CAPITOLO 9
<< Regina...da quanto tempo sei qui ? >> domandò
Jacopo.
La donna sorrise << Da circa mezz’ora >> rispose.
<< Perché non mi hai svegliato? >>
<< Perché volevo lasciarti riposare e
poi i medici sono stati chiari: devi sta-
re tranquillo! >>
<< Non dovevi affrontare un viaggio lungo per venire
a trovarmi...>> conti-
nuò il ragazzo.
Regina lo accarezzò << Sai chi sta per arrivare?
>> disse.
<< No...chi? >> lui era incuriosito.
<< Lisa...>>
<< Oh...Lisa...>>
<< Sì...é stata qui sino ad ora...é
andata a bere un caffé.>> Regina fece in tem-
po a dirlo che Lisa era già di ritorno.
<< Jacopo! >> esclamò la ragazza <<
Sei sveglio! >> Appoggiò la tazzina di caf-
fé sul tavolo della camera e raggiunse immediatamente
Jacopo per stringergli
la mano.
<< Penso di averti dato troppo disturbo >> le si
rivolse il ragazzo << Non pen-
savo di meritare tanta attenzione.>>
<< Non preoccuparti...>> fece lei.
<< A proposito...>> le parole di Jacopo la colsero
alla sprovvista << Come va
con il viceprocuratore? >>
Lisa tentò di restare il più indifferente
possibile. << Perché ? >>
<< Solamente... >> insistette il ragazzo <<
Mi pare che abbia per te un certo in-
teresse.>>
Lisa assunse un’aria tra il misterioso e l’ironico <<
Può darsi...>> rispose.
Le simpatiche battute tra i due smorzarono lievemente
il clima di tensione
e di imbarazzo che rischiava di formarsi.
<< Lisa...devo parlarti...>>
<< Ti ascolto >> rispose lei.
Jacopo diede un’occhiata a Regina, come in attesa di
consenso. Regina ac-
consentì con il cenno del capo, poi uscì.
<< Lisa >> continuò Jacopo <<...conoscevo
Luca Alceri...piuttosto bene...>>
poi si arenò.
<< Non voglio essere insistente Jacopo ma...sai
chi sono gli autori del suo as-
sassinio? >>
Le labbra pallide di Jacopo cominciarono a tremare...
<< Sì...so molto più di quello che
pensi.......dovevo tacere...ma a questo pun-
to...>>
D’un tratto qualcuno bussò alla porta e ruppe
la tensione.
<< Avanti...>> fece Lisa, celando il suo fervido
disappunto.
La divisa bianca dell’ammiraglio Amari si stagliò
sulla soglia.
<< Buongiorno...>> disse.
<< Buongiorno...>> rispose Lisa.
<< Sono venuto a controllare come sta il nostro
Jacopo...>>
<< Questo é l’ammiraglio Amari...>> Lisa
lo presentò a Jacopo.
<< Potrei restare solo con il ragazzo? >> Amari
si rivolse alla ragazza.
Titubante Lisa acconsentì ed uscì. Quando
fu nel corridoio raggiunse Regi-
na.
<< Allora? >> chiese lei ansiosa.
<< Allora un bel niente...>> rispose Lisa adirata
<< È arrivato il caro ammira-
glio Amari! >>
I muscoli facciali di Regina si contrassero. Lisa la
osservò attentamente, pen-
sando che di lei non sapeva quasi niente, a parte il
nome...
La segreteria telefonica di Tullio Nesti si mise in funzione
per l’ennesima vol-
ta in quel giorno. Egli non era ancora tornato.
Si udirono dei sospiri ansimanti, poi note sensuali e
vibranti irruppero quasi ti-
midamente dopo il bip...
<< Nesti...ci sei?... Sono Katia...Katia Montello...>>
Ma nessuno rispose...
Alcuni secondi dopo una mano coperta da un guanto nero
si mosse nell’oscu-
rità e premette il pulsante per riascoltare il
messaggio.
Mistral Elser quella notte rientrava da una serata di
gala, e pensò di fare una
piacevole sorpresa a Tullio, che però era via
per un servizio. Si tolse il guan-
to di velluto nero e lo posò sull’armadio della
sala, poi si diresse verso il pic-
colo laboratorio artistico di Tullio, mentre pensava
chi fosse questa Katia
Montello che non aveva mai sentito nominare. - Sarà
una collega - pensò.
Mistral si mise ad armeggiare tra i video di Tullio,
alla ricerca di qualche
buon servizio. La dimora di Tullio era situata in un
posto abbastanza tran-
quillo, attorniato da altre cinque case.
Forse il luogo solitario, forse l’oscurità suggestionarono
la mente di Mistral.
Le parve di udire un rumore in salotto. Accese la luce
ma non vide nessuno.
Tornò nello studio e sorrise dei suoi sciocchi
timori. Passarono cinque mi-
nuti.
Mistral, intenta ad armeggiare tra le videocassette,
non si accorse della si-
lenziosa presenza alle sue spalle. Lo studio era illuminato
da una debole lu-
ce, che si spense all’improvviso. Lei fece per riaccenderla
quando un’altra
mano con un guanto di velluto la bloccò.
Lei sobbalzò << Tullio!...che scherzi da
fare! >> esclamò a voce alta.
Ma l’indistinguibile sagoma oscura stava in piedi nel
corridoio buio che
confinava con la porta del laboratorio. Mistral non riusciva
a demarcarne i lineamenti.
<< Tullio...sei tu ?!...>>
<< Può darsi di sì...può darsi
di no...se premi la luce lo scoprirai >> riecheg-
giò una voce simile a quella di un giullare che
si divertiva a porre gli indo-
vinelli. Quella voce d’oltretomba continuò.
<< Tu vuoi qualcosa da me...ma io non ho intenzione
di soddisfare la tua se-
te di lussuria ed il tuo sofisticato palato...chi sono?...>>
<< Sono stufa di questo scherzo! >> Detto così
Mistral si scagliò addosso a
quell’ombra, spingendola lontana dall’interruttore della
luce...riuscì ad ac-
cenderla.
<< Tu?! >> inveì, appena la luce illuminò
quel volto.
Immediatamente la vista di Mistral cadde sul vaso di
ceramica blu che Tul-
lio aveva preso in Egitto tempo addietro. La luce si
spense nuovamente.
<< Che vuoi fare? >> domandò allarmata,
mentre continuava ad indietreg-
giare. Ormai senza difese, poggiò la mano sulla
telecamera di Tullio die-
tro le sue spalle e la mise in funzione, molto abilmente.
<< Noooooo! >> furono le sue ultime parole prima
di stramazzare a terra.
Passi oscuri si avvicinarono a quel corpo giacente ed
inerte nella solitudine
e nel tenebroso silenzio di quel luogo.
Un torbido e sibilante suono irruppe nella quiete...
<< Dopotutto quel che rimane di te Mistral é
pur sempre un rigagnolo ros-
so che si sprigiona dalla tua bocca tagliente...>>
I guanti neri di velluto caddero accanto al corpo di
Mistral.
Più tardi una telefonata anonima rivendicò
l’omicidio alla polizia.
Intanto...
Lisa scivolò giù dal letto ed andò
a pettinarsi. Con pochi colpi di spazzola
domò la gran massa di capelli scuri, poi li legò
in una crocchia sulla nuca,
che enfatizzava la linea sottile della gola e del collo.
Quei momenti di relax
furono interrotti dal segnale del natel.
<< Pronto Lisa...sono io...>>
<< Ciao Willy...>>
<< Dobbiamo vederci immediatamente...>>
<< È accaduto qualcosa? >> domandò
lei, percependo il tono allarmato di lui.
<< Sì...ma non posso spiegartelo al telefono....ti
aspetto nel mio ufficio.>>
<< Ti raggiungo al più presto.>> Detto così
Lisa si infilò frettolosamente un
maglione ed un paio di jeans. Poi indossò la giacca
in pelle.
La virtù principale di Willy Lamano era il sapere
circondarsi di buoni colla-
boratori ed egli era convinto che Lisa Tarantino fosse
una di questi. Quindi
il momentaneo esonero di Lisa dalle indagini non gli
impedì di convocarla
nel suo ufficio. Nessuno avrebbe potuto porre obiezioni.
Tra le sue facoltà
vi era quella di incontrarsi con chiunque avrebbe ritenuto
necessario.
Lisa arrivò subito.
<< Ciao...>> disse.
<< Ciao...sei incantevole...>> si complimentò
Willy. Poi le si avvicinò schioc-
candole un energico bacio sulla bocca. Lei ricambiò
con intensità.
<< Purtroppo dobbiamo tornare alla realtà!
>> esclamò lui.
Lisa si sedette. << Che novità ci sono?
>> domandò << Non sto più nella pel-
le.>>
Willy cominciò a rovistare tra le sue carte e
fece il riassunto della situazio-
ne.<< Apri bene le orecchie Tarantino >> sospirò
<< Poche ore fa c’é stato un
omicidio. Hanno assassinato una giornalista...Mistral
Elser...ti dice niente il
nome? >>
<< No.>>
<< Ricordi il cameraman di cui ti ho parlato...Tullio
Nesti? >>
<< Certo...>>
<< Bé...la giornalista é stata trovata
senza vita in casa di Tullio! >>
<< Cosa?!...ma che aveva a che fare con lui >>
Lisa era sbalordita.
<< A quanto pare era la sua amica >> rispose Willy.
Lisa si bagnò con la lingua le labbra secche,
prima di domandare con timo-
re...<< È stato Tullio? >>
Willy scosse la testa << Non lo so >> rispose seriamente
sconsolato << Tul-
lio pare che sia scomparso nel nulla.>>
<< No!...Ci mancava anche lui! >>
Willy rivelò a Lisa che accanto al corpo di Mistral
erano stati trovati un
paio di guanti di velluto nero << Forse i guanti
appartengono alla stessa
Mistral...e le analisi a cui sono stati sottoposti lo
confermano.>> disse.
<< Ma i guanti sono stati usati per commettere
l’omicidio? >>domandò lei.
<< Sì, forse da qualcuno che aveva la stessa
grandezza di mano di Mistral
Elser >>asserì Willy per riprendere poco dopo
<< Ma non é tutto...nella se-
greteria telefonica di Tullio é stato trovato
un messaggio di una donna...
preparati...Katia Montello.>>
<< La donna di Amnesty International di cui ha
parlato Scalandro?! >>
<< Esatto...>>
<< Quindi a compiere l’omicidio potrebbe essere
stata una donna? >>
<< Può darsi...ma non ritengo che solo la
Montello c’entri in questa storia...
e...mi duole ammetterlo... a questo punto non posso scagionare
neanche
lo stesso Tullio Nesti >> affermò Willy con convinzione.
Ma a Lisa non era chiaro niente per ora << Ma come
hanno scoperto il cor-
po di Mistral? >>
<< È stata una telefonata anonima...assolutamente
indecifrabile.>>
Lamano poi rivelò alla ragazza di avere casualmente
adocchiato un articolo
dove Mistral Elser firmava una breve intervista ad uno
scienziato da poco giun-
to a Napoli.
Lisa sui alzò di scatto dalla sedia << È
sbalorditivo!... E io che pensavo di
avere la notizia più travolgente! >> esclamò.
<< Quale? >>
<< Sono stata da Jacopo e...e stava per scucirsi
la bocca...quando...>>
<< Quando? >> Lamano sgranò gli occhi.
<< Quando é entrato Amari! >>
<< E tu? >>
<< E io sono uscita...poi un’infermiera mi ha avvertita
che l’orario di visita
era terminato.>>
<< E sei dovuta andare via...>>
<< Proprio così! >>
Willy si voltò verso la finestra e scrutò
il movimento di divise e camionette
attorno al palazzo di cristallo << Sai Lisa..>>
confidò <<...questo é forse il ca-
so più complicato di cui mi sono occupato da quando
sono viceprocurato-
re.>>
<< Vedrai che lo risolverai...>> intervenne Lisa
<<...o presto o tardi...>>
<< Ho i miei dubbi...>> rivelò lui.<<
Siamo nell’occhio del ciclone.>>
<< Come?!...l’invincibile Lamano ha dei dubbi?
>> lo spronò lei.
Egli si voltò, fissandola, poi esordì <<
Se mi aiuterai non avrò più dubbi...>>
disse con un filo di voce.
<< Ci puoi scommettere! Da dove ricominciamo? >>
Lisa era tornata pie-
na di vita.
<< Te la senti di tornare da Jacopo? >> Quello
di Willy non era un ordine.
<< Certamente! Vado subito...>> annunciò
Lisa piena di entusiasmo. << E
tu Willy che farai? >>
<< Seguirò la pista di Mistral Elser.>>
Quando Lisa se ne andò, lui rimase ancora nel
suo ufficio. Si sedette sul-
la sua poltrona nera di pelle e la girò verso
la finestra. Willy osservò il so-
le, il cielo e l’infinito orizzonte prima di rivolgersi
ad un’indefinita ombra
assassina e torbida...
<< Chi sei ? >> pronunciò <<...un
serial-killer?...quale mente diabolica?...qua-
le scopo ?...>> e ancora <<...dove sarai? >>
Era immerso in questi pensieri, quando il centralino
annunciò una chiamata
per lui.
<< Willy...avevi il natel spento...>>
Lamano si dovette riprendere alcuni istanti dalla sorpresa
<< Hai fatto bene
a cercarmi qui, Tullio...dove ti trovi? >>
<< Vai fuori di lì...prendi il cellulare...tra
un quarto d’ora ti richiamo .>> Riat-
taccò.
Willy afferrò il telefono ed uscì di corsa.
Si trovava sulla sua Space Wagon, quando Tullio Nesti
richiamò.
<< Sono tornato...ma la mia casa era un viavai
di gente...ho saputo da un pas-
sante che cosa era successo...ero sconvolto...sono scappato...>>
un attimo di silenzio.
<< Tullio? >> lo chiamò Willy.
<< Sì, sono qui...non sono stato io Willy...>>
La linea risultava disturbata, quindi Lamano alzò
la voce << Okay Tullio...
non perdere la calma...ascoltami...>> ma anche lui era
talmente confuso.
Che poteva escogitare in pochi secondi? << Dove
ti trovi? >> chiese.
Tullio tergiversò. Era restio sul da farsi e non
si fidava di nessuno.
<< No ti preoccupare >> lo tranquillizzò
Willy << Verrò solo.>>
<< Bé...a quanto pare non ho scelta...>>
fece Tullio <<...sono al bar Calyp-
so.>>
<< Aspettami, verrò a prenderti!>> promise
Willy.
Tullio Nesti stava accovacciato sotto il suo giubbotto
nero in un tavoli-
no posto in un angolo in fondo al Calypso bar.
Willy non lo vide subito. Fu l’altro a chiamarlo.
<< Ho già bevuto un tè...tu prendi
qualcosa? >> disse Tullio, quando si avvi-
cinò Willy.
<< Un punch...grazie.>>
<< Un punch, per favore... ed un altro té
>> ordinò Nesti al barista.
I due stettero in silenzio intanto che furono portate
le loro ordinazioni.
Assicuratisi che nessuno lo ascoltasse Tullio cominciò
<< Non sono stato
io...é come vivere in un inferno...>>
<< Hai fatto bene a telefonarmi, Tullio...se no
saresti incorso in una serie
di guai giudiziari.>>
<< Perché non lo sono già? >>
<< No...se riesco a dimostrare chi é il
vero colpevole.>>
<< Ed io intanto...che faccio? >>
<< Mi segui...>> esordì il viceprocuratore.
<< Dove?! >> Nesti cadeva dalle nuvole.
<< A Milano! >>
<< Stai scherzando Lamano?! >>
<< No...lo sai che Katia Montello ti ha cercato?
>> domandò inaspettata-
mente Willy.<< Sai chi é? >>
Tullio ebbe un momento di smarrimento...Katia Montello...Ora
ricorda-
va!
<< Si vedeva spesso con René durante il
periodo in Somalia...ma perché
mi ha cercato? >>
<< Non lo sai?! >>
<< No, veramente...>>
Willy batté le mani sul volante << Non ci
resta che scoprirlo! >> esclamò.
Nesti non sembrava tuttavia convinto << Ma perché
a Milano? >>
Willy ripensò al tenente Scalandro e a ciò
che gli aveva riferito << Perché
le ultime tracce di Katia si perdono a Milano >> rispose
<<...quindi noi tor-
niamo a casa tua, tranquilli ed aspettiamo la telefonata
di Katia...e poi...>> l’espressione di Lamano lasciava intendere il seguito...
<< E poi...>> proseguì Tullio <<...tento
di strapparle un appuntamento, an-
nunciando che...casualmente...il giorno dopo sarò
a Milano...>>
Willy annuì soddisfatto.
<< Ma...>> Nesti non aveva concluso <<...per
quanto riguarda il biglietto? >>
Willy mise in moto la Space << Non ti preoccupare...>>
disse molto pacata-
mente << ...offre la ditta...>>
Lamano riuscì a fare sgomberare l’appartamento
di Tullio da poliziotti, fo-
tografi ed ogni sorta di curiosi.
Passarono circa tre ore prima che il telefono squillasse.
La prima volta era
un collega di Tullio, la seconda volta un amico, la terza
finalmente...
<< Pronto? >> Tullio, ormai coi nervi a fior di
pelle, rispose di scatto.
<< Tullio? >> chiese una voce femminile.
<< Sì, chi parla? >>
<< Sono Katia Montello...forse non si ricorda di
me... >>
Tullio fece segno a Willy di sollevare l’altra cornetta
in corridoio.
<< Sì...sì che mi ricordo ...>> rispose;
aveva il nodo in gola << Che pos-
so fare per lei? >>
<< Dobbiamo incontrarci...>> la voce di lei era
molto bassa e fioca.
<< Vorrebbe vedermi...ho capito bene? >> ripeté
Tullio.
<< Sì...>>
Ecco! Era il momento di gettare l’esca!
<< Ma...veramente io... tra poche ore dovrei partire
per Milano...>> tentò
Tullio.
Dall’altra parte ci fu un momento di esitazione, poi...
<< Io mi trovo a Napoli...non le ruberei molto
tempo...potrei venire a casa
sua...>>
Willy gesticolò verso Tullio. Katia Montello si
stava offrendo su un piatto
d’argento!
<< Okay...tra un’ora le va bene? >>
<< Tra un’ora...davanti al cancello...ma dev’essere
solo...>>
<< Va bene Katia.>>
Riattaccarono.
Lamano senza perdere tempo compose il numero dell’Ufficio
Persone Scom-
parse.
<< Scalandro all’apparecchio! >> la baritonale
voce dell’ometto echeggiò nei
timpani di Willy.
<< Sono Lamano...mi serve un servizio di pedinamento
simultaneo...>> fece
trascorrere alcuni secondi << Abbiamo Katia Montello!>>
Scalandro ingoiò in tutta fretta la caramella
che stava degustando << Dove
si trova? >>
<< Prenda carta e penna...>> lo invitò Willy.
Jacopo era felice di vedere ancora Lisa.
<< Che ti ha detto l’ammiraglio Amari? >>chiese
la ragazza.
<< Niente...>> Jacopo abbassò lo sguardo.
Il sesto senso di Lisa le suggerì che lui non
aveva più intenzione di par-
larle.
<< Che succede Jacopo?...Fino a poche ore fa eri
spinto dalla voglia di con-
fidarti con me...e adesso...hai cambiato idea? Amari
ti ha detto qualcosa sul
mio conto? Forse che sono stata allontanata dal caso?...>>
Jacopo assunse un’aria disinteressata e stranamente indifferente...
<< No...>> rispose <<...non mi ha detto niente
riguardo a te...solamente...>>
<< Solamente? >> lo invitò lei.
<< Che non mi va di ripercorrere certi brutti ricordi...>>
Lisa non era solita perdere la pazienza quindi fece un
lungo respiro e si sedet-
te accanto a lui prima di riprendere << Però
tu non hai detto la verità riguardo
Luca Alceri...se non ricordo male...l’hai affermato tu
stesso...>> insistette lei.
Jacopo nel tentativo di perdere tempo prese il guanciale
da dietro la schiena,
lo piegò in due e lo rimise ancora dietro <<
Così sono più comodo! >> disse.
Lisa pensò che non era il momento di insistere
e cambiò argomento << Dov’é
Regina? >>
<< Doveva incontrarsi con qualcuno che non vedeva
da tempo >> rispose << Ar-
riverà tra poco...domani ripartirà per
Milano.>>
<< E così restiamo io e te >> disse Lisa.
Jacopo distolse lo sguardo da lei e si mise a fissare
il soffitto.
<< Va tutto bene? >> chiese Lisa.
Il ragazzo iniziò a parlare, ma pareva assente...come
se parlasse da solo...
<< Chissà chi era stanotte? >>
Lisa stette in silenzio, aspettando che fosse lui a proseguire.
<< Non sono riuscito ad accendere la luce in tempo....giurerei
che mi stava os-
servando? >>
<< Chi ti osservava? >> domandò Lisa.<<
Forse era un’infermiera >> tentò di tranquillizzarlo.
<< No...lei é venuta dopo...>>
Il primo pensiero di lei fu che Jacopo avesse sognato,
ma ripensandoci bene
un dubbio l’assalì - E se quel qualcuno dovesse
rifarsi vivo? - pensò.
Fu allora che nella sua mente si fece strada uno strano
piano che avrebbe
messo in atto la stessa notte.
La donna che si avvicinava a passo lento era irriconoscibile,
avvolta nel suo mantello nero che a Willy parve di averlo già visto.
Evidentemente, pensò, va tanto di moda.
Intanto ognuno era appostato in un punto diverso. Scalandro
si trovava die-
tro la casa di Nesti; altri due agenti avevano preso
posizione in una delle ca-
scine di fronte alla casa e Lamano aveva tutto sotto
controllo dalla finestra
della sala.
La donna avvistò immediatamente Tullio, poggiato
alla balaustrata del can-
cello.
Quando egli la vide fece un cenno di saluto. Lei lo raggiunse.<<
Nesti? >> chiese.
<< Katia? >> fece lui di rimando. << Vorrebbe
entrare? >>
<< No, grazie...é meglio rimanere qui...>>
Forse pensava che in casa ci fosse qualcuno? O solamente
si sentiva più sicu-
ra?
Certo mai avrebbe immaginato che Tullio avesse nel giubbotto
una microspia nascosta ed il cameraman da parte sua cercava di darsi un
contegno il più disin-
volto possibile.
<< Rubo solo pochi attimi della sua attenzione
>> cominciò Katia.
<< Non si preoccupi >> la rassicurò lui
<< Lei conosceva bene René? >> Si era
studiato a memoria la parte.
<< Non ho avuto modo di vederla spesso...purtroppo...ma
sì...se non fosse fi-
nita così tragicamente, la nostra si sarebbe potuta
trasformare in una bella e
sincera amicizia >> disse con rammarico Katia. A Tullio
parve di intravedere
una lacrima luccicare negli occhi smeraldini di Katia
ed un magone assalì an-
che lui.
Poi la donna ruppe quell’atmosfera di malinconia e tristezza...
<<Sono venuta per metterti in guardia...>>
<< Da chi? >>
<< Non chiedermi altro...sappi che non devi avvicinare
nessuno della polizia.
Non devi neanche avvicinare il viceprocuratore Lamano...>>
Tullio la interruppe << Ma come...>>
Lei non lo lasciò continuare. << Ti prego...non
chiedermi niente...>>
Ma Tullio doveva sapere << Hai tu il diario di
René? >> la prese alla sprovvista.
Lei all’improvviso voltò le spalle e mentre andava
si rivolse per l’ultima volta
a Tullio << Non ci siamo mai visti...stai attento,
non rischiare la tua vita...>>
Poi se ne andò a passo affrettato.
<< Seguitela! >> ordinò Scalandro ai suoi
uomini.
Lamano raggiunse Nesti. << Sai...temevo che mi
scoprisse da un momento al-
l’altro...>> disse il cameraman <<...mi spiace
ma non sono riuscito a cavarne
un granché.>>
<< Non preoccuparti Tullio...hai fatto il possibile...grazie
ancora.>>
<< Dovere! Sto facendo di tutto per scagionarmi!
>>
Scalandro li raggiunse in tutta fretta << Lamano!...la
donna é entrata all’ospe-
dale...stanza duecentuno! >>
<< Stanza duecentuno ?! >> mormorò Willy,
meravigliato. << Ma?!... >>
<< Dica agli uomini di guardia di non fare uscire
nessuno da quella stanza! >>
ordinò. Quando raggiunse l’ospedale salì
frettolosamente le scale.
- Accidenti a questi ascensori sempre occupati!- borbottò.
Negli ospeda-
li si perdeva sempre << È il reparto medicina?
>> bloccò un’infermiera di
passaggio.
<< Sì..>> gli rispose.
<< Grazie! >> Avvistò i due uomini in divisa
appostati davanti alla stanza
duecentuno. Eccola! pensò.
Uno dei due agenti lo riconobbe << Buonasera signor
Lamano.>>
<< Buonasera...>> aveva il fiatone e si appoggiò
con la mano al muro << È
uscito od entrato qualcuno da questa stanza? >>
<< Solamente la signorina Lisa e la sua amica >>
gli rispose quello più basso.
<< Ne siete certi ? >>
<< Certissimi viceprocuratore...>>
<< Grazie...potete prendervi un attimo di pausa.>>
Poi entrò nella camera,
aprendo la porta di scatto.
Si trovò davanti a Lisa e Regina sedute accanto
a Jacopo.
Osservò ambedue le donne, con attenzione. Lisa
e Regina...Regina e Lisa...
<< Che succede Willy ? >> chiese Lisa.
Lui mise le mani nella tasca della giacca << Niente...>>
rispose << Non suc-
cede niente.>>