NOTTIANO: un gruppo di case lontane dal centro circa mezzo chilometro, un tempo
fiorente per l'agricoltura, dove San Francesco reclutò il Beato Giovanni il Semplice. Ora è un agglomerato di case fatiscenti e abbandonate. Nel 1960 vi abitavano ancora 10 famiglie.
ROCCA PAIDA: un maniero sopra San Giovanni, di cui sono visibili soltanto le
fondamenta.
VILLA GABERTA: poche abitazioni a un chilometro e mezzo a nord-ovest di Armenzano,
sulla via che conduce ad Assisi.
VILLA MARFORIO: era un gruppetto di case alla periferia del contado, verso Nocera
Umbra, di cui ora resta solo il vocabolo e poche macerie.
SERRA DI VALTOPINA: un nucleo di case sulla collina più alta tra Vallemare e
Valtopina; demolita dal tempo, continua ad essere diroccata da cercatori di tesori. È restata solo la base della torre.
Il conte Napoleone fu un grande amico e ammiratore di San Francesco che ospitava
tutte le volte che il Santo si recava a predicare nella zona.
Predicando nel 1219 a Nottiano, il Poverello reclutò il B. Giovanni il Semplice, tanto
semplice che, propostosi di imitare il Padre spirituale, lo imitava anche nello sbadiglio. Ricordiamo questa citazione come la riferiscono LE FONTI FRANCESCANE:
Mentre Francesco passava accanto ad un borgo nelle vicinanze di Assisi (213), gli andò
incontro un Certo Giovanni, uomo semplicissimo, che stava arando nel campo, e gli disse: "Voglio che tu mi faccia frate, perchè da molto tempo desidero servire Dio'. Il Santo
ne provò gioia, considerando la sua semplicità, e rispose secondo il suo desiderio: 'Se vuoi, fratello, diventare nostro compagno, dà ai poveri ciò che possiedi e ti accoglierò
dopo che ti sarai espropriato di tutto'.
Immediatamente scioglie i buoi e ne offre uno a Francesco 'Questo bue - dice - diamolo
ai poveri! Perchè questa è la parte che ho diritto di ricevere dai beni di mio padre'. Il Santo sorrise e approvò la sua grande semplicità.
Appena i genitori e i fratelli più piccoli seppero la cosa, accorsero in lacrime, addolorati
più di rimanere privi del bue che del congiunto. 'Coraggio! - rispose loro il Santo - ecco, vi restituisco il bue e mi prendo il frate'. Lo condusse con se, e dopo averlo vestito
dell'abito religioso, lo prese come compagno particolare in grazia della sua semplicità.
Quando Francesco stava in qualche luogo a meditare, il semplice Giovanni ripeteva in se e
imitava subito tutti i gesti o i movimenti che egli faceva. Se sputava, sputava; se tossiva, tossiva; univa i sospiri ai sospiri ed il pianto al pianto. Se il Santo levava le
mani al cielo, le alzava egli pure, fissandolo con diligenza come un modello e facendo sua ogni mossa.
Il Santo se ne accorse e gli chiese una volta perchè facesse così. 'Ho promesso -
rispose - di fare tutto ciò che fai tu. Sarebbe pericoloso per me trascurare qualche cosa'. Francesco si rallegrò di quella schietta semplicità, ma gli proibì con dolcezza di
fare più così in futuro.
Terminata la predicazione S. Francesco si ritirava a meditare
in una gola chiamata del Fosso Vettoio, presso la sorgente dell'Acqua Gelata in una grotta che ancora oggi viene chiamata:
GROTTA DI S. FRANCESCO. Si racconta che ancora si vedono i
segni lasciati dalle ginocchia di S. Francesco.
L'acqua di questa sorgente è stata incanalata per dissetare gli
abitanti di Armenzano.

Negli antichi tempi questo paese apparteneva al Comune di Spello in quanto facente parte del Ducato e
Diocesi di Spoleto e gli abitanti erano assistiti spiritualmente dai monaci Camaldolesi di S. Silvestro di Collepino, i quali avevano anche un podere chiamato: PIAN DELL'ABATE.
Questo è asserito dagli storici P. Giuseppe Fratini e Claudio Menichelli i quali concordano
nel dire: "Armenzano fu venduto ad Assisi dagli eredi di Napoleone nel 1271".
Armenzano è spesso presente nella soluzione delle contese tra Assisi e Spello, specie
dopo il 1282. I disastrosi eventi bellici che si susseguono dopo il 1415 portano alla decadenza dei nobili di Armenzano finché nel 1860 il Castello, perduta la sua originaria
importanza, diventa frazione del Comune di Assisi.
A OTTIANO, che prese nome, si dice, da Ottone IV durante la sua venuta a Spello nel
1210 e che è più comunemente chiamata Nottiano, vi è una cappella di forma rettangolare (m. 6 x 4 circa) dedicata a S. Michele Arcangelo, che divenne famosa
perl'incontro e il successivo dialogo svoltosi tra S. Francesco e il Beato Giovanni il Semplice.
Ridotta in condizioni pietose e crollato il tetto, nel 1951 la compagnia dei cavalieri di
Satriano si diede da fare per farla restaurare interessando anche, con lettere aperte al giornale, il Ministro dell'agricoltura. Il 24 Giugno del 1957 ci fu l'inaugurazione di
questa antica cappellina restaurata.
Nella parete frontale si scorge un affresco sbiadito della Madonna con il Bambino e ai
lati due Santi. In fondo alla chiesina ora è stato collocato un quadro del Beato Giovanni, dipinto dal danese Peter Jeghor di Copenaghen nel 1960.
LA CAPPELLINA DELLE MONTARELLE, dedicata prima a S. Biagio, poi a S. Leonardo, è
stata per molto tempo meta di fedeli che vi si recavano in pellegrinaggio per chiedere al Santo la guarigione del male alle ossa. A destra e a sinistra dell'altare pendevano
numerose stampelle, a testimonianza di grazie ricevute. Pericolante e quindi inagibile, la cappellina viene oggi usata da pastori sardi. Il quadro del Santo è stato portato nella
chiesetta della Bandita.
A BALESTRACCIO la cappellina, ormai distrutta, era dedicata alla Madonna delle Grazie
. Di struttura molto semplice, aveva un unico altare poveramente ornato e vi si celebrava la Messa qualche volta, occasionalmente, con pie elemosine. Vi facevano riferimento
anche i coloni delle Silve e di Caparrocchi.
LA PICCOLA CHIESA DI VALLEMARE era dedicata a S. Felice, patrono di Spello e fu
costruita, sembra, prima della calata di Ottone IV in Italia, quindi prima del 1210.
Degna di ricordo storico è anche l'EDICOLA clic si vede all'arrivo ad Armenzano fatta
ricostruire nel 1444 da un erede del Conte Napoleone: Tommaso di Cecce di Guido di Napoleone con un lascito "perchè si riedifichi la MAESTÀ" con l'immagine della Madonna
con il Bambino in braccio sul bivio della strada che va ad Assisi e sul monte.
Questo Borgo, dopo i terremoti del 1984 e del 1997 , è stato ricostruito quasi
completamente, ed è ora una delle più importanti testimonianze storiche del periodo medievale. Il paese, attraverso una ristrutturazione avveduta, è riuscito a fondere
armonicamente il vecchio con il nuovo che appaga la sensibilità del visitatore che va alla ricerca di luoghi in cui sembra che il tempo si sia fermato e contemporaneamente
soddisfa le esigenze di vita dei pochi abitanti ancorati alle tradizioni.
MANIFESTAZIONI E FOLCRORE
APRILE
Giornata della non violenza - Per ricordare Renzo Rosati un carabiniere di Armenzano morto durante l'espletamento del suo servizio. Viene bandito un
concorso per le scuole dell'obbligo inerente al tema della violenza, patrocinato dal Provveditorato agli Studi di Perugia.
LUGLIO
Festa paesana del "BEATO GIOVANNI da NOTTIANO" con la francescana rievocazione della "DONAZIONE DEL BUE". Giochi popolari tipici, piatti gastronomici locali, mostre.
SETTEMBRE
CAVALCATA DI SATRIANO - Si collabora alla manifestazione che prevede una sosta nella frazione di Armenzano.
DICEMBRE
PRESEPE VIVENTE - Un presepe nel presepe, apprezzato non solo a livello regionale per l'originalità, l'unicità delle scene ma anche per la magia di far
vivere ai visitatori la vera atmosfera della Natività.