GLI
ESAMI STRUMENTALI NELL'IDONEITÀ AGONISTICA
SPIROMETRIA
I volumi polmonari richiesti dalla 18/2/82 sono:
CAPACITA' VITALE
lenta (VC) o forzata (FVC)
VOLUME ESPIRATORIO MASSIMO/SEC
(VEMS o FEV1)
MASSIMA VENTILAZIONE VOLONTARIA
(MVV)
La Capacità Vitale (CV) rappresenta il massimo volume d'aria che può essere
mobilizzato da una espirazione massimale preceduta da una inspirazione massimale
(o viceversa).
Il Volume Espiratorio Massimo Secondo è il massimo volume d'aria che il
soggetto riesce ad espirare nel primo secondo di una espirazione forzata.
Normalmente in un soggetto sano il rapporto fra VEMS e CV (indice di Tiffenau)
è intorno all'80%: cioè nel primo secondo di una espirazione forzata si
dovrebbe espirare l'80% di tutta l'aria espirata (fase che può durare anche 2
o 3 secondi un tutto).
Fine dell’esame spirometrico di primo livello, con la misura dei volumi statici (CV, volume corrente, volumi di riserva inspiratoria ed espiratoria) e dinamici (VEMS,MVV), è quello di valutare l’integrità ed efficienza del sistema toraco-polmonare.

Tali parametri però forniscono solo informazioni grossolane sulla pervietà delle vie aeree e vanno doverosamente integrati con lo studio dei flussi polmonari.
PEF picco espiratorio forzato: massimo valore del flusso espiratorio
MEF flusso espiratorio massimo
MEF75 massimo flusso calcolato quando il 75% della CV forzata deve essere espirato: indice di funzionalità delle grosse vie aeree
MEF50 flusso al 50% CV forzata: funzionalità delle medie vie aeree
MEF25 flusso al 25% CV forzata: funzionalità delle piccole vie aeree
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ECG DOPO SFORZO (Step test)
Dopo la registrazione dell’ECG a riposo, si sottopone l’atleta al test dello scalino
(step test secondo Montoye). L’atleta, in base alle proprie caratteristiche (età, statura, maschio/femmina) deve salire un gradino (da 30 a 50 cm) per 30 volte al minuto per 3 minuti.
Alla fine della prova viene registrato l’ECG “dopo sforzo” con la misura della frequenza cardiaca dal 60” al 90” dalla fine dell’esercizio.
Questo determina il cosiddetto IRI (Indice di Recupero Immediato): più basso è il valore della
frequenza cardiaca misurata, migliore sarà il giudizio sull’efficienza cardiocircolatoria.
L’IRI ha comunque un valore indicativo e non è un valido test di valutazione funzionale dell’atleta.
Se nel corso dell' ECG a riposo o dopo sforzo si presentano dei dubbi
diagnostici possono rendersi necessari gli esami di II°
livello cardiologico.
TEST DA SFORZO MASSIMALE
Esistono diversi protocolli di somministrazione di un carico massimale ed
abitualmente si utilizzano sia il
cicloergometro che il nastro trasportatore.
Il carico di lavoro viene incrementato ad intervalli di tempo prefissati sino ad
arrivare ad esaurimento muscolare o alla massima frequenza cardiaca teorica. Nel
cicloergometro si utilizzano stadi di 2 o 3 minuti con incrementi dai 25 ai 50
watt ciascuno ottenuti di aumentando la resistenza alla pedalata con una
frequenza della stessa intorno alle 60-70 al minuto. Nella valutazione, anche a
fini diagnostici, dell'atleta su nastro trasportatore si preferisce
non usare i classici protocolli cardiologici basati soprattutto sull'aumento
progressivo della pendenza piuttosto che della velocità (protocollo a 7
stadi di Bruce sino 9.7 km/h al 22%): inclinazioni così elevate non consentono
una corsa naturale. Nell'atleta, quindi, si preferisce aumentare il carico di
lavoro utilizzando aumenti di velocità di corsa in piano o con pendenze massime
del 1-2%. Durante la prova viene registrato di continuo l' ECG e, a intervalli
regolari, la pressione arteriosa.
ECOCARDIOGRAMMA
Gli ultrasuoni emessi da una apposita sonda possono penetrare i tessuti
biologici ed essere da questi assorbiti o riflessi in base alle caratteristiche
del tessuto stesso.
L'ecografia cardiaca ci permette, con diverse modalità tecniche (ecografia
mono- e bi-dimensionale, Doppler tradizionale o a codice colore), di ottenere
informazioni sulle dimensioni, volumi, spessori delle cavità e pareti atriali,
ventricolari e aortiche; sullo morfologia e sull'efficienza delle valvole
cardiache, e sulla direzione e l'entità dei flussi cardiaci e quindi di tutta
l'emo-dinamica cardiaca e dei grossi vasi.
ELETTROCARDIOGRAFIA DINAMICA
I sistemi portatili di registrazione continua del tracciato
elettrocardiografico per 24 (o anche 48) ore, attualmente permettono con estrema
facilità lo studio del comportamento dell'apparato cardiocircolatorio anche in
quelle condizioni di difficile riproducibilità all'interno di un laboratorio
cardiologico-sportivo e per lunga durata
E' cosi possibile documentare non solo la presenza di turbe del ritmo cardiaco
(aritmie ipercinetiche o ipocinetiche), disturbi della conduzione
atrio-ventricolare o intraventricolare, turbe della ripolarizzazione
ventricolare, ecc., ma di valutarne anche l'interazione con l'attività sportiva
specifica.
A cura del Dr. Danilo
Gambarara -
Facoltà Scienze Motorie - Università degli Studi di Urbino
Medicina dello Sport e Promozione dell'Attività Fisica - A.U.S.L. RIMINI
riminisportmedicina@yahoo.it
ultimo aggiornamento 31 maggio 2005
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