CAPITOLO 2
 
 

L’uomo salì di corsa le scale che portavano all’atrio dell’edificio, passò
accanto ai due leoni di pietra e poi prese l’ascensore fino al terzo piano.
Era entrato da pochi minuti nella torre di vetro, fortezza dei Marines.
Si guardò intorno: nulla era cambiato dall’ultima volta che era stato lì.
Si avvicinò a quella porta e lesse l’etichetta di bronzo riportatavi. Era
sempre al suo posto: VICEPROCURATORE WILLY LAMANO.
Egli sorrise compiaciuto prima di entrare nel suo ufficio. Estrasse le chia-
vi dalla tasca della giacca blu e le inserì nella serratura della porta di allumi-
nio, l’aprì ed entrò. Dirigendosi verso finestra per sollevare la saracinesca
fiutò un intenso ed acre odore di chiuso che si confondeva con quello di
Mastro Lindo, adoperato dagli addetti delle pulizie.
Erano le otto del mattino e, malgrado l’inverno, il sole era già alto ed in-
vestì con la sua luce l’ufficio. Il calorifero era acceso a bassa temperatu-
ra. Lamano si guardò intorno. << Okay >> disse a voce alta << Tutto in or-
dine! >>
Si tolse la giacca e la lanciò modi basket verso l’attaccapanni accanto al-
la porta. Canestro! Come sempre! Lamano sorrise nuovamente compiaciuto.
Si sedette sulla poltrona di pelle nera ed assunse la sua solita posa della mat-
tina: schiena poggiata comodamente allo schienale, gambe allungate sotto la scrivania; scostò la cravatta variopinta che ricadeva sulla pancia e vi incrociò
le dita. Osservò ogni cosa sulla scrivania. La spia della segreteria telefonica lampeggiava. Premette il tasto ed ascoltò la chiamata : era l’ammiraglio che
lo desiderava nel suo ufficio alle nove in punto. Lamano controllò l’orologio
e sbuffò...
<< Accidenti....anche l’ammiraglio é mattiniero! >> esclamò.
Il viceprocuratore conosceva il motivo della riunione e sapeva anche che
avrebbe conosciuto un ispettore di polizia giunto fresco fresco da Milano,
con poca esperienza in quel campo. Se lo aspettava: un giovane ficcanaso e
scavezzacollo che prima avrebbe fatto il diavolo a quattro e poi resosi con-
to della complessità del caso si sarebbe messo l’animo in pace, passando il
tempo a guardare fuori dalla finestra.
Lamano tamburellò una penna contro il piano della scrivania, poi accese il
computer ed entrò in Internet. Dal suo anfiteatro di osservazione cominciò
a navigare in rete e si mise in contatto con le sue fonti di informazioni e so-
gnava per lui un futuro costellato di successi, tra cavilli legali ed agghiaccian-
ti insidie della burocrazia.
Riesaminò mentalmente il caso di cui avrebbe discusso nell’ufficio dell’am-
miraglio. Fece una smorfia di stizza confidando a se stesso che l’inghippo da risolvere era più complicato del previsto. Sperò che l’aiutante affiancatogli nell’indagine fosse all’altezza. Diede ancora un’occhiata all’ora: mancavano
cinque minuti all’appuntamento. Contrariato si alzò dalla sedia e raggiunse l’attaccapanni; si infilò la giacca ed uscì dal suo ufficio per dirigersi verso
quello di Amari che si trovava a pochi metri dal suo. Bussò alla porta ed u-
dì la voce dell’ammiraglio che lo invitava ad entrare. Quando la porta si a-
prì, Willy Lamano constatò che Amari non era solo, ma stava in gentile
compagnia di una ragazza bruna.
<< Scusate...>> proferì Willy.
<< Oh...signor Lamano...si accomodi >> lo invitò l’ammiraglio << Le pre-
sento la signorina Tarantino...l’ispettrice che l’affiancherà durante le sue
ricerche >>.
Lisa si fece incontro a Willy e gli tese la mano. Lui fece altrettanto, per-
dendosi in quello sguardo scuro dai caldi colori mediterranei. Una donna,
pensò, l’ispettore Tarantino é una donna!
Non che la polizia non schierasse tra le sue fila ragazze piuttosto in gamba...
ma...un’ispettrice alle prime armi...in quella vicenda! Willy si sistemò sulla
sedia accanto a quella di Lisa.
Quindi, pensò lei, questo tizio sarebbe la carta vincente della Procura!
L’italo-americanoWilly Lamano stravolgeva lo stereotipo del classico vi-ceprocuratore, una sorta di bohémien moderno, con quell’aria stravagan-
te e la cravatta variopinta. La giacca blu tentava di dare un tocco di serie-
tà al tutto.
Quando ognuno fu sistemato Amari cominciò a parlare, esponendo il moti-
vo di quella riunione.
<< Il signor Lamano é al corrente di ogni cosa riguardante il caso...quindi
riporterò i fatti sino ad ora accaduti all’ispettrice...>> si schiarì la voce, poi
riprese...
<< La vicenda risale a ben sei anni fa, quando il nostro esercito entrò a far
parte della missione di pace in Somalia...scomparvero un Marine america-
no ed un colonnello della marina italiana...Luca Alceri. Sono state fatte le
dovute ricerche...del Marine non é stata trovata alcuna traccia...Il corpo di
Alceri é stato rinvenuto in una piccola foresta della costa africana...non vi
dico in quale stato...>> abbassò lo sguardo a terra, prima di continuare...
<< Mi é stato affidato il compito, dalla marina americana di reclutare una
squadra per trovare i colpevoli...anche se, essendo realista, dubito sull’esi-
to di questa operazione...>>.
Amari notò l’espressione stupita di Lisa, ma doveva giungere alla conclu-
sione.
<< Voi due Tarantino e Lamano siete la mia squadra...é meglio stare in pochi.>>
Amari parve in quel momento leggere nei pensieri di Lisa. Perché io? Si do-
mandava la donna. Amari difatti la chiamò in causa.
<< Lei, signorina Lisa, é giovane e caparbia, inoltre i suoi superiori hanno de-
cantato la sua grande sensibilità ed il suo modo di condurre le indagini a Mi-
lano su quella...era una setta, mi pare...giusto? >>
<< Esatto >> rispose Lisa.
Lamano le lanciò un’occhiata divertita.
Comparve un flebile sorriso sul volto serio dell’ammiraglio << Willy Lama-
no...bé...per quanto riguarda lei...preferendo rivolgermi alla Procura del-
la giustizia americana, ho scelto io personalmente il suo nominativo...non
ho dubbi...>>. Amari si alzò dalla sua poltrona e si voltò verso la saracine-
sca, abbassandola a mezz’asta, dato che aveva notato che la forte luce del
sole abbagliava i due giovani. Si sedette nuovamente.
<< Willy...A che punto sono le indagini? >>
Il viceprocuratore aprì la sua cartella e, con studiata teatralità- notò Lisa-
espose con estrema precisione gli ultimi sviluppi, che in verità erano ben
pochi.<< Non si sono avuti grossi risvolti nelle ricerche, ma un solo fatto,
che io ritengo molto importante >> sfogliò il block notes, poi soffermando-
si su una pagina, pregna di segni di ogni dimensione e colore, continuò
<< Si tratta di un altro assassinio, rimasto finora irrisolto e risalente sem-
pre al periodo del ritrovamento del povero Alceri: quello della giornali-
sta Renè Demarco, di cui nessuno se ne é più occupato...perché? >> Si a-
renò un momento per controllare se il volto di Amari si contorcesse in
un cipiglio di disapprovazione. Ciò non accadde. Willy riprese la parola...
<< Mi rendo conto che ho sviato il discorso dall’esercito...ma ritengo che
la pista di René Demarco sia valida >>.
<< Quale motivo la rende così sicuro? >> intervenne l’ ammiraglio.
Lamano si attendeva quella domanda << Non ho un motivo preciso...am-
miraglio...ma una forte intuizione mi suggerisce di seguire questa strada...>> rispose, osservando Amari. Ecco la nota di disappunto che si manifestò
sul volto dell’ammiraglio!
Con estrema abilità Lamano tentò di rimediare...
<< Se non seguiamo qualche pista...anche se insicura...come faremo a ve-
nire a capo del mistero? Lei ha qualche indizio più valevole, ammiraglio? >> domandò con una punta di ironia.
Lisa assisteva al velato battibecco tra i due, nascondendo con una mano
la bocca che ogni tanto si incrinava in un sottile sorriso.
<< Ah...Willy...La conosco bene...lei mi nasconde qualcosa...Perché René
Demarco? Sputi il rospo! >>
<< Okay...Okay...>> fece Lamano << Non ho prove. Quindi non era mia at-
tenzione accennarne...Ma dato che insiste! >> Chiuse la sua cartella verde
ed esordì...
<< Si tratta di un diario >>
<< Un...diario? >>
<< Sì...un diario di cui non si conosce il destino...in poche parole...un dia-
rio che non esiste...>>
<< Non capisco >>
<< Ieri mattina ho avuto un colloquio segreto con un cameraman che lavo-
rava con la Demarco...L’uomo ritiene che la cronista teneva un diario con
sé, su cui annotava ogni cosa. Il cameraman rivela che a volte mentre Re-
né scriveva, egli sbirciava, ed é convinto che ci fosse segnato il nome di Al-
cieri...Il diario é scomparso insieme a lei >>
<< Come siete riuscito a venire in contatto di tale cameraman? >> doman-
dò Amari.
<< È stato lui ad entrare in contatto con me. >>
<< Si può sapere il suo nome? >>
<< No, signor ammiraglio, mi spiace...Non é possibile conoscere il nome
del mio confidente fino a quando non sarò sicuro che l’indizio é valevole
per l’indagine. >>
La risposta di Lamano fu chiara ed indiscutibile.
<< È d’accordo Tarantino? >> imprevedibilmente Lamano si rivolse così a
Lisa, che arrossendo sul suo pullover di cachemire bianco rispose << Non
potrei essere altrimenti. >>  Cambiò posizione incrociando una gamba sul-
l’altra e Willy avvertì l’aroma di Chanel numero 5 che si sprigionava dal-
la donna.
Amari si convinse che era inutile tentare di carpire altre informazioni dal vi-
ceprocuratore Lamano, dato che, conoscendo a menadito ogni codice del-
le leggi, aveva il coltello dalla parte del manico. Ma meglio così. Si stava ri-
velando un collaboratore più che valido. Lisa Tarantino avrebbe avuto un
buon aiuto.
L’ ammiraglio si alzò dalla poltrona di velluto color oliva ed attraverso la
scrivania tese la mano ai due giovani in segno di congedo.
<< Bene...ritengo sufficiente la seduta di questa mattina...Ora potrete fare
conoscenza e mettervi di buon auspicio allo studio del caso...Sarò io a far-
mi sentire.>>
 

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