Les
demoiselles D'Avignon
un articolo di Antonella Palmieri sul
celebre quadro di Picasso

Lo
so...a prima vista questo quadro può apparire veramente strano. Sembrava strano
anche a me prima di capire cosa volesse esprimere con queste cinque figure
il suo famoso autore
Pablo Picasso.
Tenete presente che per capire un artista bisogna guardare sempre l'ambiente
in cui è vissuto e che, di conseguenza, lo ha influenzato. In questo caso
siamo a Parigi nel 1907. In quegli anni dalla Germania alla Francia alla Spagna
si sperimentavano forme di pittura diverse da quelle classiche. Picasso proprio
con questo importante quadro inaugurerà il movimento che noi tutti conosciamo
col nome di Cubismo.
Cos'è che ci colpisce di più, osservando le Demoiselles D'Avignon? Sicuramente
i loro corpi; squadrati, spigolosi, privi di morbidezza e di grazia. A questo
punto non incorriamo nell'errore di credre che Picasso non sapesse disegnare
!!!
Pensate che la sua attività cominciò addirittura ad 8 anni. Era talmente bravo
che il padre, pittore a sua volta, gli regalò i suoi pennelli e i suoi colori.
Ciò che il pittore si propone di fare è di sintetizzare le forme, ridurre
cioè il corpo umano ad una forma geometrica. Spieghiamoci un pò meglio!
Una testa, ad esempio, può essere vista come una forma ovale, una gamba come
un cilindro e così via. Queste cinque figure, infatti, ci appaiono solide
e possenti come solo i solidi geometrici possono esserlo.
Passiamo ad un altro aspetto: i visi delle fanciulle sulla destra raffigurano
delle maschere d'arte africana che si diffusero in quei tempi nei mercati
di Parigi e che lo stesso Picasso potè apprezzare al Museé de l'Homme. Mi
riferivo a questo quando dicevo che bisogna sempre guardare l'ambiente in
cui è vissuto un'artista!!!
Un'altra particolarità è l'assoluta mancanza di prospettiva. Le figure sono
incastrate nello spazio e lo sfondo sembra venire fuori con una forza che
solo le forme geometriche possono dare.
Questo quadro quindi non è brutto...è N
U O V O e non è un caso che sia
stato dipinto da uno dei più grandi sperimentatori che l'arte abbia conosciuto:
Pablo Picasso.
Antonella Palmieri BIBLIOGRAFIA