L’ACCHIAPPASOGNI
È il sole che traspare
dalla grezza,
tela non finita…
…la musica si alza a ricordarmi
i baci al vetro
che lo consumano,
le scritte bagnate dalle lacrime
sul calendario.
E ho pianto di più per questo…
Sento la dolce vita
Sfuggirmi dalle dita,
mi sveglio alla mattina e sogno:
vorrei dormire un perenne tormento
perché le ore del giorno
mi fano percepire
il
dolore.
Non vorrei svegliarmi più.
GIUGNO ‘03
Ti ho visto girare l’angolo,
malato della notte e dei gatti.
Tristemente guardavi
il cemento
consumato dalle parole, dai gesti disfatti.
Con cautela delicata camminavi
e frenetico andavi verso il nulla.
E non ti rendevi conto che
le ore invecchiavano tra
i tuoi occhi.
I ricordi sgualciti
inafferrabili estati di miele e limone.
La vita alla fine ti abbandonerà:
spremila
consumala
e succhia il suo nettare…
…ora che ne hai
la possibilita…
…la possibilita…
…la possibilita…
Una nota stonata,
mente consumata dal mare…
-“Grazie, mia amante perenne!”
grida al temporale che si avvicina.
E non chiedermi il permesso di
fuggire.
Ti ho visto girare l’angolo,
ossessionato dall’ignoranza e dai patti.
Tristemente guardavi
indietro,
spezzato dalle risate e dal tuo instabile umore.
Il tuo dolore risuona
per le strade,
e nessuno vuole sentirlo.
NON È POI COSÌ LONTANO…
Quasi quasi posso mostrargli il mio sorriso arcigno d’insano piacere….
Quell’instabile ammirazione
dei sensi,
quasi quasi posso sorridergli.
Credo di non sembrare
stupido
idiota
ignorante
interessato
stupito
elegantemente fragile…
Voglio solo fargli capire
che mi ha solo
fatto tacere
per un attimo soltanto,
un attimo solo, niente di più.
Sembro più forte, la mia luce accecante
lo spegne, inerme lucertola al sole
d’inverno.
Animale insolito
da curare,
affetto da una pulsante mania…
Ma tutto questo per dirgli
che l’inferno
non è poi così lontano…
E mentre io brucerò tra le sue
fiamme,
lui annegherà nel fumo
della sua saccenza.
Ma vorrei ugualmente donargli le mie mani…
voglio ricadere
nella trappola.
voglio imparare
il modo migliore per non dire le cose,
come non muovermi
senza sembrare ridicolo
insolitamente anormale…
…
Fuori dalla sabbia
potrei
chiarire
i miei dubbi…
…troverei le risposte?
Sento troppo freddo nel mio letto,
vorrei qualc’un altro tra le mie
lenzuola…
…una compagna da amare
da trovare.
Continuando
a giocare alla vita
non posso aprire il mio cuore,
non posso cambiare
il mio passato
presente
futuro (triste sconsolato).
Sotto la mia pelle
abbronzata, questo si,
sotto la scorza bugiarda,
rilassata e morbida,
sotto i capelli falsi,
scuri, profumati e lisci,
ho tante cose da dire,
e non trovo nessun orecchio per ascoltarmi,
ho tante cose da tirare fuori,
ma le lucertole sgusceranno dentro di me, cercando riposo violento razzismo.
L’UNA DUEPUNTI VENTISETTE
Cerco riposo dal giorno
assediante,
e mentre vedo,
amici sorridono
accarezzando il mio umore.
Pur avendo dormito
a lungo,
drogato dal tempo,
ritrovo una mia demente
incoerenza.
Troppo aspettative ingannano,
e non riuscirò più
del tutto
a trovarli…
Fatica sudando camicie
troppo vecchie,
occhi stanchi fissano il muro
decadente.
La mia voce rauca
soffocata dal fumo dell’incertezza.
Mi piacerebbe ricominciare
e cancellare
tutto di me,
e non essere più
me stesso…
Crescere,
andare avanti nonostante
le bestie che uccidono
il mio volare.
In fondo credo di conoscermi
poco o niente,
ed ho paura di imparare.
Pur avendo assopito
a lungo,
fermato dal vento,
scopro una mia deludente
incoscenza.
Troppi sogni amaliano,
e non crederò più
del tutto
di amarli…
ENNESIMA PARANOIA
Sembri arrabbiato
con l’aurora,
ho aspettato il tuo soffio
e mi sono fermato,
allibito.
Ho lasciato tutto
dietro le mie
spalle
E ti ho guardato…
mentre accarezzavi l’erba
le tende
gli alberi e
la luna.
Tutti penseranno che
non sono a posto
del tutto,
tutti diranno che
non sanno definirmi
(chi sarà?)
ed io sorriderò
malgrado i numerosi
punti interrogativi,
le risate di convenienza,
gli occhi avidi fissi su un punto.
Non si preoccupino
vedranno che non mi maschererò
e andrò per la mia strada
senza nascondermi
senza ricredermi
e qualche volta guarderò indietro.
Mi sto facendo del male,
questo lo so,
mi sto facendo paura,
ne ero al corrente,
sto diventando instabile
e paranoico,
povero di autostima,
orgoglioso del silenzio
della solitudine di un addio.
Mi tolgo di dosso il mondo
mi strappo dal petto il cuore,
mi sembra di parlare
ma è solo un respiro
denso e profondo.
COME I MIRTILLI
Perché si ha paura
di apparire sorpresi
dal dubbio
e dalla speranza.
Ed ho aspettato una vita
tra le incertezze
ed ora tu sei qui
così dolce
così elegante
e mi piace
la adoro,
ti prego ascoltami!
Volgi il tuo sguardo
i tuo occhi,
così dolce
così elegante
come i mirtilli…
Ho ancora voglia
di urlarti forte
sperando una tua domanda…
Ho ancora voglia
di abbracciarti di nuovo
credendo una contropartita…
La mia mente,
il mio angelo,
mi hanno lasciato
e sono contento
come i mirtilli…
Il miei sensi,
la mia mela,
è rotolata
e sono felice
come i mirtilli…
Ho aspettato che tu
mi
chiamasti,
osservasti la mia
solitudine.
Anche se la gente
ovunque
io stavo lì,
in compagnia
di me.
Così dolce,
così elegante,
e mi piace,
la adoro,
come i mirtilli.
È deprimente
urlare al buio
gridare alle nuvole
senza risposta
confezionata per me
preparata apposta per me
come i mirtilli.
Ho ancora voglia
di aggrovigliarmi stretto
aspettando un mogugno…
Ho ancora voglia
di baciarti di continuo
pregando una lacrima…
Il mio mercato,
il mio vampiro,
è volato
e sono felice
come i mirtilli…
Il miei labirinti,
la mia sirena,
è stata pescata,
e sono felice
come i mirtilli…
come i mirtilli…
come i mirtilli…
come i mirtilli…
ESTATE ‘03
D’un tratto
mi è venuto in mente tutto.
La nostalgia
mi ha afflitto
e non riesco a trovare
una motivazione valida
per raccontare.
Non è un tempo troppo lungo
ma sto aspettando con
ansia
il suo arrivo.
Voglio rivedere riflesso
nei suoi occhi
le bellezze
del mondo
che io non vedo…
ORFEO
Anche se
mi sembra di vivere solitamente,
afferrato da un intenso rien ne vas plus
quotidiano.
Ho rivalutato un istintivo piacere
nel genuino
amor proprio.
In altre mie agonie
ho ricamato l’attesa
che ancora oggi
mi aggredisce,
ma devo aspettare
ancora per poco.
E verrà il momento di svegliarmi,
cantare tra le montagne,
perdere la strada,
scaldare il letto e le coperte,
morire dalla felicità,
riabbracciare amici
vicini e lontani,
perdersi nelle parole,
raccontare le favole
che fanno piangere,
faticare un premio,
e finalmente gustare la dolce crema
di una dolcissima effusione.
(A Maria Elena, a Davide e a me)Sirene e sirenette, filmati flash