VULESSE ADDEVENTARE VIENTO
È proprio inutile inseguire i perché
alla mia profuga simbiosi con te,
praticamente inconcepibile
ciò che riesce la tua pelle a trasudare:
trasuda cielo d'inverno che pian piano diventa scuro
trasuda gocce d'amianto che corrodono le membra
e letarghi celebrali che assottigliano la coscienza.
Vorrei diventare vento che imbarca violenza
al sentore della tua flebile resistenza al freddo,
vorrei diventare tempesta per scagliarti giù in fondo
dove non c'è ossigeno, né acqua, né tempo.
ANOTHER NARCOTIC EMBRACE
Eri un manichino di plastica, mutevole,
che si lasciava spostare senza obiettare.
Invece no, sei ancora tu l'artefice di ogni presenza.
Ho lasciato che la notte bianca portasse consiglio
dopodiché ho deciso di abbandonarmici dentro,
lasciarmi confluire a te e alla tua essenza.
La luna è quasi piena, illumina assai le nostre ombre
che inghiottono grandi sorsi di luce e anatre che volano.
Atlantide è vicina, allettante è tuffarsi dentro lei:
asporterei il respiro e deriderei la comune ipocrisia
Le ore non pesano sulle palpebre, assolutamente no,
e il vento dipinge le note della nostra voce sull'acqua;
noi, invece, l'abbiamo scolpita con inchiostro indelebile sulla pietra.
Dagli abissi fangosi del fosso sorge una densa nebbia
mentre sopra le nostre teste la notte si dipinge azzurra
e poi rossa, un'arte di natura che solo noi sappiamo ammirare.
Prova ad ossidare la lucidità,
prova ad incrinare l'immensità
parole diventano vita ad ogni battito che emerge da me
guardando l'alba che partorisce un nuovo giorno.
Il gelo non debilita le dita, assolutamente no,
e il calore del sole presto ha svegliato il letargo corporale
noi, invece, l'abbiamo scongelato con erba, terra e molteplici caffè.
Abbiamo visto fiorire le correnti del Naviglio,
e poi nuovamente, tu, condottiero di un incredibile viaggio.
… Mentre corriamo ancora insieme
avviluppato a te
raccolgo nuove
immagini…
(per Davide)
NARCOTIC GLANCE
Ti porterei
dove il mondo
non giudica.
Ti prenderei le mani
e ti porterei via
in un posto dove
il dolore non serve.
Ti afferrerei
e ti condurrei
nel luogo in cui
non c'è età.
Dove potrei amarti senza timore.
Ti farei fluttuare
nella mia profusione
di dolci lacrime…
…vorrei accarezzarti
il viso
e il ventre
e sussurrarti
ti amo
all'orecchio
finché c'è aria ancora…
Immergermi
nei tuoi capelli
con le mani,
sfiorarti il collo
o baciarti la schiena
bianca…
Ti porterei
dove il mondo
non fa paura.
Ti prenderei le mani
e scapperei via con te
in un posto dove
il rancore non è importante.
Ti afferrerei
e ti condurrei
nel luogo in cui
non ci sono pregiudizi.
Dove potrei amarti senza aver paura
del tuo arbitrario verdetto.
Ti farei librare
nel mio cielo
di favole e poesie…
…vorrei entrare
nei tuoi occhi
e ripeterti
ti amo
all'orecchio
finché c'è respiro ancora…
Precipitare
nella tua voce
e non uscirne più,
sfiorarti le labbra
o lambire la tua pelle
bianca…
Ti porterei
dove il mondo
non analizza.
Dove io
potrei starti accanto.
NARCOTIC EMBRACE
Quante lacrime si possono spargere
in momenti di afflizione
e di freddezza…
E la cura
al male di continuare
è l'indifferenza…
Il mio abbraccio
drogato dalla tua voce…
…percepisco una nota di conforto
nella tua voce
logora dal fumo
e dai sorrisi…
Il mio abbraccio
stordito dalla tua immensità…
…riconosco una particella di me
nelle tue mani
flessuose e abili…
Il mio abbraccio
intorpidito dalle tue lacrime…
…ti vedo dentro
nelle tue lacrime…
…vedo me
nelle tue lacrime…
…lasciami bere il tuo pianto
così non soffrirai…
Abbiamo lasciato il disinteresse
agli altri.
Noi due non siamo niente.
Noi due non siamo
nessuno.
Siamo sabbia che vola al vento
e che la pioggia
schianta sulle auto
e sui vetri.
Mentre correvamo insieme,
avviluppato tra le tue braccia,
raccolgo nuove
immagini...
NARCOTIC SKIN
È seta.
Guardavo
il tuo alito
e mi accorgevo
di quanto
abbiamo tra le mani…
E ti dormivo
addosso,
mentre mi assopivo
accanto alla tua pelle
ti trasmettevo nel sonno
il mio stesso sangue.
Ti ripetevo
la luce
che sento per te…
È miele.
Ascoltavo
il tuo profumo
e sentivo
timori e esitazioni
sospendere…
E ti dormivo
addosso,
mentre sognavo
vicino al tuo
buonsenso,
ti contagiavo nel torpore
il mio stesso essere.
Ti replicavo
la dolcezza
che abbiamo dentro.
È crema
quello che mi
stai insegnando.
Anestetica
la tua pelle
che fa dimenticare
tutto il resto…
NEMA
Forza, su
vieni accanto a me.
Non aver paura, sai,
io non mordo, no…
E solamente che
starti vicino
mi fa venire voglia
di
the…
È un amplesso
quando mi respiri addosso….
Dimmi che hai ancora voglia
di entrarmi negli occhi.
Mi muovo scaltro tra sorde malinconie
e cerco languido torpore
in te.
Nel the.
Forza, su
colpiscimi ancora più forte.
Non esitare, mai,
io non mi intossico, no….
E solamente che
starti a fianco
mi fa venire voglia
di
the…
Mi allieti
quando esplori il mio orecchio…
Dimmi che hai ancora passione
di strisciarmi…
Mi piace,
lo sai…
Ti arrampichi piacevole tra le mie
mute paure
e scacci la mia incapacità di
vivere credendo che ne valga la pena.
In te
trovo vuoto da riempire.
AFFERMAZIONE DIMOSTRATA LOGICAMENTE
Sono proprio
incontentabile
non ho esito nell'intendere
che tutto va come deve andare
…e ciò che chiedo, lo impongo, lo ottengo…
La mia fame
di irriflessione
è un gioco senza regole
una area senza confini
un cateto senza ipotenusa.
Sono sempre in cerca di me
sono a caccia di anomalie,
in piena facoltà di illudere
pretendo anche l'impossibile…
Sono proprio
insaziabile
non pervengo ad una soluzione
al mio vorace bisogno di me
…e ciò che ottengo, lo eseguo, lo vivo…
La mia cernita
di attività
è una morale senza logica
una pentola senza coperchio
una carta senza identità.
Sono in continua querela con me
sono gremito di tematiche,
in piena idoneità di esistere
reclamo anche l'inverosimile…
Ma almeno io sorrido.
SEBBENE LE MIE MANI, LA MIA PELLE, LE MIE LABBRA
Non riesco a concepire
cosa sono io
per te.
Sebbene sulle mie spalle
reggo anni di esperienza
nel campo paranoico
dell'esaminare realtà….
Non riesco a captare
chi sono io
per te.
Sebbene le mie mani
graffiano ore di lacrime
nell'attività frenetica
dello sciupare evenienze…
Pur essendo
attualmente
vagabondo nella tua testa
sento ugualmente
il bisogno
di cadere in preda del tuo sguardo…
Non riesco ad afferrare
cosa sono io
per te.
Sebbene la mia pelle
suda ancora solitudine
nella mansione inutile
del cogliere silenziosità…
Che criterio ha
insistere a leggere
il destino nelle tue mani
quando posso adoperare
il tuo nebbioso respiro….
…dove traggo riparo…
Che senso ha
continuare a rallegrarmi
con le tue espressioni
quando posso sfruttare
la tua serietà eclissata…
…dove raccolgo sostegni…
Difenderti,
vorrei difenderti
da non so che cosa.
Mi hai già visto
soffrire,
cosa aspetti?
Domandami se piango…
Pur essendo
realmente
zingaro nella tua logica
sento ugualmente
la necessità
di precipitare nella tua ironia infettiva…
Non riesco a comprendere
cosa sono io
per te.
Sebbene sulle mie labbra
bruciano giorni di inerzia
nella prestazione nociva
del condensare risate…
Che sistema ha
continuare ad animarmi
con la tua ingenuità
quando posso sfruttare
la tua ragione incomparabile…
…dove raccolgo sinonimi…
Custodirti,
vorrei custodirti
da non so che cosa.
Mi hai già visto
piangere,
cosa aspetti?
Domandami se soffro…
Non riesco a capire
cosa sono io
per te.
Prima o poi
riuscirò a chiedertelo?
Sebbene nei miei capelli
sorreggo conferenze
nel settore sociopatico
del soffocare volontà,
ho ancora timore di te.
Innaturale trepidazione,
troppo sofisticata da spiegare,
è più facile da celare.
Che senso ha
continuare a svagarsi
con la tua schiena
quando posso usufruire
della tua voce…
…dove raccolgo brividi…
POESIA MANCATA ALLE QUINDICI E UN QUARTO IN UN POMERIGGIO DI LUGLIO
Vorrei dirti
che il mondo è bello.
Ma non è così per
te.
Vorrei dirti
di non preoccuparti.
Ma non è così per
te.
Quando capirai
che il tempo finirà
prima o poi?
Quando ti accorgerai
che non abbiamo un futuro
noi.
Non scendere a compromessi.
Sei felice ora?
Mi trovi inutile?
Invalido?
Vorrei mentirti
e dirti
che non c'è da temere.
Ma non è così per
te.
Vorrei farti credere
che
raggiungerai ciò che vuoi
ma non abbiamo speranze
noi.
Mi trovi insufficiente?
Infermo?
E vorrei
vedere quello che vedi
e mostrarti
tutto quello che ho da farti
vedere.
Da farti vivere.
…
Trovo giusto il tempo di dirti
che sei insensibile
che sei vulnerabile.
E non mi hai graffiato.
Comprerò una gabbia
anche per te?
Ti spezzerò le ali?
Non sono abbastanza.
Mi trovi incompiuto?
Sbagliato?
Vorrei che tu aprissi gli occhi.
E mi prendessi l'anima
BREATHING ALONE
I wither on my armchair
and you don't come to me.
Why am I feeling senseless?
I'm going to forget you
but I know I'm incomplete.
How many wounds?
How many tears?
How many hours will I silently cry?
You killed my sleep.
You entered in my dreams
and I can't
hate you.
You broke my life
You flooded my dreams
and I can't
understand you.
I overcome with my bed
and you don't find me.
Why am I feeling useless?
I'm going to speak to you
but I know I'm inconclusive.
How many breaths?
How many tears?
How many hours will I silently die?
You upset my sleep.
You entered in my dreams
and I can't
despise you.
You changed my life
You taken my dreams
and I can't
be you.
How many hours will I silently cry?
How many hours will I silently die?
INGOS (ISOCRAN TSOP)
Cosa cambierebbe
se dicessi la mia?
Cosa varierebbe
se dicessi
che non sto da nessuna parte
e che seguo una mia
illogica?
Dimmi tu che predichi
chi sono io per giudicare?
Chi sei tu per dirmi
chi sono?
No…no…no
Non va così
Nella mia estatica (vanesia)
orgogliosa
illogicamente asociale
mentalità!
E mi vanto di seguire
la mia
strada.
Frastagliate e
uniche percezioni
mi indicano che
ora è giunto il momento.
E allora? Ti fai pregiudizi?
Non ho scampo
perché da una sera all'altra
potrei decidere
di vivere o no.
Cinque o sei sonniferi
e non mi sveglierò…
No…no…no
Non va per questo verso.
Nella mia immensa
speziata (dolcissima)
inspiegabilmente improvvisa
emancipazione!
Dimmi perché
ricominci a sparlare
o stai ancora cercando di
giungere al termine,
al capolinea?
E allora? Ti fai preconcetti?
Non ho vie di fuga
perché da una mattina all'altra
potrei stabilire
se continuare o no.
Senza più mangiare
non mi affannerò…
Ma,
no…no…no
non va così
ma non posso perdere
la lezione.
Cosa cambierebbe
se ci fossi o no?
Cosa muterebbe
se dicessi
che non ho nessuna motivazione
e che vivo una mia
stasi menefreghista?
Dimmi tu che converti
chi sono io per valutare?
Chi sei tu per dirmi
cosa sto vivendo?
Lieta narcosi
forse
MORGANAGROM
Mentre sprofondavo nella vasca da bagno
nell'acqua calda
che emanava vapore
pensavo a noi.
Mentre mi snodavo
nel distacco dei miei nervi abulici
capivo che non c'è
nessun "noi".
Sopravvivo a te,
al tuo devastante carisma.
Non c'è più niente da
giustificare…
…vorrei leccare
i tuoi polmoni…
È insindacabile
il partito della mia
ragione.
Sopravvivo a te,
al tuo charme silenzioso
e timido.
Magnete di carne:
mi scoppiano
le vene
e ho sete di sguardi…
…vorrei leccare
le tue mani…
È inadeguata
l'incoerenza del mio
cuore.
Non riesco a dimenticare il tuo
odore
(aroma di fumo)
E potrei quasi affermare
che il tuo sudore
sapeva profumo…
…vorrei suonare
le tue corde vocali…
Mentre affondavo in un libro che non leggevo
tra le righe spassionate
che sprigionavano nausea
pensavo a noi.
Mentre mi slegavo
nel mutismo dei miei nervi indolenti
capivo che non c'è
nessun "noi".
Ma tu ci sarai quando
la lanterna che c'è in me
non vorrà più accendersi…
…e cantami ancora, Morgana…
DIMMI SE…
Questa mattina mi sono svegliato con il tuo profumo
nei capelli.
Sarà stato il bagnoschiuma che mi hai
prestato
ieri.
Che ingenuo
sono
mentre ti cerco sotto le lenzuola.
Contatto
fisico…anomalo?
No, non è vero:
perché dovrebbe essere
irregolare
una cosa
così naturale?
Che assorto
ero
quando mi stringevo
ai tuoi polmoni
e sentivo i tuoi capelli
sulle labbra
e la tua saliva
sulla pelle.
Ed ora ti cerco
annusando
le mie fronde.
Questa mattina mi sono svegliato con la tua essenza
nei capelli.
Sarà stata la tua presenza
che mi mancherà.
Quando partirai
cercherò di comprare un po' di
razionalità
farcita di lacune
e amnesie.
Dimmi se mi sentirò
interrotto.
Ipovedente sono stato
quando te non ho notato.
Adesso
ti vengo a cercare
e tu te ne andrai…
…dovrò prepararmi
al tuo commiato sensorio?
Quando mi stringevo
a te con le mani
e sentivo la tua voce
nel vento
e la tua saliva
sulla bocca.
Ed ora ti inseguo
toccando
la mia fronte.
Quando ti sfioravo
le dita
con trepidazione
e sentivo la tua calma
sulle mani
e il tuo ordine
mi baciava sul collo.
Ed ora ti inseguo
cantando
con la mia metrica
insolita e metodica.
Questa mattina mi sono svegliato con òligo elementi
nei capelli.
Sarà stato il docciaschiuma che mi hai
prestato
ieri.
Dimmi se mi sentirò
troncato.
Ipovedente sono stato
quando te non ho voluto.
Adesso
ti vengo a guardare
e tu partirai…
…dovrò prepararmi
al tuo congedo sensorio?
Sarà stata la tua presenza
che mi sarà insufficiente.
Sentirò la tua assenza
farsi indigesta e interminabile.
Quando salperai
cercherò di condensare parzialmente
lo stato confusionale
con la mancanza di rumori.
Dimmi se mi sentirò
menomato.
Quando ti sentirò distante
non avrò più
il tuo profumo
addosso. A gremire il mio vuoto.
Sarà svanito,
sciupato.
Ed allora mi resteranno solo
immateriali memorie.
Saranno i sospiri
e le inezie
e i vocaboli che si smembrano al vento…
MIGNON RESURRECTION
Mi sembrava di aver vinto
una partita inutile,
e il sorriso mi pesava
sulla bocca…
COMME UNE PLUMME
Ora che il mondo
ci ha lasciati
soli,
potremmo fotografare
un viaggio
che ci porterà
ai limiti dell’infinito?
Io non so come dirti addio,
ogni volta che…
…è impossibile lasciarti,
non vorrei lasciarti
mai più.
Teneramente tuo
mi sento tuo:
lascia cadere le tue trecce
lascia salire un principe,
a nuotare con te.
Con ostinazione sei inciampata
nella nostra passione,
e siamo stati felici
di essere insieme.
Come una piuma
sento il tuo respiro soffiare su di me
e sollevarmi senza più ansie,
e cammino sulle nuvole
sulla tua schiena bianca,
voglio baciare ancora
la tua fronte candida;
e sento solo il tuo profumo
quando navigo nel tuo sonno:
sono io il tuo sogno dolce,
sono io il tuo calmo desiderio.
Perché l’attrazione non ha vie di fuga.
BINARIO 11
Anche se abbiamo fatto in tempo
a salutarci
scambiando insolite
occhiate,
ho sentito ugualmente
l’eco dei binari
e un nodo alla gola…
…e non riuscivo a respirare…
MIGNON IL RITORNO
A quante tempeste hai assistito,
mia piccola morte,
e a quante dovrai ancora assistere?
INCANTESIMI ALLA TERRA
Mentre cullavo
quel mucchio di stoffa
le vipere mi allargavano
le vene…
…vorrei baciare il mio bambino
e percepire il suo odore
di latte ed infazia impregnata di giochi e
carezze.
Osservavo cecamente
i mesi avvenire
e udivo l’eco di
spinosi rimpianti.
E la domanda giusta
gli indugi
i tradimenti
mi permetteranno di essere
felice?
…vorrei abbracciare il mio cuscino
e sentire il mio dolore
di dispotica finzione e lacrime impregnate di sale
e pungenti incantesimi alla terra.
La pioggia mi sfiorava
e il vento delicatemente
sollevava il mio pulsante
sarcasmo
Di ciò che vorrei fare
e non farò,
di tutti quei giorni in cui
ho provato a
distruggermi.
Non riesco a spegnermi
e nessuno mai comprenderà
la mia aridità,
la mia magia,
stregoneria,
la mia piccola mente
strega i sensi.
…riuscirò ad insegnare
a leggere le favole
a comprare i regali di Natale
a curare le sue ferite
a stringerlo a me
a fargli capire che
nulla è ciò che sembra?
Le ultime righe le conservo
per lui, mentre la notte mi terrorizza,
e temo con angoscia che la mia vita
estingua il suo compito.
NON SANGUINERAI PIÙ
Riesco a mettermi
in soggezzione
anche quando
dovrei ammettere che
nessun altro come me
vive le vita.
Mi vedo un po’
sofisticato
non guardato,
in disparte
con aria
insipida,
cronica.
Trasudo nostalgico
trasporto,
mi metto in competizione
senza significato.
e dovrei rendermi conto che
c’e gente che muore.
Signore delle tenebre,
abbandoneresti la tua fame di rabbia?
Perché io non ho voglia di
udire
la tua rauca voce
e non sento il bisogno
di ammettere
quello che mi rattrista
terribilmente.
L’ORCHESTRA
La cosa che suona dentro me
scoppia nella polvere di fata.
Sono nato grande
e non ne sono fiero,
ma non mi fermerò.
Malgrado la rabbia
la sciocca saccenza
lo stereotipo gretto
l’ovvia indecenza.
La pace sognata,
la libertà attesa,
la tetra vendetta,
la giustizia arresa.
Con tutto il mio volere
riuscirò a bloccare?
Anche se mi rendo conto
che la mia volontà
è povera di carisma…
L’ULTIMO TRAMONTO
Per quanto tempo
ho aspettato…
Sapevi che mi sarei ribellato
ma non cercavo
l’istinto di combattere.
Troppo spesso
ho trattenuto
con difficoltà
la voglia di infliggerti.
Ho sofferto fino all’ultimo tramonto
che tagliava il respiro
e l’ultimo tuo sguardo
ha bruciato come carbone.
Mi sembrava di ingoiare
sangue,
e tu mi hai spinto
senza chiedere.
Con facilità
ho sgorgato
la sensazione di ucciderti.
LA LUCE SCIVOLA DALLA FINESTRA
Campanule di primavera
suonano
sul tuo viso.
Sono ancora le favole
che popolano i sogni
che ti fanno pensare a me.
Sensuali fantasie,
impertinenti utopie
suggestivi rapporti immorali,
insidiano
le regole
di una vita imposta
e annebbiano la mente
di chi razzola male.
Con garbo e delicatezza
affini stratagemmi
per corrompermi.
Ti sfiorerò la pelle;
un baciamano si può definire
elegante,
ma non è nulla in confronto
ai miei baci:
sono come le fragole
che assaporavi,
come i frutti di bosco
il miele e la crema
e ora scivolano
sulla tua pelle
morbida.
Di quegli archi
che suona la neve,
tanti ricordi volano via.
Soffro mentre ti vedo
distante,
e cammini languidamente
sul mare
con fascinose movenze.
Osservo le tue mani
che giocano con l’acqua.
Sei riuscita ad entrare
con sottile raffinatezza
dentro la mia testa,
e non voglio lasciarti…
Voglio un tuo fiato
e baciarti ancora,
voglio il tuo respiro
per cantarti un’altra volta.
Un’istintiva carezza
che nasconde
la necessità
di abbracciarti…
Disprezzo la volgare
lussuria,
ma con te è diverso
e non penso più
alle lacrime necessarie
e al sarcasmo.
Un nuovo giorno.
Un nuovo mondo
con te,
mia dolce bambina,
l’alba illumina già
i nostri volti.
E il rumore delle onde
assomiglia al nostro amore,
il nostro amore
che può volare oltre
le montagne
e nei deserti che abbiamo
scoperto insieme,
dentro le nuvole;
quell’amore forte
pungente e delicato
che ci toglie il respiro
per un poco.
Quell’amore che unisce
gli universi
e corre selvaggio nelle praterie,
cavalcando il vento.
Quell’amore
saturo della nostra
incessante passione
calda e pulsante,
che fa vibrare i violini
che fa piangere gli alberi
e sbriciolare le montagne.
Mi hai concesso
le più romantiche effusioni
e tu, solamente tu
mi hai donato la gioia infinita,
mi hai conquistato con intenso trasporto,
e mi ami ancora.
Prenditi cura di me,
mia affabile amante,
amami sempre più.
Sei tu il fuoco che arde in me,
l’orchestra che fantastica
le mie poesie,
sei la ninfa che vuole catturarmi,
le stelle che stentano ad apparire.
Sognado la tua voce
che rischiara il vuoto,
i tuoi occhi illuminano
il buio.
Fatti toccare,
perché ho la tendenza a sedurti,
fatti venerare tra le mie braccia
perché ho la necessità di sentire il calore
delle tue mani.
Il silenzio,
solo il nostro respiro
e morire per amore non provoca
dolore.
Potrei morire mille volte.
Accosta il tuo orecchio
al mio petto:
sentirai il mio lusinghiero cuore
battere per te,
solo per te.
Tu, mio dolcissimo amore,
incantevole fiore d’inverno,
ed io,
tuo desiderio peccaminoso,
infondiamo piacere
ai nostri corpi
alle nostre menti
ai nostri sogni
ai nostri risvegli.
Celebriamo attenti
e miti sospiri.
Sono cosciente
e percepisco.
Godiamo all’esemplare contatto.
Lecite tenerezze
mi rapiscono:
la luce scivola dalla finestra
dipingendo il tuo viso assopito,
ti guardo e chiudo gli occhi,
sapendo che il sonno
non può
dividerci.
Domani ci aspetta
un nuovo giorno.
Un nuovo mondo.
AMARO DOLCIASTRO
Ti giuro che
non ho mai conosciuto
qualcuno come te.
Mentre parlavo
e sorridevo
disinvolto
sentivo il coraggio
che non ho mai avuto
di dire le cose
che mi invecchiano
e la depressione.
Volavamo tra le parole
e nessuno prima di te
mi ha sollevato
con tanto garbo.
Ed è stato tanto
piacevole.
Sento per la prima volta
il sapore
amaro dolciastro
dell’amicizia.
Spiegando
le aspettative,
il nano da giardino,
amado mio,
di tute gialle a strisce nere
e di somiglianze…
…avrei voluto
stringerti le mani.
Sperando di vederti sempre
di parlare,
sfogando la rabbia repressa,
vorrei viaggiare con te.
Perché sei un’amica
che non sembra reale
e mi sembri solo un bel sogno.
Ma esisti
per mia fortuna,
e non abbandonarmi
come gli altri…
(ad Erica)
Poesie d'amore