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Poesie di:

João Tomaz Parreira

Poeta português, nascido em Lisboa, em 1947 a resiedere a Aveiro, Portugal. Publicou 4 livros de poesia, entre 1973-1996,e colaboração em Antologias diversas entre 1971-2005. Jornalista religioso.

João Tomaz Parreira jtparreira@hotmail.com

Poeta portoghese, nato a Lisbona, 1947.

I suoi Blogs:

www.poetasalutor.blogspot.com

www.papeisnagaveta.blogspot.com

 


 

 

Splendore a Parigi-Orly

il taxi correva nelle strade, un fiume in piena, 
chi a piedi, chi in auto, di fretta, evitava gli argini, 
in lotta contro  il tempo, tutti gli orologi contro il suo.

arrivarono a Parigi Orly. 
ancora in tempo per quel fuoco dentro,amaro il caffè,
come un falò in un campo di sogni. 

quando una voce
chiamò per l’ultima volta i viaggiatori, addii e baci morirono
sulle labbra, ricordarono sempre la mezza luna finale
prima di diventare uccelli.

(c) J.T.Parreira

(Versione da Alessandra S.Banti)


 ESPLENDOR EM PARIS-ORLY

O táxi corria contra o caudal 
das ruas, um rio volumoso
saltando das margens, peões
carros febris, todos
os relógios contra o seu.

Chegaram ao Paris Orly. Ainda
com tempo para um fogo
interior, amargo
de um café, como fogueira
no centro de um campo de sonhos.

Quando a última voz chamou
os viajantes para o voo, o adeus 
 e os beijos morreram nos lábios
e lembram-se da meia-volta final
antes de se tornarem voláteis.

(c) J.T.Parreira



Ricordi, a 59 anni


When I look back, I see a collapsing

accordion of my receding houses

Robert Lowell
 

Penso al passato e vedo

La catastrofe della mia infanzia,

L’immagine sfuocata

Dei miei pantaloni stretti

E  la camicia a quadri,

le case, camere e finestre dove

 Gli occhi di bambino hanno visto

Le vie di Lisbona in successione

Penso al passato e vedo

Mio padre e mia madre

Vedrò forse i ricordi mutarsi

 In epifanie del mio futuro.

                             2-04-2006

(Trad.Alessandra Banti)


 
Libro inedito, O REGADOR (L'Innaffiatoio)
tradotto per Alessandra S.Banti.


 Ricordi


Perché vieni ora,

o memoria,

per raccontarmi

la vita?

Mutare le rughe in bellezza

del mio viso

che ancora riluce

come fosse vicino al sole?

O gioventù,

perché vieni ora,

a disturbare 

la mia saggezza?

Vorrei che il tempo

indeciso

tornasse indietro

alle linee delicate

che sul tuo viso

il giorno accarezzava.

Perché vieni ora,

o adolescenza,

con questa musica?

Quella che sfidava

le mie mani

sul corpo amato-

un silenzio

che sfilava

come una barca.

                        3-12-2005

(Trad.Alessandra Banti)



America de Allen Ginsberg


Quando potrò andare al mercato

con il cuore in mano


Con il mio fascino

pagherò vino e latte


Userò le dita

come codice


alla sbarra

che dirà la verità

                           14-03-2006

(Tradotto per Alessandra Banti)
 

RITORNO

I tuoi rumori
sono tornati a casa
la casa si è riempita
di luce
le finestre
si sono aperte
le tende
mosse dal vento
quando sono partiti
di nuovo
i tuoi rumori.
                  

ALLA STAZIONE DEI TRENI

Il treno immobile
fermo
alla stazione


gli occhi immobili
riposano
i treni

alla  stazione
aspettano

il respiro
del vapore
sospeso.

(Traduzione di Alessandra S.Banti)


Gli Occhi

Dove sono andati i tuoi occhi
Da quel plenilunio
Sulla terra d’autunno
Quando il vento rubò
Carte sconosciute?
Dove sono stati i tuoi occhi,
Bagnati di lacrime
D’acqua di sorgente
Fino a diventare
Sogni di velluto?
Come sono entrati i tuoi occhi
Dentro di me,
Fino a scavare un solco
Per la nostalgia.

(Tradotto: Alessandra S.Banti)

(c) J.T.Parreira

Os Olhos

Onde têm andado os teus olhos
de hora lunar
muito perto do chão
onde o vento limpou o Outono
e partiu
papéis desconhecidos?
onde têm estado
teus olhos,
banhados em lágrimas
como uma água de origem
no veludo dos sonhos?
onde têm tocado teus olhos
dentro de mim,
cavam um espaço
para a saudade.
 

La Mano


La mano scivola

svelta

nelle cose d’amore


la stessa mano

che asciuga

le lacrime,


fa esplodere

il silenzio,


la mano

che inventa


nuovi ritmi.


La mano accarezza

le rughe

del volto


la mano guida

il bambino

fino a casa


la mano stringe

un’altra mano.

(Traduzione di Alessandra S.Banti)

(c)J.T.Parreira



COSE DEL MARE

Attorno al molo
i gabbiani cambiano spoglio
nei becchi
portano la punta sciolta
del mare
Disegnano nelle acque
i gabbiani
la rosa dei venti
del loro tempo
Un'ora verrà
de appassionamento.


IL GALLO

«Un gallo/cantò; altri risposero qua e là»
Umberto Saba 
Un gallo
cantò e un altro rispose
che stava là,
al suo posto mobile
nel vento,
ogni cosa nera
comincia a disfarsi
in luce,
la notte
passa in altre latitudini,
qualcosa comincia
a muoversi alle finestre,
le case rispondono
riprende nei cortili
la vita domestica
in una ripetizione senza tedio
né delizia,
un gallo
cominciò la routine
in tutto il suo canto
che viene
dal silenzio.


NESSUNO, NEMMENO LA PIOGGIA

Nessuno, nemmeno la pioggia
ha gocce così piccole
come le lacrime che si muovono
nel cuore

E le piccole mani
che vanno sulla faccia
delle madri? Nessuno
come loro ha la chiave
per nubi così piccole

Nessuno, neppure il silenzio
ha mani così piccole
per aprire questo chiuso dominio.


LA NOTTE URBANA

Splende nel vento la luce vigilante
della lucerna pubblica
fuochi per le notti umide
Si agita cortine
della finestra che tosse
fin che due ombre intrecciate
evitano gli ùltimi sguardi
Nei balconi delle case
c'è qualcuno che cerca
in una nuda stanza da letto
intimità.


PICASSO
(Traduzione: Alessandra S.Banti)

Picasso crea le Forme
Che incantino i nostri occhi,
Le linee scorrono parallele
E poi si perdono,
A lato sono i volti
Les vieilles demoiselles
La Forma eterna
Picasso
Libera la nostra mente inquieta.

#

PICASSO

Picasso dá-nos Coisas
que nos desorganizam os olhos
as linhas correm 
paralelas, e depois
separam-se, os rostos
ficam de repente de perfil
Les Demoiselles velhas
uma forma hoje 
não é amanhã
Picasso deixa a cabeça
a nossa, irrequieta.



(c) J.T.Parreira

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