I segreti di Ghiza


Percorrendo il lungo pendio che conduce all'altopiano di Giza, nei pressi del Cairo, pare di scorgere in lontananza tre montagne dai contorni particolarmente nitidi. Man mano che ci avviciniamo, però, riconosciamo quelle gigantesche forme per quello che sono: piramidi. Ed una volta giunti a ridosso la loro mole è ancora più impressionante. Lo spazio visivo è occupato per metà dalla pietra e per metà dal cielo. La più alta è la Grande Piramide di Cheope. La centrale appartiene a Chefren ed è solo leggermente più piccola, mentre la più bassa è la tomba di Micerino. I sovrani egizi, i faraoni, si ritenevano degli esseri viventi destinati un giorno a lasciare la Terra per ricongiungersi alle altre divinità, ed in particolare al dio del sole Ra, il più importante fra tutti gli dei, che ogni giorno percorreva il cielo con la sua "barca di milioni di anni" fiammeggiante e che di notte attraversava l'insidiosa oscurità del mondo sotterraneo. Per affrontare la nuova vita nell'aldilà si facevano costruire apposite dimore ai margini dell'altipiano desertico, situate strategicamente tra il Nilo, dispensatore di vita e l'orizzonte occidentale dove il sole ogni sera scompare. In un primo tempo queste "dimore funebri" venivano edificate sottoforma di veri e propri palazzi con locali pubblici, magazzini e case destinate ai cortigiani destinati a seguire il loro padrone anche nella morte. Intorno al 2700 a.C. il re Zoser fece edificare una prima rudimentale piramide a gradoni che rappresentava una scala per arrivare in cielo, a sud di Giza. I suoi successori svilupparono questa nuova forma piramidale fino alla tipica forma a superficie liscia, portata al massimo splendore da Cheope, Chefren e Micerino. L'era della costruzione delle Grandi Piramidi si protrasse per tutto l'Antico Regno (2700-2200 a.C. ca.) e la piramide di Cheope fu completata molto probabilmente verso il 2500 a.C. Successivamente i faraoni abbandonarono le imponenti piramidi per progettare nuove strutture, come piramidi più piccole di mattoni di fango rivestite in pietra, templi o le famose tombe nella Valle dei Re, dove venne sepolto Tutankhamon. In ogni caso la Grande Piramide di Giza, Akhet Khufu, "lo Splendore di Khufu", resta la più bella in assoluto. Come siano riusciti gli antichi Egizi ad edificare una struttura occupante un'area di 5,3 ettari, che si innalza verso il cielo per circa 145 metri, composta da due milioni e mezzo di massi calcarei e che complessivamente pesa 6 milioni di tonnellate, non è ancora del tutto chiaro, anche perché sull'argomento, stranamente, non sono rimaste moltissime testimonianze. Di sicuro gli architetti dovevano essere ben versati nelle scienze matematiche, dato che le proporzioni e le misure della piramide sono straordinariamente precise. I quattro lati del monumento sono orientati verso i punti cardinali con un'approssimazione inferiore ad un decimo di grado. La differenza fra il lato più lungo e quello più corto non supera i 20 centimetri. La pavimentazione che circonda la Grande Piramide è perfettamente piana, considerando che l'oscillazione massima nei punti più alto e più basso è di 2,5 cm. Tale perfezione di calcolo fu probabilmente raggiunta attraverso l'utilizzo di semplici aste di misurazione e corde, allineate osservando il sole e le stelle, e forse anche con l'uso di livelle ad acqua per le linee orizzontali. Ad ogni modo come sia stato possibile con strumenti così elementari raggiungere un perfezione metrica, forse impensabile anche ai giorni nostri considerata soprattutto la mole della struttura, resta un mistero. I risultati di tutte le altre misurazioni hanno portato, inoltre, alla convinzione che la Grande Piramide, in realtà, sia stata progettata come un gigantesco schema del tempo, in attesa di essere interpretato dalla civiltà future. Ad esempio dividendo il perimetro della struttura per il doppio della sua altezza si ottiene 3,1416 ovvero l'attuale valore di Pi Greco. La somma dei lati di base della piramide indica il numero dei giorni di un anno, ossia 365,240 pollici egiziani antichi. L'altezza moltiplicata per dieci milioni dà come risultato la distanza approssimata tra il sole e la terra. Raddoppiando la lunghezza dei quattro lati della piramide otteniamo quasi esattamente la misura equivalente un sessantesimo di grado alla latitudine dell'equatore (in metri la cifra corrisponde a 1842,92 mentre la cifra attuale è di 1842,78). Se si sceglie un raggio pari alla sua altezza e si traccia in base a questo una circonferenza, l'area del cerchio così ottenuto è uguale all'area del quadrato di base. L'inclinazione dell'asse di rotazione della terra nello spazio varia tutti i giorni e non raggiunge la posizione originale se non una volta ogni 25827 anni. Questa cifra, quasi esatta (25826,26), risulta tra le misure della piramide sommando le diagonali della base. Le pietre che compongono il nucleo centrale della piramide provenivano tutte dall'altopiano di Giza: la Sfinge di Chefren sorge proprio sui resti di un'antica cava. Gli altri materiali provenivano invece da cave vicino al Nilo, tipo la pietra calcarea di Tura o il granito, che era originario addirittura di Assuan, 800 km verso sud. Si calcola che la costruzione di questo fantastico monumento sia durata circa trent'anni e che abbia impiegato, complessivamente, circa quattromila uomini, fra muratori e costruttori. A differenza di altri antichi monumenti egizi, la Grande Piramide contiene vani e corridoi anche nelle parti alte della struttura. Attraverso un'entrata praticata appena sopra la base, al centro del lato nord, si accede ad uno stretto passaggio che scende in una camera scavata nella roccia sotto al monumento. Sempre dallo stesso passaggio parte un altro corridoio che, invece, sale fino a sboccare prima in un piccolo vano, denominato Camera della Regina, e poi nella Grande Galleria, un immenso corridoio inclinato alto 8 metri e lungo 48, che a sua volta porta fino alla Camera del Re, la stanza più imponente, che contiene un cofano a sarcofago. Per 3000 lunghi anni l'interno della piramide è rimasto inviolato. Fu solo nel 820 d.C. che una spedizione archeologica riuscì finalmente ad individuarne l'entrata. All'interno, anche il corridoio ascendente era stato chiuso e nascosto attraverso l'utilizzo di blocchi di granito. Dopo aver aperto un varco attorno ad essi, la spedizione raggiunse la Camera del Re solo per scoprire che il sarcofago del faraone era vuoto. Ancora oggi nessuno può sapere con esattezza quale fosse la reale destinazione della Grande Piramide, a parte il fatto di essere il prodotto di numerosi e precisi calcoli matematico-astronomici. Se non era una tomba costruita per ospitare il corpo di Cheope, a cosa serviva? Chi aveva bloccato il passaggio, in che modo e soprattutto perché, visto che non conteneva nessun tesoro?