Nuovo romanzo giallo del 2000 di Patty Bionda.
LA CONGIURA di Patty Bionda novità editoriale
I nuovi cyber scrittori su Internet, azione e suspance.
"L'attualità é il perno del romanzo di Patty
Bionda "LA CONGIURA" cui tema é il
traffico illegale di organi umani, uno degli argomenti
più scottanti del nostro
secolo dove i progressi soprattutto in campo medico e
della sperimentazione
scientifica evolvono così rapidamente tanto da
rasentarne a volte
l'immaginabile, superando le regole umane e le leggi
divine. Così accadrà
in "LA CONGIURA", travolgente thriller che fonde insieme
vero ed immaginazione.
Questo connubio é in realtà il pretesto
per analizzare i vizi e le debolezze
della società attuale divisa tra onestà
e corruzione, dove spesso non si fa
distinzione tra Bene e Male. Questo romanzo é
un'analisi di ciò che potrebbe
comportare la ricerca scientifica e la smania di danaro,
di ciò che si farebbe
per trovare cavie umane da laboratorio, e la lunga riflessione
si cela tra i
velluti dell'azione e della suspense".
LA CONGIURA
PROLOGO
Somalia (Mogadiscio) 1992.
Uno sparo acuto irruppe nel silenzio cupo e terrificante.
Una mano arran-
cò in cerca di qualcosa a cui appigliarsi... Poi
cadde priva di vita.
<< Che hai fatto?>>. Una voce di giovane accompagnata
da occhi vitrei ed
increduli fece capolino nel buio.
<< Ho fatto ciò che ritenevo opportuno>>.
Un'altra voce maschile più matu-
ra si intromise con tono deciso e torvo << Non
preoccuparti. Sistemerò ogni
cosa >>.
Ma l'altro ancora irrigidito, lo sguardo fisso su quel
corpo inerme e la divi-
sa verde macchiata da un fresco rigagnolo di sangue,
cominciò a piagnuco-
lare agitato...
<< Non mettermi in mezzo...non azzardarti...>>.
Le sue parole furono nuova-
mente troncate dall'altro << Non farmi innervosire...Oooh...>>
Così imprecan-
do si avvicinò al giovane e lo accarezzò
proseguendo...
<< Tu non devi fare niente...Resta qui...Lo farò
sparire immediatamente. Così
le tue amorevoli palpebre non goderanno ancora di questa
visione >> concluse ironico.
<< Non scherzare!>> fece il ragazzo, in preda al
panico, mentre una sola fra-
se risuonava come un rullo di tamburo nella sua mente
<< Non preoccuparti!>>
E ancora << Non preoccuparti...>>. La voce di lui
era come un farmaco a cui
non poteva rinunciare. Il giovane si fece trasportare
dalle note clandesti-
ne ed enigmatiche di quel tono; sentiva ancora quella
mano rea sfiorare la
sua pelle con tocco vellutato, ed intanto lui si stava
allontanando per non
mancare alla sua promessa: fare sparire il corpo privo
di vita che giaceva a
terra.
La lugubre atmosfera impregnata di nebbia e fumo sprigionatosi
dalla sua
sigaretta riavvolse nuovamente il ragazzo che era rimasto
solo e tremolan-
te, rannicchiato accanto ad un albero. Aveva freddo.
Tentò di coprire ogni
parte della sua pelle lasciata scoperta avvicinando convulsamente
i lembi
della giacca, coprendosi fino alle labbra screpolate
dall'insistente caldo che
aveva regnato durante il giorno, prima che le tenebre
prendessero il soprav-
vento, rapendo ogni cosa nella loro vorticosa invadenza.
Era da tempo che
non fumava. Quello era il momento per farlo. Estrasse
una sigaretta dal pac-
chetto lasciatogli in custodia dal compagno, poi gettò
un'occhiata verso la
macchia di fitta ed oscura vegetazione, là dove
si era inoltrato l'altro con...
il corpo. Il posto era perfetto: neanche alla luce del
giorno, sotto il caldo
cocente, nessuno sarebbe riuscito ad individuare la sagoma
tra i cespugli.
Attese a lungo... Poi dei passi felpati lo raggiunsero
ed un'ombra si piazzò
dinanzi al giovane all'improvviso, facendolo sobbalzare.
L'inconfondibile
voce risuonò nuovamente negli abissi del buio
<< Che temi ? Me, per caso ? >>
<< No...no...Non ti avevo visto...>> fu la titubante
risposta del giovane che
non celava lo sgomento provocato da un turbinio di sentimenti...
complici-
tà mista a terrore...terrore per ciò che
lo aspettava alla fine di quella vicen-
da, ansia per quello che poteva accadergli ora. Sarebbe
uscito vivo da quel-
la interminabile notte ?
Pareva di sì...
Infatti l'altro gli voltò le spalle e pronunciò
un tiepido << Andiamo...>>
