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KATA - forme |
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Dimostrazione delle tecniche fondamentali kata
La traduzione letterale del termine KATA è: forma, modello, tipo. Esso conferisce una struttura a molte discipline giapponesi che hanno in comune la ricerca. Dunque, la definizione sintetica generale del KATA può essere una sequenza composta da gesti formalizzati e codificati, alla cui base sta uno spirito orientato alla realizzazione del termine do. Questa nozione di do è comune non solo alle arti marziali tradizionali, quali il tiro con l'arco kyu do, la sciabola giapponese ken do, l'unione delle energie AIKI DO, il colpire a mano nuda karate do, etc. etc., ma anche alle arti della vita giornaliera quali l'arte del disporre i fiori ka do, la calligrafia sho do, etc. etc. E' propria della cultura giapponese l'idea che tutte le arti, ad un certo livello di profondità, si riuniscano in un medesimo ambito spirituale. L'ambito cui è possibile arrivare, tramite ogni singola disciplina, è considerato indispensabile per raggiungere una situazione in cui la capacità personale non sia limitata ad un solo campo, ma sia estesa nel senso universale. La nozione di do è dunque intesa, nella cultura giapponese, come una via diretta ad uno stato spirituale che le facoltà umane nei diversi campi artistici; questo stato spirituale può essere raggiunto tramite l'approfondimento di ogni singola disciplina. Comporta anche un aspetto morale; per seguire la via è opportuno conformarsi ai precetti che governano l'universo ed anche la società. Il processo di perfezionamento in qualunque disciplina è quello della realizzazione globale della personalità, in armonia con il mondo umano come pure la natura. Il termine do viene abitualmente tradotto con parole quali via, cammino, disciplina, ecc, ecc, ma nessuno di questi termini copre interamente il suo significato culturale. Nella cultura occidentale non esiste un termine che consenta di intendere completamente questo concetto di do. Esso non è solo un'idea astratta ma piuttosto una morale, oppure l'orientamento di un sistema di vita; e dunque un prodotto storico sociale permeato dai costumi, dalle religioni dei vari collettivi antichi. Nelle arti marziali giapponesi, introdotte nei paesi occidentali sotto il termine di bu do la nozione di do resta alla superficie del fenomeno come idea astratta, deformata da elaborazioni razionalistiche o mistificatrici, mentre la loro pratica corporea si evolve come pratica sociale di sport e violenza. In Giappone, nonostante la nascita recente di una tendenza sportiva, questa nozione resta associata alla pratica di quelle arti marziali in relazione a determinati metodi per ottenere: concentrazione, forza fisica e psichica, nonché determinate regole sociali, modelli di comportamento, rapporti tra professori ed allievi, tra allievi progrediti e principianti, espressioni di cortesia ecc., ecc.. La stessa nozione di do viene trasmessa ed è conosciuta nella pratica e nell'immagine europea delle arti marziali giapponesi, ma a causa delle differenze del sistema culturale europeo, il contenuto di tale nozione non viene comunicato, al contrario si sviluppa una tendenza alla mistificazione che spesso copre la povertà di quegli aspetti della tecnica corporea in cui effettivamente c'è padronanza e che va di pari passo con la traslazione della forma autoritaria dei rapporti tra maestro ed allievo. Il JUDO è anche cultura fisica.
Partendo da questo presupposto si arriva a concepire, dopo lunghi anni di studio, la pratica del KATA.
Secondo il principio del fondatore, il KATA è integrativo nella pratica del JUDO e lo esprime chiaramente nell'enunciare:
“Seguendo i principi dell'educazione fisica osserviamo, di regola, l'esecuzione di un movimento
moderato prima di uno vigoroso e altrettanto uno simmetrico prima di uno asimmetrico.”
La conclusione che se ne ricava è che tra i tre maggiori metodi di allenamento, randori shiai e kata, solamente il kata può soddisfare i requisiti di moderazione e simmetria.E' altresì vero che è necessaria la conoscenza pratica delle tecniche fondamentali per pretendere un'esecuzione corretta del KATA. La maggioranza dei maestri giapponesi sono concordi nell'affermare che: questa forma di esercizio chiamati KATA è un risultato, quindi non si inizia la pratica del JUDO con il KATA. Un principiante inizia con la pratica delle cadute e poi quella delle tecniche, sia di proiezione che di controllo (in piedi ed a terra) e soltanto dopo un lasso di tempo più o meno lungo potrà affrontare lo studio del KATA. In Giappone all'allievo non viene chiesto di dimostrare il JUDO con dei movimenti perfetti, questo lo si pretenderà solamente quando avrà appreso un certo numero di proiezioni e tecniche di controllo a terra e dovrà applicarle, combinarle e classificarle in principi. Questo insegnamento è organizzato tramite degli stage speciali durante i quali vengono spiegate tutte le forme di interpretazione, d'esecuzione, di applicazione e di dimostrazione del KATA prescelto che porta alle finalità qui di seguito elencate:
1. uno sviluppo delle tecniche basilari del JUDO;
2. uno sviluppo armonioso della tecnica portata;
3. il controllo mentale;
4. la preparazione del movimento meccanico nella dimostrazione;
5. lo sviluppo dello spirito e dei principi del JUDO;
6. preservare i valori della difesa personale, a dimostrazione delle origini del JUDO;
7. una buona opportunità di pratica a qualsiasi età;
8. la preservazione dei tradizionali valori simbolici del JUDO.
Il principio e lo scopo dei KATA
Appurata la nozione di do vediamo che in tutte le discipline succitate, nello sforzo di realizzare il KATA in una forma perfetta, si cerca di sincronizzare le tecniche gestuali formalizzate con lo stato spirituale. Un KATA di JUDO è la dimostrazione di una forma fondamentale interdipendente di attacco e di difesa. Nella sua esecuzione si devono verificare i tre principi di base del JUDO, cioè :
1. Il miglior impiego dell'energia seryoku zenyo: il massimo dell'efficacia ottenuto con il minimo sforzo ;
2. L'aiuto, la prosperità ed il reciproco miglioramento che sono gli scopi fissati jita kyoei ;
il KATA è un lavoro di gruppo che cura il perfezionamento personale ed il valore dimostrativo educativo ;
3. La maniera e la tecnica JUDO consistono nel cedere con flessibilità per meglio vincere.
I movimenti rituali che si susseguono in una progressione rigorosa, sono il risultato di esperienze secolari e di riflessioni profonde dei più anziani e migliori maestri. Tutte le prese, le posizioni, sino ai minimi particolari sono state minuziosamente selezionate, perfezionate e classificate per arrivare alla forma definitiva perfetta, più bella e più rappresentativa dello spirito estetico e dell'ideale del JUDO. Ai KATA bisogna riconoscere un altro merito innegabile; quello di avere preservato e trasmesso la tradizione delle antiche tecniche del jujitsu, proprio quando certi abusi lo avevano reso impopolare in tutto il Giappone, e di avere anche contribuito in gran parte alla creazione e sviluppo del JUDO. I KATA sono le tradizioni del JUDO e del JU JUTSU espresse come FORME pure di esecuzione.Nei KATA è racchiusa la Storia del Giappone Antico, quello dei SAMURAI e quello Moderno da Jigoro Kano in poi. La pratica dei KATA è indispensabile per capire l'essenza del JUDO KODOKAN e per poterla tramandare ai JUDOKA delle generazioni a venire.
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RANDORI NO KATA |
Forme dell’esercizio libero |
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NAGE NO KATA |
Forme delle proiezioni |
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KATAME NO KATA |
Forme del controlli |
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KIME NO KATA |
Forme della decisione |
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KODOKAN GOSHIN JUTSU |
L'arte della difesa del KODOKAN |
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JU NO KATA |
Forme della cedevolezza |
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KOSHIKI NO KATA |
Forme delle cose antiche |
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JTSUTSU NO KATA |
Forme dei cinque |
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RANDORI NO KATA - Forme dell’esercizio libero
NAGE NO KATA
Il Randori no Kata è costituito dal Nage no Kata e dal Katame no Kata. Il Nage no Kata, o Kata dei lanci, contiene i segreti dei principi di azione del judo fisico dimostrati attraverso quindici tecniche di proiezione suddivise in cinque gruppi.Ciò che nel randori o in shiai avviene in un battito di ciglia, nel Nage-no-kata è dimostrato lentamente e meticolosamente: vi troviamo così le dimostrazioni di
1. OMOTE o agire in accordo con uke;
2. SEN o l'iniziativa;
3. GO NO SEN, i contrattacchi;
4. YOSHI o il cambiare ritmo (tipico delle combinazioni e delle finte) fino a giungere a
5. SEN NO SEN l' iniziativa superiore o il contrattacco all'intenzione.
SEN NO SEN è il punto d'arrivo del judo fisico e nel Nage no Kata sono indicate due strade per giungervi, una attraverso un percorso che passa per un judo fatto di omote, go no sen e di posizioni leggere e mobili; l'altro attraverso sen , yoshi e un judo decisamente più potente e con un uso diverso dell'energia. Attraverso strade diverse si può arrivare alla vetta, secondo le proprie caratteristiche e nel rispetto dei propri ritmi e della propria natura, purché vi sia amore verso la disciplina, dedizione e fiducia verso l'insegnante.Il Nage no Kata è stato mutuato dalla scuola di Kito, che partiva da considerazioni esteriori per giungere a trasmettere messaggi più profondi ed interiori. Fra tutte le Tecniche del JUDO i Maestri del KODOKAN ne hanno scelte 15, che sono state divise in 5 gruppi di 3 tecniche cadauno e che vanno eseguite a destra ed a sinistra.
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NAGE NO KATA |
Forme delle proiezioni |
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I Gruppo TE WAZA |
UKI OTOSHI |
Caduta fluttuante |
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SEOI NAGE |
Proiezione sopra la spalla |
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KATA GURUMA |
Ruota sulle spalle |
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II Gruppo KOSHI WAZA |
UKI GOSHI |
Colpo d’anca fluttuante |
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HARAI GOSHI |
Spazzare con l’anca |
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TSURIKOMI GOSHI |
Colpo d’anca tirando e sollevando |
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III Gruppo ASHI WAZA |
OKURI ASHI BARAI |
Spazzare entrambi i piedi |
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SASAE TSURI KOMI ASHI |
Bloccare il piede tirare e sollevare |
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UCHI MATA |
Spazzare con l’interno della coscia |
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IV Gruppo MA SUTEMI WAZA |
TOMOE NAGE |
Proiezione a cerchio |
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URA NAGE |
Lancio a rovescio |
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SUMI GAESHI |
Rovesciamento nell’angolo |
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V Gruppo YOKO SUTEMI WAZA |
YOKO GAKE |
Agganciamento laterale |
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YOKO GURUMA |
Ruota sul fianco |
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UKI WAZA |
Caduta fluttuante |
KATAME NO KATA
Il Katame no Kata è il Kata delle tecniche di controllo. Anche in questo caso si tratta di quindici forme suddivise in tre gruppi (immobilizzazioni; strangolamenti e leve articolari) che dimostrano i modi dell'energia (Ki) nei controlli. Il Katame no Kata contiene una teoria dei contrattacchi che è la più vicina a quella che noi colleghiamo alle difese GO, CHOWA E YAWARA (bloccare, evitare e assecondare) e la dimostrazione dell'impiego dell'energia nei proseguimenti al suolo e nei trascinamenti a terra (hikkomi waza). Lo studio passa attraverso il controllo e l'impiego della respirazione. Il ritmo di esecuzione cambia da lento e potente nelle immobilizzazioni a leggero e deciso negli shime-waza (strangolamenti) per divenire decisamente più rapido nei KWANSETSU-WAZA (leve articolari). Questo Kata è stato mutuato dalla scuola di Ju jitsu di Tenshin shin yo ryu caratterizzata da forme "interiori" e specializzata nel katame waza e nell'atemi waza (colpi nei punti vitali). Non ha una particolare spettacolarità per chi lo osserva da fuori, ma, agli occhi di un esperto, può subito apparire il grado di comprensione dei praticanti e come questi utilizzano l'energia. Fra tutte le Tecniche di Combattimento Corpo a Corpo al Suolo, i Maestri del KODOKAN ne hanno scelte 15, che sono state divise in 3 gruppi di 5 tecniche cadauno che vanno eseguite solo a destra.
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KATAME NO KATA |
Forme del controlli |
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I Gruppo OSAE WAZA |
KESA GATAME |
Controllo a fascia |
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KATA GATAME |
Controllo con la spalla |
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KAMI SHIHO GATAME |
Controllo di 4 punti da sopra |
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Yoko shiHo gatame |
Controllo di 4 punti laterale |
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KUZURE KAMI SHIHO GATAME |
Variante del controllo di 4 punti da sopra |
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II Gruppo SHIME WAZA |
KATA JUJI JIME |
Strangolamento incrociato con 1 braccio |
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HADAKA JIME |
Strangolamento a mani nude |
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OKURI ERI JIME |
Strangolamento ad entrambi i baveri |
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KATA HA JIME |
Strangolamento con braccio ad ala |
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GYAKU JUJI JIME |
Strangolamento incrociato con presa inversa |
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III Gruppo KANSETSU WAZA |
UDE GARAMI |
Braccio arrotolato |
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UDE HISHIGI JUJI GATAME |
Controllo incrociato con leva al braccio |
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UDE HISHIGI UDE GATAME |
Controllare con le braccia la leva al braccio |
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UDE HISHIGI HIZA GATAME |
Controllare col ginocchio la leva al braccio |
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ASHI GARAMI |
Gamba arrotolata |
KIME NO KATA - Forme della decisione
Il Kime-no-Kata è il Kata della decisione o del Kime (intenzione senza riserve). Attraverso l'esecuzione di forme, che non hanno un legame esteriore marcato con il randori e che comportano l'impiego degli atemi e delle armi (spada corta e bokken), questo Kata propone ai praticanti l'analisi dell'azione pervasa dal kime, dalla sincerità dell'intenzione senza riserve. Nel nostro agire, nel judo come nella vita di ogni giorno, siamo spesso alle prese con il fallimento dovuto alla presenza di intenzioni contrastanti che rendono il nostro operato impacciato e poco credibile. Con lo studio di Kime-no-kata (che avviene come progressione didattica dopo i primi due) si affronta per la prima volta, in forma analitica, il fluire dell'azione pura, libera dalle briglie dei nostri desideri di vittoria o dalle paure di sconfitta. Il praticante, normalmente, ha provato spontaneamente in randori e in shiai (combattimento) le sensazioni dell'azione priva di contro-intenzioni. Ora le riprende in forma analitica, seguendo quell'alternanza di esperienza creativa e apporto della tradizione che favorisce la crescita non solo nel Judo ma in ogni campo dello scibile umano.
In questo KATA :
- 8 tecniche sono eseguite in posizione IDORI (in ginocchio)
- 12 tecniche in posizione TACHIAI (in piedi).
UKE è armato di Coltello e Spada.
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KIME NO KATA |
Forme della decisione |
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I Gruppo IDORI |
RYOTE DORI |
Presa ai polsi |
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TSUKKAKE |
Colpire direttamente |
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SURI AGE |
Colpire scivolando |
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YOKO UCHI |
Colpire lateralmente |
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USHIRO DORI |
Prendere alle spalle |
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TSUKKOMI |
Colpire trafiggendo col coltello |
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KIRI KOMI |
Colpire tagliando col coltello |
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YOKO TSUKI |
Colpire dal fianco col coltello |
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II Gruppo TACHIAI |
RYOTE DORI |
Presa ai polsi |
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SODE DORI |
Presa alla manica |
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TSUKKAKE |
Colpire direttamente |
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TSUKI AGE |
Colpire dal basso |
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SURI AGE |
Colpire scivolando |
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YOKO UCHI |
Colpire sul fianco |
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KE AGE |
Calcio basso |
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USHIRO DORI |
Prendere alle spalle |
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TSUKKOMI |
Colpire trafiggendo col coltello |
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KIRI KOMI |
Colpire di taglio col coltello |
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NUKI KAKE |
Impedire di sguainare la spada |
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KIRI OROSHI |
Tagliare dall’alto con la spada |
KODOKAN GOSHIN JUTSU - L'arte della difesa del KODOKAN
Questo KATA è composto di 21 Tecniche :
· 12 senza Armi
· 7 prese al corpo
· 5 attacchi lontani
· 9 con le Armi
· 3 col Coltello
· 3 col Bastone
· 3 con la Pistola
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KODOKAN GOSHIN JUTSU |
L'arte della difesa del KODOKAN |
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I Gruppo Prese al corpo |
RYOTE DORI |
Presa ai polsi |
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HIDARI ERI DORI |
Presa al bavero sinistro |
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MIGI ERI DORI |
Presa al bavero destro |
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KATA UDE DORI |
Presa ad un solo braccio |
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USHIRO ERI DORI |
Presa al bavero da dietro |
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USHIRO JIME |
Strangolamento da dietro |
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KAKAE DORI |
Cintura alle spalle |
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II Gruppo Attacchi da lontano |
NANAME UCHI |
Colpo in diagonale |
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AGO TSUKI |
Pugno al mento |
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GANMEN TSUKI |
Pugno al viso |
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MAE GERI |
Calcio frontale |
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YOKO GERI |
Calcio laterale |
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III Gruppo Coltello |
TSUKKAKE |
Colpire di punta col coltello |
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CHOZU ZUKI |
Colpire direttamente col coltello |
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NANAME ZUKI |
Colpire in diagonale col coltello |
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IV Gruppo Bastone |
FURI AGE |
Percuotere dall’alto col bastone |
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FURI OROSHI |
Percuotere abbattendo col bastone |
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MOROTE ZUKI |
Colpo a due mani col bastone |
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V Gruppo Pistola |
SHOMEN ZUKE |
Contatto frontale con la pistola |
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KOSHI GAMAE |
Guardia all’anca con la pistola |
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HAIMEN ZUKE |
Contatto posteriore con la pistola |
JU NO KATA - Forme della cedevolezza
Il Ju no Kata o Kata della cedevolezza propone lo studio dell'alternanza tra Yin (energia nascosta, passività) e Yang (espressione appariscente dell'energia, iniziativa) nel fluire continuo delle azioni. E' costituito da quindici forme stilizzate suddivise in tre gruppi. Il ruolo di Tori ed Uke si alterna fino alla conclusione dell'azione. Non vi è soluzione di continuità e il principio "Ju" o "Yawara"(assecondare, cedere) pervade tutta l'esecuzione di questo kata. Si tratta del primo vero apporto originale del Judo di Kano e rappresenta una sintesi dei primi tre Kata. Sono evidenti le influenze del Tai Chi Chuan cinese ma, nello spirito del judo, le forme per lo sviluppo del Chi sono eseguite in coppia. E' indicato come "Kata superiore" e, in esso, i legami tecnici con il RANDORI e con la pratica sportiva sono minimi. Sviluppa nel praticante la continuità nell'azione e la sensibilità verso il fluire dell'energia per portarlo ad un'azione spontanea e libera da tensioni inutili. In questo KATA sono raccolte tecniche molto morbide che, oltre ad addestrare il corpo alla difesa ed all'attacco, servono per insegnare l'uso efficace della forza. Trattasi di un ottimo esercizio fisico e di una serie di esercizi fondamentali per i praticanti. In totale le Tecniche sono 15, divise in 3 Gruppi di 5 Tecniche cadauno.
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JU NO KATA |
Forme della cedevolezza |
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I Gruppo |
Ryote dori |
Presa alle due mani |
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Kata mawashi |
Rotazione della spalla |
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Ago oshi |
Respingere il mento |
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Kiri oroshi |
Fendente alla testa |
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Ryokata oshi |
Appoggiarsi alle due spalle |
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II Gruppo |
Naname uchi |
Colpire obliquamente |
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Katate dori |
Presa con la mano |
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Katate age |
Alzare la mano per colpire |
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Obi tori |
Presa per la cintura |
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Nume oshi |
Respingere il petto |
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III Gruppo |
Tsuki age |
Pugno in uppercut |
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Uchi oroshi |
Pugno dall'alto in basso |
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Ryogan tsuki |
Colpo agli occhi con le dita |
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Ryote dori |
Presa alle due mani |
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Kata mawashi |
Rotazione della spalla |
KOSHIKI NO KATA - Forme delle cose antiche
Il koshiki-no-kata di Kano e Yamashita. Il kata della scuola di Kito contiene importanti principi d'allenamento
Il Koshiki no Kata, Kata delle Cose Antiche o della scuola di Kito, ripercorre la storia e l'evoluzione del combattimento a partire dal Yoroi Komiuchi no Jidai (epoca del combattimento con le armature) fino al Judo. Il praticante sperimenta con il corpo i vari passaggi storici.
Il messaggio nascosto in queste forme è il contatto a distanza tra Tori ed Uke. L'azione animata da energia e decisione non è necessariamente rapida e trascende la nozione di stretto contatto con l'altro che il judoista ha acquisito dagli esercizi di allenamento della forma (uchi komi, butsukari, ecc). L'ideale presenza di un armatura nella prima parte del kata rende l'esecuzione lenta e pesante, contro l'agilità e la rapidità delle tecniche della seconda parte, quando l'armatura lascia il posto ad una maggiore libertà di movimento.
Questo KATA deriva dalla scuola KITO praticata in gioventù da Jigoro Kano Sensei. Lo volle fra i KATA del KODOKAN per rappresentare, ad alto livello, la differenza fra il JUDO KODOKAN e le altre scuole di JU JUTSU.
Il KATA è diviso in 2 parti :
· OMOTE (diritto) composto da 14 tecniche
· URA (rovescio) composto da 7 Tecniche
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KOSHIKI NO KATA |
Forme delle cose antiche |
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I Gruppo OMOTE |
TAI |
Posizione di partenza |
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YUME NO UCHI |
Nel sogno |
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RYOKUKI |
Evitare l’uso della forza |
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MIZU GURUMA |
Ruota d’acqua |
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MIZU NAGARE |
Corrente d’acqua |
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HIKI OTOSHI |
Far cadere tirando |
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KO DAORE |
Tronco abbattuto |
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UCHI KUDAKI |
Fracassare d’un colpo |
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TANI OTOSHI |
Caduta nella valle |
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KURUMA DAOSHI |
Ruota lanciata |
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SHIKORO DORI |
Rovesciamento con presa di collo e spalla |
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Shikoro gaeshi |
Rovesciamento con pressione alle spalle |
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YUDACHI |
Uragano d’estate |
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TOKI OTOSHI |
Il salto della cascata |
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II Gruppo URA |
MI KUDAKI |
Fracassare il corpo |
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KURUMA GAESHI |
Ruota rovesciata |
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MIZU IRI |
Tuffare nell’acqua |
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RYU SETSU |
Neve sul salice |
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SAKA OTOSHI |
Caduta a precipizio |
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YUKI ORE |
Ramo rotto dalla neve |
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IWA NAMI |
Frangenti sulla roccia |
ITSUTSU NO KATA - Forme dei cinque
Itsutsu -no-Kata, mostra l'uomo che, nel suo cammino verso la Verità, incontra gli elementi della natura e vi armonizza. La strada dell'uomo è metaforicamente rappresentato dalla salita al monte Fuji. E' un kata "espressivo" e interiore in cui non vi sono praticamente vere e proprie tecniche o proiezioni ma tutto si basa su una "drammatizzazione" che racconta l'eterno rapporto dell'uomo con il Tutto. Non a caso è l'ultimo dei Kata e l'ultimo apporto del sig. Kano al suo metodo. Richiede di aver raggiunto la piena maturità judoistica per essere compreso e di aver assimilato completamente i messaggi contenuti negli altri Kata. Questo KATA non possiede i nomi delle tecniche, ma solo i numeri da 1 a 5, perché Jigoro Kano Sensei si spense prima di dar loro un altro nome. Comunque questo KATA vuole esprimere direttamente il Principio della Massima Efficacia e rappresentare i vari movimenti dell'Universo attraverso le Tecniche del JUDO. Ecco una descrizione sommaria delle 5 tecniche che lo compongono.
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1 |
Tori spinge Uke con la mano destra sul petto e nel farlo capitombolare all'indietro |
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2 |
Uke viene proiettato in uki otoshi dopo avere tentato di colpire simbolicamente Tori al ventre con una daga |
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3 |
Tori proietta Uke in yoko wakare dopo che i due avversari hanno descritto una sorta di "vortice" concentrico |
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4 |
Tori corre dietro a Uke, lo depone, allarga le braccia a croce, mette la mano sinistra sull'anca, arretra e spinge il petto dell'altro con il braccio destro. Arretrando ancora, sbilancia Uke che cade sul dorso. |
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5 |
La quinta ed ultima forma rassomiglia alla terza e termina in un yoko wakare speciale, poiché i due avversari non si toccano |