Questi versi dipingono immagini dai colori intensi, e descrivono sensazioni fatte di odori, suoni, pensieri, emozioni che rendono il poetare di David Penco per nulla affatto retorico, ma anzi innovativo, dinamico e palpitante, come il sussulto della passione, intendendo per essa non soltanto il sentimento per la persona amata, ma anche l’amore per un figlio, per la vita, la natura, l’amicizia, gli ideali in cui credere
ABBRACCIO Scrivo di te perché non posso averti tra le mie braccia come ti vorrei, è un’infinita pena non vederti e ancor di più pensarti come sei. Sei sole di novembre,ombra ad agosto, tutto il sollievo che io possa sperare, tu manchi al mio respiro in ogni posto che questa terra possa coltivare. Dove sei ora dolcissima speranza mandata a me da un angelo beato? Sei ancora a maledir la lontananza che il cinico destin ci ha riservato? Oppure la tua angoscia è già finita e ad occhi aperti già sognando stai pensando a me che sfioro con le dita il volto tuo come hanno fatto mai? In ogni caso è già benedizione poter pensare che noi ci manchiamo, intensa e viva è in me quell’emozione che provo solo quando ci abbracciamo. ___________________________________________________________ L’ETERNITA’ E’ come perdersi nell’infinito della vita la sensazione d’aria che sento mi attraversa, quel brivido impalpabile per le fragili dita mi rende la realtà dintorno assai diversa. Toccare la tua pelle aziona tutti i sensi che solo cinque sono ma paiono milioni, mi avvolgono in abbracci davvero così intensi da sembrar che cantino,emettendo dolci suoni. E sono già universo,pianeta,sole e luna da quando percepisco sì tanta suggestione, per farsi convinzione in me che la fortuna esiste se l’amore fa trovare alle persone. Allor non è delirio sentir l’eternità annidarsi dentro il corpo, elevarsi nella mente, ed esaltante in me saper che è già realtà poterci coltivare questo sogno dolcemente. ___________________________________________________________ VOLA PENSIERO Vola pensiero ed attua racconti da narrare per bambini ad occhi aperti sognanti prima di dormire. Concentra la tua espressione per materie di studio noiose affinchè ricordo di antico autore nella mente riaffiori. Componi parole accorate per lunghe lettere d’amore pregnanti che riassumano malinconie costanti. Scrivi melodiche rime, frasi tintinnanti risonanti passione per lontani amanti. Muovi d’artista la mano senza discriminare chi di morbido pennello si avvale per raffinate tele a colori e chi di ruvido gesso ammanta le mura urbane urlando graffiti gonfi di rabbia per metropolitane esistenze. Vola pensiero, moto perpetuo, stato embrionale d’umano agire. ___________________________________________________________ GERMOGLIO E MELODIA Vorrei possedere quel potere di immettermi in te ed addentrarmi come seme di pianta rampicante; crescerti dentro piano piano fino a germogliare; un crescendo lirico imponente, note sparse senza senso in principio, ma il passaggio di sabbia in clessidra permette ai suoni di attrarsi in sensata melodia fino a dolcissima sinfonia d’autore adibita al risveglio dei sensi. Ammirare il tuo stupore nel non provar dolore per quel corpo estraneo insinuato e a dismisura cresciuto fino a crear tutt’uno con un grande cuore già spezzato ma dai nuovi rami rassicurato. Per poi scoprire che rigetto non può esistere tra due entità con lo stesso nucleo cellulare ed estasiarmi nel percepire che già facevi parte di me anche se abitante di un altro emisfero; quasi come figli di antenato unico ci ritroviamo adesso nella stessa dimensione, quella che non ammorba ma giustizia rende all’onestà del sentimento vissuto rivelatosi tale con il suono delle fronde fiorite che danno vita ad accordi di musica mai ascoltata ed attraverso brividi sulla pelle percepita. A nulla si fugge Amor che d’essenza vive, traccia al vento il suo lamento, amor che si nutre con il tempo, appari onesto al mio triste dire… Sulla terrazza della tua desolazione sporgo una mano mai gesto di generosità è stato vano, il cuor tuo accolse il mio canto sbattendo le ali come un giovane fringuello lasciando il nido incustodito, sei volato via e mai più tornato. In una fronte stanca apparve una ruga, il tempo aveva fatto la sua corsa, come nel mare l’acqua si rinnova, così si ripresenta il tuo tormento. A nulla si fugge chiudendo gli occhi al giorno, a nulla si fugge se l’amore non si prova, a nulla si fugge se la carne è lisa, a nulla si fugge se c’è odor di resa… Adesso che la tua ombra è caduta sulla terra, tra pensieri incerti di un passato vicino, sfugge al tuo sguardo di indifeso bambino la prima rondine che segna il destino… Amami senza andare Se devi amarmi fallo adesso, alla luce del sole prima del tramonto, ama la mia anima che hai visto volare, le mie lacrime che non hai mai visto scendere, amami senza limiti e senza ragione, amami senza pietà e senza illusione, ama ciò che non sai perché è ciò che ci unisce, ama il mio essere senza pelle che ferisce… Se devi andare vai adesso che piove sul viso, se devi andare vai prima che io mi svegli, prima che possa accorgermi che sento quel che senti, se devi andare vai adesso che non conosco il sapore dei tuoi baci mai avuti dei tuo abbracci non dati … Se devi amarmi non andare dove c’è il rancore, dove non c’è mai stato il sole, se devi amarmi portami nei tuoi pensieri, non fermarti ai desideri, se devi amarmi, amami adesso, prima che il giorno diventi notte e niente sarà più lo stesso… Labirinto dell’anima Non ho permesso a nessuno di guardare i miei occhi, si confondono con il mare… nessuno ha toccato le mie mani, hanno ancora il tuo odore… hai raggiunto l’orizzonte della mia anima, risplende di te, non potrei perdermi nei sentieri dei tuoi pensieri mi terresti per mano… Pittore dell’anima ti immergi nella mia tela, diventi la totalità del mio essere, sfiori leggero i colori, non cambi nulla, due fiamme si uniscono formando un fuoco d’amore… Pensavo di non percorrere questo deserto, che la nostra vita sarebbe stata un sogno, invece sei andato via nel silenzio che amareggia l’anima, quel fermo immagine nella mente, mi consola appena… T’amo col corpo che si rifugia nel buio, t’amo col cuore che impazzisce di te, t’amo malgrado la nostra anima è avvolta dalla foschia, t’amo perché non vive sentimento più forte di questo amore... Un grido stonato… Se l’alba ci trovasse accanto, distesi senza pianto sarebbe un sogno pensato, un domani sperato, un grido stonato, un amore mancato… Se poi il sole strisciasse addosso a noi se sentissi il suo calore più del tuo, se infuocasse questo cuore sarebbe un grido stonato, un amore mancato… Se quel poco che mi dai bastasse ad aprire un giorno, se la necessità fosse un canto griderei per svegliarti, ti stringerei per amarti, ma sarebbe un grido stonato, un amore mancato… Tra questo mio dolore e il vuoto assoluto c’è il tuo volermi bene che si infrange in un respiro muto, un assolo dell’anima che leggi d’un fiato, un grido stonato, un amore mancato… Poesie d'amorepoeti italiani, toscani e pisani