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vera passione per la Scrittura ,che vorrei associarla per il bene della Chiesa ,trasmettendo un'immagione di un laico impegnato essenzialmente a mediare la parola di Dio,
Siamo cercatori di felicità,appassionati e mai sazi.Questa inquietudine ci accomuna tutti.Sembra quasi che sia la dimensione più forte e consistente dell'esistenza,il punto di incontro e di convergenza delle differenze.
la nostra lotta con l'invisibile : in questa lotta,con l'invisibile, il credente vive la sua più alta prossimità all'inquieto cercatore di Dio: si potrebbe perfino dire che il credente è un ateo che ogni giorno si sforza di cominciare acredere.In realtà, chi crede ha bisogno di rinnovare ogni giorno il suoi incontro con Dio, nutrendosi alle sorgenti della preghiera, nell'ascolto della Parola rivelata.Analoganente , si può pensare che il non credente pensoso nien'altro sia un credente che ogni giorno vive la lotta inversa, la lotta comincia a non credere: non l'ateo superficiale, ma chi, avendo cercato e non avendo trovato, patisce il dolore dell'assenza di DIO, E SI PONE COME L'ALTRA PARTE DEL CUORE DI CHI CREDE.
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