Innsbruck mi aveva sempre intrigato, sin da quando avevo visto una copia dell'acquerello del Durer, regalatomi da mia sorella Diana che era stata in visita quì nel 2001 con Martina e Donatella. Lacquarello, rappresentato qui sotto, di Albrecht Durer è del 1495 e raffigura Innsbruck come una piccola città medievale. Durer dipinse il suo famoso acquarello "Insprug", oggi conservato nell'Albertina a Vienna, all'occasione del suo primo viaggio a Venezia, nell'autunno del 1495. Si tratta pure della prima veduta della città, topograficamente esatta, nella storia dell'arte europea. La strada presa, questa volta, per raggiungere il cuore della città, dopo aver parcheggiato la macchina, è la Leopoldo Strasse, che percorriamo lentamente

fino all'Arco di Trionfo che ci introdurrà, dalla estremita sud della Maria Theresien Strasse, nella città austriaca. Questo Arco fu eretto su ordine dell'Imperatrice Maria Teresa in occasione delle nozze di suo figlio Leopoldo con Maria Ludovica di Spagna nel 1765 in onore della famiglia imperiale. L'ornamentazione del Iato meridionale rappresenta la gioia dei momenti felici. Il gruppo al colmo della costruzione raffigura, in un rilievo ovale, Maria Teresa e suo marito, l'Imperatore Francesco Stefano i rilievi sotto il tetto illustrano il matrimonio davanti all'altare dell'amore. I grandiosi festeggiamenti vennero offuscati dalla morte improvvisa dell'Imperatore. Questo evento determinò la decorazione del Iato settentrionale, ornato dai simboli del dolore causato da questo tragico evento. I poderosi blocchi di sasso della porta d'entrata della città vecchia, appena demolita, vennero usati quale materiale di costruzione. Data l'urgenza della situazione, le statue ed i rilievi vennero realizzati in legno e gesso da Johann Hagenauer di Salisburgo e completati dallo scultore Balthasar Moli nativo di Innsbruck ed attivo a Vienna. Accanto all'Arco di Trionfo si trova una notevole casa dall'architettura finesecolo in stile Art Deco Bavarese. Edificata originariamente nel XIX secolo, venne rimodernata nel 1875 e la sua facciata sontuosamente decorata

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secondo il progetto di Anton Bachmann, nel 1902. La città vecchia venne già ingrandita una prima volta nel XIII secòlo per creare quella che venne chiamata la nuova città, una specie di periferia dove si trova la Maria-Theresien-Strasse. Anche se le costruzioni di questa via principale della città risalgono principalmente al periodo tra il XVII e il XX secolo, il concetto originale e la divisione in lotti proviene dal Medioevo. Oggi, la Maria-Theresien-Strassa forma il cuore del centro degli affari di Innsbruck. E'
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Nella vecchia città, vi sono parecchi alberghi e locande. Dappertutto si vedono le insegne che risalgono al XV secolo e indicano che un tempo ce n'erano molte di più che oggi. Accanto all'entrata della Golden Adler, si notano i nomi dei clienti più famosi, scolpiti sul marmo a testimoniare che un giorno essi sono passati di quì. Andando avanti sulla nostra via, arriviamo ad un incrocio a T, a sinistra si va al fiume e a destra si va alla fontana di Leopoldo per poi arrivare alla chiesa dei Gesuiti. Di fronte a noi si materializza, come per in canto il palazzo cun il Piccolo Tetto Drato. Questo Tetto è collocato sulla facciata principale dell'antica cittadella, costruita nel 1420, ed è diventato l'emblema della città di Innsbruck. Venne edificato per le nozze dell'Imperatore Massimiliano con Bianca Maria Sforza di Milano nel 1494 e fu ultimato nel 1500 da Niklas TOring l'Anziano, l'architetto di corte di Massimiliano. Le pitture murali sono attribuite a Jorg Kolderer e i rilievi degli stemmi da Gregor Turing. Il Piccolo Tetto Dorato è considerato come il capolavoro dell'architettura profana tardo-gotica in Europa. Veniva utilizzato come palco di corte per i tornei, i giochi e le feste che si svolgevano sulla piazza della città, ma prima di tutto, era un simbolo che
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celebrava il potere di Massimiliano e degli Asburgo. AI piano terra, dei pilastri sostengono una grande finestra a sbalzo ornata da sei rilievi (gli emblemi dell'Austria e dell'Ungheria, del Santo Impero Romano, del Reame di Germania, dei Ducati di Borgogna e di Milano). Questa finestra è inquadrata dalle bandiere del Tirolo e dell'Impero degli Asburgo in mezzo ad un altro gruppo di quattro finestre sovrastanti. Il balcone aperto possiede anch'esso rilievi artistici sulla balaustrata che raffigurano l'Imperatore Massimiliano con le sue due consorti Maria di Borgogna e Bianca Maria Sforza da una parte, e Massimiliano con il suo consigliere ed il suo giullare di corte, dall'altra. Gli spazi rimanenti rappresentano ballerini, impegnati in una danza moresca, alla moda alla corte di Massimiliano. I pilastri stretti sulla balaustrata finiscono in un fregio gotico formato da sculture di animali e statuine. La loggia stessa è circondata da scene dipinte che raffigurano la vita di corte. Il tetto del balcone, ricoperto da 2.600 lamine di rame dorato forma la chiusura superiore di quest'opera. La lunga tradizione di matrimoni del Piccolo Tetto Dorato sopravvive tuttora siccome tutti i matrimoni di Innsbruck vengono celebrati nella sala dei matrimoni tardo gotica dell'edificio col Tetto Dorato. All'interno di questa casa che è la figura simbolica della città, si trova pure un museo che onora il costrutto re dell'edificio: il Maximilianeum. Proseguendo la
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mia camminata si arriva sulle
rive dell'Inn dove risiede la parte più antica della città, mentre dall'atra
parte vi sono i sobborghi Mariahilf e San Nicola. Le file di case con le
facciate strette costeggiano il fiume, senza interruzione, in un gioioso
schieramento di colori. Le case Inn salzach si drizzano l'una accanto alle altre
e tutte risalgono al Xv, XVI, e XVII secolo e sfoggiano finestre a sporto in
stile gotico, portali rinascimentali, frontoni e figure ornamentali in stile
barocco. Ritornado indietro si incontra la meravigliosa fontana Leopoldo,
situata sulla piazza, di fronte al Palazzo Imperiale.
La fontana
monumentale ci ricorda il principe tirolese Leopoldo V
(sovrano dal 1618 alla sua morte nel 1632). Lui fece costruire la fontana da
Christoph Gumpp nel 1621, Caspar Gras modellò le figure nel 1622 e Friedrich
Reinhard le fece colare. Ma la fontana fu messa insieme solo nel 1893 secondo
l'idea originale. La statua equestre dell' Arciduca Leopoldo V è ammirevole: il
cavallo che s'impenna si tiene in equilibrio solo sulle zampe posteriori, senza
usare la coda come sostegno. Leopoldo in persona viene raffigurato tranquillo e
dignitoso, sfoggiando abiti alla moda per quei tempi come i pantaloni da cavallo
e gorgiera. La parte centrale della fontana è ornata dalle figure di quattro
giovani e da grandi conchiglie nelle quali cola l'acqua che sgorga dalla testa
di piccolissimi
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