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Poesie di:

Felice Serino

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta. Vive a Torino. Ha pubblicato varie raccolte: da Il dio-boomerang del 1978 a In una goccia di luce del 2008. Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. E’ stato tradotto in sei lingue. Intensa anche la sua attività redazionale. Tutta la sua opera è visibile on-line. Dal 2007 ha aperto vari blog; rilevanti quelli su My Space e su Splinder. feliceserino@tiscali.it felser41@alice.it www.webalice.it/felser41

INSOSTANZIALE LA LUCE

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)

luce verde della memoria
scuote la morte:

il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo 
presto deperibile


***

SPIOVE LUCE

spiove luce 
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria

siamo frecce
	scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?

***

AVVOLTI NELLA LUCE
[ispirato dalle parole in apertura, 
che mi hanno tormentato per giorni]

se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell’Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce


***

IN UNA GOCCIA DI LUCE
 
s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso 
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce

***

LIBRO SACRO

leggerne una pagina al giorno

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa’ che sia pane
non polvere nel vento la Parola


***

NEL SEGRETO DEL CUORE

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni –
	   le coordinate dei sogni – e
l’insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte


***

RI-CREARE LA BELLEZZA
	A Lolek (Karol Wojtyla)

la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce

- posata  sulla stoltezza 
del mondo


***

L’INVITO
        Il poeta: un vuoto
        G. Seferis
 
e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto
 
parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole
 
la plasmi a scalpelli di luce


***

A CARLO ACUTIS

Morto a 15 anni di leucemia l’11.10.06 
(del quale è stato avviato l’iter per l’apertura della Causa di Beatificazione)

ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l’altra notte in sogno
nell’apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai

-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un’infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste


***

E tu a dirmi

lanciarmi anima-e-corpo 
contro fastelli di luce
specchiarmi 
nella sua follia

e tu a dirmi: Lui
-l’irrivelato-
nasconde il suo azzurro – è
lamento amoroso

***

L’ angelo

noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue- 
a superare d’un passo la morte

solleva l’angelo un lembo di cielo
svela l’altra faccia del giorno


***

Per metafore

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce

“partire è la vita”

	(farfalla 
 di fumo)

foglio bianco schizzato grido

***

Dove piove musica

[a David Maria Turoldo]

ai confini del cuore
zona rischio lebbra

dov’è l’io
luogo-non-luogo dove
piove musica

rendimi bianco
come neve delle vette

Signore


***

Di qua del velo

1.
onirica visione dell’eden
dove profuma  Signore
di abele il tuo giorno

2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

***

L’indicibile parte di cielo

indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori – dice steiner
l’uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:

basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
				e cessi
di sentirti mortale


***

Riempire i vuoti

riempire i tuoi vuoti di cielo 
e un angelo che ti corre nelle vene 
come sangue e il bianco grido 
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono 
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un 
sorriso ad hoc

***

Aung San Suu Kyi

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione

non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido d’innocenza
a confondere intrighi di potenti


***

Quel senso di…

aspettando sempre qualcosa 
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
		         quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono “io”?-

          quel senso di…


aspettandomi -
aspettando di nascere


***

Libro

mastica piano la morte 
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce

***


Effeta

di Dio il dito 
la saliva il fiato

ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato


***


Nascosto starò nella rosa

finché non avrà inghiottito 
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia


perché non intacchino 
i veleni del mondo 
la bellezza del cuore


Felice Serino

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