Poesie d'amore di David Penco

Questi versi dipingono immagini dai colori intensi, e descrivono sensazioni fatte di odori, suoni, pensieri, emozioni che rendono il poetare di David Penco per nulla affatto retorico, ma anzi innovativo, dinamico e palpitante, come il sussulto della passione, intendendo per essa non soltanto il sentimento per la persona amata, ma anche l’amore per un figlio, per la vita, la natura, l’amicizia, gli ideali in cui credere

ABBRACCIO

Scrivo di te perché non posso averti
tra le mie braccia come ti vorrei,
è un’infinita pena non vederti
e ancor di più pensarti come sei.

Sei sole di novembre,ombra ad agosto,
tutto il sollievo che io possa sperare,
tu manchi al mio respiro in ogni posto
che questa terra possa coltivare.

Dove sei ora dolcissima speranza
mandata a me da un angelo beato?
Sei ancora a maledir la lontananza
che il cinico destin ci ha riservato?

Oppure la tua angoscia è già finita
e ad occhi aperti già sognando stai
pensando a me che sfioro con le dita
il volto tuo come hanno fatto mai?

In ogni caso è già benedizione
poter pensare che noi ci manchiamo,
intensa e viva è in me quell’emozione
che provo solo quando ci abbracciamo.

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L’ETERNITA’


E’ come perdersi nell’infinito della vita
la sensazione d’aria che sento mi attraversa,
quel brivido impalpabile per le fragili dita
mi rende la realtà dintorno assai diversa.

Toccare la tua pelle aziona tutti i sensi
che solo cinque sono ma paiono milioni,
mi avvolgono in abbracci davvero così intensi
da sembrar che cantino,emettendo dolci suoni.

E sono già universo,pianeta,sole e luna
da quando percepisco sì tanta suggestione,
per farsi convinzione in me che la fortuna
esiste se l’amore fa trovare alle persone.

Allor non è delirio sentir l’eternità
annidarsi dentro il corpo, elevarsi nella mente,
ed esaltante in me saper che è già realtà
poterci coltivare questo sogno dolcemente.

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VOLA PENSIERO

Vola pensiero
ed attua racconti da narrare
per bambini ad occhi aperti sognanti
prima di dormire.
Concentra la tua espressione
per materie di studio noiose
affinchè ricordo di antico autore
nella mente riaffiori.
Componi parole accorate
per lunghe lettere
d’amore pregnanti
che riassumano
malinconie costanti.
Scrivi melodiche rime,
frasi tintinnanti
risonanti passione
per lontani amanti.
Muovi d’artista la mano
senza discriminare
chi di morbido pennello si avvale
per raffinate tele a colori
e chi di ruvido gesso
ammanta le mura urbane
urlando graffiti gonfi di rabbia
per metropolitane esistenze.
Vola pensiero,
moto perpetuo,
stato embrionale
d’umano agire.

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GERMOGLIO E MELODIA

Vorrei possedere quel potere
di immettermi in te
ed addentrarmi
come seme di pianta rampicante;
crescerti dentro piano piano
fino a germogliare;
un crescendo lirico imponente,
note sparse senza senso in principio,
ma il passaggio di sabbia in clessidra
permette ai suoni di attrarsi
in sensata melodia
fino a dolcissima sinfonia d’autore
adibita al risveglio dei sensi.
Ammirare il tuo stupore
nel non provar dolore
per quel corpo estraneo insinuato
e a dismisura cresciuto
fino a crear tutt’uno
con un grande cuore già spezzato
ma dai nuovi rami rassicurato.
Per poi scoprire
che rigetto non può esistere
tra due entità
con lo stesso nucleo cellulare
ed estasiarmi
nel percepire
che già facevi parte di me
anche se abitante
di un altro emisfero;
quasi come figli di antenato unico
ci ritroviamo adesso
nella stessa dimensione,
quella che non ammorba
ma giustizia rende
all’onestà del sentimento vissuto
rivelatosi tale
con il suono delle fronde fiorite
che danno vita ad accordi
di musica mai ascoltata
ed attraverso brividi
sulla pelle percepita.


A nulla si fugge 

Amor che d’essenza vive, 
traccia al vento il suo lamento, 
amor che si nutre con il tempo, 
appari onesto al mio triste dire… 
Sulla terrazza della tua desolazione sporgo una mano 
mai gesto di generosità è stato vano, 
il cuor tuo accolse il mio canto 
sbattendo le ali come un giovane fringuello 
lasciando il nido incustodito, sei volato via e mai più tornato. 
In una fronte stanca apparve una ruga, 
il tempo aveva fatto la sua corsa, 
come nel mare l’acqua si rinnova, 
così si ripresenta il tuo tormento. 
A nulla si fugge chiudendo gli occhi al giorno, 
a nulla si fugge se l’amore non si prova, 
a nulla si fugge se la carne è lisa, 
a nulla si fugge se c’è odor di resa… 
Adesso che la tua ombra è caduta sulla terra, 
tra pensieri incerti di un passato vicino, 
sfugge al tuo sguardo di indifeso bambino 
la prima rondine che segna il destino… 


Amami senza andare 

Se devi amarmi fallo adesso, 
alla luce del sole prima del tramonto, 
ama la mia anima che hai visto volare, 
le mie lacrime che non hai mai visto scendere, 
amami senza limiti e senza ragione, 
amami senza pietà e senza illusione, 
ama ciò che non sai perché è ciò che ci unisce, 
ama il mio essere senza pelle che ferisce…
Se devi andare vai adesso che piove sul viso, 
se devi andare vai prima che io mi svegli, 
prima che possa accorgermi che sento quel che senti, 
se devi andare vai adesso che non conosco il sapore 
dei tuoi baci mai avuti dei tuo abbracci non dati … 
Se devi amarmi non andare dove c’è il rancore, 
dove non c’è mai stato il sole, 
se devi amarmi portami nei tuoi pensieri, 
non fermarti ai desideri, 
se devi amarmi, amami adesso, 
prima che il giorno diventi notte e niente sarà più lo stesso… 


Labirinto dell’anima 

Non ho permesso a nessuno di guardare i miei occhi, 
si confondono con il mare… 
nessuno ha toccato le mie mani, hanno ancora il tuo odore… 
hai raggiunto l’orizzonte della mia anima, 
risplende di te, 
non potrei perdermi nei sentieri dei tuoi pensieri 
mi terresti per mano…
Pittore dell’anima ti immergi nella mia tela, 
diventi la totalità del mio essere, 
sfiori leggero i colori, non cambi nulla, 
due fiamme si uniscono formando un fuoco d’amore… 
Pensavo di non percorrere questo deserto, 
che la nostra vita sarebbe stata un sogno, 
invece sei andato via nel silenzio che amareggia l’anima, 
quel fermo immagine nella mente, mi consola appena… 
T’amo col corpo che si rifugia nel buio, 
t’amo col cuore che impazzisce di te, 
t’amo malgrado la nostra anima è avvolta dalla foschia, 
t’amo perché non vive sentimento più forte di questo amore...


Un grido stonato… 

Se l’alba ci trovasse accanto, distesi senza pianto 
sarebbe un sogno pensato, 
un domani sperato, 
un grido stonato, un amore mancato… 
Se poi il sole strisciasse addosso a noi 
se sentissi il suo calore più del tuo, 
se infuocasse questo cuore 
sarebbe un grido stonato, un amore mancato… 
Se quel poco che mi dai bastasse ad aprire un giorno, 
se la necessità fosse un canto 
griderei per svegliarti, ti stringerei per amarti, 
ma sarebbe un grido stonato, un amore mancato… 
Tra questo mio dolore e il vuoto assoluto 
c’è il tuo volermi bene che si infrange in un respiro muto, 
un assolo dell’anima che leggi d’un fiato, 
un grido stonato, un amore mancato…



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