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Rennes-Le Château
Pietro Marino è un
esoterista che, tra l’altro, studia da più di venti anni
gli enigmi di Rennes-Le Château,
un piccolo paese del dipartimento dell’Aude, in Francia. I
misteri che circondano questo luogo sono tanti e tutti incredibili.
C’è chi assicura che a Rennes-Le Château vi sia
nascosto il Graal, segreti sconvolgenti sul cristianesimo e su Cristo,
un favoloso tesoro e la storia vera delle società segrete. Si
racconta ancora dell’altro. Marino ha viaggiato molto e possiede
una grande quantità di interessantissimi documenti, inerenti i
misteriosi avvenimenti di cui andremo a parlare nell’intervista
che segue. E’ una persona piuttosto schiva, non è stato
facile intervistarlo. Sono convinto che sa molto più di quanto
mi ha detto.
L’INTERVISTA
Cosco: Si parla di un tesoro di inestimabile valore e di altri segreti celati a Rennes-le-Château, un paesino
posto su una collina, nel dipartimento dell’Aude, in Linguadoca. Qual è la storia di questo mistero?
Marino: Il Mistero cominciò il 6 novembre 1244 quando
François Pierre, barone d'Hautpoul, marchese di Blacheford e
signore di Rennes-le-Château, redisse testamento e lo fece
registrare il 23 novembre dello stesso anno dal notaio Captier di
Esperaza. Nel testamento si parla di un segreto di Stato. Nel 1781, il
curato di Rennes-Le-Château, Antoine Bigou, ricevette, in
confessione ed in punto di morte, dalla marchesa d'Hautpoul, Marie de
Nègri d'Ablès, un segreto di famiglia, che avrebbe dovuto
essere tramandato. La marchesa morì il 17 gennaio 1781 ed il
curato fece collocare sulla tomba della stessa, dieci anni dopo, nel
1791, una lapide proveniente da un'altra tomba che si trovava ad
Arques. Nello stesso anno nascose, in uno dei pilastri vicino l'altare
alcuni documenti e fece posare all’incontrario, sempre vicino
l'altare, una lastra di pietra conosciuta come la "dalle des
Chevaliers". Nel 1885 divenne parroco del villaggio don Berenger
Saunière (1852-1917), un personaggio a dir poco inquietante, con
strani interessi esoterici che contribuirà, in modo
determinante, ai misteri di Rennes-le-Château. La chiesa era
fatiscente, aveva bisogno di riparazioni. Saunière, allora,
chiese dei contributi. La Marchesa di Chambord gli offrì 3000
franchi, il municipio 1.400 franchi. Potè, così,
cominciare i lavori di restauro che riserveranno non poche
sorprese.
C.: Durante i lavori Saunière trovò qualcosa di interessante?
M.: Quando iniziarono i lavori di restauro al pavimento, gli operai
raccontarono che, in una cavità, avevano recuperato un
recipiente, esattamente un paiolo, all'interno del quale avevano notato
dei pezzi d'oro che luccicavano. Saunière disse che si trattava
di alcune medaglie raffiguranti la Madonna di Lourdes, senza alcun
valore. Eppure nello stesso anno regalò all'abate Grassaud,
curato d’Amélie les Bains, un calice in argento dorato,
che ancora oggi si può ammirare in tutta la sua bellezza. Il
calice regalato a Grassaud era stato trovato nella chiesa durante il
restauro. Sullo stesso vi è inciso: "ECCE PANIS ANGELORUM FACTUS
CIBUS VIATORUM". Alla base troviamo i simboli dei quattro Evangelisti e
più sopra Gesù, S. Giuseppe ed un'altra immagine non
meglio indentificata. Qualcuno si chiede: Si tratta di una santa? E'
certo che la figura è quella di una donna. Nel 1891 chiese ed
ottenne dal comune di utilizzare un terreno di fronte la chiesa, dove
fece realizzare una grotta nella quale costruì un calvario.
Saunière vi fece incidere la seguente iscrizione: "Chistus
A.O.M.P.S.
Defendit".
C.: Che significa questa iscrizione?
M.: Su questa iscrizione sono state fatte tante ipotesi. Alcuni
leggono: "CHRISTUS ANTIQUUS ORDO MYSTICUSQUE PRIORATUS SIONUS DEFENDIT"
(Che Cristo difenda l'antico ordine mistico del Priorato di Sion).
Altri invece sostengono che è una invocazione rivolta a Dio
affinché protegga tutti gli uomini: "CRISTUS AB OMNI MALO
POPULUM SUUM DEFENDIT" (che Cristo difenda il suo popolo da ogni male).
Se è vero il primo caso, considerato che ancora non aveva
scoperto nulla di importante, egli di sicuro faceva parte dell'Ordine
del Priorato di Sion; se, invece l'iscrizione si riferisce alla seconda
ipotesi, il curato era un semplice prete che non faceva altro che
rivolgere una invocazione a Gesù Cristo.
C.: Se fosse stata intenzione di Saunière di rivolgere questo
tipo di invocazione, che motivo aveva di indicarla con una sigla? Forse
che, con tutte le pietre raccolte nella campagna circostante per la
costruzione della grotta e del Calvario, non c'era spazio per incidere
poche parole? E poi un curato non avrebbe lasciato a disposizione di
tutto il popolo della chiesa una tale invocazione?
M.: Egli, verosimilmente, faceva parte del Priorato di Sion e se ha
usato solo delle lettere, è perchè nessuno doveva sapere,
solo lui e pochi altri. I lavori, all'interno della chiesa,
continuavano alacremente. L'altare era costituito da una lastra di
marmo che poggiava su delle colonne. La lastra venne tolta ed in una
colonna venne rinvenuta una boccetta, all'interno della quale furono
scoperti alcuni manoscritti con il sigillo della regina Blanche de
Castille. Era stato il campanaro Captier a fare la scoperta che
avvisò subito Saunière il quale sostenne che si trattava
di reliquie. Sulla colonna visigota, fu eretta una statua della Madonna
di Lourdes. Su questa colonna Saunière fece incidere
"PENITENCE-PENITENCE" e "MISSION 1891".
C.: Furono trovati altri importanti documenti?
M.: Certo, Saunière avrebbe trovato dei documenti importantissimi:
-l'albero genealogico di Dagobert II dal 681 al 1244 e dal 1200 al
1644; quest'ultimo era anche allegato al testamento redatto nel
1644;
-2 testi codificati dei Vangeli (il vangelo di San Giovanni dove
è indicato che Gesù si reca a Betania da Lazzaro e Maria
gli unge i piedi con l'unguento e glieli asciuga con i capelli (XII,
1-11) ed alcuni versetti, quelli dove Gesù rispose ai Farisei
che gli avevano fatto presente che i suoi discepoli stavano cogliendo
spighe di sabato perché avevano fame: <<...il Figlio
dell'uomo è signore del sabato>> (Luca VI, 1-5; Matteo
XII, 1-8 e Marco II, 23-28).
C.: A quali conclusioni pervenne?
M.: Aspetti. Saunière, il giorno dopo il rinvenimento dei
manoscritti, fece sollevare da due operai, Rousset e Babon, davanti
all'altare una lastra di pietra, la fece rivoltare e si accorse che la
stessa era composta da due pannelli scolpiti, su uno vi è un
personaggio a cavallo che suona un corno, sull'altro un cavallo sul
quale vi sono due cavalieri. Un chiaro riferimento ai cavalieri
Templari. Era la lapide che aveva fatto posare l'abate Antoine Bigou
nel 1791. Sotto la lapide una tomba o l'ingresso della tomba della
famiglia d'Hautpoul? Forse Saunière trovò in questa
cripta la vera tomba della marchesa. Probabilmente fu questo che gli
fece capire che nella tomba, che si trovava nel cimitero, non si
trovavano i resti della marchesa, ma qualcos'altro. Questa lastra era
stata posata da Bigou e trovata poi da Saunière; però nel
libro "Le pietre incise della Linguadoca" di Eugene Stublein,
pubblicato nel 1884, era già stata descritta, come si evince
dalla lettera inviata all'archeologo Fatin dalla "Lingue de la
Librairie ancienne". Nello stesso libro veniva indicata anche la lapide
della Marchesa d'Hautpoul-Blanchefort.
C.: Ma come faceva Stublein, nel 1884, a conoscere la lapide dei
Cavalieri, se Bigou, nel 1781, l'aveva fatta collocare con le figure
scolpite rivolte verso il pavimento? Qual è la fonte da cui
Stublein aveva tratto la notizia?
M.: E' una fonte certamente antecedente al 1781 e chi l'ha riportata
avrà di sicuro visto la lapide, quindi la tomba di Sigibert IV.
A questo punto Saunière sospese i lavori. Nel suo diario, alla
data del 21.9.1891 si legge "Trovata una tomba. La sera, pioveva". Alla
data del 29.9.1891, si legge che egli aveva incontrato il curato
Gélis, l'abate Carrière e l'abate Cros. Alla data
1.10.1891 si legge che aveva ricevuto la visita di alcuni
confratelli.
C.: Quale fu il proseguo degli avvenimenti?
M.: Saunière si recò da Mons. Felix Billard, vescovo di
Carcassonne. Allo stesso riferì della scoperta. Glielo
riferì non solo perchè era un suo superiore, ma
soprattutto perchè Billard faceva parte di quel famoso Ordine
che si perdeva nella notte dei tempi. Il vescovo lo autorizzò,
allora, ad andare a Parigi per far decifrare i manoscritti.
Saunière rimase in quella città tre settimane, invece dei
5 giorni autorizzati. Egli si recò direttamente al S. Sulpice
dove era direttore l'abate Biel. Qui conobbe il giovane Emile Hoffet
che lo introdusse in circoli culturali ed artistici, dove
Saunière ebbe modo di conoscere la cantante Emma Calvé.
Saunière, quando partì per Parigi, sapeva già a
chi rivolgersi. Se così non fosse stato, certamente non avrebbe
affidato le pergamene o copie delle stesse a nessuno; non si sarebbe
certamente fidato. Hoffet era una persona di fiducia, forse poteva far
parte di quell'Ordine di cui faceva parte Billard. I manoscritti,
frattanto, vennero decifrati. Una copia degli stessi e dell'albero
genealogico rimasero ad Hoffet. Perchè giungiamo a questa
conclusione? La biblioteca dell'abate Hoffet, alla sua morte, fu
acquistata dalla "Lingue de la Librairie ancienne". Il 2 luglio del
1966 l'Istituto inviava una incredibile lettera al sig. Fatin,
proprietario del castello di Rennes e grande archeologo.
C.: Cosa era scritto in questa lettera?
M.: Eccole il testo da me tradotto (Marino mi porge un foglio scritto che riporto interamente, ndr):
Parigi, 2 luglio 1966
Al Signor Marius FATIN
Archeologo
Castello di Rennes
RENNES-LE-CHÂTEAU
di COUIZA
(Aude)
Gentile Signore,
dopo la nostra visita della settimana scorsa al vostro castello di
RENNES, e prima di lasciare la Francia, abbiamo il piacere di potervi
informare che il vostro castello è in effetti storicamente il
più importante della Francia, perché questa dimora fu il
rifugio nel 681 del Principe SIGIBERT IV figlio del RE DAGOBERT II,
divenuto San Dagobert; tra i loro discendenti vi sono i Conti di
Rhédae. Fatti accertati per mezzo di due pergamene recanti il
sigillo della Regina Blanche de Castille, con il testamento di
Francois-Pierre d'Hautpoul registrato il 23 novembre 1644 da Captier,
notaio in Esperaza (Aude), documenti acquistati dalla nostra
Società con una parte della Biblioteca dell'Abate E.H. Hoffet,
Via Blanche 7, a Parigi, che deteneva questi documenti dell'abate
SAUNIÈRE, antico curato di RENNES-LE-CHÂTEAU.
La pietra tombale di SIGIBERT IV, figura nel libro di STUBLEIN,
edizione di Limoux del 1884, e si trovava nella chiesa Santa Maddalena
di RENNES-LE-CHÂTEAU, oggi è al museo delle lapidi di
CARCASSONNE.
Il Vostro Castello è dunque doppiamente storico!
Vi preghiamo Caro Signore di ricevere i nostri sentimenti più devoti.
(Firma)
C.: Cosa prova questa lettera?
M.: Prova inconfutabilmente che effettivamente Saunière aveva
trovato i manoscritti e che ne aveva fatto copia, lasciandone una a
Parigi. Saunière in questa città acquistò delle
riproduzioni di quadri: la tentazione di S.Antonio di Teniers, i
pastori d'Arcadia di Nicola Poussin (3 pastori ed una pastorella che
osservano una tomba con su inciso: "ET IN ARCADIA EGO), ed un ritratto
di Papa Celestino V. Di ritorno a Rennes fece riprendere i lavori. Si
incontrò con la famiglia di Marie Dénarnaud; il padre ed
il fratello, dopo l'incontro con Saunière, andarono a lavorare
come carpentieri ad Esperaza, paese del notaio che aveva ricevuto il
testamento del barone d'Hautpoul. Certamente, prima di rientrare a
Rennes, il curato avrà informato il suo vescovo della evoluzione
delle cose. Saunière fece anche costruire davanti al cimitero
una porta, sulla quale fece mettere un teschio con 22 denti ed ossa in
metallo incrociate, simbolo templare, ed una struttura che gli abitanti
chiamavano "biblioteca" che fu distrutta da un incendio il 14.7.1895.
Per qualche tempo abitò in questa struttura. Di notte faceva
scavi nel cimitero. A tal proposito, Marie Dénarnaud ebbe a
dichiarare che erano stati sorpresi mentre stavano aprendo una tomba.
Il Municipio protestò per quello che stava facendo
Saunière. Abbiamo una lettera indirizzata al Prefetto che lo
attesta.
C.: Cosa cercava e cosa trovò Saunière nel cimitero?
M.: Trovò la tomba della contessa d'Hautpol-Blanchefort. Aveva
letto quello che c'era sulla lapide e lo aveva cancellato. Non sapeva
che quella iscrizione qualcuno l'aveva già copiata. Sulla
lapide, figura l'anno di morte in lettere romane, ma al posto della
seconda "C" viene incisa una "O" (MDC O LXXI invece di MDCCLXXI). Ma
Marie Dénarnaud dichiarò che avevano aperto una tomba. A
quale scopo? Il Mistero si infittisce. Bisogna scoprire cosa
effettivamente Saunière faceva nel cimitero, oltre che leggere
le iscrizioni di cui abbiamo detto. Il 6 luglio del 1897 la chiesa,
sulla cui facciata aveva fatto incidere:"Questo è un luogo
terribile", viene inaugurata e per due anni Saunière si
assenterà spesso ed in modo sistematico da
Rennes-Le-Château. Ricevette per due volte la visita di
Jean-Stephane d'Hasbourg, che gli abitanti di Rennes conoscevano come
signor Guillame.
C.: Chi c’era in realtà dietro queste cospicue donazioni e
quali erano i veri motivi di tanta generosità?
M.: Jean-Stephane d'Hasbourg era il tramite di qualche misterioso
personaggio che aveva molto interesse alle ricerche di Saunière.
Insieme avevano anche aperto dei conti in una banca svizzera. E se
Jean-Stephane d'Hasbourg conosceva l'esistenza dei documenti e di un
"segreto", certamente anche lui faceva parte di quell'Ordine a cui
apparteneva il vescovo Billard e lo stesso Saunière. Nel 1900 il
curato acquistò 6 terreni e li intestò a Marie
Dénarnaud. Costruì la Villa Betania, che, dopo la morte
di Saunière, sarebbe dovuta diventare casa di riposo per i preti
della diocesi. All'interno fece costruire una cappella personale, per
avere la possibilità di dire messa. All'ingresso principale
troneggia una statua del Cristo, al di sopra la scritta "Villa
Bethanie". Fu costruita una cisterna che alimentava una fontana a
beneficio della popolazione. Fece costruire una strada di collegamento
per Rennes. Ma, soprattutto, si dedicò all'edificazione della
famosa Torre Magdala.
C.: Ci parli di questa Torre.
M.: Egli l'aveva ideata per ospitare il suo studio e la biblioteca, che
aveva curato nei minimi particolari e dove aveva raccolto una
collezione di francobolli e cartoline. All'ingresso la scritta
"Magdala", ma la "M" somiglia ad una "Omega" capovolta; nelle
iscrizioni di Saunière si troveranno spesso anche lettere
capovolte. I lavori durarono 8 anni. Molte personalità andarono
a trovare Saunière; fra queste anche un massone, Henri Charles
Etienne Dujardin-Beaumetz, della loggia "La Clémente
Amitié". Si pensa che Saunière fosse stato iniziato in
quella Loggia.
C.: Lo strano comportamento di Saunière oltre alla disinvoltura
con cui maneggiava tanto denaro non fu notato dai suoi superiori?
M.: Certamente sì, infatti furono svolte delle indagini e nel
1911, il vescovo, successore di Billard, non trovando altro, lo
accusò di traffico di messe e lo sospese. Fece appello a Roma e
venne difeso dal canonico Huguet. Riabilitato, l'11 aprile 1915 venne
definitivamente sospeso, in quanto non volle dare spiegazioni neanche a
Roma. Gli fecero sapere che sarebbero stati clementi con lui, se avesse
fatto ammenda e spiegato tutto, ma Saunière non lo fece mai. Il
5 gennaio 1917 decise di iniziare un'altra costruzione: una torre di 60
metri. Un preventivo è datato 12 gennaio 1917. Lo stesso giorno
si sentì molto male mentre era nella Torre Magdala. Ebbe paura.
Il 17 gennaio 1917 fece chiamare l'abate Riviere per confessarsi. La
confessione durò molto però non ebbe l'assoluzione.
Saunière non aveva realmente intenzione di confessarsi, voleva
trasferire il segreto ma Riviere non capì o non volle capire.
Morirà, per una emorragia cerebrale, il 22.1.1917. Sulla sua
tomba è riportata la scritta INRI (Gesù Nazzareno re dei
Giudei); anche in questo caso vi è una lettera capovolta:la "N".
C'è da dire, però, che la "M" di Madgala era stata fatta
scrivere da Saunière, mentre necessariamente era stato qualcun
altro a dare ordine di incidere la "N" in quel modo. Si è voluto
lasciare un messaggio? Oppure è stato un errore? Uno scrivano
catalano, Prudenci Reguanti Torres, spiega che la "N" che vuol dire
Nazareth, al rovescio è da interpretare come Hterazan, che in
ebraico significa "HA TE RATZ AN" (dove è la misteriosa
camera?). Quindi il Gesù Nazareno re dei Giudei diventerebbe:
"Io so dove è la camera misteriosa del Re dei Giudei".
C.: Ma cosa trovò Saunière?
M.: Sono state fatte molte ipotesi. Secondo alcuni avrebbe trovato il
tesoro dei Templari, altri quello dei Visigoti, ed ancora quello dei
Catari, o, come sostiene Corbu, il tesoro della corona francese.
C'è, perfino, chi sostiene che avesse trovato il Graal o l'Arca
dell'Alleanza; certi sostengono che avesse trovato un luogo di culto
segreto, considerato che, nelle decorazioni della chiesa, vi sono molti
simboli rosacruciani. Si è parlato pure che Saunière
avrebbe scoperto un segreto di tale gravità da far tremare le
fondamenta del mondo cristiano e che avrebbe ricattato Roma.
Un’ennesima ipotesi vuole che trovò il tesoro del Tempio
di Salomone, trafugato dai romani il 70 d. C., e riconquistato dai
barbari quando saccheggiarono Roma, passato ai Visigoti,
successivamente ai Templari e, forse, a Bertrand de Blanchefort sesto
Gran Maestro dei Cavalieri Templari.
C.: Segreti pericolosi quelli di Rennes-le-Château. Si racconta di strane morti…
M.: L'abate Gélis, amico e confidente di Saunière,
verrà ucciso e trovato con il cranio fracassato. La sua tomba
è orientata verso Rennes-le-Château e sulla stessa
è impresso un simbolo dei Rosa-Croce. Un'altra persona che ha
avuto a che fare con Saunière verrà trovata assassinata,
il 28 agosto 1974; è la nipote di Marie Dénarnaud, la
quale le aveva regalato dei gioielli. Questi gioielli sembrano
appartenere alla oreficeria visigota. L'assassino verrà
scoperto. Era membro di una setta segreta. Altre tre persone che hanno
avuto a che fare con Rennes-le-Château sono state trovate morte,
impiccate: , Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker il 6 marzo 1967,
Pierre Feugere, il giorno dopo, il 7 marzo. Avevano scritto e
pubblicato, il 17 gennaio dello stesso anno: "Il Serpente Rosso", un
curioso e interessante testo. Mi fermo qui.
C.: Mi dice qualcosa sul simbolismo ermetico presente nella chiesa di Rennes-Le Château?
M.: La chiesa era stata consacrata nel 1089 e dedicata a Maria
Maddalena, ma la sua fama la deve all'abate Saunière. Prima di
entrare, sulla sinistra, è visibile la Madonna di Lourdes posta
sul pilastro visigoto, il pilastro all'interno del quale
Saunière avrebbe trovato i manoscritti. All'ingresso troviamo
scritto: "Domus Mea Domus orationis Vocabitur" (La mia casa sarà
chiamata casa di Preghiera), "Terribilis est locus iste" (questo
è un luogo terribile) e "Hic Domus Dei est et porta Coeli" (Qui
è la casa di Dio e la porta del cielo). Nella Genesi (XXVIII,
10-17) leggiamo che Giacobbe sognò una scala che poggiava sulla
terra e raggiungeva il cielo. Gli Angeli salivano e scendevano su di
essa. Gli apparve Dio che gli parlò. Al suo risveglio ebbe
timore e disse: "Come è terribile questo luogo! E nientemeno
è la casa di Dio e questa è la porta del cielo". Diede il
nome di BETHEL a quel luogo che prima si chiamava LUZ. Lynn Picknett e
Clive Prince nel "La rivelazione dei Templari - I custodi segreti della
vera identità di Cristo" sostengono che BETHEL è il
Centro in lotta con Gerusalemme e che con il termine BETHEL, in
francese, si designa il Tempio di una "setta" dissidente. Ricordiamo
questo "racconto" non solo per la frase che si riferisce
all’ingresso della chiesa, ma anche per la scala che parte dalla
terra e raggiunge il cielo, perché la scala noi la troveremo in
alcune stazioni della passione di Cristo che si trovano
all’interno della stessa chiesa. Sul timpano si nota un triangolo
equilatero e possiamo ammirare la statua della Maddalena, ai lati 4
vasi contenenti delle rose, 3 a vaso, per un totale di 12. Entrando si
nota il diavolo Asmodeo (il diavolo che, secondo la leggenda, portava
l'acqua mentre Salomone faceva costruire il Tempio di Gerusalemme e che
era poi diventato guardiano del tesoro del Tempio) che sostiene
l'acquasantiera, a forma di conchiglia, sulla quale sono incise le
iniziali "B.S.", cioè Boudet-Saunière.
Sull’acquasantiera è anche inscritta la traduzione
deformata: "PAR CE SIGNE TU LE VAINCRAS" (con questo segno tu LO
vincerai) del motto, in latino, dell’imperatore Costantino: "IN
HOC SIGNO VINCES". Il pavimento dove è collocato Asmodeo
è composto da 64 lastre bianche e nere alternate, orientate
verso i 4 punti cardinali. Sull'ala sinistra di Asmodeo ci sono dei
segni che sembrano graffi.
C.: Cosa sta a significare tutto questo complesso simbolismo?
M.: Un linguaggio cifrato. C’è ancora tanto. Di fronte,
sull'altra parete, è posto il fonte battesimale con le statue di
San Giovanni Battista e Gesù. Il Battista versa l'acqua con una
conchiglia. Gesù ed Asmodeo hanno lo sguardo rivolto verso il
pavimento e guardano le 64 mattonelle bianche e nere poste come una
scacchiera. All'interno della chiesa si possono ammirare, oltre le
statue della Madonna e di San Giuseppe, entrambe con il Bambino tra le
braccia, numerose statue che guardano anche esse il pavimento: San
Germana, martire per aver difeso la sua verginità; San Rocco,
Sant'Antonio l'Eremita, Sant'Antonio di Padova, l'Evangelista San Luca
(medico, protettore delle arti figurative) e Maria Maddalena,
rappresentata con una croce, un calice nelle mani ed un teschio accanto
ai piedi. Sul pulpito si trova la statua dell'Evangelista Luca. Henri
Mertal, in un articolo pubblicato sul bollettino n. 10 del novembre
1966, dell'Associazione di Rhedae, sostiene che le iniziali delle
statue, così come erano state fatte collocare da Saunière
danno il nome GRAAL; (Germana, Rocco, Antonio, Antonio, Luca), con
esclusione di Maria Maddalena che era quella che lo possedeva.
Féral diceva inoltre che le Statue erano state poste a forma di
"M". Ed era per lui un riferimento alla Massoneria. I simboli
ermetico-alchemici sono ancora tanti ma quanto le ho detto può
bastare per farsi una pallida idea di quanto è celato là.
Di più non posso dire.
C.: Si racconta che certi periodi dell’anno si verificano fatti
curiosi in quella chiesa, quanto c’è di vero?
M.: Nella chiesa, in alcuni giorni dell'anno, si possono osservare
alcuni insoliti fenomeni. Il 13 gennaio (giorno del Battesimo del
Cristo) i primi raggi del sole colpiscono i piedi del Cristo e poi si
spostano su, verso la statua. Il 17 gennaio (festa di S.Antonio) un
raggio di sole batte sulla statua di S.Antonio. Il 4 aprile e per tutta
la settimana, il sole, attraversando la vetrata dove è
rappresentata la Resurrezione di Lazzaro, proietta l'immagine del
Cristo sulla parete di fronte. In inverno, a mezzogiorno, il sole,
attraversando la vetrata posta a sud, proietta l'immagine di un melo
con tre mele blu. Gli enigmi sono ancora tanti. C’è la
scritta "PAR CE SIGNE TU LE VAINCRAS" che si trova sopra
l'acquasantiera, qualcuno ha tratto le seguenti conclusioni: le lettere
sono 22 come 22 sono i denti del teschio posto sulla porta del
cimitero, come 22 sono i gradini della Torre Magdala, 22 è la
somma delle due rampe di scale di 11 gradini che porta alla terrazza.
Nella scritta originale Saunière ha aggiunto le lettere "L" ed
"E" (LE), che sono poste tra la 13cesima e la 14cesima lettera: il 1314
è l'anno in cui fu giustiziato Jacques de Molay; la "L",
nell'alfabeto, è la 12 lettera, mentre la "E" è la 5, e
12+5=17, il numero ricorrente nel Mistero di Rennes. Ora basta le ho
detto più di quanto avrei dovuto.
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