JUDOGI – Il Costume per la pratica del JUDO

    

Prendendo spunto dalla vita reale, la pratica del JUDO avviene con il corpo coperto da uno speciale costume chiamato, con vocabolo giapponese, JUDOGI o, molto raramente, keikogi.Queste parole significano rispettivamente “costume da JUDO” e “costume d’allenamento”.Il JUDOGI è concepito per il taglio, le cuciture e l’ampiezza, in modo da poter resistere ad una pratica violenta e prolungata. È costituito da:

Ogni Judoista è giudicato a prima vista da come indossa il JUDOGI, ne annoda la cintura e lo ripiega dopo averlo utilizzato. Se questi dettagli non sono rispettati, anche se il valore atletico è eccellente, ogni buon JUDOKA giapponese dubiterà della comprensione dei JUDO da parte di chi ne è in difetto.Sforzarsi dunque di attenersi a queste semplici norme, che sono dettate da ragioni puramente pratiche consigliate dalla esperienza.

    

 Come si indossa il JUDOGI

 

Come indossare il judogi

Indossare i pantaloni avendo cura di infilarli con la parte rinforzata delle ginocchia sul davanti.Tirare il laccio posto sui fianchi, stringendo opportunamente i pantaloni in vita, e allacciarlo con un nodo ben saldo, inserendo un'estremità del laccio nel passante posto appositamente sul davanti (alcuni pantaloni presentano due passanti per ambedue le estremita del laccio).Indossare normalmente la giacca, con l'accortezza di porre il bordo sinistro sopra il destro sia per gli uomini che per le donne.

Come si indossa il judogi

Appoggiare la parte centrale della cintura sotto l'addome. Passare le estremità, di lunghezza uguale, attorno al corpo, appena sopra le natiche, incrociarne i capi e ritornare sul davanti. Allacciare la cinta con un nodo piatto ben stretto perché non si sciolga nella pratica e impedisca alla giacca di scomporsi facilmente.Riporre il bordo sinistro sopra il destro sia per gli uomini che per le donne.

     

 Come si ripiega il JUDOGI

Posare la giacca in piano, sistemando all’interno di essa, ben disteso, il pantalone (fig. 1).

Piegare il lato destro del JUDOGI nel senso della lunghezza (linea A), e ripiegare la manica in basso in modo che la sua estremità giunga circa al centro (fig. 2).
Eseguire la stessa operazione di cui al punto 2 per il lato sinistro (fig. 3).
Piegare i due lati lungo la linea C (fig. 4).
Piegare a metà il JUDOGI, e legare verso l’estremità con la cintura (fig. 5).

    

Tradizionalmente il JUDOGI, nasce bianco e questa è la tinta che dovrebbe avere. La motivazione risiede nel simbolo di purezza che questo colore rappresenta, che dovrebbe essere caratteristica d’ogni JUDOKA. Si dice che il JUDOGI deve essere bianco come il fiore di ciliegio il quale, insieme alla spada, era il simbolo dei samurai e quindi sinonimo di forza, purezza d’animo e coraggio.Un altro valido motivo per cui il JUDOGI è bianco sta nel fatto che, in caso di ferite accidentali, il colore del sangue è immediatamente messo in risalto, consentendo un tempestivo soccorso. Purtroppo l’agonismo sportivo ha trascurato questi valori, costringendo gli atleti a combattere nelle gare internazionali uno con un JUDOGI bianco e l’altro blu, con un notevole sdegno del popolo giapponese ed in parte anche nostro. Si deve ammettere però che questa differenza cromatica, rende più facile catturare i movimenti degli atleti in gara o del maestro durante una spiegazione, favorendo un giusto giudizio e un migliore apprendimento.

    

Come si annoda la cintura

 

Prendere li centro della cintura e appoggiarlo al centro del ventre, circa  quattro dita sotto l’ombelico.

Facendo scorrere la cintura nel palmo delle mani, avvolgetene prima le due estremità dietro la schiena e poi riportatele davanti, compiendo un doppio giro intorno ai fianchi.

Incrociare le due estremità prendendo il lembo veniente da destra nella mano sinistra e quello veniente da sinistra nella mano destra. Il lembo sinistro si troverà al di sopra del lembo destro.

Passare il lembo sinistro con le dita della mano destra fra il JUDOGI e la cintura, mantenendo la cintura adeguatamente stretta intorno ai fianchi.

Per annodare, prendere l’estremità destra e passarla al disopra della sinistra, quindi internamente, tirate con decisione le due estremità della cintura per bloccare bene il nodo così ottenuto, lasciando cadere due penzoli ai lati di quest’ultimo.

Il nodo cosiffatto risulterà piatto e quadrato e non si disferà facilmente tirando la cintura.

    

ZOORI 

 

Le calzature per l’approcio al Tatami sono dei sandali: gli ZoOri.