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Poesie d'amore di:

Cristina

 

Cristina non ama descriversi, preferisce lasciar parlare le sue poesie...

 

Poesie d'amore



Senza titolo

E’ il luogo sbagliato
la vita sbagliata
la rosa 
è dei fruscianti vermi.

Io e la mia gamba infelice
amavamo le pietre
e l’inverno
lo striato ghiaccio
il volo cieco
te.

Attorno al tallone 
si accatastano ombre
occhi enormi 
e sbarre.

Che senso ha
indovinarne l’anima

***


L'attesa

L'attesa è nella stoffa celeste
intera 
dentro la  palpebra dischiusa.

Lacrimo 
di miele e immaginazione
senza giudizio e senza intervallo.

Lui 
lui ha lasciato l'ormeggio
con tutte le sue piccole 
e radiose cellule.

La caffettiera ha la tosse
e non sa per chi balbetta
ma nella tazza sbeccata
fa molte vittime.

Sulla mia ferita
ferita mi verso dell'acqua chiara
con movimento incrociato

***


la luna

La luna allatta gli amanti
col gocciolante occhio 
inerte  
nel suo anello sgranato.
Dove si versa l’acqua buia
le stelle 
sono piccole margherite 
sfiorite
secche e rotonde
perse in un volo di farina.
Io a scorticare memorie
sopra le nubi
come succede ai corpi morti
sciolta
in un ditale di sonno.

***
Ho perso l’anima
deflorata protagonista 
di un corpo incerto 

Disciolta nell'ultima acqua 
goccia dopo goccia.
Se le chiamassi lacrime
chi mi capirebbe? 

***

Lui, carezza d’ala
nell’antico chiarore.

Io, l'acqua 
che s’intorpidisce
accogliente come un verso.

Il mondo, una motilità inospitale
in assenza di ricordo, un numero…
una semplice approssimazione

***


Rosa tra le rose

L’azzurro del cielo 
è più volubile della rosa che canti
quella…dici, avere fragranza...
che è sempre sola… 
fiore tra i fiori…
sfiorita.

Sei qui per aprirle il cancello.
Il più pesante dei suoi cardini
non ha forma, ma genera ombre... 
e serpenti.

Sta pensando a te, ora
come una divinità tranquilla,
senza saperlo ti rigenera.

Rosa, l’unica rosa
l'unico fiore tra i fiori...sfiorita
le beffe, le ombre 
sono le scorie dei sogni…

Rosa di fragranza, rosa raccolta
profumata di rosso.
E’ l’alba in Islanda

***


Quanto dura il silenzio

Quanto dura il silenzio
con l’acqua che si versa nei polmoni
come in una brocca.
Quanta trasparenza si guadagna
nel lasciarsi andare
sul fondo,
o sotto il pelo dell’acqua
a coprirsi
come una mano, come un manto,
liberata finalmente 
dal centro fisso, accecante.

La nuca rovesciata
ruota libera e senza odio,
affiora dondolando separatamente
in mancanza di fessure.

Tempo c’è stato per scegliere il nome
il contrasto, l’urto
per chi resta, per chi stinge,
per chi si aggrappa al filo,
all'orizzonte spinato.

Deglutisco questa gola ancora viva...
la terra, la margherita, 
l’acqua.

***


Dolore

Singhiozza il centro, 
ed è acqua salata...
in guscio tagliente

***


Pensiero notturno.

La muffa disegna
la geografia del mio malessere.
Come una grossa lingua verde
inghiottirà, alla fine
anche questo mio unico spazio di miseria.

***


I volti

I volti cacciati dall’anima
li tengo dentro la testa,
uno solamente ritorna…
di frequente ritorna.
Ritorna con emozione.
Ritorna e mi afferra, 
mi afferra quando labbra 
e occhi ricordano

***


A mia madre

Madre...
foglia ingiallita non ancora staccata
a Te domando il perchè
dell’insicuro paesaggio
di questa Tua minuta figlia.
Mamma…
l’avvenire è già passato,
e Tu ed io
non ce ne siamo neppure accorte.

***


La lepre e il cacciatore

La sua paura è diventata lepre.
Tra i peli del sopracciglio 
scruta i campi fioriti
dove vola l'astore.
La fame non gli darà scampo

***


Le poetesse

L' emozione si restrinse 
                    bagnata dalla brina.
L'Ospite rapido - misterioso-
che le dava fiato,
ridusse la sua forma...
                     Ia sua mano nel buio...
                      l'occhio nella corrente.
Non comprese mai perchè
svoltato l'angolo,
                   la sua bocca non era per lui
                   quanto quella di lui fosse per lei...
                   faro riflettente, memoria di sole.
Desolata, allora scomparve.
(Le poetesse sono così tragicomiche
nell'osservazione...
                     ancor più nei fatti.)

 ***


se vuoi

Mi trovi, se vuoi
mi ritrovi e mi tieni 
se vuoi
intatta...
per poi scacciarmi
se vorrai.
Ti ritrovo e poi ti scaccio
con le stesse stelle agli occhi
ti scaccio 
e ti sento ritrovato ...
intatto.
Se vuoi.

***


Tu che hai...

Tu, che hai forma di pesce
perfettamente generato e ben pasciuto
da una perfetta madre,
libera la tua pinna rossa
e guizza ancora
tra queste mie mani.

***


Pensieri

Ti aspetto da qualche mese di troppo.
Vomito, bendata ai polsi
la tua pelle di porcospino

***


senza titolo

Rivoli
in occhi ampi come laghi.
La bocca è specchio riflesso
schiocca e vibra
dentro una melodia crudele.
L’insonnia  divora la notte
ad iridi spalancate.
Fuori...
capriola il gelo.

***


Cicatrici

Le cicatrici 
sfuggono alle investigazioni .

Due lacrimeacquaflora@gmail.com 
mezzeta; M Non amo descrivermi,preferisco lasiar parlere le mie poesie. senza titolo

E’ il luogo sbagliato
la vita sbagliata
la rosa 
è dei fruscianti vermi.

Io e la mia gamba infelice
amavamo le pietre
e l’inverno
lo striato ghiaccio
il volo cieco
te.

Attorno al tallone 
si accatastano ombre
occhi enormi 
e sbarre.

Che senso ha
indovinarne l’anima

***
L'attesa

L'attesa è nella stoffa celeste
intera 
dentro la  palpebra dischiusa.

Lacrimo 
di miele e immaginazione
senza giudizio e senza intervallo.

Lui 
lui ha lasciato l'ormeggio
con tutte le sue piccole 
e radiose cellule.

La caffettiera ha la tosse
e non sa per chi balbetta
ma nella tazza sbeccata
fa molte vittime.

Sulla mia ferita
ferita mi verso dell'acqua chiara
con movimento incrociato

***

la luna

La luna allatta gli amanti
col gocciolante occhio 
inerte  
nel suo anello sgranato.
Dove si versa l’acqua buia
le stelle 
sono piccole margherite 
sfiorite
secche e rotonde
perse in un volo di farina.
Io a scorticare memorie
sopra le nubi
come succede ai corpi morti
sciolta
in un ditale di sonno.

***
Ho perso l’anima
deflorata protagonista 
di un corpo incerto 

Disciolta nell'ultima acqua 
goccia dopo goccia.
Se le chiamassi lacrime
chi mi capirebbe? 

***

Lui, carezza d’ala
nell’antico chiarore.

Io, l'acqua 
che s’intorpidisce
accogliente come un verso.

Il mondo, una motilità inospitale
in assenza di ricordo, un numero…
una semplice approssimazione

***

Rosa tra le rose

L’azzurro del cielo 
è più volubile della rosa che canti
quella…dici, avere fragranza...
che è sempre sola… 
fiore tra i fiori…
sfiorita.

Sei qui per aprirle il cancello.
Il più pesante dei suoi cardini
non ha forma, ma genera ombre... 
e serpenti.

Sta pensando a te, ora
come una divinità tranquilla,
senza saperlo ti rigenera.

Rosa, l’unica rosa
l'unico fiore tra i fiori...sfiorita
le beffe, le ombre 
sono le scorie dei sogni…

Rosa di fragranza, rosa raccolta
profumata di rosso.
E’ l’alba in Islanda

***

Quanto dura il silenzio

Quanto dura il silenzio
con l’acqua che si versa nei polmoni
come in una brocca.
Quanta trasparenza si guadagna
nel lasciarsi andare
sul fondo,
o sotto il pelo dell’acqua
a coprirsi
come una mano, come un manto,
liberata finalmente 
dal centro fisso, accecante.

La nuca rovesciata
ruota libera e senza odio,
affiora dondolando separatamente
in mancanza di fessure.

Tempo c’è stato per scegliere il nome
il contrasto, l’urto
per chi resta, per chi stinge,
per chi si aggrappa al filo,
all'orizzonte spinato.

Deglutisco questa gola ancora viva...
la terra, la margherita, 
l’acqua.

***

Dolore

Singhiozza il centro, 
ed è acqua salata...
in guscio tagliente

***

Pensiero notturno.

La muffa disegna
la geografia del mio malessere.
Come una grossa lingua verde
inghiottirà, alla fine
anche questo mio unico spazio di miseria.

***

I volti

I volti cacciati dall’anima
li tengo dentro la testa,
uno solamente ritorna…
di frequente ritorna.
Ritorna con emozione.
Ritorna e mi afferra, 
mi afferra quando labbra 
e occhi ricordano

***
A mia madre

Madre...
foglia ingiallita non ancora staccata
a Te domando il perchè
dell’insicuro paesaggio
di questa Tua minuta figlia.
Mamma…
l’avvenire è già passato,
e Tu ed io
non ce ne siamo neppure accorte.

***

La lepre e il cacciatore

La sua paura è diventata lepre.
Tra i peli del sopracciglio 
scruta i campi fioriti
dove vola l'astore.
La fame non gli darà scampo

***

Le poetesse

L' emozione si restrinse 
                    bagnata dalla brina.
L'Ospite rapido - misterioso-
che le dava fiato,
ridusse la sua forma...
                     Ia sua mano nel buio...
                      l'occhio nella corrente.
Non comprese mai perchè
svoltato l'angolo,
                   la sua bocca non era per lui
                   quanto quella di lui fosse per lei...
                   faro riflettente, memoria di sole.
Desolata, allora scomparve.
(Le poetesse sono così tragicomiche
nell'osservazione...
                     ancor più nei fatti.)



 ***


se vuoi

Mi trovi, se vuoi
mi ritrovi e mi tieni 
se vuoi
intatta...
per poi scacciarmi
se vorrai.
Ti ritrovo e poi ti scaccio
con le stesse stelle agli occhi
ti scaccio 
e ti sento ritrovato ...
intatto.
Se vuoi.

***

Tu che hai...

Tu, che hai forma di pesce
perfettamente generato e ben pasciuto
da una perfetta madre,
libera la tua pinna rossa
e guizza ancora
tra queste mie mani.

***

Pensieri

Ti aspetto da qualche mese di troppo.
Vomito, bendata ai polsi
la tua pelle di porcospino

***

senza titolo

Rivoli
in occhi ampi come laghi.
La bocca è specchio riflesso
schiocca e vibra
dentro una melodia crudele.
L’insonnia  divora la notte
ad iridi spalancate.
Fuori...
capriola il gelo.

***

Cicatrici

Le cicatrici 
sfuggono alle investigazioni .

Due lacrime
simili a due binari
non si incontreranno mai.

Sopra…a scorrere
un singhiozzo muto.

***




 

simili a due binari
non si incontreranno mai.

Sopra…a scorrere
un singhiozzo muto.

***                                                        

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