Una brutta notizia per tutti: è venuto a mancare il Chiar.mo Prof. Paolo Pancheri!
Padre della psichiatria italiana e autore, oltre che di innumerevoli pubblicazioni scientifiche, dei software computerizzati MMPI-2 Panda e Rorschach-Pralp3.
E' morto un grande scienziato, è morto un amico affettuoso (è stato stroncato da un'infarto a 69 anni). Ci mancherai molto, moltissimo, caro Paolo!
...come viene ricordato da chi lo stimava
“Si può chiedere all'acqua di non scorrere,.. alla terra di fermarsi, alla morte di scappare "No". Sei stato rapito da essa lasciando parenti e amici affranti. Basta pensare al passato! Ormai non si può più tornare indietro... bisogna pensare al presente anche se è difficile immaginare un presente senza di te. Allora farò finta che il passato sia il presente e che il presente sia il futuro... Così continuerai a vivere nell'illusione, nei nostri cuori e nei nostri pensieri da dove ho vissuto fin ora da quanto tu sei partito”. (Giusy Fanara - Messina)

"Partecipando al dolore dei familiari, degli amici e dei collaboratori del professor Pancheri, vorrei esprimere una sincera gratitudine per l'opera scientifica che ci lascia in eredità, insieme all'entusiasmo e alla passione con cui ha sempre avvicinato la sofferenza mentale". (Gian Paolo Sammarco - Grosseto)

"A Pancheri vada la gratitudine del mondo scientifico e delle gente comune per il suo impegno nella realizzazione di strumenti del sapere e dell’agire psicologico caratterizzati da una compiutezza interpretativa capace di sostenere l’intervento per l’interpretazione della vita psichica”. (Mimmo Del Forno - Napoli)

"Mi ha addolorato l'improvvisa scomparsa di P. Pancheri che avevo avuto modo di conoscere e frequentare nella prima metà degli anni '90, quando entrambi facevamo parte del Consiglio Nazionale della SIP. Egli ha dato un grande impulso, negli anni, allo sviluppo della nostra Disciplina, contribuendo in modo essenziale a ricondurla nell'alveo della scientificità che le è propria". (Michele Vanetti - Novara)

"Ho conosciuto Paolo circa trent'anni fa agli albori della behavior therapy e del biofeedback in Italia. Ho seguito il suo impegno nel diffondere il sapere, l'approfondimento e la necessità di un confronto reale. Ho apprezzato la sua capacità nel realizzare congressi e mi è mancato quest'anno l'abituale incontro a Roma della Sopsi. Ho avuto modo di chiedergli la supervisione per alcuni casi. Ho apprezzato il suo lato umano e il suo umorismo. Viva la vita ed il buon modello che ci hai dato". (Antonio Miccoli - Bari)

"Ho conosciuto il Professore solo attraverso i suoi scritti, unici per semplicità e chiarezza. Un grazie di cuore per il grandissimo contributo scientifico che il Prof. Pancheri ci ha dato". (Santina Travo - Roma)

“Mi dispiace moltissimo, vivrà comunque attraverso gli strumenti psicologici che ci ha regalato”.
(Angela Massa - S. Giovanni Rotondo)

“Ho saputo da poco della scomparsa del prof. Pancheri e mi associo sinceramente al dolore di tutti noi che l'abbiamo conosciuto e stimato”. (Angela Netti - Imperia)

“Un breve pensiero per Paolo: L’uomo è una canna, ma una canna che pensa…Recita più o meno così un noto aforisma. La morte ci riporta a questa realtà fragile, alla possibilità di essere “piegati”, e “strappati”, anche da un semplice “colpo di vento”. Tuttavia l’uomo “è una canna che pensa”! Pancheri lascia una segno indelebile nella cultura psichiatrica ed oltre. Lascia una scuola. Lascia purtroppo anche un vuoto in coloro i quali lo hanno conosciuto e stimato”. (Sebastiano Maurizio Alaimo - Catania)

“Esprimo rammarico per una perdita significativa ed apprezzata nel mondo scientifico professionale; il suo contributo sempre attento alle realtà del mondo psicopatologico non ha mai mancato di aperture fattive con i nostri mondi psicologici così come di cogliere significativi passaggi nella diagnosi e valutazione. Aggiungerei che il suo lavoro è apparso anche al contesto militare, funzionale e finalizzato alla comprensione ed alla cura, senza sbavature enfatiche, a vantaggio piuttosto della centralità soprattutto, del dato clinico e di ricerca. (Florenza Prete - Ostuni)

“Non vi è stata l'occasione (e l'onore) di conoscere personalmente il prof. Paolo Pancheri, ma quanto egli ha lasciato in termini di ricerche e contributi allo sviluppo della professione parla chiaro... è sicuramente una grande perdita. Abbiamo sempre seguito, per quanto possibile, gli eventi relativi alla diffusione ed al costante aggiornamento degli strumenti proposti dalla Vostra equipe e il lavoro da Voi svolto ci permette tuttora di utilizzare appieno le potenzialità dell'MMPI-2. Grazie”. (Novella Pesaresi e Antonella Santinelli - Senigallia)

"...addoloratissimo per la perdita del Prof. Pancheri, uno dei miei indiscussi maestri, uno dei pochi (ahimè!) veri cultori di un'autentica psichiatria! Mi associo con queste mie poche parole ad un grande cordoglio".
(Mauro Dell'Olio - Bisceglie)

"Un commosso pensiero al Prof. Paolo Pancheri che con la sua prematura scomparsa, lascia un grande vuoto umano e professionale in tutti noi. Un caro saluto e un abbraccio" (Raffaella Cardone - Ravenna)

"Ho avuto la fortuna di ascoltare il Prof. Pancheri molte volte e con gran piacere ogni volta, perchè era anche un gran comunicatore. Se verrà organizzato un evento in sua memoria sarò lieta di partecipare".
(Sabina De Nigris - Turi)

“Alla famiglia del Prof. Paolo Pancheri le più sentite condoglianze da tutta la Comunità degli Psicologi calabresi”. (Armodio Lombardo - Crotone) 

"...purtroppo non ho avuto il piacere e l'onore di conoscere il Prof. Paolo Pancheri di persona. L'ho conosciuto attraverso i suoi numerosi scritti e l'ho  molto apprezzato per il contributo che ha dato alla scienza e per il grande aiuto che ha così dato e che darà a tante persone". (Denise Manchisi - Rimini)

"...sono lieto di poter formulare qualche pensiero sulla grande figura che Paolo Pancheri ha personificato nel quadro della Psichiatria Italiana degli ultimi decenni. Il ricordo del primo incontro con Paolo Pancheri si perde nel ricordo dei primi anni della mia formazione: ne conoscevo le pubblicazioni, ma fui affascinato, nell'udirlo parlare, dalla sua profonda cultura ed umanità. Dava l'impressione, mantenuta fino agli ultimi eventi, che per lui l'uomo e i suoi valori fossero al centro del massimo interesse della scienza psichiatrica. Ricordo che spesso privilegiava, particolarmente nello svolgimento dei lavori della SOPSI, quelle sessioni dove il terreno umanistico si sposava con il rigore scientifico della ricerca, nel desiderio continuo di riempire di sentimenti e di emozioni i vissuti di ogni soggetto, normale o problematico che fosse. In questa ottica, rimasi colpito, alcuni anni orsono, da una sua relazione in cui, riprendendo teorie storiche mai sopite del pensiero psicologico-psichiatrico, tracciava il percorso unitario e coerente della patologia attraverso fasi di sviluppo uniche e strettamente collegate fra loro (la psicosi unica). In quei momenti sembrava di essere fuori dalla schizofrenia classificativa, così cara ad alcuni, e da una parcellizzazione dell'uomo in morbidità coesistenti, sottostanti o sovrapposte nelle quali la comprensione del vissuto dell'altro sembrava assente o quanto meno superflua. E' scomparso il rappresentante di un'epoca residualmente romantica che oramai non esiste più? Speriamo proprio di no. I suoi Allievi e Collaboratori, o comunque quelli che apprezzavano e condividevano le sue impostazioni non solo scientifiche, ma anche ideologiche, sono ancora tanti, e spero che saranno sempre di più. Con la prospettiva del recupero da parte della disciplina psichiatria di un passato di conoscenza psicologica dell'uomo e delle sue caratteristiche che è ancora paterno, fondamentale e non minaccioso". (Gianpaolo Pierri - Bari)

"Non ho mai avuto il piacere e l'onore di conoscere personalmente il Prof. Pancheri se non tramite la lettura dei suoi testi; lettura indispensabile per chi si cimenta in un lavoro che ci porta ad intraprendere con passione e responsabilità un viaggio nei meandri della mente umana. Tra le righe dei suoi scritti ho sempre avvertito la presenza di un profondo amore per l'umanità, amore che passa attraverso la continua ricerca di modalità efficaci a garantire un sollievo dalla sofferenza mentale. Per questo motivo gli sono debitore e rivolgo a Lui un semplice ma sentito, Grazie". (Giuseppe Craparo - Palermo)

"Al Prof. Pancheri, un mentore che ha accompagnato la mia vita professionale, da studente di medicina, sino all'attività di psicoterapeuta nell'ambito della psicosomatica, conferendo a questo approccio di integrazione tra mente e corpo una reale dignità scientifica!" (Luciano Sani - Terni)

"Pur non conoscendolo personalmente, porgo il mio cordoglio ai familiari e auspico che il suo lavoro prezioso possa avere continuità e vada a costituire un esempio per tutti gli psicologi”. (Cosimo Sacco - Taranto)

"La notizia della morte di Paolo Pancheri, incredibilmente non ha avuto alcun risalto sulla stampa nazionale, e della quale non ero quindi informato. Mi auguro che il mondo accademico e professionale della Psicologia e della Psichiatria, archiviato il periodo delle vacanze estive, vogliano adeguatamente rimediare a tale silenzio. Per gli Psicologi della mia generazione, i primi “ufficiali” in Italia, Paolo Pancheri, personalmente e con la sua opera scientifica e didattica, è stato un costante punto di riferimento, prima nella formazione universitaria, poi in quella professionale e dell’attività clinica e scientifica. Una specie di “stella polare”, su cui potere sempre fare affidamento, nell’orientare il nostro percorso professionale, ormai trentennale. Per questo gli siamo riconoscenti, e lo ricorderemo con affetto". (Angelo Criscuoli - Latina)

"Non ho conosciuto personalmente il Prof, ma mi assoccio a nome personale e degli iscritti Aupi della Sardegna al cordoglio della famiglia e della comunità degli psicologi per la sua scomparsa. (Domenico Putzolu - Oristano)

"Al prof. Pancheri, che ha lasciato il corpo, l'augurio di un'altra preziosissima rinascita che possa ispirare la Saggezza e recare infiniti benefici in tutte le direzioni della mente". (Marialuisa Vallino - Bari)

"Appena ho saputo della notizia ho pensato subito al futuro del MMPI-2 Panda. Non ho conosciuto personalmente Pancheri, se non attraverso l'utilizzo di quest'ultimo strumento. Mi ha colpito in modo particolare la sua seguente frase, che ho utilizzato anche per un mio intervento: - 'I reattivi mentali vanno considerati alla stregua degli esami neurologici: non costituiscono un sostituto dell’esame psichico ma rappresentano un sussidio indispensabile per confermare eventuali sospetti diagnostici, esplorare aree della personalità non raggiungibili con il colloquio diretto, per suggerire indicazioni terapeutiche e controllare, a distanza di tempo, gli effetti di un trattamento. La loro utilizzazione ha cioè sempre una finalità clinica'. - Si sa che mettendosi sulle spalle di un gigante si vedono scenari che altrimenti ti sarebbero preclusi alla visione. Credo che questo sia accaduto a coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Un abbraccio. Mi dispiace". (Marco Migliozzi - Bologna)

"Non ho mai avuto il piacere di conoscerlo e di lavorare con il Prof. Pancheri, ma la tv è un mezzo meraviglioso per farci conoscere realtà che non ci sono vicine. Il prof. Pancheri lo ricordo per la Sua chiarezza comunicativa ed il Suo appassionato modo di argomentare. Cosa dire? La Psichiatria Italiana perde un suo pilastro ed è con profonda commozione che ho appreso la notizia e lo ricordo oggi assieme a tutti coloro che hanno avuto l'onore e la fortuna di lavorare con Lui". (Lia Pallone - Lamezia Terme)

"Paolo era un grande amico, aveva la capacità di entrare nel nostro mondo e costituire un punto di riferimento importante e stabile. Attraverso quella organizzazione perfetta che è la SOPSI dava spazio al nostro lavoro e ai nostri sogni. Mentre tu sogni però la vita va via. Tutto ha un inizio e tutto ha una fine.
La figura di Paolo credo sia insostitubile. Continueremo a pensare a lui". (Piero De Giacomo - Bari)

"E’ una grande mancanza per la comunità scientifica: ci hai lasciato un generoso contributo. Grazie"
(Rossella Pinochi - Lucca)

“Mi sembra appena ieri quando, ormai diversi anni fa, con la timidezza dello studente al cospetto di un ammirato e già affermato professore, ho sostenuto con Lui l'esame di Psichiatria. Anche in quell'occasione ho imparato qualcosa sul piano clinico, ma soprattutto ho avuto modo di apprezzarne le notevoli doti umane”.
(Claudio G. Galliano Auletta - Putignano)

"Conoscevo il prof. Pancheri indirettamente, per la sua fama e per i suoi libri. mi è molto dispiaciuto.
Le brutte notizie che arrivano all'improvviso sono ancora più brutte. Ci consoleranno un pò i suoi scritti e le sue intuizioni". (Alessandro Feliziani - Rieti)

"È con grande dolore che apprendo la notizia della perdita di una delle figure più importanti del panorama scientifico. La comunità degli Psicologi esprime il più sincero cordoglio e ringrazia il Professore per la sua preziosa influenza nel campo della Psicodiagnostica". (Giuseppe Luigi Palma - Lecce)

"La Morte non porta via dal cuore le persone a noi care, i nostri Maestri: in tal senso noi continuiamo ad amarli ed essi continuano ad insegnarci". (Santa Fizzarotti - Bari)

"Ricordo il Prof. Pancheri ad alcuni convegni cui ho partecipato anni fa in varie parti d' Italia. Mi colpì la chiarezza e la capacità di esposizione, oltre alla logica stringente del discorso. Nelle sue pubblicazioni si ritrovava la passione per questo lavoro così delicato, difficile e complesso e l'estrema attenzione alla persona. Mancherà a tutti noi". (Anna Maria Sangiorgi - Reggio Emilia)

"Con grande rispetto ed ammirazione partecipo al dolore per la scomparsa dell'illustre prof. Pancheri. Personalmente ho partecipato a qualche convegno ed ho letto molti dei suoi scritti. Lo ringrazio infinitamente per il grande apporto che ha dato nell'ambito della Psicodiagnostica". (Rosa Conca - Squillace)

"Non vedevo Paolo da molti anni ma la sua prematura scomparsa mi ha profondamente rattristato. Nei lontani anni ‘70, durante i miei studi universitari, è stato per me un prezioso maestro e, successivamente, un caro amico. Lo ricordo dedicato interamente e tenacemente alla clinica e alla ricerca. Senza la sua instancabile attività, la comunità scientifica italiana sarebbe rimasta priva di un insostituibile contributo e di quell’apporto che ha dato un impulso innovativo a vari ambiti della psichiatria: è con uomini simili che la scienza può superare i confini del riduzionismo. Confido che la sua memoria e le sue idee continuino a vivere e le sue intuizioni a svilupparsi in coloro che lo hanno conosciuto e stimato". (Toto Blanco - Quartu S.Elena)

"Non ho conosciuto di persona il prof. Paolo Pancheri, ma l'ho conosciuto per fama. I suoi scritti sono la testimonianza di una rara serietà professionale. Avrei desiderato, in alcuni momenti, poter dialogare con lui e dialettizzare sulle mie divergenze di opinioni, certo di poter trarre insegnamento e profitto dalle sue parole. La sua perdita rappresenta un grave lutto per tutta la comunità scientifica nazionale ed internazionale".
(Raffaele Calabria - Ravenna)

"Creatività artistica e obiettività scientifica. Insostituibile". (Antonello Taranto - Molfetta)

"La notizia mi giunge improvvisa e mi addolora; non conoscevo di persona il Prof., ma apprezzavo i suoi lavori che ho letto al pari dei "grandi" della Psicologia, di cui ogni professionista deve incrociare gli scritti. Ci lascia il MMPI-2 Panda ed il Rorschach-Pralp3, strumenti ormai indispensabili per la mia professione. Un grande Ringraziamento da parte mia alla memoria di un grande uomo". (Renato Crivelli - Erba)

"...vengo solo ora a conoscenza della improvvisa scomparsa dell'amico e collega Paolo Pancheri e la notizia mi ha veramente shoccato e sinceramente addolorato. Era un uomo così pieno di vita e di interessi! Tu sai che ho avuto con lui una lunga collaborazione nell'ambito del CIP (Comitato per l'Informatica in Psichiatria), di cui era presidente, per la progettazione e la messa a punto di una cartella clinica informatizzata per la Psichiatria, il SIDAP, che non ha avuto il successo che meritava perché anticipava troppo i tempi. Questa collaborazione ha consentito una frequentazione ed un approfondimento della conoscenza e dei rapporti (e certamente non solo professionali) che era incominciata all'epoca della prima edizione del "Trattato Italiano di Psichiatria" di cui Paolo è stato tra i principali ispiratori ed animatori. La Psichiatria ha perso una delle figure più rappresentative di questi anni ed io ho perso un amico ed un maestro: ne sono profondamente addolorato. Esprimo a te, che ti sei fatto promotore di una sorta di "memorial" in suo onore, le mie più sincere condoglianze".
(Luciano Conti - Pisa)

"Partecipo al dolore di quanti hanno avuto occasione di conoscere per amicizia e per collaborazione professionale una Persona di valore. La perdita di chi ha dedicato la vita alla conoscenza e alla sperimentazione è una perdita per tutti; viene a mancare quell'esempio e quello stimolo ad occuparci in modo più efficace delle sofferenze di donne, uomini e bambini con le quali siamo continuamente chiamati a confrontarci. Un cordiale saluto e un invito a perpetuare la memoria e l'opera del Chiar.mo Prof. Pancheri". (Vincenzo Beatrice - Mondragone)

"Condivido che si tratta di una grandissima perdita. Personalmente non avendone avuto una conoscenza diretta posso solo dire che è uno dei pochi riferimenti che ha accompagnato tutta la mia attività professionale: dalla mia formazione appena laureata (nel lontano '79), ai primi congressi (in particolare ne ricordo uno sul biofeedback); ricordo il suo libro pionieristico sullo stress e sulla psiconeuroendocrinologia. Intendo dire che pochi maestri hanno saputo resistere al tempo, cambiare e continuare a fornire stimoli in ambiti diversi della psicologia, della psicopatologia e della psicoterapia. Infine aggiungerei che ogni sua comparsa pubblica (interviste , televisione) è sempre stata caratterizzata da scientificità e chiarezza, senza nulla concedere a seduttive esigenze mediatiche". (Maddalena Tomas - Treviso)

"La notizia dell’improvvisa scomparsa del Prof. Paolo Pancheri mi ha lasciato sorpresa e addolorata, è una grande perdita nel mondo medico-scientifico per la rilevanza dei suoi studi. Oltre ad essere riconosciuto a livello internazionale nel campo della psichiatria i suoi contributi si estendono alla psicosomatica, alla psiconeuroendocrinoimmunologia e alla psicodiagnostica. Proprio in quest’ultimo ambito voglio ricordare il lavoro di traduzione, validazione italiana e informatizzazione dello strumento d’indagine psicologica MMPI-2. Credo che di fatto il senso di perdita sia forte per la comunità di tutti (colleghi, allievi, pazienti) ma altrettanto forte e ricco è il patrimonio lasciato dal Professore che sarà sempre vivo nel mio ricordo".
(Monica Mambelli - Forlì)

"Un grazie di cuore al Prof. Pancheri per la sua generosità d'animo e di idee che fanno crescere".
(Pino Cafforio - Aosta)

"Ho avuto tempestivamente la notizia della scomparsa del Prof. P. Pancheri. L'evento ci addolora per la perdita umana e scientifica. Tale perdità dovrà anch'essa orientarci ad approfondire lo studio e la ricerca su tematiche scientifiche che dal Prof. Pancheri sono state avviate". (Luigi Foglietta - Vetralla)

"Sono veramente dispiaciuto per la perdita del Prof. Pancheri. Non lo conoscevo personalmente, lo avevo visto in televisione alcune volte e a casa ho un paio di suoi libri. Ma mi è sempre sembrata una persona aperta e intelligente, con posizioni non rigide rispetto al proprio approccio e alla scuola. Le prime cose approfondite sul MMPI le ho studiate su un suo vecchio manuale di psichiatria del 1972. Spero che tu riesca a continuare il lavoro del Panda anche ora che il Professore non c'è più. Lo spero proprio perchè è veramente una cosa preziosa". (Fiorenzo Ranieri - Arezzo)

"...avevo avuto l'onore di conoscerlo personalmente in occasione di diversi Convegni. Ero totalmente all'oscuro della triste notizia, e ciò mi colpisce ancor più, oltre al fatto che lo ricordo ancora relativamente giovane, e quindi inaspettatamente partito da questa esperienza terrena....un uomo di sottile ironia. Ricordo ancora la presentazione di uno dei primi lavori sul placebo, in cui aveva proiettato, come introduzione, una diapositiva raffigurante il geroglifico egiziano di un uomo con un coccodrillo legato sulla testa per la terapia della malattia di cui era affetto. Mi piace ricordarlo così, attivo, ironico e innovativo. Ci mancherà molto".
(Giuseppe Guerra - Oristano)

"Una grande perdita, Pancheri era Ordinario di Psichiatria all'Università La Sapienza e Presidente della Fis (Fondazione Italiana studio della Schizofrenia) e della Sopsi (Società Italiana di Psicopatologia). E' stata una figura di straordinario valore, uno studioso di rilevanza internazionale nel mondo della psichiatria. Pancheri ha dato un contributo importante, essendo stato tra i primi in Italia a coniugare la psichiatria classica con la psichiatria di approccio biologico. Lascia una grande scuola". (Luigi Frati - Roma)