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PALIO  DELLE  CONTRADE  NELLA  CITTA'  DI TRENTOright

a Trento 2007

 

 

L'antica contrada San Benedetto ha riacciuffato il Palio delle Contrade Cittą di Trento per la quinta volta su sette edizioni disputate. Merito dell'arciere Cornelio «Cornelius» Tarter che nell'ultima prova, infilava con la freccia un uovo dipinto di rosso penzolante da una cordicella a una trentina di metri di distanza, ha centrato il bersaglio al primo colpo. Dopo le prove arcieristiche del pomeriggio alla finale si erano classificate la contrada Santa Maria e quella di San Benedetto, giunta seconda grazie al prezioso punto guadagnato dal suo giovane rappresentante nella disfida arcieristica tra i piccoli arcieri delle Contrade. Sulla vittoria non č mancato lo strascico polemico. La Contrada Antico Borgo di San Martino ha contestato il nuovo regolamento che prevede il ballottaggio finale tra le due

squadre che hanno guadagnato il maggior punteggio nelle prove. Altro punto di dissidio l'esecuzione dei tiri. Invece di alternare i colpi gli arcieri hanno scoccato insieme le frecce. Polemiche che non hanno avuto seguito e che non hanno influito sulla validitą dell'assegnazione. Folto il pubblico che fin dal mattino ha seguito la manifestazione, affollando le bancarelle della rievocazione storica dei mestieri medioevali in via Belenzani e gli spalti in piazza Duomo. Spettacoli di saltimbanchi, mangiafuoco, incantatori di serpenti, sbandieratori hanno animato vie e piazze della cittą. E in molti ne hanno approfittato per misurarsi con arco e frecce. Alle 16 l'imponente Corteo storico ha attraversato la cittą, dando il via al Palio. Tra le esibizioni pił applaudite quella del fachiro, il croato Alessandro, che ha dato un saggio della sua abilitą prima calpestando dei cocci di vetro, poi sdraiandovisi sopra e ponendosi un'asse di chiodi sul corpo. Sopra l'asse si sono sistemati quattro robusti figuranti. Il momento clou č arrivato quando il fachiro si č fatto adagiare su due spade, poste di taglio su due cavalletti. L'artista ha invitato uno dei figuranti a spaccare con la mazza una grossa pietra appoggiata sull'asse di chiodi che stava sopra di lui. Al quarto tentativo il figurante ce l'ha fatta. Il fachiro ne

 

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č uscito con escoriazioni, ma indenne. La disfida arcieristica ha visto subito in testa Santa Maria, tallonata da San Benedetto. Nulla da fare per la favorita, Contrada di san Martino, che si č dovuta accontentare di un piazzamento. In crescita le altre contrade, Orčvesi (S.Pietro, piazzetta Anfiteatro, vicolo degli Orbi), Larga (Belenzani, via delle Orne, Galleria Tirrena, Duomo), Macello Vecchio (via Mantova, largo Carducci, via del Simonino, via Galilei), Todesca (via del Suffragio, san Marco, p.zza Mostra) Santa Maria Maddalena (via S. M. Maddalena, largo Marchetti, Dietro le Mura). Criticabile la disposizione degli arcieri, di spalle, e la scarsa visibilitą dei bersagli, ma il resto č stato perfetto. Al di lą delle piccole polemiche il vincitore morale del Palio delle Contrade č stato il pubblico. Tre giorni di successo, infatti per questa manifestazione, che si č svolta in Piazza Duomo, l'affluenza di pubblico č stata numerosissima. Entusiasti anche bar e ristoranti per l'ottimo bilancio commerciale. Si č fatto comunque un bel tuffo nel passato, rievocando la Battaglia di Calliano del 10 agosto del 1487. Infine la "faretra imperiale" č stata consegnata. Un successo ha pure ottenuto i piccoli arcieri che si sono esibiti sfidandosi anch'essi a colpi di freccia.

 

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