CAPITOLO 24
 
 

Lisa tentò di rintracciare Regina, ma non la trovò.
Come mai ? Era stata lei ad avvisarla del ritrovo di Roger e seguaci a
Saint Vincent.
L’ispettrice decise di recarsi da sola sul luogo dell’incontro, un piccolo
chalet, che in realtà si trovava fuori Saint Vincent alle pendici della mon-
tagna, coperta dalla neve.
Lisa arrivò in pullman e quando mise i piedi a terra, aspirò l’aria fresca e
pura. Dovette però constatare che faceva freddo. Recuperò i guanti e la
sciarpa dallo zaino e se li indossò. Poi fece una breve passeggiata con u-
na ragazza che aveva conosciuto durante il viaggio e giunsero ad un pic-
colo ostello che affittava stanze e fungeva da ristorante. La compagna di
di Lisa chiese una stanza e poi si sedette accanto a Lisa, domandando qua-
le fosse la sua sistemazione.
<< Sono da amici...>> rispose Lisa, non aggiungendo altro.>>
Fu lieta di potersi riscaldare con un piatto di ravioli in brodo, ottimi oltre-
tutto, come la polenta che seguì, il tutto accompagnato da un buon vino
rosso; terminò con un caffè e stette ancora a chiacchierare con la compa-
gna di viaggio, fino a tardo pomeriggio. Poi si rese conto che il tempo era
passato e che doveva tornare al suo dovere: prima di tutto doveva trovare
lo chalet. Salutò l’altra ed uscì, incamminandosi tra le stradine della graziosa
località, sommersa dalla neve. Curiosò tra le piccole vetrine che si presen-
tavano sul suo cammino, mentre raggiungeva la moltitudine di rifugi e bai-
te. Giuntavi, si mise alla ricerca di quel numero segnato nel sito Internet
Roger: numero 10. Lo trovò: era uno chalet piuttosto piccolo, e a quel-
l’ora ancora deserto.
L’incontro era fissato per le 22.00. Lisa controllò l’orologio. Erano le
18.00. Doveva appostarsi e tenere lo chalet sotto controllo. Trovò una
piccola cunetta poco più su, dietro cui nascondersi. Constatò che era
un buon punto di osservazione. Da lì si potevano vedere tutte le baite,
in special modo la numero 10.
Lisa ripulì un grande sasso dalla neve, vi poggiò sopra la sciarpa e si se-
dette sopra. Poi si mise a pensare, sempre controllando il movimento giù
sotto.
Pensò a Riotti che aveva tentato di rintracciare al commissariato, ma a
quanto le avevano riferito si trovava fuori città. Non aveva avuto tem-
po di aspettarlo, quindi aveva lasciato un messaggio per lui. Chissà
che avesse fatto in tempo a raggiungerla. Poi i suoi pensieri furono de-
dicati totalmente a Willy. Il suo viso si rattristò : doveva considerare
la probabilità di non vederlo più, dato che non poteva prevedere come
si sarebbe conclusa la sua avventura.
Passarono i minuti e le ore da una passarono a due ed intanto attorno
allo chalet numero 10 non si scorgeva alcun movimento o alcun segno
di presenze. Era sabato sera ed il paesino stava prendendo vita.
Ma al numero 10 no.
Che il week-end tra la neve di Lisa si potesse trasformare in un’autenti-
ca bidonata ? E poi dov’era finita Regina ? Pensava che volesse parteci-
pare all’incontro con i settari. Ma forse era di parere contrario: Lisa do-
vette ammettere a se stessa che comprendeva l’amica e che non poteva
costringerla a ore e ore di appostamenti od altro.
Giunsero le 20.30. Ma nessuno si era visto ancora arrivare allo chalet
ed i piedi di Lisa si stavano congelando, come tutto il resto del corpo.
Fu dopo un quarto d’ora circa che un’auto si accostò davanti alla porta
dello chalet.
Lisa udì una portiera sbattere, segno che qualcuno era sceso dall’auto.
L’ispettrice intravide un’ombra che si avvicinava alla porta, ma data
l’oscurità non poté scorgere chi fosse.
A quanto pare il nuovo arrivato era solo.
Ma dov’erano finiti gli altri che dovevano partecipare all’incontro con
il capo della setta Roger ?
Lisa azionò il minuscolo registratore che aveva in tasca, poi decise di
sbucare dal suo nascondiglio. Prese la sciarpa e se la attorcigliò al col-
lo, poi si incamminò verso lo chalet. Ad ogni passo fu costretta a bat-
tere i piedi per terra, per riscaldarli, dato che erano vicini al congela-
mento, ormai.
Lisa giunse a pochi metri dallo chalet, quando all’improvviso la porta
si riaprì ed uscì qualcuno. Lisa rimase immobile, pregando che l’oscuri-
tà giocasse a suo favore, come aveva in precedenza giocato a favore
del nemico. L’ombra non si accorse di lei e risalì in macchina. Poi ri-
partì.
Lisa si avvicinò ancor di più, raggiungendo la finestra. Si abbassò sul-
le ginocchia e piano piano alzò la testa, tentando di scrutare all’interno.
Ma non scorse granché. Lo chalet, immerso nell’oscurità pareva rima-
sto di nuovo deserto.
La ragazza ripensò a quell’ombra : le era parso che non avesse chiuso
la porta. Anzi, ne era sicura. Forse aveva intenzione di tornare di nuo-
vo ? Bè, prima che lo avesse fatto, Lisa sarebbe entrata nello chalet !
Difatti l’ispettrice raggiunse la porta in abete e vi accostò l’orecchio.
Non udì nessun rumore. Il silenzio d’oltretomba pareva regnare all’in-
terno dello chalet.
Lisa pose la mano sulla maniglia della porta e l’abbassò, tentando di
fare il minimo rumore possibile. L’aprì molto cautamente e con deli-
catezza. Non riuscì a vedere niente in quel fitto buio. Restando anco-
ra sulla soglia, a tentoni cercò l’interruttore della luce, trovandolo do-
po numerosi tentativi, alla sua sinistra.
La stanza si illuminò immediatamente. Era una piccola cucina rustica,
con le varie mensole sul muro, sopra il lavandino che stava alla sinistra;
il tavolo, sempre rustico, stava al centro circondato da quattro sedie;
il buffet in abete stava alla parete di fronte , più in là una porta chiusa.
Lisa inserì la mano nel giubbotto, controllando che il registratore fos-
se ancora acceso.
Non si sa mai ! pensò.
Si diresse verso quella porta, che intuì essere la porta di una camera.
L’aprì con la stessa prudenza con cui aveva aperto la porta d’entrata,
piano piano. La porta scricchiolò lievemente nell’aprirsi e Lisa si fer-
mò. Poi non udendo alcun rumore, continuò ad aprirla, sempre con
cautela, fino a quando la spalancò e non rischiò di prendere un colpo.
<< Regina !>> esclamò a voce alta, trovandosela davanti.
La donna era seduta su un letto, con un cerotto sulla bocca ed un pol-
so imprigionato in una catena, legata a sua volta allo schienale del let-
to.
Lisa si avvicinò a lei e le strappò via il cerotto dalla bocca, con un gran-
de scatto . era l’unico modo per non provocarle dolore.
<< Attenta Lisa !>> pronunciò Regina, appena potè parlare.<< Attenta al-
le spalle !>>
Lisa si voltò immediatamente per ritrovarsi dinanzi ad un tizio con un
cappuccio nero. Lo stesso che aveva dovuto indossare lei nella seduta
spiritica a cui aveva partecipato qualche tempo addietro.
Non immaginava chi fosse colui che stesse sotto quel cappuccio, ma po-
té riconoscerne la voce, quando egli cominciò a parlare.
<< Lisa Tarantino ! Bene arrivata nella mia trappola...>> l’ambigua voce,
sadica e nello stesso tempo burlesca le si rivolse in questo modo.<< Hai
sentito l’invito di Regina ? >>  A quel punto il tizio si mise ad imitare la
voce di Regina con grande capacità. Era facile scambiarlo per Regina.
<< L’incontro si terrà a Saint Vincent >> proseguì la maschera, nella sua
imitazione di Regina. Lisa d’un tratto comprese tutto e le sue pupille co-
minciarono a puntare
prima Regina, poi l’altro, poi Regina ed ancora l’altro.
<< Mi hai attirato nel tranello servendoti di lei !>> inveì l’ispettrice, in-
dicando con il dito l’amica, poi continuò <<...sapevi con certezza che
mi fidavo di Regina, ed hai imitato la sua voce per attirarmi qui, annun-
ciandomi un incontro che non c’era...>>
<< Come sei perspicace, Lisa !>> si burlò l’altro, interrompendola...
poi continuò...<< Sai, non volevo che lasciassi il nostro mondo senza
conoscere la verità.>>
<< E la verità sarebbe questa ?>> domandò Lisa, tentando di perdere
tempo ; intanto adocchiò l’arma che lui teneva in mano.
<< È una calibro trentotto ?...come quella che ha assassinato Luca Al-
ceri ?>>  continuò lei.
<< No...non ho fatto in tempo a recuperarla >> fu la risposta.
<< O forse, il dottor May, non ha fatto in tempo a recuperarla ?>>
lo prese alla sprovvista lei.
L’uomo emise dei suoni sibillini, quasi come un riso pieno di falsità.
<< Il dottor May ? >> proruppe <<...il dottor May non é molto abi-
le a portare a termine i suoi delitti...>> si avvicinò a Lisa <<...per
esempio tu gli sei sfuggita per ben due volte...>>
<< Ma Mistral Elser, no...>> azzardò lei.
<< Mistral Elser ha cominciato a toccargli il portafoglio...e a lui non
andava...immagina...la ficcanaso dei giornali scandalistici ha intuito
che May era una buona fonte di ricatto...>>
Ogni pezzo del puzzle piano piano si stava assestando !
Mistral Elser aveva scoperto i loschi affari di May, e lo stava ricattan-
do in cambio del suo silenzio.
<< E tu invece, sei stato abile ad assassinare Alceri e René Demarco !>>
continuò Lisa.

Lui non rispose.
<< Che cosa intendi fare di noi due ? >> domandò quindi Lisa, renden-
dosi conto che non aveva scampo.
<< Oh, Lisa...mi spiace, ma non posso permettere che voi due andiate
in giro a spifferare tutto ! Le uniche due pedine che mancavano all’ap-
pello ! Lisa Tarantino e...>> si voltò verso Regina<<...Katia Montello !>>
annunciò.
Lisa lanciò una furtiva occhiata verso quella che lei aveva sempre cono-
sciuto come Regina, in realtà Katia Montello, colei che aveva spedito il
diario di René a Willy !
<< Katia ha fatto di tutto perché una ispettrice alquanto temeraria pren-
desse a cuore il caso della setta del serpente e, dal canto mio, ho com-
preso che la nostra poliziotta si stava avvicinando troppo al bersaglio ed
insieme a May .ho fatto di tutto in modo che tu fossi la prescelta da Amari
per seguire l’omicidio di Alceri...così potevamo tenerti sotto controllo...Ma
tu no, Tarantino, non ti arrendi mai ! Mi hai pestato i piedi ugualmente, an-
che con la tua...Regina...lontana ! >> inveì l’uomo.
All’improvviso Lisa spiccò un balzo e con il tacco degli stivali riuscì a
colpire il polso di lui, che lasciò cadere l’arma a terra, ma ripresosi im-
mediatamente si lanciò su di lei, mentre l’amica, incatenata al letto, as-
sisteva inerme alla scena, senza poter reagire per difendere Lisa che in-
tanto si rendeva conto che l’uomo era più forte di lei e la sua pazzia lo
rendeva ancora più furioso e duro. Lei tentò di sfuggire alla sua presa
ribaltando sedie e mobili in modo da ostacolarlo. L’ispettrice si accor-
se che Katia Montello aveva afferrato l’arma e tentò di portare il ber-
saglio sotto tiro, mentre l’uomo tentava di spezzarle le braccia.
Fu così che il colpo partì e dopo istanti che parvero un’eternità, egli
stramazzò a terra. Lisa volse lo sguardo verso Regina, ovvero Katia
Montello che aveva un’espressione inorridita. L’ispettrice la raggiunse
e prese l’arma che ancora Katia stringeva tra le dita...
<< Non preoccuparti, Reg...Katia. È stato per legittima difesa ...>>
la confortò abbracciandola, resasi conto che la donna tremava.
Poi le slegò i polsi e la liberò da quella trappola mortale.
Un colpo netto alla porta la spalancò e cinque uomini armati, con tan-
to di cappuccio, irruppero nello chalet.
<< Oh, no !>> urlò Lisa.
Poi uno di loro si tolse il cappuccio...Willy Lamano !
<< Willy !>> Lisa gli si buttò tra le braccia.
Lui la tenne stretta a sé per alcuni secondi, poi esordì...
<< Ehi ! Vedo che ti sei data da fare, durante la mia assenza !>>
 

Intanto gli altri quattro raggiunsero l’uomo a terra e gli levarono il cap-
puccio.
<< Ruggero Moratti !>> lo riconobbe Willy quando lo vide<<...come
immaginavo !>>
<< È ferito>> annunciò uno degli agenti.
<< Portatelo via !>> ordinò Willy. Poi la sua attenzione cadde sulla
donna seduta sul letto.<< Sei tu Katia Montello ? >> domandò.
Lei annuì<< L’avevi capito, vero ? >>
<< Sì...ma sono felice di trovarti dalla nostra parte >> confidò il vice-
procuratore, quindi aggiunse<<...adesso possiamo finirla con questa
storia...la fine del dottor May é vicina, con il complice Moratti nelle
mie mani !>>
Lisa fece comparire il minuscolo registratore che aveva in tasca e che
non aveva ancora spento. Lo consegnò a Willy.
<< Questo ti aiuterà ad incastrarlo>> annunciò.
<< Non dirmi...?!>> Willy rimase senza parole.
<< Ascolta e vedrai !>> concluse Lisa, pensando a tutti coloro che stava-
no per tornare alla loro vita : Tullio, Jacopo e Katia Montello.
<< Aspettami domani sera...ti porto a cena !>> la avvisò Willy.
Aveva un modo bizzarro di concludere le indagini !
 
 

                                               FINE
 
 
 
 

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