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INSTALLAZIONE DELLO STRUMENTO PRINCIPALE
Portare un telescopio di svariati quintali dentro un borgo medioevale, tra vicoli e scalette, dove mezzi convenzionali di
trasporto si fermano a 4/500 metri dalla destinazione, non è cosa semplice. Se in aggiunta si deve poi calare dall'alto lo strumento, in quanto le dimensioni dei componenti altrimenti non ne permetterebbero il
passaggio, bèh allora si corre il rischio di dormire poco i giorni antecedenti all'evento!
Ma con un po' di pazienza e con la collaborazione di molti amici tutto si risolve nel migliore dei modi.
Ecco alcune sequenze dei momenti critici. 
Qui sono presso le Officine MARCON per controllare che tutto sia a posto prima del
trasporto. A sinistra Gianfranco Marcon. Alla mia destra si può vedere il mio 400 e sempre a destra ma dietro si erge il 500 di Paolo Candy ed ancora dietro di me sullo sfondo il 600 di Claudio
Bottari. Una strana coincidenza vero ?
Lo strumento è arrivato ad Armenzano ed ora inizia la parte più difficile: il trasbordo da fuori le mura della città fino all'Osservatorio tra scale e vicoli per circa 400 o 500 metri. La scalinata qui sotto è stata percorsa a marcia indietro per poter poi in cima
svoltare a destra ed infilarsi in un vicolo di circa un metro di larghezza.
 

Arrivati finalmente quasi in cima al paese e praticamente sopra il tetto scorrevole dell'Osservatorio, aperto di giorno per l'occasione, avviene il posizionamento con qualche perplessità generale e un pò di apprensione visto che il basamento che si vede sospeso in aria (a circa 4 metri d'altezza rispetto al piano dell'Osservatorio) pesa circa 300 Kg!

Il basamento è lì al suo posto e tiriamo tutti un sospiro di sollievo. Luigi Marcon guarda pensando già alla fase successiva, ma oramai il peggio è passato.
La stanza dove è ubicato lo strumento ha una dimensione di circa 3 metri di lunghezza per poco
meno di due in larghezza. Sulla destra della foto si può notare la parte del portellone laterale che rimane alzato quando il tetto scorrevole è aperto.

Difatti il montaggio della forcella non presenta problemi particolari ed il lavoro di assemblaggio prosegue con ritmo tranquillo; solo un
pò di fame comincia a reclamare la sua parte.
In realtà le manovre iniziate verso le 8,30 del mattino hanno richiesto molto impegno fisico e concentrazione mentale in quanto
ogni piccola distrazione può costare nella migliore delle ipotesi un graffio alla "carrozzeria".
Così dopo aver installato i cuscinetti è la volta del tubo ottico, ma
solo dell'involucro perchè all'unanimità decidiamo, visto che si sono fatte quasi le 13, di fare una pausa per il pranzo.
Nella foto a lato vediamo Gianfranco (abbracciato alla forcella) e
Luigi (solo per metà sulla destra) Marcon all'opera coadiuvati dal mio valido amico Luigi Materazzi (tecnico elettronico e meccanico di indubbio valore) sul retro.

Il pomeriggio prosegue senza intoppi ed è dedicato interamente e principalmente al
montaggio degli specchi primario e secondario e alla loro collimazione che il Maestro Gianfranco Marcon riesce ad eseguire in pieno giorno con una sicurezza e precisione che mi ha lasciato
letteralmente sconcertato. La professionalità di queste persone costruita nell'arco di tre generazioni (alludo anche a Luigi Marcon) non è mai osteggiata ed anche per questo maggiormente apprezzabile.
A controllare le operazioni di collimazione e taratura dei movimenti meccanici presenziava il Prof. Gino Tosti (in questa foto a sinistra visto di spalle) direttore dell'Osservatorio Astronomico di Perugia e braccio destro del Prof. Paolo Maffei entrambi dell'Università degli Studi di Perugia.
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