Sirens e altre poesie

di Michelangelo Rossato


SIRENS

Forse paura non ho più.
Mi hai regalato 
un sorriso ricambiato.
La cosa più bella
il dono più semplice.
Veramente non lo so
mi sento confuso
ma felice,
hai colmato d’un tratto
il vuoto che mi invecchiava
che più mi affliggeva
che mi uccideva.
Mentre camminavi e parlavi
generalmente
di simbiotiche e allegre sensazioni,
ti guardavo, 
e mi accorgevo sempre di più
di volerti troppo bene.
Mi rendo conto
che sei la mia sirena,
la stella che per prima 
fiorisce nel manto della notte.
Sei il profumo del mare,
il canto del vento,
il bacio del sole
e il mio amore…

(Alla mia Vera dolcezza)


FORSE NON È UNA COINCIDENZA

Non ci scommettevo
ma è successo
Non ci tenevo
ma è accaduto
Una lastra di vetro infranto
sul pavimento di dura roccia.
Bella, orribilmente triste,
deprimente.
Per colpa della tua negligenza
insuperabile,
mi hai lasciato
l’amaro delle tue parole
nelle orecchie.
E te ne vai trascinandoti
dietro
una parte di me.


CIAO, SONO QUELLO DELLA PORTA ACCANTO

Ciao.
Sono l’angelo della porta accanto.
Mi doneresti il tuo addio?
Ciao.
Sono il diavolo della porta accanto
Mi doneresti la tua anima?
Difficile scegliere…


BLU DI METILENE

Brancolo nel buio.
Mi piace sentirmi
unico,
è piacevole
afferrare gli oggetti quotidiani
dipinti del nero dell’oscurità.
Ma mi piacerebbe afferrare
le tue mani.
Mi piacerebbe più d’ogni altra cosa.
Ma non accendere
la luce
o la magia se ne va.
Sento il tuo respiro
l’aria uscire lentamente ad accarezzare le tue labbra…
Se non vuoi,
soffia in cielo e io lo capirò,
ma intanto non scegliere.
Continua col tuo disegno,
continua lentamente.
Scioccamente
mi faccio assalire dai rimorsi,
ma non credo di sembrarti freddo,
mi hai letto dentro,
mi conosci…
…fatti guardare,
voglio capirti ma non ci riesco.
Brancolo nel buio,
in cerca delle tue mani.
Cammino cautamente,
cercando i tuoi occhi
blu di metilene. 
Tu me rends perplex
et c’est ma manière
de te dire je t’aime?

(Per gli occhi di Vera)


UNA GIRAFFA PENZOLA DAL CIELO VERDE SMERALDO

Mi riscontro apatico,
disteso in una landa di noia
avvolto da una coperta
di seta bianco chiaro.
Con gli occhi
seguo il coniglio bianco,
una giraffa penzola dal cielo
verde smeraldo,
un gatto abbaia alla notte
ma io non ho voglia.
Sorrido, completo.
E anche se so 
cosa mi aspetta
rido maliziosamente
all’ingrato sole,
senza un conforto 
ma ricco di me stesso.
Contento 
di non essere più solo.

(A Erica)
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