Eccola, e lei!
E' la solita giovane prostituta che incontro tutte le sere.
Ha lo sguardo triste, vorrei sapere perché.
Com'è ingiusta questa società!
Lei, ancora adolescente,quasi bella ma ormai irrimediabilmente perduta
come si trattasse di un'infiorescenza nel rigagnolo d'una fogna.
Ed io, che non resisto, vorrei chiederle da dove viene,
chi l'ha ridotta in quello stato così degradante,
se ha una famiglia che in patria l'aspetta, magari,chissà, forse un amore...
Quante domande, quali domande, che imbarazzanti domande!
Chissà se mi risponderebbe!
Fin troppi interrogativi affollano la mia mente e la mia anima
ma questa sera devo avere delle risposte, non resisto più.
La curiosità mi possiede e mi avvolge nella sua impellenza.
Quasi non fossi più io, come se fosse un altro che agisce per me,
abbasso il finestrino nella bruma notturna e mentre mi domando
dove sono finiti la carità, la solidarietà e l'amore universali,
la chiamo con un psss pss discreto mentre un angoscioso interrogativo
dilania la mia più profonda essenza di uomo.
Vorrei sapere cosa pensa di me.
Lei si avvicina sui suoi tacchi a spillo sì che pare una farfalla dalle ali bruciate
e mentre mi impongo di non guardare nella sua scollatura
donde si affaccia un seno acerbo, ben levigato e mantrugiato assai,
rompo finalmente gli indugi, invece dei soliti coglioni,
e con voce flebile e timorosa, rispettosamente le chiedo:
Scusa, forse non dovrei...
ma il preservativo è proprio indispensabile?
Non vorrei che il peso mi creasse dei problemi.
Luciano Tarabella 10/10/2002
Poesie d'amore
poeti italiani, toscani e pisani