Il deserto di Nazca
Nel Perù Meridionale
si estende un arido altopiano desertico, l'altopiano di Nazca. Questo
luogo risulta inospitale a tal punto da non consentire l'attecchimento
di alcun tipo di insediamento umano. Tuttavia in questa terra
all'apparenza disabitata da milioni di anni, qualcuno ha lasciato
tracce del suo passaggio.
La scoperta di tali tracce avvenne in maniera del tutto occasionale.
Nel 1939 una pattuglia aerea che sorvolava la zona dell'altopiano
notò la presenza di alcuni disegni sul suolo riarso, si trattava
di grandiose opere artistiche scolpite nel terreno roccioso della
desertica pianura. Con il passare degli anni furono identificati nella
medesima zona centinaia di motivi diversi: alcuni di essi raffigurano
animali e uccelli, altri ancora di dimensioni maggiori rappresentano
figure geometriche come rettangoli, triangoli e trapezi. Ciò che
colpisce di queste figure sono le dimensioni, davvero notevoli, in
totale esse descrivono una zona lunga 50km e larga 15, e la
località all'apparenza così impervia e
irraggiungibile.
Ma la caratteristica più sorprendente di queste raffigurazioni
è la modalità con cui possono essere osservate. Viste a
livello terreno infatti, tali figure si rivelano essere niente di
più che incomprensibili scalfiture nella roccia. Le enormi
dimensioni dei disegni di Nazca impediscono ad un qualsiasi osservatore
che si trovi a terra di distinguerne i contorni, di conseguenza per
poter comprendere appieno la morfologia di tutte le figure è
necessario alzarsi dal suolo di alcune centinaia di metri. Secondo
alcuni illustri studiosi tali figure apparterrebbero al 1500 a.C. e
sarebbero state opera di una popolazione autoctona indiana. Ma
perché gli indiani di Nazca, un popolo la cui cultura fu
inizialmente assorbita dagli Inca intorno al XV secolo e in seguito
definitivamente annullata dalla venuta dei conquistadores, crearono
questa immensa opera? Cosa volevano comunicare?
Le ipotesi a riguardo sono numerose e talvolta bizzarre, c'è chi
pensava ad esse come a delle enormi basi d'atterraggio per antichi
visitatori spaziali, altri invece come il produttore cinematografico
Tony Morrison credevano che le linee di Nazca fossero dei "ceques",
ovvero dei sentieri tracciati per fini religiosi.
Secondo l'archeologo Paul Kosov invece le linee e i disegni sarebbero
stati strumenti per l'osservazione astronomica, e i vari disegni
avrebbero rappresentato la gigantografia di un enorme calendario
stellare utilizzato per calcolare lo scorrere del tempo, ma ad avallare
tale ipotesi vi sarebbero altri due studiosi Marie Rieche e l'astronomo
Gerald Hawkins, quest'ultimo paragonò i disegni di Nazca con gli
allineamenti stellari del megalitico monumento di Stonenge.
Ma al di là di queste ipotesi un mistero rimane irrisolto, come
avrebbero fatto gli indiani di Nazca a realizzare opere di tale
precisione e grandezza senza l'ausilio di mezzi volanti? Perchè
sono stati rappresentati animali come la balena il colibrì o la
scimmia, che poco hanno a che fare con dei territori così
desertici?
Andiamo ora ad analizzare nel particolare uno di questi disegni, forse
il più misterioso tra le tante figure zoomorfe del deserto di
Nazca, stiamo parlando del ragno.
Il ragno è tra tutte le figure zoomorfe rappresentate nella
piana di Nazca, di gran lunga la più misteriosa, essa in fatti
oltre a condividere con le altre raffigurazioni gli interrogativi
riguardo la sua modalità di composizione, presenta altri
numerosi particolari inquietanti che la rendono unica nel suo genere.
1) Essa rappresenta secondo alcuni zoologi, con precisione millimetrica
una specie effettivamente esistente di ragno, il cosìdetto
RICINULEI. Di esso sono raffigurati addirittura minuziosi dettagli
anatomici, normalmente visibili solo in microscopia, come ad esempio
l'organo riproduttore che in questa specie di ragno è situato
all'estremità della zampa posteriore destra (visibile nella foto
in alto a destra). Ma il mistero diviene ancora più fitto quando
si viene a sapere che il ricinulei è uno dei ragni più
rari del mondo: sono stati trovati alcuni esemplari soltanto nella
foresta amazzonica, la quale è distante alcune centinaia di
chilometri da Nazca.
2) La stessa figura del ragno avrebbe rivelato in seguito ad un
accurato studio computerizzato che in un passato fu concepita come una
sorta di raffigurazione terrestre della costellazione di Orione
indicando con precisione il variare delle posizioni delle tre stelle
della cintura di Orione. Ancora una volta, come già visto per le
piramidi della piana di Giza è questa costellazione ad essere
presa in considerazione. Come mai ? Una semplice coincidenza?