si dividono in due grandi categorie: fonti esauribili e fonti rinnovabili.
Alle fonti rinnovabili, che hanno cioè la caratteristica di potersi rigenerare in tempi brevi, appartengono anche le biomasse, cioè gli scarti organici di origine agricola e industriale.
In Gran Bretagna, all'Università di Nottingham, un ricercatore, reduce da un viaggio in Rwanda, ha messo a punto una procedura per usare le bucce di banana come combustibile biologico.
Il ricercatore, dopo aver visto l’enorme quantità di scarti di banana, ha pensato di trasformare le bucce e le foglie del banano, attraverso una sorta di tritatutto, in una specie di purè, che ha poi mischiato con segatura di legno per farne mattonelle: una volta asciugate al sole sono un combustibile economico utile per cucinare, illuminare e riscaldare.
Questo studio potrebbe divenire una grande opportunità per sviluppare le arretrate economie di molti Paesi africani e sudamericani, dove crescono maggiormente le banane.
I ricercatori del dipartimento agricoltura di un'Università dell'Oklaoma hanno trovato un modo per utilizzare le angurie
che vengono scartate perché non adatte alla vendita: la polpa rossa, ricca di zuccheri, ha un'elevata resa alcolica e può essere trasformata in bioetanolo, da usare per auto e macchine agricole.
Perciò, destinando il prodotto di scarto direttamente alla produzione del biocarburante si otterrebbe un duplice effetto: non esisterebbero più problemi collegati allo smaltimento e si trasformerebbe in energia del materiale organico inutilizzabile.
In Gran Bretagna, i gusci dei semi di cacao di una fabbrica di cioccolato, che fino a un po’ di tempo fa venivano mandati in discarica grosse quantità, sono bruciati in una centrale elettrica.
Risultato: un po' di immondizia in meno, un po' di energia in più.
Il cioccolato, così, è "energetico" due volte.
Anche un nepalese, Milan Karki, si è attivato per ricercare nuove fonti di energia inventando pannelli solari a basso prezzo (25€). L’invenzione è basata sulla sostituzione del silicio con capelli umani che, grazie alla melanina sono ottimi conduttori elettrici.
Forse il nepalese non sarà riuscito a risolvere il problema energetico ma la sua, come le altre scoperte, sono tutte un piccolo passo avanti.