la lana

 

Fibra tessile naturale di origine animale che si ricava dal vello (il mantello degli animali produttori di lana) di vari  ruminanti: Pecore (Merino, la razza più allevata al mondo), capre (d’ Angora, da Ankara, in Turchia e del Kashmir, regione a settentrione dell’India), conigli (d’ Angora), cammelli, alpaca, lama.

 

 

Posto nella storia

Si stima che già nell’età della pietra, circa 10.000 anni fa, gli abitanti dell’Asia minore utilizzassero gli ovini non solo per alimentarsi, ma anche per ricavarne la lana con cui vestirsi e ripararsi. In Cina e in Egitto i feltri (Lana o pelo compresso e imbevuto di particolari sostanze collose che lo rendono consistente) erano già diffusi prima che strumenti come cesoie fossero inventati e utilizzati. Nell’età del ferro, con l’avvento degli utensili da taglio, si iniziò a tosare le pecore anziché strapparne via la lana. Successivamente l’uomo ha imparato a filare e tessere e la lana è divenuta un elemento essenziale della vita delle comunità.

Produzione

  • Tosatura a mano o a macchina, si effettua prevalentemente in primavera;

  • Lavatura con opportuni solventi per i grassi;
  • Cernita in base alla lunghezza delle fibre, da 2 a 40 cm. (dipende dalla parte del corpo dell’animale da cui viene prelevata);
  • Battitura eliminazione di altre impurità;
  • Lavatura, in contemporanea si ottiene la lanolina utilizzata per lubrificanti e cosmetici;
  • Asciugatura;
  • Carbonizzazione eliminazione delle impurità di origine minerale;
  • Cardatura ha lo scopo di districarle le fibre, renderle parallele e libere da materie estranee, eseguita da apposite macchine dette carde, mentre la cardatura della lana da materassi viene comunemente eseguita a mano mediante due tavole munite di punte metalliche ricurve, dette scardassi.

  • La filatura è una serie di  operazioni che subiscono le fibre tessili per dare origine a filati.

 

Proprietà

  • Pur offrendo una buona resistenza, le fibre della lana tendono a logorarsi prima rispetto ad altre fibre utilizzate nell’abbigliamento.
  • La sua elasticità è però eccezionale e le pieghe spariscono rapidamente, in particolare con l’azione del vapore.
  • Anche l’allungabilità, a fibre umide o bagnate, risulta ottima. Per prevenire questo fenomeno è indispensabile disporre i capi ad asciugare su un piano e non appesi.
  • Resta il problema dell’ infeltrimento, prodotto dall’agganciamento delle scaglie che compongono la superficie della fibra e dovuto all‘ eccessiva esposizione al calore, all’umidità o a un‘azione meccanica.
  • Elevato è inoltre l’assorbimento termico della lana: inglobando aria attraverso le proprie squame e la caratteristica arricciatura si determina una sorta di isolamento dall’esterno.
  • La finezza può variare in modo importante in funzione della qualità; ci si avvale della misura in micron che non deve essere superiore ai 18.5 µm
  • La densità non deve essere mai inferiore ai 30 kg/m3
  • Infine la lana non è infiammabile, non propaga la fiamma, non fonde e, in caso di incendio non si attacca alla pelle.

 

Prodotti
La lana è usata tipicamente per il vestiario, per tessuti, per arredamento e per le imbottiture (cuscini e materassi).  Spesso la lana viene impiegata in mischia con altre fibre. La si può trovare con la seta, per capi di pregiata fattura, con cotone e lino, per la produzione di maglieria intima; con il poliestere, per indumenti estivi, con fibre acriliche per produrre filati di maglieria. Ultimamente, in relazione alle biotecnologie, in particolare nell'edilizia, si è provveduto ad impiegare dei materassini di lana di pecora, per isolare tetti e pareti degli edifici.

 

 

 

 

 

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