CAPITOLO 9
 
 

<< Regina...da quanto tempo sei qui ? >> domandò Jacopo.
La donna sorrise << Da circa mezz’ora >> rispose.
<< Perché non mi hai svegliato? >>
<< Perché volevo lasciarti riposare e  poi i medici sono stati chiari: devi sta-
re tranquillo! >>
<< Non dovevi affrontare un viaggio lungo per venire a trovarmi...>> conti-
nuò il ragazzo.
Regina lo accarezzò << Sai chi sta per arrivare? >> disse.
<< No...chi? >> lui era incuriosito.
<< Lisa...>>
<< Oh...Lisa...>>
<< Sì...é stata qui sino ad ora...é andata a bere un caffé.>> Regina fece in tem-
po a dirlo che Lisa era già di ritorno.
<< Jacopo! >> esclamò la ragazza << Sei sveglio! >> Appoggiò la tazzina di caf-
fé sul tavolo della camera e raggiunse immediatamente Jacopo per stringergli
la mano.
<< Penso di averti dato troppo disturbo >> le si rivolse il ragazzo << Non pen-
savo di meritare tanta attenzione.>>
<< Non preoccuparti...>> fece lei.
<< A proposito...>> le parole di Jacopo la colsero alla sprovvista << Come va
con il viceprocuratore? >>
Lisa tentò di restare il più indifferente possibile. << Perché ? >>
<< Solamente... >> insistette il ragazzo << Mi pare che abbia per te un certo in-
teresse.>>
Lisa assunse un’aria tra il misterioso e l’ironico << Può darsi...>> rispose.
Le simpatiche battute tra i due smorzarono lievemente il clima di tensione
e di imbarazzo che rischiava di formarsi.
<< Lisa...devo parlarti...>>
<< Ti ascolto >> rispose lei.
Jacopo diede un’occhiata a Regina, come in attesa di consenso. Regina ac-
consentì con il cenno del capo, poi uscì.
<< Lisa >> continuò Jacopo <<...conoscevo Luca Alceri...piuttosto bene...>>
poi si arenò.
<< Non voglio essere insistente Jacopo ma...sai chi sono gli autori del suo as-
sassinio? >>
Le labbra pallide di Jacopo cominciarono a tremare...
<< Sì...so molto più di quello che pensi.......dovevo tacere...ma a questo pun-
to...>>
D’un tratto qualcuno bussò alla porta e ruppe la tensione.
<< Avanti...>> fece Lisa, celando il suo fervido disappunto.
La divisa bianca dell’ammiraglio Amari si stagliò sulla soglia.
<< Buongiorno...>> disse.
<< Buongiorno...>> rispose Lisa.
<< Sono venuto a controllare come sta il nostro Jacopo...>>
<< Questo é l’ammiraglio Amari...>> Lisa lo presentò a Jacopo.
<< Potrei restare solo con il ragazzo? >> Amari si rivolse alla ragazza.
Titubante Lisa acconsentì ed uscì. Quando fu nel corridoio raggiunse Regi-
na.
<< Allora? >> chiese lei ansiosa.
<< Allora un bel niente...>> rispose Lisa adirata << È arrivato il caro ammira-
glio Amari! >>
I muscoli facciali di Regina si contrassero. Lisa la osservò attentamente, pen-
sando che di lei non sapeva quasi niente, a parte il nome...

La segreteria telefonica di Tullio Nesti si mise in funzione per l’ennesima vol-
ta in quel giorno. Egli non era ancora tornato.
Si udirono dei sospiri ansimanti, poi note sensuali e vibranti irruppero quasi ti-
midamente dopo il bip...
<< Nesti...ci sei?... Sono Katia...Katia Montello...>>
Ma nessuno rispose...
Alcuni secondi dopo una mano coperta da un guanto nero si mosse nell’oscu-
rità e premette il pulsante per riascoltare il messaggio.
Mistral Elser quella notte rientrava da una serata di gala, e pensò di fare una
piacevole sorpresa a Tullio, che però era via per un servizio. Si tolse il guan-
to di velluto nero e lo posò sull’armadio della sala, poi si diresse verso il pic-
colo laboratorio artistico di Tullio, mentre pensava chi fosse questa Katia
Montello che non aveva mai sentito nominare. - Sarà una collega - pensò.
Mistral si mise ad armeggiare tra i video di Tullio, alla ricerca di qualche
buon servizio. La dimora di Tullio era situata in un posto abbastanza tran-
quillo, attorniato da altre cinque case.
Forse il luogo solitario, forse l’oscurità suggestionarono la mente di Mistral.
Le parve di udire un rumore in salotto. Accese la luce ma non vide nessuno.
Tornò nello studio e sorrise dei suoi sciocchi timori. Passarono cinque mi-
nuti.
Mistral, intenta ad armeggiare tra le videocassette, non si accorse della si-
lenziosa presenza alle sue spalle. Lo studio era illuminato da una debole lu-
ce, che si spense all’improvviso. Lei fece per riaccenderla quando un’altra
mano con un guanto di velluto la bloccò.
Lei sobbalzò << Tullio!...che scherzi da fare! >> esclamò a voce alta.
Ma l’indistinguibile sagoma oscura stava in piedi nel corridoio buio che
confinava con la porta del laboratorio. Mistral non riusciva a demarcarne i lineamenti.
<< Tullio...sei tu ?!...>>
<< Può darsi di sì...può darsi di no...se premi la luce lo scoprirai >> riecheg-
giò una voce simile a quella di un giullare che si divertiva a porre gli indo-
vinelli. Quella voce d’oltretomba continuò.
<< Tu vuoi qualcosa da me...ma io non ho intenzione di soddisfare la tua se-
te di lussuria ed il tuo sofisticato palato...chi sono?...>>
<< Sono stufa di questo scherzo! >> Detto così Mistral si scagliò addosso a
quell’ombra, spingendola lontana dall’interruttore della luce...riuscì ad ac-
cenderla.
<< Tu?! >> inveì, appena la luce illuminò quel volto.
Immediatamente la vista di Mistral cadde sul vaso di ceramica blu che Tul-
lio aveva preso in Egitto tempo addietro. La luce si spense nuovamente.
<< Che vuoi fare? >> domandò allarmata, mentre continuava ad indietreg-
giare. Ormai senza difese, poggiò la mano sulla telecamera di Tullio die-
tro le sue spalle e la mise in funzione, molto abilmente.
<< Noooooo! >> furono le sue ultime parole prima di stramazzare a terra.
Passi oscuri si avvicinarono a quel corpo giacente ed inerte nella solitudine
e nel tenebroso silenzio di quel luogo.
Un torbido e sibilante suono irruppe nella quiete...
<< Dopotutto quel che rimane di te Mistral é pur sempre un rigagnolo ros-
so che si sprigiona dalla tua bocca tagliente...>>
I guanti neri di velluto caddero accanto al corpo di Mistral.
Più tardi una telefonata anonima rivendicò l’omicidio alla polizia.

Intanto...
Lisa scivolò giù dal letto ed andò a pettinarsi. Con pochi colpi di spazzola
domò la gran massa di capelli scuri, poi li legò in una crocchia sulla nuca,
che enfatizzava la linea sottile della gola e del collo. Quei momenti di relax
furono interrotti dal segnale del natel.
<< Pronto Lisa...sono io...>>
<< Ciao Willy...>>
<< Dobbiamo vederci immediatamente...>>
<< È accaduto qualcosa? >> domandò lei, percependo il tono allarmato di lui.
<< Sì...ma non posso spiegartelo al telefono....ti aspetto nel mio ufficio.>>
<< Ti raggiungo al più presto.>> Detto così Lisa si infilò frettolosamente un
maglione ed un paio di jeans. Poi indossò la giacca in pelle.

La virtù principale di Willy Lamano era il sapere circondarsi di buoni colla-
boratori ed egli era convinto che Lisa Tarantino fosse una di questi. Quindi
il momentaneo esonero di Lisa dalle indagini non gli impedì di convocarla
nel suo ufficio. Nessuno avrebbe potuto porre obiezioni. Tra le sue facoltà
vi era quella di incontrarsi con chiunque avrebbe ritenuto necessario.
Lisa arrivò subito.
<< Ciao...>> disse.
<< Ciao...sei incantevole...>> si complimentò Willy. Poi le si avvicinò schioc-
candole un energico bacio sulla bocca. Lei ricambiò con intensità.
<< Purtroppo dobbiamo tornare alla realtà! >> esclamò lui.
Lisa si sedette. << Che novità ci sono? >> domandò << Non sto più nella pel-
le.>>
Willy cominciò a rovistare tra le sue carte e fece il riassunto della situazio-
ne.<< Apri bene le orecchie Tarantino >> sospirò << Poche ore fa c’é stato un
omicidio. Hanno assassinato una giornalista...Mistral Elser...ti dice niente il
nome? >>
<< No.>>
<< Ricordi il cameraman di cui ti ho parlato...Tullio Nesti? >>
<< Certo...>>
<< Bé...la giornalista é stata trovata senza vita in casa di Tullio! >>
<< Cosa?!...ma che aveva a che fare con lui >> Lisa era sbalordita.
<< A quanto pare era la sua amica >> rispose Willy.
Lisa si bagnò con la lingua le labbra secche, prima di domandare con timo-
re...<< È stato Tullio? >>
Willy scosse la testa << Non lo so >> rispose seriamente sconsolato << Tul-
lio pare che sia scomparso nel nulla.>>
<< No!...Ci mancava anche lui! >>
Willy rivelò a Lisa che accanto al corpo di Mistral erano stati trovati un
paio di guanti di velluto nero << Forse i guanti appartengono alla stessa
Mistral...e le analisi a cui sono stati sottoposti lo confermano.>> disse.
<< Ma i guanti sono stati usati per commettere l’omicidio? >>domandò lei.
<< Sì, forse da qualcuno che aveva la stessa grandezza di mano di Mistral
Elser >>asserì Willy per riprendere poco dopo << Ma non é tutto...nella se-
greteria telefonica di Tullio é stato trovato un messaggio di una donna...
preparati...Katia Montello.>>
<< La donna di Amnesty International di cui ha parlato Scalandro?! >>
<< Esatto...>>
<< Quindi a compiere l’omicidio potrebbe essere stata una donna? >>
<< Può darsi...ma non ritengo che solo la Montello c’entri in questa storia...
e...mi duole ammetterlo... a questo punto non posso scagionare neanche
lo stesso Tullio Nesti >> affermò Willy con convinzione.
Ma a Lisa non era chiaro niente per ora << Ma come hanno scoperto il cor-
po di Mistral? >>
<< È stata una telefonata anonima...assolutamente indecifrabile.>>
Lamano poi rivelò alla ragazza di avere casualmente adocchiato un articolo
dove Mistral Elser firmava una breve intervista ad uno scienziato da poco giun-
to a Napoli.
Lisa sui alzò di scatto dalla sedia << È sbalorditivo!... E io che pensavo di
avere la notizia più travolgente! >> esclamò.
<< Quale? >>
<< Sono stata da Jacopo e...e stava per scucirsi la bocca...quando...>>
<< Quando? >> Lamano sgranò gli occhi.
<< Quando é entrato Amari! >>
<< E tu? >>
<< E io sono uscita...poi un’infermiera mi ha avvertita che l’orario di visita
era terminato.>>
<< E sei dovuta andare via...>>
<< Proprio così! >>
Willy si voltò verso la finestra e scrutò il movimento di divise e camionette
attorno al palazzo di cristallo << Sai Lisa..>> confidò <<...questo é forse il ca-
so più complicato di cui mi sono occupato da quando sono viceprocurato-
re.>>
<< Vedrai che lo risolverai...>> intervenne Lisa <<...o presto o tardi...>>
<< Ho i miei dubbi...>> rivelò lui.<< Siamo nell’occhio del ciclone.>>
<< Come?!...l’invincibile Lamano ha dei dubbi? >> lo spronò lei.
Egli si voltò, fissandola, poi esordì << Se mi aiuterai non avrò più dubbi...>>
disse con un filo di voce.
<< Ci puoi scommettere! Da dove ricominciamo? >> Lisa era tornata pie-
na di vita.
<< Te la senti di tornare da Jacopo? >> Quello di Willy non era un ordine.
<< Certamente! Vado subito...>> annunciò Lisa piena di entusiasmo. << E
tu Willy che farai? >>
<< Seguirò la pista di Mistral Elser.>>
Quando Lisa se ne andò, lui rimase ancora nel suo ufficio. Si sedette sul-
la sua poltrona nera di pelle e la girò verso la finestra. Willy osservò il so-
le, il cielo e l’infinito orizzonte prima di rivolgersi ad un’indefinita ombra
assassina e torbida...
<< Chi sei ? >> pronunciò <<...un serial-killer?...quale mente diabolica?...qua-
le scopo ?...>> e ancora <<...dove sarai? >>
Era immerso in questi pensieri, quando il centralino annunciò una chiamata
per lui.
<< Willy...avevi il natel spento...>>
Lamano si dovette riprendere alcuni istanti dalla sorpresa << Hai fatto bene
a cercarmi qui, Tullio...dove ti trovi? >>
<< Vai fuori di lì...prendi il cellulare...tra un quarto d’ora ti richiamo .>> Riat-
taccò.
Willy afferrò il telefono ed uscì di corsa.
Si trovava sulla sua Space Wagon, quando Tullio Nesti richiamò.
<< Sono tornato...ma la mia casa era un viavai di gente...ho saputo da un pas-
sante che cosa era successo...ero sconvolto...sono scappato...>> un attimo di silenzio.
<< Tullio? >> lo chiamò Willy.
<< Sì, sono qui...non sono stato io Willy...>>
La linea risultava disturbata, quindi Lamano alzò la voce << Okay Tullio...
non perdere la calma...ascoltami...>> ma anche lui era talmente confuso.
Che poteva escogitare in pochi secondi? << Dove ti trovi? >> chiese.
Tullio tergiversò. Era restio sul da farsi e non si fidava di nessuno.
<< No ti preoccupare >> lo tranquillizzò Willy << Verrò solo.>>
<< Bé...a quanto pare non ho scelta...>> fece Tullio <<...sono al bar Calyp-
so.>>
<< Aspettami, verrò a prenderti!>> promise Willy.

Tullio Nesti stava accovacciato sotto il suo giubbotto nero in un tavoli-
no posto in un angolo in fondo al Calypso bar.
Willy non lo vide subito. Fu l’altro a chiamarlo.
<< Ho già bevuto un tè...tu prendi qualcosa? >> disse Tullio, quando si avvi-
cinò Willy.
<< Un punch...grazie.>>
<< Un punch, per favore... ed un altro té >> ordinò Nesti al barista.
I due stettero in silenzio intanto che furono portate le loro ordinazioni.
Assicuratisi che nessuno lo ascoltasse Tullio cominciò << Non sono stato
io...é come vivere in un inferno...>>
<< Hai fatto bene a telefonarmi, Tullio...se no saresti incorso in una serie
di guai giudiziari.>>
<< Perché non lo sono già? >>
<< No...se riesco a dimostrare chi é il vero colpevole.>>
<< Ed io intanto...che faccio? >>
<< Mi segui...>> esordì il viceprocuratore.
<< Dove?! >> Nesti cadeva dalle nuvole.
<< A Milano! >>
<< Stai scherzando Lamano?! >>
<< No...lo sai che Katia Montello ti ha cercato? >> domandò inaspettata-
mente Willy.<< Sai chi é? >>
Tullio ebbe un momento di smarrimento...Katia Montello...Ora ricorda-
va!
<< Si vedeva spesso con René durante il periodo in Somalia...ma perché
mi ha cercato? >>
<< Non lo sai?! >>
<< No, veramente...>>
Willy batté le mani sul volante << Non ci resta che scoprirlo! >> esclamò.
Nesti non sembrava tuttavia convinto << Ma perché a Milano? >>
Willy ripensò al tenente Scalandro e a ciò che gli aveva riferito << Perché
le ultime tracce di Katia si perdono a Milano >> rispose <<...quindi noi tor-
niamo a casa tua, tranquilli ed aspettiamo la telefonata di Katia...e poi...>> l’espressione di Lamano lasciava intendere il seguito...
<< E poi...>> proseguì Tullio <<...tento di strapparle un appuntamento, an-
nunciando che...casualmente...il giorno dopo sarò a Milano...>>
Willy annuì soddisfatto.
<< Ma...>> Nesti non aveva concluso <<...per quanto riguarda il biglietto? >>
Willy mise in moto la Space << Non ti preoccupare...>> disse molto pacata-
mente << ...offre la ditta...>>

Lamano riuscì a fare sgomberare l’appartamento di Tullio da poliziotti, fo-
tografi ed ogni sorta di curiosi.
Passarono circa tre ore prima che il telefono squillasse. La prima volta era
un collega di Tullio, la seconda volta un amico, la terza finalmente...
<< Pronto? >> Tullio, ormai coi nervi a fior di pelle, rispose di scatto.
<< Tullio? >> chiese una voce femminile.
<< Sì, chi parla? >>
<< Sono Katia Montello...forse non si ricorda di me... >>
Tullio fece segno a Willy di sollevare l’altra cornetta in corridoio.
<< Sì...sì che mi ricordo ...>> rispose; aveva il nodo in gola << Che pos-
so fare per lei? >>
 

<< Dobbiamo incontrarci...>> la voce di lei era molto bassa e fioca.
<< Vorrebbe vedermi...ho capito bene? >> ripeté Tullio.
<< Sì...>>
Ecco! Era il momento di gettare l’esca!
<< Ma...veramente io... tra poche ore dovrei partire per Milano...>> tentò
Tullio.
Dall’altra parte ci fu un momento di esitazione, poi...
<< Io mi trovo a Napoli...non le ruberei molto tempo...potrei venire a casa
sua...>>
Willy gesticolò verso Tullio. Katia Montello si stava offrendo su un piatto
d’argento!
<< Okay...tra un’ora le va bene? >>
<< Tra un’ora...davanti al cancello...ma dev’essere solo...>>
<< Va bene Katia.>>
Riattaccarono.
Lamano senza perdere tempo compose il numero dell’Ufficio Persone Scom-
parse.
<< Scalandro all’apparecchio! >> la baritonale voce dell’ometto echeggiò nei
timpani di Willy.
<< Sono Lamano...mi serve un servizio di pedinamento simultaneo...>> fece
trascorrere alcuni secondi << Abbiamo Katia Montello!>>
Scalandro ingoiò in tutta fretta la caramella che stava degustando << Dove
si trova? >>
<< Prenda carta e penna...>> lo invitò Willy.

Jacopo era felice di vedere ancora Lisa.
<< Che ti ha detto l’ammiraglio Amari? >>chiese la ragazza.
<< Niente...>> Jacopo abbassò lo sguardo.
Il sesto senso di Lisa le suggerì che lui non aveva più intenzione di par-
larle.
<< Che succede Jacopo?...Fino a poche ore fa eri spinto dalla voglia di con-
fidarti con me...e adesso...hai cambiato idea? Amari ti ha detto qualcosa sul
mio conto? Forse che sono stata allontanata dal caso?...>>
Jacopo assunse un’aria disinteressata e stranamente indifferente...
<< No...>> rispose <<...non mi ha detto niente riguardo a te...solamente...>>
<< Solamente? >> lo invitò lei.
<< Che non mi va di ripercorrere certi brutti ricordi...>>
Lisa non era solita perdere la pazienza quindi fece un lungo respiro e si sedet-
te accanto a lui prima di riprendere << Però tu non hai detto la verità riguardo
Luca Alceri...se non ricordo male...l’hai affermato tu stesso...>> insistette lei.
Jacopo nel tentativo di perdere tempo prese il guanciale da dietro la schiena,
lo piegò in due e lo rimise ancora dietro << Così sono più comodo! >> disse.
Lisa pensò che non era il momento di insistere e cambiò argomento << Dov’é
Regina? >>
<< Doveva incontrarsi con qualcuno che non vedeva da tempo >> rispose << Ar-
riverà tra poco...domani ripartirà per Milano.>>
<< E così restiamo io e te >> disse Lisa.
Jacopo distolse lo sguardo da lei e si mise a fissare il soffitto.
<< Va tutto bene? >> chiese Lisa.
Il ragazzo iniziò a parlare, ma pareva assente...come se parlasse da solo...
<< Chissà chi era stanotte? >>
Lisa stette in silenzio, aspettando che fosse lui a proseguire.
<< Non sono riuscito ad accendere la luce in tempo....giurerei che mi stava os-
servando? >>
<< Chi ti osservava? >> domandò Lisa.<< Forse era un’infermiera >> tentò di tranquillizzarlo.
<< No...lei é venuta dopo...>>
Il primo pensiero di lei fu che Jacopo avesse sognato, ma ripensandoci bene
un dubbio l’assalì - E se quel qualcuno dovesse rifarsi vivo? - pensò.
Fu allora che nella sua mente si fece strada uno strano piano che avrebbe
messo in atto la stessa notte.

La donna che si avvicinava a passo lento era irriconoscibile, avvolta nel suo mantello nero che a Willy parve di averlo già visto.
Evidentemente, pensò, va tanto di moda.
Intanto ognuno era appostato in un punto diverso. Scalandro si trovava die-
tro la casa di Nesti; altri due agenti avevano preso posizione in una delle ca-
scine di fronte alla casa e Lamano aveva tutto sotto controllo dalla finestra
della sala.
La donna avvistò immediatamente Tullio, poggiato alla balaustrata del can-
cello.
Quando egli la vide fece un cenno di saluto. Lei lo raggiunse.<< Nesti? >> chiese.
<< Katia? >> fece lui di rimando. << Vorrebbe entrare? >>
<< No, grazie...é meglio rimanere qui...>>
Forse pensava che in casa ci fosse qualcuno? O solamente si sentiva più sicu-
ra?
Certo mai avrebbe immaginato che Tullio avesse nel giubbotto una microspia nascosta ed il cameraman da parte sua cercava di darsi un contegno il più disin-
volto possibile.
<< Rubo solo pochi attimi della sua attenzione >> cominciò Katia.
<< Non si preoccupi >> la rassicurò lui << Lei conosceva bene René? >> Si era
studiato a memoria la parte.
<< Non ho avuto modo di vederla spesso...purtroppo...ma sì...se non fosse fi-
nita così tragicamente, la nostra si sarebbe potuta trasformare in una bella e
sincera amicizia >> disse con rammarico Katia. A Tullio parve di intravedere
una lacrima luccicare negli occhi smeraldini di Katia ed un magone assalì an-
che lui.
Poi la donna ruppe quell’atmosfera di malinconia e tristezza...
<<Sono venuta per metterti in guardia...>>
<< Da chi? >>
<< Non chiedermi altro...sappi che non devi avvicinare nessuno della polizia.
Non devi neanche avvicinare il viceprocuratore Lamano...>>
Tullio la interruppe << Ma come...>>
Lei non lo lasciò continuare. << Ti prego...non chiedermi niente...>>
Ma Tullio doveva sapere << Hai tu il diario di René? >> la prese alla sprovvista.
Lei all’improvviso voltò le spalle e mentre andava si rivolse per l’ultima volta
a Tullio << Non ci siamo mai visti...stai attento, non rischiare la tua vita...>>
Poi se ne andò a passo affrettato.
<< Seguitela! >> ordinò Scalandro ai suoi uomini.
Lamano raggiunse Nesti. << Sai...temevo che mi scoprisse da un momento al-
l’altro...>> disse il cameraman <<...mi spiace ma non sono riuscito a cavarne
un granché.>>
<< Non preoccuparti Tullio...hai fatto il possibile...grazie ancora.>>
<< Dovere! Sto facendo di tutto per scagionarmi! >>
Scalandro li raggiunse in tutta fretta << Lamano!...la donna é entrata all’ospe-
dale...stanza duecentuno! >>
<< Stanza duecentuno ?! >> mormorò Willy, meravigliato. << Ma?!... >>
<< Dica agli uomini di guardia di non fare uscire nessuno da quella stanza! >>
ordinò. Quando raggiunse l’ospedale salì frettolosamente le scale.
- Accidenti a questi ascensori sempre occupati!- borbottò. Negli ospeda-
li si perdeva sempre << È il reparto medicina? >> bloccò un’infermiera di
passaggio.
<< Sì..>> gli rispose.
<< Grazie! >> Avvistò i due uomini in divisa appostati davanti alla stanza
duecentuno. Eccola! pensò.
Uno dei due agenti lo riconobbe << Buonasera signor Lamano.>>
<< Buonasera...>> aveva il fiatone e si appoggiò con la mano al muro << È
uscito od entrato qualcuno da questa stanza? >>
<< Solamente la signorina Lisa e la sua amica >> gli rispose quello più basso.
<< Ne siete certi ? >>
<< Certissimi viceprocuratore...>>
<< Grazie...potete prendervi un attimo di pausa.>> Poi entrò nella camera,
aprendo la porta di scatto.
Si trovò davanti a Lisa e Regina sedute accanto a Jacopo.
Osservò ambedue le donne, con attenzione. Lisa e Regina...Regina e Lisa...
<< Che succede Willy ? >> chiese Lisa.
Lui mise le mani nella tasca della giacca << Niente...>> rispose << Non suc-
cede niente.>>
 
 
 

CAPITOLO 10   INDICE