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Poesie di:
Stefano Ristori
Stefano ristori ha 30 anni,.da poco si è avvicinato al mondo
della poesia ma ne è rimasto coinvolto da subito, molto piacevolmente.ne
ha scritte circa 40, ricevendo giudizi positivi da chi le ha lette,
Stefano vive a Legnano, provincia di Milano, ma è originario
della maremma toscana.
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STELLA CADENTE
stella cadente,
graffio d'artiglio dal cielo,
improvviso fulgido bagliore,
invito alla speranza
di far vero un desiderio.
magica scia dorata,
impreziosita dai nostri sogni
bramati nel silenzio,
che spezzato si ridesta
in un sussurro del cuore.
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TRAMONTO
riverberi di luce mi richiamano,
fuggevoli,
piccoli giochi luminosi
che s'intrecciano alla finestra.
curioso osservo dal vetro
e lo spettacolo si rivela,
caldi raggi di boria
striano le onde del mare
che placide cullano i riflessi
di un maestoso sole calante,
eccentrico faro all'orizzonte
pronto a celarsi dietro i frangenti,
stanchi e morenti contro gli scogli.
solito rituale del tramonto,
sempre sacro e meraviglioso,
per noi regalo della natura.
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IDEA
surrettizio baleno,
lampo di genio
scovato dalle nostre menti,
risoluzione naturale
che illumina lo sguardo.
improvvisa,
lavora nel cervello
quale benzina per questo motore,
rivoluzionaria o belligerante,
malsana o determinante,
migliore risorsa dell'uomo
o incontrollabile arma a doppio taglio...
a noi la scelta!
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BARLUME DI SPERANZA
barlume di speranza
non mi abbandonare,
coccolami come fiore nel deserto,
inebriami dei tuoi effluvi.
sentiero di campagna
conducimi mano nella mano,
deliziami l'udito
di melliflue parole.
scorta il mio cammino
fin l'alba di un nuovo giorno,
per perdermi nell'oblio
di un timido sole nascente.
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INCUBO
spire vorticose,
lamenti,
polvere sabbiosa
come accecante molestia della mia mente,
sognante,
illusa di realtà.
parlo nel vuoto,
poi grido nel silenzio,
trascinato nel baratro
come dannato agli inferi,
e ad un passo dalla morte
si rivela l'inganno onirico,
realistico incubo
che trasalito mi desta,
madido di sudore.
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FUOCHI D'ARTIFICIO
d'improvviso la gioia.
luminosi strali nel cielo
s'intrecciano nella notte,
come colpi di pastello
gettati alla rinfusa.
sbocciano fiori a centinaia,
a ravvivare quel nero petrolio,
corollario di petali crepitanti,
come in un giardino,
appeso lassù,
rigoglioso di suoni e colori.
spruzzi di verde,
rosso vermiglio o blu cobalto,
proiettati all'infinito,
come un estemporaneo dipinto animato
che ti seduce,abile,
con fare ammiccante.
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EREMITA NEL SILENZIO
e mi vado a nascondere.
sarò come un eremita
in una landa di meditazione,
di pace e d'oblio.
col mio animo ferito
d'amante deluso,
mi travesto da fantasma,
m'immergo nel silenzio
a leccarmi le ferite
di un amore ormai passato,
in assoluta solitudine,
lontano dal mondo,
lontano da te.

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