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2003 Viaggio in Terra d'Abruzzo, visto da Donatella

Loreto - Il Santuario

La fama internazionale della città di Loreto è legata al Santuario mariano dove si conserva e si venera la Santa Casa della Vergine Maria, trasportata da Nazaret nel 1294. La casa della Madonna a Nazaret era costituita di tre povere pareti in pietra addossate e poste come a chiusura di una grotta scavata nella roccia. La grotta è tuttora venerata a Nazaret, nella basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, dopo la cacciata dei cristiani dalla Palestina da parte dei Musulmani, sono state salvate dalla sicura rovina e trasportate prima a Tersatto, nell’odierna Croazia, nel 1291 e poi a Loreto il 10 dicembre 1294. Circa le modalità della ‘venuta’ a Loreto della Santa Casa di Nazaret si è imposta per lunghi secoli la versione popolare del suo trasporto miracoloso, "per ministero angelico". La ricerca storica degli ultimi decenni, in base a reperti archeologici e numerose prove documentali più obiettive e consistenti, possiede convincenti riscontri per affermare che la Santa Casa di Loreto, come del resto tante altre preziose reliquie della Terra Santa, è stata trasportata per nave, al tempo delle crociate. La versione popolare del trasporto ‘per mano di angeli’ con ogni probabilità è nata dal fatto che nella vicenda hanno svolto un ruolo chiave e primario i regnanti dell’Epiro, appartenenti alla famiglia Angeli, come risulta da un documento notarile del 1294, scoperto recentemente. Gli studi degli ultimi decenni, condotti da esperti, confermano la tradizione lauretana e l'origine palestinese delle pietre della Santa Casa, che risulta tra l’altro un manufatto estraneo agli usi edilizi marchigiani. I raffronti tecnici e

 

 

architettonici dimostrano che le tre pareti della Santa Casa di Loreto si connettono bene con la grotta esistente a Nazaret e con gli altri edifici di culto costruiti sulla casa della Madonna nei primi secoli d. C. Le pietre della Santa Casa sono lavorate e rifinite secondo l'uso dei Nabatei, un popolo che ha esercitato il suo influsso anche nella Galilea fino ai tempi di Gesù. Sulle pietre si conservano inoltre numerosi graffiti e incisioni tipici delle comunità giudeo-cristiane presenti solo in Palestina prima del V secolo. Tutto quanto c'è di bello e di artistico a Loreto si è sviluppato intorno a queste umili pareti di pietra ristrutturate a modo di casetta o piccola chiesa. Oltre alla sontuosa basilica, abbellita da grandi artisti, le stesse pareti della Santa Casa sono racchiuse da un artistico rivestimento marmoreo, uno dei più grandi capolavori scultorei dell'arte rinascimentale. Esso racchiude la Santa Casa come uno scrigno che contiene perle preziosissime: si tratta delle povere pareti legate ai ricordi più cari al cuore della cristianità. Qui fu annunziato il mistero dell'incarnazione, qui ebbe inizio la storia della salvezza con il sì di Maria all'annuncio dell'angelo; queste pietre sono state santificate dalla presenza e dalla vita quotidiana della Santa Famiglia e sono testimoni mute e perenni del passaggio del Figlio di Dio sulla terra.

I graffiti

Infine, una specifica indagine sui graffiti leggibili ancora in molte pietre della Santa Casa di Loreto, rivela che essi sono molto simili a quelli riscontrabili in Terra Santa e, in special modo, a Nazaret, compresi gli esemplari riferibili ai giudeo-cristiani del II-V secolo. E’ stata decifrata anche una scritta in caratteri greci sincopati con due lettere ebraiche contigue (un lamed e un wav), la quale, tradotta, dice: "0 Gesù Cristo, Figlio di Dio". Un'identica invocazione si legge nella cosiddetta Grotticella di Conone, a Nazaret, vicino alla Grotta santa. Ne deriva la fondata ipotesi che diverse pietre siano state graffite a Nazaret e poi trasportate a Loreto, ciò che conferma l'antica tradizione. Insomma, le pietre hanno un loro linguaggio, muto certo, ma, una volta decodificato, in grado di gettar luce sull’origine della Santa Casa.

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