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| Dolcemente spietato di Simone Scataglini - Prospettiva Editrice |
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Un mondo violento e osceno che si mostra nudo in tutto il suo squallore. La rocambolesca erranza di un angelo caduto nel fango che combatte per riprendersi ciò che gli è stato tanto ingiustamente rubato: i sogni e la felicità. Rischiare la morte per riuscire a provare ancora, per un solo fugace attimo, il brivido della vita.
La storia di una bambina costretta a fuggire dalle violenze sessuali del padre. Sola e spaventata, cerca di nascondersi dalla meschinità degli uomini e dall’ombra mostruosa di un padre al quale, nonostante tutto, vuole ancora bene. Federica che cresce troppo in fretta. Abbandonata anche da Dio, da quest’altro Padre farcito d’indifferenza. Ma alla fine Federica riesce a far piangere anche il cielo. |
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| Recensioni sui miei libri |
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| L'Araldo abruzzese - 20 Giugno 2004 |
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NOVITA' IN LIBRERIA
di SIMONE GAMBACORTA
Davide Salvatore, poeta
Sono tanti. Bravissimi. Almeno a detta loro. Vincono premi, scodinzolano nelle passerelle. Firmano libri: narrativa, poesia, anche saggistica. Poi li pubblicano. Soprattutto per sbandierarli. Vogliono dire qualcosa anche se non sanno cosa. Sono gli scrittori di casa nostra, quelli della porta accanto. Chiunque conosca l'attuale letteratura regionale sarà d'accordo. In Abruzzo siamo pieni di autori. Ne sforniamo in quantità. Le scorte bastano per i prossimi cinquant'anni. Ma le dispense servono per conservare cibi nutrienti. Altrimenti diventano stanzini zeppi di provviste inutilizzabili. Le cose stanno così: siamo invasi da un'orda di poeti e narratori. Anonimi. Come il loro stile, come le loro idee. Lise, inservibili, noiose. Spesso scopiazzate. Eppure aumentano. Simili alle tasse. Che danno fastidio. Scrivono molto, leggono poco. Obbediscono all'autoreferenzialità e all'autopromozione. Ma il dilettantismo è lecito finché accetta di restare dilettantismo. Se ambisce ad altro scade nel ridicolo.
Però esistono le eccezioni. Rincuoranti. Molto rincuoranti. Una per tutte: Davide Angelo Salvatore, classe 1984. Poeta.
Salvatore si fece notare già nel 2002, con "Sospiri dell'inquietudine". Poi si classificò in modo più che dignitoso in alcuni concorsi letterari. Da poco ha pubblicato la silloge "Parole sfumate", con la quale non solo ha confermato di avere i numeri del poeta, ma ha anche dato prova di una forte maturazione. Lasciando perdere i testa-coda che ogni giro d'inizio può riservare, a Salvatore va riconosciuto un merito: la volontà di elaborare un proprio stile (quindi: volontà di studio, nella continua tessitura di pensiero e parola). C'è dell'altro: il nostro vola lontano dagli schemini metrici tradizionali e vanta una bella conoscenza della poesia novecentesca (non solo italiana). Forse anche per questo esibisce una scrittura di tutto rispetto, sobria e capace di sviluppare un messaggio. Forse anche per questo sa attraversare gli intimi sostrati emotivi lungo il filo di un orizzonte pregno di umane sfumature. E a leggerlo si scopre che nei suoi versi non esistono gratuità, luoghi comuni o epigonismi di bassa lega. S'indovina piuttosto una composta vivacità, controllata nell'espressione e sempre autentica nell'aderenza alle grammatiche interiori. Nulla vieta di credere, insomma, che Davide Angelo Salvatore riuscirà, di qui a poco, a guadagnarsi una propria fisionomia di poeta. E grazie a quella fisionomia potrà meglio enucleare i segmenti profondi che comunque ha dimostrato di saper cogliere. Per ora resta il fatto che la sua esperienza è fra le più interessanti degli ultimi tempi. Ed è davvero buona. Più che buona.
Davide Angelo Salvatore, "Parole sfumate",
Edizioni Il Foglio, pp. 62, Euro 7,00. |
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PAROLE SFUMATE
Di Davide Angelo Salvatore
a cura di Cesarina Deli
Lo stile di Salvatore è una fusione perfetta tra novecento e avanguardia. Essa si distacca nettamente dalla metrica classica, trasformandola e trovando una sua forma ben definita e personale. Il suo modo espressivo è preciso e semplice, privo di quelle forme letterarie che potrebbero appesantire i versi; questo modo d'essere, permette a Salvatore di far arrivare le sue liriche direttamente al cuore di chi leggerà. I concetti di base che vivono nella sua prosa sono Bios, Eros e Thanatos (Vita, Amore e Morte) i tre pilastri primari che hanno radici nell'anima di ognuno di noi. Bios-Thanatos, il concetto di dualità, le forze contrapposte che pur essendo diverse, si attraggono e si completano perfettamente, creando l'armonia, l'Amore (Eros). Il filo conduttore che lega l'opera di Salvatore è la solitudine e una paura profonda della vita (forse dovuta anche alla sua giovane età e alla passione che ha per i poeti maledetti) /...Ho paura, non so di cosa ma ho paura /...Lasciami piangere come un bambino./; si confida nella morte (elemento di liberazione) /...Se si può scegliere se vivere o morire.../. Deve scegliere! Non ci sono alternative. Salvatore è alla ricercadi una dimensione adatta ai bisogni della sua anima, di un luogo per sé, per vivere in armonia i propri sentimenti /...Non mi ritrovo in nessun posto.../ ...Ho smesso di piantare le mie tracce, in questo modo mi cancellerò in anticipo.../ è alla ricerca... /...devo cercare un posto tranquillo... dove sognare/, altrimenti, ha difficoltà ad esprimere se stesso /...con la paura che ho di rivelare ciò che sono dentro.../. Quando il dolore l'assale sprofonda in un momento di immensa solitudine ed abbandono /...qualche volta sprofonderò come il Sole, un giorno o l'altro me ne andrò con lui, voglio vedere com'è il mondo senza la mia Luce.../
"La grande Rinuncia sta per avvenire!" Improvvisamente!... L'Eros per il Bios che vive nelle pieghe più recondite dell'anima umana, si abbandona totalmente alla saggezza degli elementi /...Schiudimi gli occhi vento, affogali in un mare di sapienza, d'estasi prolungata./; ecco che, superato il momento del gran vuoto, si è rinnovato di nuova energia ed è pronto a combattere nuovamente, con e per la vita /...tornerò più potente che mai a raccontare le mie sfide con gli dei del mare.../. Ha capito la dura lezione, la Luce e la Speranza non possono morire /...Il Sole non può morire!/. Dobbiamo fare molta attenzione a non far sciupare il sogno (il bambino che vive in noi), facendolo degradare dalla pesantezza della realtà che può destabilizzarci / ...il sogno si sta degradando.../ ma non dobbiamo permetterglielo! Ritrovato se stesso, il bisogno di vivere, diventa presente e sente la potenza dell'Eros: Il bisogno di essere amati /...noi siamo quelli che bisognano d'affetto.../; arriva la passaione e l'estasi d'amore /...il mio cuore assatanato in preda al delirio.../, ...Ho la tua febbre, non guarirò mai.../. In questi versi Salvatore dimostra più dei suoi vent'anni perchè si sente un cuore già consumato da battiti per amore; l'amore è momento di gran dolcezza /...non essere triste, hai due cuori che battono in sintonia per te.../ e la Sensibilità arriva alle stelle in questo verso: /...Tu amore non lo senti il fragore di miriadi di stelle che si frantumano nell'infinito? .../, quando nel cuore vive il sentimento dell'Amore vero, l'anima si mette in perfetta unione con le forze cosmiche e siamo in grado di percepire il più minimo movimento che avviene lassù tra le stelle. Arriva la consapevolezza della dura missione del poeta /... Ma sono consapevole di essere poeta e sorrido nel vedermi soffrire... / ...Se non lo facessi non sarei più poeta.../ si, il Poeta sa che deve soffrire perchè questa è la sua Missione: "Il suo cuore si consumerà per amore dei sentimenti!" |
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PAROLE SFUMATE, DAVIDE ANGELO SALVATORE
Poesie per inguaribili romantici
VERSI D'AMORE NELLA RACCOLTA DI UN GIOVANE POETA CON UN'EVIDENTE esuberanza di nomi.
Da quando, molti anni or sono, si è scoperto che cuore fa rima con amore, il sentimento ricopre il ruolo di protagonista in poesia. Qui, i racconti in versi di Pavese incontrano l'immaginario del romanticismo più romantico. Ci sono il mare, la Luna e una Lei che fa da Musa. Una particolare menzione per il cielo: coi suoi colori, le stelle e l'infinita grandezza, sembra essere la fonte d'ispirazione preferita dal poeta.
Salvatore (Davide?, Angelo?) non inventa niente di nuovo, ma rielabora la classica poesia d'amore adattandola al proprio spirito.
Salvatore (o Davide, o Angelo) rifugge così dalle facili tentazioni del romanticismo smielato da canzone pop (I will always love you, per intenderci), preferendo il richiamo alla tradizione. Si avverte però nei versi dell'autore l'assenza di una leggerezza e di una freschezza che dovrebbero caratterizzare la sua età e che sicuramente caratterizzano la nostra epoca.
Non sarà Prévert, ma c'è ancora tempo per crescere.
Davide Angelo Salvatore, Parole sfumate, Edizioni Il Foglio, pp.62, Euro 7.00
Simone Spallanzani 15-09-2003 |
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| Amico del Popolo, 22 Settembre 2002 |
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Un libro di Davide Angelo Salvatore
SOSPIRI DELL'INQUIETUDINE
La casa editrice Prospettiva ha dato alle stampe la raccolta di poesie "Sospiri dell'inquietudine" del giovane Davide Angelo Salvatore. L'autore è nato a Pescara nel 1984. E' appassionato di poesia, arte, musica, psicologia, e filosofia ed è autore di Parole, un'opera web completa, e di Immagine destrutturata. E' stato segnalato al concorso nazionale "Clemente Di Leo". "Le liriche raccolte in questo libro - dice il poeta - le ho scritte fra i sedici ed i diciassette anni, e a quest'età si possono mettere su carta anche cose stupide; io ho cercato di non farlo ma non so se sono riuscito nel mio intento". Certo, la poesia di Davide Salvatore, come ha evidenziato Gordiano Lupi, "è ancora alla ricerca di un suo stile ben definito, però le tematiche hanno già raggiunto un buon livello di sviluppo... e narrano le fasi del quotidiano, le angosce, le disperazioni, i momenti duri". Sono sospiri dell'inquietudine, trasposti in poesia, quelli che il promettente poeta trasmette nelle pagine della raccolta. "Non sono un poeta, sono solo l'interprete di questo immenso discorso che è la vita" - afferma l'autore nella prefazione ed il libro, poesia-racconto, sviluppa il giovanile percorso zetetico di chi utilizza la poesia come strumento per leggere la vita, sul solco della migliore tradizione lirica italiana. La lettura della vita, e di questo Davide Angelo Salvatore è consapevole, non è facile, soprattutto durante l'adolescenza, e il tempestoso viaggio interiore - come si evince nel testo - alla fine è ricerca di Dio dentro l'anima del poeta. Altro che cose stupide!
(Massimo Pasqualone) |
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| Potete inviare la recensione e l'immagine di copertina di un libro che avete letto a davideangelo.salvatore@alice.it |
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I miei due libri sono stati pubblicizzati e recensiti su:
-Il Foglio Letterario
-L'Eco di San Gabriele
-Abruzzo AZ60
-Amico del Popolo
-Il Rifugio degli Esordienti
-Il Meridiano
-Artisti in scena
-StradaNove
-L'Araldo abruzzese |
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