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La Battaglia di S. Romano 1440/50 ca.
Il quadro fu commissionato da Cosimo dei medici per celebrare la Battaglia di S. Romano che, nel 1442, vide vincere i fiorentini contro le forze alleate di Lucca, Siena e Milano.
La prima cosa che ci colpisce è senz’altro l’estremo caos della composizione. Notate come i cavalli siano raffigurati in ogni prospettiva per dare profondità e movimento alla scena; sullo sfondo si vedono cani e lepri che scappano davanti alla furia della battaglia.
Cos’è che ci comunica veramente questo quadro?
Sicuramente non c’è alcuna condanna per la guerra. La scena viene descritta non nel suo orrore ma con l’intento di esaltare la vittoria dei fiorentini. Non c’è sangue, dunque, ma solo cavalieri valorosi che si battono e vincono per la propria patria. E qui la solita raccomandazione!! Guardate un’opera d’arte calandola sempre nel suo contesto; nella seconda metà del Quattrocento l’Italia era divisa in Principati e signorie che dovevano entrare in guerra continuamente per potere sopravvivere.
Le battaglie come quella di S. Romano erano viste come l’unico modo possibile per difendere i propri confini da chiunque avesse voluto usurparli.
Sarà sempre questo l’occhio con cui gli artisti guarderanno alla guerra?