Logo del sito i2viu

BAT LA SEGIA SUGLI APEGGI
© by Vittorio Crapella - i2viu

                                                                                [ Altri racconti ]
 

In risposta ad uno che mi chiedeva:
"Raccontami quello che sai del battere la "segia" che mi interessa molto"....  

Un tempo sugli alpeggi le mucche rimanevano sempre fuori, non cerano stalle per poterle contenere tutte, in genere si avevano alpeggi che mediamente ospitavano dagli 80 ai 120 capi con 40 / 70 mucche da latte.

Si andava a mungerle anche magari a 800 / 1000 metri di distanza dalla baita e il latte munto veniva trasportato a spalla con il classico legno semi curvo sagomato per essere appoggiato sulla spalla e con le due tacche per appendere i secchi con il latte.
Anche questo di sapere camminare sui sentieri con questo legno (bagiol nel nostro dialetto) e con i due secchi attaccati senza farli ballare e senza dunque rovesciare del latte, era un abilità non da poco.

Negli anni '60 si cominciava ad utilizzare pure i secchi di alluminio ma in genere c'erano ancora tanti recipienti in legno.
Uno di tipo piccolo (segia) che si utilizzava per mungere e altri praticamente con capienza doppia di circa 15 / 22 litri (segiun).

Per stare seduti a mungere si utilizzava "el scagn" quello sgabello di legno ricavato in genere da un tronco di pino sfruttando il primo pezzo di ramo per fare la gamba e il pezzo di tronco sgrossato per ottenere la parte piatta per appoggiare il sedere.

Lo sgabello tenuto in mano per la gamba e il secchio di legno tenuto nell'altra mano a mo' di tamburo, pestandogli sopra lo spigolo del lato piatto dello sgabello faceva suonare il secchio che nella quiete e il silenzio della montagna mandava le onde sonore lontane al punto di essere udite da sponda a sponda della valle.
Dando adeguati colpi con giusto ritmo il suono poteva essere identificato per comunicare tra il personale in baita e quelle presso le mucche; era il telefonino di preistorica generazione.
in genere ricordo che serviva ad avvisare ad esempio che era pronto la colazione o il pranzo.
Ad esempio dopo la mungitura del mattino rimanevano due ragazzi (detti cascii) a custodire le mucche tenendole unite nel circondario dove passavano la notte o il giorno a riposare per non lasciarle andare nel nuovo pascolo.

Ad un certo orario quando i pastori in baita avevano sistemato il latte, la legna e quant'altro, veniva preparato la colazione, in genere latte e caffè o cacao dove si tagliuzzava del pane secco con la "mèla" (roncola), ognuno nel proprio "ciapel" (scodella di legno) .
A quel punto battevano il secchio di legno così uno dei due ragazzi andava di corsa alla baita per fare la sua colazione e tornare a dare il cambi all'altro.
[ Su Facebook ]       [ Le mie pagine ]      [ Altri racconti ]