IL mistero di Stonehenge


 

 

  Sicuramente il complesso megalitico di Stonehenge è uno dei luoghi più misteriosi di tutto il pianeta, in grado di attrarre, con la sua atmosfera mistica, sia gli archeologi in possesso di conoscenze specifiche per cercare di carpirne i segreti, sia i cittadini normali che desiderano semplicemente visitare questo monumento veramente inusuale. Nonostante siano passati migliaia di anni dalla sua costruzione Stonehenge resta comunque un'enigma per gli scienziati che non sono ancora riusciti a capire le reali funzioni di questo sito. I Sassoni denominarono il gruppo di pietre erette "Stone Henge" ossia "Pietre Sospese", mentre alcuni scrittori del Medio Evo si riferivano ad esse chiamandole "La Danza del Gigante". Nel secolo XVII, Inigo Jones, un famoso architetto, dopo accurate ricerche, giunse alla conclusione che il complesso era in realtà un tempio romano. Nel secolo XVIII, invece, William Stukeley, un antiquario, convinse molte persone che fosse un antico tempio dei Druidi inglesi, dove si svolgevano anche sacrifici umani. Solo nel XX secolo, infine, gli archeologi sono riusciti a stabilire la reale età del monumento e a formulare ipotesi più plausibili sulla sua funzione. Stonehenge è situato nello Wiltshire, al centro dell'Inghilterra meridionale, regione ricca di resti preistorici. Woodhenge, Durrington Walls, il Cursus ed oltre 350 tumuli sono testimonianze di come gli abitanti del tempo avevano un'intensa attività economica e religiosa, soprattutto nella pianura di Salisbury. Essi cominciarono a costruire Stonehenge verso il "3500 a.C.". La prima costruzione era composta da un argine circolare con fossato e 56 buche, oggi note come Aubrey Holes, disposte ad anello intorno al perimetro. La Heel Stone fu la prima pietra ed essere eretta verticalmente ed è situata fuori dall'unica entrata al sito archeologico. La seconda costruzione di Stonehenge fu iniziata circa due secoli dopo. Venne tracciato un viale di argini paralleli che collegava il "cerchio" al fiume Avon, distante circa 3 km. I nuovi costruttori trasportarono 80 massi di turchese dalle Prescelly Mountains, nel sud-ovest del Galles a 320 km di distanza. I grossi blocchi di pietra furono probabilmente trasferiti per mezzo di zattere lungo la costa gallese fino al luogo dove ai giorni nostri sorge la città di Bristol. Da qui lungo il corso di un altro fiume di nome Avon, poi per terraferma ed infine di nuove sul fiume Avon fino al complesso di Stonehenge, dove vennero drizzati ad formare due cerchi. I cerchi di turchese, dopo poco tempo, furono smantellati e sostituiti con le gigantesche pietre che ancora oggi dominano il luogo. Trasportare i megaliti dal nord del Wiltshire, visto che alcuni di loro pesano anche 26 tonnellate, deve essere stata un'impresa titanica, comportante l'impiego di una manodopera straordinariamente numerosa. Gli architetti modellarono e collocarono accuratamente le architravi che coprivano le pietre verticali per mezzo di giunti ad incastro. I triliti, chiamati così perché composti appunto da tre pietre ciascuno, furono eretti in modo da formare un cerchio ed un ferro di cavallo, così come sono visibili oggi.All'esterno del cerchio principale furono scavate delle buche per erigere un doppio cerchio di turchesi,ma per motivi oscuri il progetto non fu mai portato a termine. Nel 2000 a.C. si ebbero quindi le ultime modifiche. I massi di turchese furono nuovamente rimontati nella loro attuale posizione all'interno del cerchio come piccoli blocchi colonnari e contemporaneamente, la pietra oggi nota come Pietra dell'Altare, un grosso masso di arenaria verde, fu infissa davanti ad uno dei triliti. La perizia nella costruzione, l'elaborata progettazione e le migliaia di ore e di uomini dedicati alla costruzione lasciano certamente intendere che Stonehenge non era semplicemente un punto d'incontro per gli abitanti della zona. Il fatto che gli architetti abbiano fatto ricorso alla pietra turchese e all'arenaria dimostra che i megaliti erano parte essenziale della struttura. Comunque, anche se sono state fatte molte ipotesi, la reale funzione del complesso megalitico resta un mistero. Alcuni indizi particolari suggerirebbero una fra le possibili funzioni. Il sole di mezza estate sorge tra la Heel Stone e un'altra pietra oggi non più visibile: è ipotizzabile quindi che, durante quel particolare periodo dell'anno, la primordiale struttura del tempio servisse, tra l'altro, per esporre i resti dei defunti al sole dispensatore di vita. Le 56 Aubrey Holes provano che i riti funebri venivano compiuti qui: le buche simboleggiavano probabilmente dei punti di accesso al sotterraneo regno dei morti. Alcuni astronomi, analizzando al computer la disposizione dei giganteschi megaliti, giunsero alla conclusione che il complesso era in realtà un rudimentale osservatorio astronomico utilizzato per stabilire un calendario base e registrare i movimenti dei corpi celesti per finalità religiose. L'allineamento delle pietre fornisce linee d'osservazione per il sorgere e il tramontare del sole e della luna nei solstizi d'estate e d'inverno. I movimenti dei principali corpi celesti potevano essere seguiti, le eclissi predette e gli dei dello zodiaco adorati nei momenti opportuni. Sebbene il tempio di Stonehenge sia ormai abbandonato da circa 3000 anni, è giunto fino a noi in condizioni più che discrete ed ancora permeato di mistero e magia. Le leggende dicono che sia stato il mago Merlino a innalzare la struttura; gli abitanti del posto erano convinti che le pietre avessero poteri curativi in grado di curare qualsiasi infermità. Per secoli il complesso monolitico è stato luogo di raduni rurali ed anche nei decenni più recenti vi si svolgevano la festa locale ed il raduno dei Druidi moderni. Ma alla fine degli anni Ottanta le autorità locali hanno vietato ogni forma di manifestazione per paura che le pietre e il paesaggio circostante potesse essere deturpato.