parole sfumate
copertina parole sfumate
EDIZIONI IL FOGLIO
_________________________________
COLLANA AUTORI CONTEMPORANEI - POESIA
Immagine di copertina di Amelia Rama





Gordiano Lupi Editore
per l'Associazione Culturale "Il Foglio"

Edizioni Il Foglio
Collana Autori Contemporanei - Poesia
Direttore: Andrea Panerini
www.ilfoglioletterario.it - ilfoglio@infol.it
Via Boccioni, 28 - Piombino

© Edizioni Il Foglio - 2003

ISBN 88 - 88515 - 45 - 3

1a edizione - giugno 2003
Davide Angelo Salvatore




Parole sfumate







Edizioni Il Foglio
La poesia di Salvatore, interessante esperimento stilistico
Firenze, 10 aprile 2003

Questa seconda prova poetica del giovane autore pescarese Davide Angelo Salvatore rappresenta un notevole passo in avanti verso alcuni interessanti esperimenti stilistici.
Il poeta si distacca nettamente dagli espedienti metrici tradizionali e mostra di aver compreso appieno la lezione novecentesca e avanguardista. Tuttavia non si limita a questo. Utilizzando un lessico accessibile, semplice ma non banale o scontato si pone decisamente sopra un versante naif o, per meglio dire, popolare. (Lasciami svegliare / sotto un cielo di / cemento fuso / colorato di un grigio pastello / inquietante)
Le liriche sono racconti in versi, tanto cari a Pavese. Taglienti e terribili come solo un giovane può realizzare. Le tematiche note ma non scontate. Bios, Eros e Thanatos (Vita, Amore e Morte) secondo il repertorio di ogni bravo romantico (ma non solo). Un amore universale e immenso, lontano da certe meschinità della vita reale, ma al tempo stesso cercando non un rifugio astratto e utopistico ma un modello vero e sincero. (ho voglia di te: / ho disegnato / le mie labbra / sulle tue guance arrossite)
Talvolta fa capolino la Paura, un sentimento ben presente nei giovani d'oggi, stretti in una società che ha dissolto tutti i valori tradizionali (discutibili è vero, ma facile e sicuro approdo).
Non facile trovare filoni culturali ben determinati. E' comunque certo che Salvatore è figlio del suo tempo, quindi della cultura romantica, decadente e anche (in una certa misura) avanguardista, senza tuttavia irrazionali e avventurose sperimentazioni estreme né tuffi immotivati in un passato glorioso ma lontano dalla sensibilità moderna. I riferimenti ai classici che si possono cogliere (pochi espliciti, per la verità) sono tutti ben calibrati verso una nuova partecipazione di tutti all'arte salvifica della poesia, rinnegando il carattere elitario che a lungo l'ha caratterizzata nella sua storia.
Questo volume è necessariamente un punto di partenza solido e interessante, ma sempre di punto di partenza si tratta. Esorterei quindi il lettore a non concentrarsi sugli aspetti formali della lettura cercando di scavare la realtà nascosta dietro questi versi. Alcune liriche sono di grande bellezza, altre meno (senza tuttavia perdere gran parte del significato poetico) secondo una alternanza di facile paragone ai grandi.
A Salvatore, concludendo, auguro vivamente di proseguire nel suo percorso artistico con coerenza, determinazione e intelligenza. Un percorso difficile, irto di problemi e di cattivi consiglieri, che lo dovrà condurre verso una crescente consapevolezza dello straordinario mezzo espressivo che ha tra le mani.

Andrea Panerini
DEVO CERCARE UN POSTO TRANQUILLO



Devo cercare un posto tranquillo
…dove sognare, residui della notte,
mi sono levato presto dall’incanto;
ogni momento è saltato, risciacquo
con nostalgia ogni macabro ricordo.
Sono perso ed ho un sorriso in un bordello,
non mi riappari più dall’improvviso?
Nel mito d’ogni giorno
mi sento consumato passo passo…
Dov’è ora il mio sorriso?
Sento dentro un miserabile fastidio,
smarrito sotto il vento del mattino.
Dalle nuvole guardo il mondo,
forse mi getto in un sollievo…
non ci provo, non ci provo, non ci provo…















VORREI CHE TU MI LEGGESSI NEGLI OCCHI



Vorrei che tu mi leggessi negli occhi,
vorrei che tu percepissi i miei pensieri,
perchè ciò che ho dentro
non riesco mai ad esprimerlo,
con la paura che ho di rivelare
ciò che sono, dentro
timido, debole, insicuro,
anche se nel mondo
poi faccio sempre il duro,
e con il timore che ho
di non essere per te abbastanza,
perchè troppo importante sei
divenuta tu per me e forse
meglio che rimanga solo un sogno,
che allora se s’avverasse
non saresti più la stessa e così
grande ed irraggiungibile per me
che amo soffrire per te.






















SCORRERE



Lasciami svegliare
sotto un cielo di
cemento fuso
colorato di un grigio pastello
inquietante.

Schiudimi gli occhi
vento,

affogali in un mare di
sapienza,
d’estasi prolungata.

Apri il mio sguardo al mondo,
fa che lo penetri a fondo;
tornerò più potente che mai
a raccontare le mie sfide
con gli dei del
mare
cercando perle saporite.

Lasciami svegliare
sotto un cielo di
cemento fuso
che si estende sull’altare
appoggiato all’ombra del
Sole.













HO VISTO LA LUNA PIANGERE
(scritto sotto la “luce della Luna”)



Sono sdraiato faccia rivolta alla notte,
assurde cicale ridono sarcasticamente,
il Sole sprofondato dietro le cupe montagne,
la sua sposa si è appena accesa dall’altra parte,
è la Luna immersa nel suo triste splendore;
nessuno a farle compagnia, piange,
non si vedono stelle, nessun colore.

Qualche volta sprofonderò come il Sole,
un giorno o l’altro me ne andrò con lui,
voglio vedere com’è il mondo senza la mia Luce;
ma dovrei rischiare troppo, tipo andare a fondo
per poi accorgermi nel buio di avere soltanto
un triste splendore di luce lunare…
Sotto la Luna mi sono addormentato.
























IL SUONO DEI GABBIANI



La pioggia si nasconde nella notte,
Guarda le stelle che soffrono in silenzio,
Osserva la Luna come sta piangendo.

Il Sole non può morire!
Il Sole non può morire!
Illumina le nostre vite.

Prova ad alzarti in volo,
Prova ad alzarti in volo,
Col suono dei gabbiani..

La pioggia si nasconde nella notte,
Guarda le stelle che soffrono in silenzio,
Il sogno si sta degradando…

Il Sole non può morire!
Il Sole non può morire!
Illumina le nostre vite.

Prova ad alzarti in volo,
Prova ad alzarti in volo,
Col suono dei gabbiani..

Il sogno si sta degradando…
















L’INUTILITA’ DEL TEMPO



Che senso hanno
tutte quelle scene deprimenti
recitate da lacrime inutili
su occhi umidi,
in balia di ricordi strazianti.

Se ogni parola, profumo, immagine
si potessero raccogliere nelle lacrime
quante ne verseresti!
Disprezzato rimani nell’orgoglio
e disidratato nel niente.

Se si può scegliere
se vivere o morire,
se tornare in giorni già spenti
attraversando la notte,
o proiettarsi nel futuro
come un sogno…

Meglio rimanere fermo
e lasciarsi trasportare dal tempo.



















PER UN MOMENTO HO PENSATO



Per un momento ho pensato:
tutto è finito.

Troppe volte quell’immagine ossessiva
mi aveva sconvolto,
ogni notte opprimeva i miei sogni
diventati ormai incubi
e le notti prigioni
nelle quali convivevo
con inquietudini assurde inispiegabili.

Frammenti ricorrenti di vita perduta
per la mancanza di felicità,
persa a furia di rincorrerla…

-Noi siamo sbagli del Progresso,
cerchiamo qualcuno che sia capace
di starci accanto,
che ci sappia parlare
ma soprattutto, ascoltare,
che ci rimbocchi le coperte la sera
e ci riempia di baci
prima di dormire;
qualcuno che ci aiuti a capire,
a liberarci dai brutti ricordi
e dalle nostalgie,
facendoci dimenticare tutto,
per ricominciare da capo;
ma stavolta sarà diverso.
Noi siamo quelli che bisognano
d’affetto.-









UN MAGNIFICO SOGNO



Un magnifico sogno:
soffici venti di balsamo
mi accarezzano i capelli,
se guardo in alto
le stelle sembrano
diamanti incandescenti
che fanno a gara
per abbagliarmi
con la loro luce azzurro-bianca;
la Luna assiste materna
a questo gioco enfatico.
Spazi che si confondono;
verità sommerse dall’apparenza;
un raggio d’arcobaleno
che scavalca il cielo
nella strana notte
ricoperta di mistero;
voci soffuse cicalano tra le ombre.
Strano:
non ho sentito niente,
non ho visto niente,
non ho detto niente,
ma il freddo della notte
non mi ha fatto male,
mi spingeva a cercare
in fondo al mio sogno
un luogo caldo
in cui riposare.












APPARIZIONE



Presentava al vento
la sua forma vellutata,
plasmata da un’intensa energia
magnetica;
cosparsa di umori strani,
movimenti indicibili.
Impregnata di poesia
la sua mano
il cui soave tocco
avrebbe potuto risanare
un infermo,
o esorcizzare
il mio cuore assatanato
in preda al delirio:
penetrato dal suo sguardo.
Come vorrei
dipingerla in fondo ai miei occhi:
dolce e presuntuosa.
Ho la tua febbre,
non guarirò mai.




















HO PAURA



Ho paura,
non so di cosa
ma ho paura.
La realtà è crudele,
tutto prima o poi
è destinato a finire;
perché niente è per sempre?
Ho freddo,
un brivido stupendo mi percorre
per tutto il corpo,
le mie mani tremano.
Abbracciami forte,
voglio morire in te,
la mia tomba sarà il tuo cuore,
un letto caldo in cui riposare.
Piove,
trovami un riparo,
tienimi stretto
fra le tue braccia,
riversa su di me
i tuoi baci.
Lasciami piangere
come un bambino,
con il viso abbandonato
fra i tuoi capelli
che mi fanno da cuscino.
A me basta starti vicino,
perché con te mi sento vivo.












SEI NEI MIEI PENSIERI



Sei nei miei pensieri,
hai penetrato
l’oscurità della mia mente
come un raggio di luce.
Mi hai trafitto il cuore
col pugnale dell’amore,
l’hai passato da parte a parte,
hai assaporato il mio battito
più profondo.
Ora ti sento dentro,
ti vedo in ogni riflesso,
su ogni superficie,
sei sulla faccia della Luna,
su tutte le stelle,
scorgo la tua forma in una nuvola.
Sei dappertutto,
anche nei miei sogni.
Voglio che tu sia
la mia persecuzione
ed io sarò il martire…
della tua passione.



















IL MIO SOGNO



Il mio sogno
è colorato di rosa:
la tua dolcezza
ha schiarito
la mia vita.

Ho voglia di te:
ho disegnato
le mie labbra
sulle tue guance
arrossite.

Sai di fragola:
ho la bocca
che ancora sa
del tuo sapore
inconfondibile.

Sei bellissima,
troppo per me:
morirei per poter guardare
un’altra volta soltanto
la luce dei tuoi occhi.

Non ci capisco
più niente:
dentro di me
tutto è in frantumi,
sono perso per te.











SEI LA MIA DOLCE TORTURA



Sei la mia dolce tortura, Strega,
sento che con te sto bene e sto male.
Ma il mio cuore batte, troppo forte,
quando ti penso sfiora i limiti del tempo.
Hai usato su di me un incantesimo
irreversibile, crudelmente mi hai stregato.
Sono in preda alla disperazione,
preso da questa magnifica ossessione.

La tua bellezza oscura si è impossessata
di me, ora sei il demone che porto dentro.
Ti sento scorrere attraverso il mio sangue,
ho un cuore che grida il tuo nome, ad ogni battito.
Puoi amarmi e odiarmi, distruggermi,
risollevarmi, tanto sai che ti amerò lo stesso.
Ho perso la ragione, smarrito me stesso;
tu puoi recidere le ali del tuo angelo indifeso.























IL CIELO E’ BIANCO



Il cielo è bianco,
sorvola dolcemente
la sua morbida ombra.

Il resto scorre lentamente;
l’orizzonte si spegne piano
su vaste prigioni di luce.

Lontano: deboli forme sfumate:
chiazze di colore sparse
su nuvole bianche frantumate.





























SFONDO BLU-AZZURRO



Sfondo blu-azzurro
dove muore il mare
che scivola sull’orizzonte
esalando il suo respiro di sale;
dello sguardo stupito
l’orientamento smarrito.

Raggi che trafiggono
le ombre intimorite,
mentre branchi di persone
si riversano sulle spiagge;
sottofondo di onde,
sulla sabbia s’infrangono.



























I COLORI DELLA SERA



Questa sera è stata bellissima,
vestita di nero e di rosso
e una striscia di viola.

Avrei voluto passare l’intera notte
mordendo le tue labbra rosse
con quel sapore di fragola inconfondibile.

Ti sento sempre più parte di me,
molte volte non riesco a distinguere
il tuo corpo dal mio.

Adesso è notte e tu starai dormendo
mentre il tuo pensiero
mi tiene ancora sveglio.

Questa sera eri tu la sera,
vestita di nero e di rosso
e una striscia di viola.





















MOVIMENTO



Sono disperso,
cielo sommerso,
un infinito
rotola lento
giù per il mondo.

Vagare stanco
che tutto è morto,
non vedo il fondo
di questo sogno
dentro un ricordo.





























NON PIANGERE



Dolce mio amore non piangere,
la notte nasconde le paure
e culla dolcemente le speranze.

Bellezza che risplendi di luce infinita
non essere triste, hai due cuori
che battono in sintonia per te.

Guarda fuori dalla finestra:
c’è un cane che abbaia
alla Luna che superba l’osserva.

Nasce dai tuoi occhi una lacrima
e mentre muore mille sogni variopinti
ti sfiorano scorrendo nella notte.

E questa notte la sento singhiozzare
disperatamente, ed è diventata pallida
ma è riempita dalla Luna e le stelle.

Abbraccia forte i tuoi sogni amore,
ma forse hai ragione, piangi anche tu
se piange il tuo cuore, poi tutto scompare.

















NOTTE DI SAN LORENZO
(col cielo ricoperto di nubi)



La notte è vasta,
si sentono le stelle oscillare
dietro uno spessore di nubi soffocante.

Il cielo piange come la notte,
piove e cadono le stelle,
ma non possiamo vederle.

Questo tempo mi ha agitato,
oggi balbettavo ed ero nervoso,
ma ora è notte, la notte è vasta…

Tu amore non lo senti
il fragore di miriadi di stelle
che si frantumano nell’infinito?

Dormi dolce mia musa,
il tuo angelo rimane sveglio
per vegliarti nella notte.




















A GRAZIA CIVILI
(morta suicida l’alba del 24 Agosto 2001 all’età di 18 anni)



Nasceva l’alba
e tu morivi
accarezzata
da un fioco raggio
di freddo sole.

Mi prestasti
il tuo dolore
ed io piangevo
mentre il tuo corpo
più non soffriva.

Mi sorprendesti
piangere per te
dolce angelo;

preoccupata
per la mia vita
ormai segnata.

24 Agosto 2002


















MUSA



Ti sto pensando musa,
come potrei non farlo!
Il mio cuore stregato
appartiene a te.
Tu lo porti sempre appresso,
lo conduci a tuo piacimento,
lo accarezzi, lo baci,
lo getti per terra, lo calpesti.
A volte, quando il tuo umore
ti rende ancora più sadica
infilzi con cattiveria il mio cuore
usando aghi di dolore.
E quando cado stremato
ai tuoi piedi mi dici
senza mai guardarmi negli occhi:
voglio che tu soffra,
tu sei il mio poeta,
io sono la musa!
Ed io mi contorco per terra
disperandomi e cercando di capire
il tuo piacere nel vedermi soffrire.
Ma sono consapevole di essere poeta
e sorrido nel vedermi soffrire
come un cane per te
mia crudele musa.
Se non lo facessi
non sarei più poeta.













PERLA



Tu sei la perla
che risplende
racchiusa dentro
il mio cuore.

Rappresenti la forma
della purezza
e rendi tale
la mia condizione.

Simile al sogno
che tutto avvolge
creando una realtà
quasi reale;

così la tua bellezza
di tutto rende l’armonia,
ed io mi plasmo
accarezzato dal tuo sguardo.





















A COSA PENSO



A cosa penso
se non a te
mia dolce
ferma incertezza.

Le mani scrivono
la mente cerca
(gli occhi accarezzano
le foto in cui sei ritratta).

Il cuore mi batte
come un ossesso, più forte
mentre il tuo pensiero
mi passeggia per la testa.

Di sogni unici,
fremiti di attimi,
la dolcezza si scioglie
specchiando la luna.





















NONOSTANTE LA PORTA



Nonostante la porta
sia chiusa a chiave
ho paura d’impazzire
e fuggire lontano,
dagli sguardi
e dai miei perché.

Il più delle volte
mi sento morire
sedotto da questo
fremito ululante,
scivolo sui suoi vestiti
d’un viola pallido penetrante.

La vedo passare
battendo le palpebre
battere il cuore
la mano tremante,
se i suoi occhi prevedono
il sogno che scorre in me.




















DIMENTICATI DELLA RABBIA



Dimenticati della rabbia
che tutto è bello
tutto è colorato.

Tu sei il pittore
e decidi il colore
da distendere sullo sfondo.

Decidi gli schizzi di gioia
l’arcobaleno che passa
attraverso la tela.

Dimentica l’incoerenza
dei tuoi gesti e dei tuoi pensieri
tutto è bello e più di ieri.

























NON MI RITROVO IN NESSUN POSTO



Non mi ritrovo in nessun posto.
Non riesco a mescolarmi con la gente.
Folla di persone riciclata nel movimento.
Guardo a lungo le stelle e mi perdo.

Ho smesso di piantare le mie tracce,
in questo modo mi cancellerò in anticipo.
Guardare in alto e sentirsi perso,
precipitato guardarsi intorno disperato.































HO PAURA DI STARE ALLA LUCE DEL SOLE



L’alba squarcia il buio avvolgente,
la luna sta tramontando,
rimangono ancora tre stelle
e tutto intorno sembra calmo.

Ho paura di stare alla luce del sole!
Ho paura di stare alla luce del sole!
Nell’oscurità sentivo calore.
Nell’oscurità sentivo calore.

All’alba rivive la sofferenza,
la notte è già stata soppressa,
non è rimasto niente dei sogni,
ma tutto intorno sembra calmo.

Ho paura di stare alla luce del sole!
Ho paura di stare alla luce del sole!
Nell’oscurità sentivo calore.
Nell’oscurità sentivo calore.

Ho paura di camminare in mezzo alla gente,
che il mio cuore potranno sentirlo battere,
che i miei occhi potranno vederli piangere.
Ho paura di stare alla luce del sole.
















LA FIAMMA LUCIDA DEL SOLE



La fiamma lucida del sole
lentamente affievolisce
sull’andare della sera
calmo e molle.

Come il miele
ho assaporato il suo calore.
Mite e tranquilla
si prospetta la notte.

Il suo umore
ha impregnato il fiore bianco,
sbocciato nel crepuscolo
spargendo petali di panna.


























DONDOLIO DI MEMBRA



Dondolio di membra,
rumore metallico
nel sottofondo
dell’atmosfera
triste opaca.

Alzare lo sguardo
verso l’alto
come per chiedere
dove mi trovo.

Rendersi conto
per un attimo
dell’immensità
di quel quadro.

Luccicare azzurro
nel riflesso
di quegli occhi
che vedono
per la prima volta
il cielo.


















IN QUEL MOMENTO



In quel momento
il sole si fece cupo,
il cielo divenne
un immenso specchio.

Furono lacrime
versate addosso,
sangue che
macchiò la terra.

Poi la luce del sole
si trasformò in vetro.
La musica risuonò
tutto intorno.

Cicalare assillante
del lamento.
Gli occhi si spensero
brillando in una lacrima.





















GUARDA IN ALTO



Guarda in alto,
il cielo ha acceso
un grande
fuoco azzurro,
velluto bianco
che sorvola ondeggiando,
scintillare di pensieri
nati chissà dove.
In fondo
alla valle bianca
riposava il saggio
irragionevole.
Una fanciulla pallida
scese dalla luna
per chiedere aiuto,
che si era persa
in un sogno oltremare.























UN VAGO SENTIRMI DISPERSO



Un vago sentirmi disperso
mentre l’influsso del vino
produce il suo effetto.

Siamo carichi di vertigini,
spostiamoci da quest’immagine.

La luna è piena e rossa,
il suo influsso si manifesta
che la nostra coscienza infesta.






























HO VISTO IL TUO PROFILO



Ho visto il tuo profilo
attraversare le ombre silenziose.

I lamenti del mio cuore
sono stanchi di ululare.

Hai assalito quello spazio
accennato a breve luce,
è la miseria che ci unisce ancora
in quanto assecondavi
il mio diritto a soffrire.

Non so se hai mai capito
quanto il sole ci voglia bene,
puoi intuire che nelle tue mani
è rimasto qualcosa
che devi restituirmi.























UNA ROSA ROSSA



Ti porgo tremante
una rosa rossa
colorata d’imbarazzo,
senti come profuma
guarda non ha spine.

Hai gli occhi lucidi
e le guance fresche,
ti abbraccio forte,
vorrei morderti
e riempirti di carezze.

Capelli sciolti
che scendono delicatamente,
sei tanto strana
e mi profumi
di una dolcezza indecente.























UNA CANDELA ACCESA



Una candela accesa, bruciare d’incenso,
umide nebbie m’invadono la mente.
Cercando di dare un senso a me stesso
rimango smarrito immaginando l’infinito.

La lingua gialla oscilla, si muove,
sembra parlarmi, sussurrarmi
parole che non riesco a comprendere.

La fiamma impazzisce, si spegne,
una debole scia di fumo
sale lentamente e si perde.




























TUTTI I MIEI SOGNI SI SONO SCIOLTI



Tutti i miei sogni si sono sciolti,
mi hanno bagnato gli occhi
e attraversato le guance lentamente
nella loro disperazione morente.

Lacrime sofferenti che gocciolano via
portandosi dietro la mia malinconia.

Una candela rossa che si spegne
consumando se stessa e l’aria
e non può fare altro che morire
uccisa da se stessa e dalla sua ambizione.




























L’ANGELO MIO STA MALE



L’angelo mio sta male, povera,
è tutto così bello, apri gli occhi,
ritorna a sognare i tuoi sogni.

Non credere che la notte
sia così brutta e misteriosa,
la notte ti protegge
nella sua culla ombrosa.

Immagina la luna dipinta
su di uno sfondo viola
e lei pallida come una lacrima
riflessa nei tuoi occhi.



























LEI E IL MARE



Lei è un continuo scrosciare di onde,
il suo pensiero fluttua dolcemente sul mare calmo.
Lei sogna una marea che la trascini via!

Lei affoga in un oceano d’incertezze,
lei naviga senza meta, o forse segue le stelle?
Forse pesca i sogni e li rigetta in acqua.

Posso immaginarla piangere e cedere
le sue lacrime al mare immenso.






























E’ UNA STELLA BIANCA



E’ una stella bianca
che piange al mattino
lei che mi ha svegliato
da un brutto sogno,
ha rapito la mia anima all’alba
e l’ha condotta in cielo.

Pallida stella perduta
adesso brilli soffusa
in fondo ai miei occhi.






























LA MIA STELLA HA RIPRESO A BRILLARE



La mia stella ha ripreso a brillare
sopra di me, luminosa più che mai.

Ho chiuso gli occhi e ho spento il sole,
c’è solo la mia stella che illumina,
cammino cieco lungo strade perverse
che mi porteranno chissà dove;
la vita ancora muore ma continua a rischiare.

Realtà indefinite riflettono la storia nata
da un vortice di coscienze che non erano
stabili ma abbandonate a se stesse
e adesso cantano in silenzio
un ritornello stonato che vi fa girare.

Dunque non eri tu che accarezzavi
con gli occhi il sole nelle estati in piena?























ILLUSIONE



In un giorno qualunque,
un momento qualunque,
sarà stato il caso a rendermi la visione,
ho abbracciato i tuoi occhi con i miei.
Allora dimmi cosa sei,
tu dici un’illusione
a cui dare nuova forma e colore.
Adesso sei una stella,
non ti scorgi brillare in fondo ai miei occhi?
Occhi che erano pieni di lacrime
e che tu hai asciugato dolcemente.
Sei una candida luna pallida
che canta una ninna nanna alla notte
ed io l’ascolto e temo
di addormentarmi e non volermi svegliare più,
e mi abbandono in un tiepido sogno
immerso nella luce di pallidissime stelle.
Baciami ancora mille volte
e tienimi stretto per sempre.





















OFELIA



Un cielo stellato sopra il tuo corpo disteso
ad osservare l’ultimo fremito di vita,
la luna che piange lontano dal sole,
lui che insegue disperatamente da sempre,
ma non sa che domani verrà a cercarla.
La calda corrente ondeggia i tuoi capelli
immersi fluidamente nelle sue acque trasparenti,
trascina via i tuoi sogni in chissà quali bellissimi posti;
c’è un salice che piange toccando la tua fronte
e ti mormora nelle orecchie chissà quale nome.
Ofelia, ti ha reso troppo fragile la tua innocenza!

Una musica che scala dolcemente cullando le orecchie
e il suono di un flauto mobile che si allontana danzando,
e il tuo sguardo che riesce a penetrare il cielo.
Ofelia stringe le mani al seno e strizza forte gli occhi,
soffoca un grido che le nasce da dentro e vola
verso i lontani mari sprizzati di colori chiari.






















LUCI VERDI SPARSE



Luci verdi sparse
in un tramonto rosa
di fragili speranze.

Questa vacua tortura
che presiede il mio cuore,
questa voglia insaziabile
di averti sempre con me,
giorno e notte,
a pensarti fra le mie braccia.

Luci verdi sparse
in un tramonto rosa
di fragili speranze.


























I COLORI DEL MATTINO



Il cielo al primo mattino
quando le stelle si sono assopite
dietro il fresco azzurro imbalsamato.
Dietro le montagne diventa blu intenso,
scorre fluidamente in un violetto acceso,
poi rotola senza forma
in fondo a un arancione chiuso
e lì si spande in chiazze chiare
di nuvole sfumate
che veleggiano dolcemente
sfiorando il mio sguardo.
Così mi perdo per un attimo
nell’infinito sparso di un mattino fresco.



























FAVOLA



Ho incontrato la mia Speranza
sul ciglio di una nottata
come sfondo
di un sogno pacato,
indossava un vestito profumato
di rose candide a primavera
e recava in mano
tulipani appassiti.
La principessa che aspettava
di essere salvata
dalla strega cattiva,
il principe verde-viola.
Mi sorrise con una lacrima
che risplendeva nei suoi occhi
e mi gettò le braccia al collo
soffocandomi di baci dolci.
Poi afferrò il mio cuore
e lo strinse forte al petto,
gli sussurrò tiepide parole
riempendolo di baci,
di lacrime e di carezze.



















MELODIA STANCA



Hai detto: chiedimi
prima che svanisca,
la notte è lunga
ma non lascia respirare.

Una stella pallida
innamorata del mare
desiderava scivolare
lasciando la sua scia.

Velata da un cielo di porpora,
immersa in un notturno
dai contorni sfumati,
i miei occhi malati!

Hai detto: chiedimi
prima che svanisca,
la notte è lunga
ma non lascia respirare.

Una stella pallida
innamorata del mare
desiderava scivolare
lasciando la sua scia.
















LEI VEGLIA IL SONNO



Lei veglia il sonno
dall’apparire immobile.
Fioriscono nella notte
rose dai petali azzurri
che si uniscono in cerchio
danzandole intorno.
C’è un gufo curioso
appollaiato su un ramo coperto,
verdeggia insonne
osservando con occhi indolenti.
La luna ravviva le ombre
lasciando trasparire la notte,
gocce di pioggia serica
si adagiano sui suoi capelli, stanche,
e le attraversano le gote bianche.

























SCENA DI PIACERE



Gocce di smeraldo
abortite da un cielo d’avorio
si frantumano a terra
in scintille purpuree.

Lo sguardo perso
verso un paesaggio cristallizzato
in un’insostenibile scena
di piacere disteso.

Viaggia lontano la mente
e gli occhi distillano le immagini
imprigionandole in sensazioni indescrivibili,
è questo il piacere effimero del poeta.


























SOLARE



Ero chiuso dentro la mia stanza,
il sole filtrava in raggi d’oro
trasparendo dai vetri della finestra;
leggevo attorcigliato da un piacevole tepore
che mi attutiva i pensieri nella mente
e affinava i miei sensi al piacere.
Preso da quel diamantino
sole fresco a febbraio
decisi di abbandonare tutto
e uscire nell’ora immobile.
Mi ritrovai a inseguire
il sole fra le ombre,
lo cercai negli specchi,
nel riflesso delle pozzanghere,
camminai per i prati verdeggianti;
tutto era ricoperto di tenera luce,
ogni forma, anche la mia.
Mi sedetti rivolto al sole
e mi lasciai trasportare
in fondo a una calda sensazione,
lo osservai calare lentamente
dietro le pietrificate montagne
e ritirare la sua benevola luce
che ricopriva ogni superficie
alimentandola di vita.
Lo ammirai così scomparire
con un’eleganza favolosa,
un portamento degno di un dio.












RAFFINATEZZE ESTETICHE



Raffinatezze estetiche
intorno ai lineamenti affinati
delle apparenze,
librano forti sensazioni
evase dai sogni.

La bellezza estenuante
di un cielo calmo
che scioglie i sensi.
Luccica azzurrando
la luna trasparente
in un fresco giorno.

Ed io mi volgo
a viso alto
baciando il cielo,
mentre il vento
mi accarezza il volto.

Il momento di abbandonare
il mondo è giunto,
volo fantasticando
immerso in un azzurro fluido
e raggiungo il mio paradiso
nel luogo della poesia.
Notizie sull'autore
Davide Angelo Salvatore, studente, è nato in provincia di Pescara nel 1984 e vive a Torre dei Passeri.
E’ un autore appassionato di poesia, arte, musica, psicologia, esoterismo e filosofia con il culto per i poeti maledetti.
Ha pubblicato la raccolta di poesie Sospiri dell’inquietudine (Prospettiva Editrice, 2002).
Una sua poesia è stata scelta per l’antologia L’Amore edita dalle Edizioni Il Foglio ed ha partecipato all’antologia Navigando nelle Parole (Edizioni Il Filo, 2003), sue poesie sono apparse su varie riviste letterarie.
E’ stato segnalato al concorso nazionale “Clemente Di Leo” e al concorso “E’ solo poesia”.
Tutti i diritti riservati. Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata.
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