Questo è il sito personale di Domenico Corrao,
Presidente nazionale
del Partito del Popolo Siciliano.
Atto di Costituzione del Partito del Popolo Siciliano
S.Cataldo (CL) 12 Novembre 2003

STATUTO del PPS


Il Partito del Popolo Siciliano rivendica l'applicazione integrale dello Statuto speciale di Autonomia per la regione Siciliana del 15 maggio 1946 come "Diritto Costituzionale "irrinunciabile, nonchè il superamento ed il miglioramento.
Intende lottare per il riconoscimento dell' Identità del Popolo Siciliano in Sicilia ed all'estero, per la difesa e la valorizzazione dei diritti irrinunciabili della Sicilia e dei Siciliani, nonchè per la difesa della lingua e della cultura Siciliana.
Tra gli obiettivi del Partito del Popolo Siciliano c'e' l'impegno affinche' venga riconosciuto il voto dei Siciliani all'estero.
Si propone per il rilancio e lo sviluppo politico e sociale, economico e culturale della Sicilia, per uscire dall'emarginazione e dall'isolamento che l'attuale condizione di "Colonia" le impone.
Pone particolare attenzione ai problemi che riguardano le pari opportunita', lo sviluppo sostenibile e l'ambiente, favorendo la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica.
Al fine di realizzare il progetto politico, il Partito del Popolo Siciliano si propone di unire tutte le anime Sicilianismo, di contribuire a sostenere ogni lotta per l'autonomia e la liberta' di tutti i popoli ed in particolare attenziona la partecipazione attiva alla lotta per la liberta e la pace oltre che alla democrazia d'europa, affinche' cresca come entità di Europa delle Regioni, Europa dei Popoli.
Autonomisti Siciliani - diffidate dalle imitazioni
Comunicato stampa
del 02 agosto 2005



Domenica 31 luglio 2005 si è riunito ad Alcamo (TP) il Direttivo Nazionale del Partito del Popolo Siciliano che ha deliberato all'unanimità

l'espulsione dal Partito del dottore Asaro Nicolò,

consigliere comunale di Mazara del Vallo (TP), responsabile di avere anteposto gli interessi personali alle norme Statutarie e alla linea politica del Partito.

Nella stessa riunione, nella quale tutti i componenti si erano presentati dimissionari dagli incarichi nazionali di Partito,

è stato eletto nuovo Segretario Nazionale Maisano Antonino di Trapani.

Presidente Nazionale è stato rieletto Corrao Domenico di Palermo;

rieletti anche Pollina Emanuele Tesoriere; Terrana Giuseppe Vice-Segretario; Rodi Giuseppe e Serra Vito Vice-Presidenti.
COMUNICATO STAMPA
11 gennaio 2005
Alla redazione del giornale Centonove

Smentisco categoricamente l'articolo pubblicato sul V/S Giornale, su un presunto accordo dei Siciliani Uniti con il Partito del Popolo Siciliano.
Tengo a precisare, tra l'altro, la linea politica del Partito, che è emersa proprio domenica 09 gennaio 2005 in occasione della riunione della segreteria nazionale, che si è tenuta a Palermo; cioè l'irrinunciabilità di alcuni punti fondamentali e invalicabili del Partito del Popolo Siciliano.
Primo su tutti quello del simbolo del partito che in nessun caso e per nessuna ragione potrà essere alterato, così come non dovrà essere modificata la stessa denominazione Partito del Popolo Siciliano.
Qualsiasi formazione politica che vorrà federarsi o allearsi con noi dovrà altresì, prima di iniziare qualsiasi trattativa d’intesa, trovarsi d’accordo con noi su alcuni punti politici fondamentali; 1) per il ritorno al sistema elettorale proporzionale, 2) aderire al referendum contro lo sbarramento del 5% , 3) prendere una netta posizione sull’inutilità del ponte sullo stretto di Messina, 4) lottare insieme con noi per portare avanti una vera battaglia a difesa dello Statuto Siciliano.
Tutto il resto sono chiacchere, che interessano soltanto i politici di mestiere.
Ogni iniziativa che è stata finora intrapresa da chicchessia è da considerarsi soltanto a titolo personale.

Palermo 11 gennaio 2005

Domenico Corrao
Presidente Nazionale
del Partito del Popolo Siciliano
Come preannunciato nella riunione del 19 dicembre a Pergusa (EN);

DOMENICA 09 GENNAIO 2005
ORE 09,30

NELLA SEDE DI PALERMO,

Salita del Convento 5
(Zona Calatafimi-Rocca)

RIUNIONE DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PARTITO DEL POPOLO SICILIANO.

Ordine del Giorno:

1) DISCUSSIONE SULLA SITUAZIONE POLITICA DEL PPS.
2) COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PER I RAPPORTI CON ALTRE FORZE POLITICHE PER EVENTUALI ALLEANZE.
3) COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PER IL PROGRAMMA POLITICO DEL PPS.
4) COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PER LE MODIFICHE ALLO STATUTO DEL PPS.
5) CONTRIBUTO ECONOMICO DEGLI ELETTI NELLE LISTE DEL PPS, A FAVORE DEL PPS STESSO.
6) CAMPAGNA TESSERAMENTO.
7) VARIE ED EVENTUALI.

Considerando l'importanza dei punti all' OdG invito tutti i componenti della Segreteria Nazionale ad essere presenti e puntuali.


Domenico Corrao

3386972403
Segreteria Nazionale del PPS.

Nella riunione del 19 dicembre 2004, tenutasi a Pergusa (EN) è stata formalizzata la struttura del PPS.

Corrao Domenico di Palermo (Presidente Nazionale) 338 6972403
Asaro Nicola di Mazara del Vallo (Tp) (Segretario Nazionale) 329 5905656
Rodi Giuseppe di Messina (Vice-Presidente Nazionale)
Terrana Giuseppe di Serradifalco (Cl) (Vice-Segretario Nazionale)

Segretari Provinciali:
Cirignotta Maurizio (Caltanissetta) 328 0466905
Maisano Antonino (Trapani) 333 6834500
Pani Lucio (Messina) 338 6523876
Severino Angelo (Enna) 347 3167457
Vincenti Armando (Palermo) 338 2267715

i quali insieme a:
Catania Francesco Paolo
Marino Giuseppe
Pollina Emanuele
Scurto Giuseppe
costituiscono la Segreteria Nazionale.
DOMENICA 19 DICEMBRE 2004

ALLE ORE 9,30
A PERGUSA (EN)
C/O L’OASI FRANCESCANA

ASSEMBLEA

DEGLI ADERENTI E DEI SIMPATIZZANTI
DEL

PARTITO DEL POPOLO SICILIANO


Con l’occasione sarà ufficializzata la Segreteria Nazionale e la struttura del Partito.






Il Segretario Nazionale
Nicola Asaro

Il Presidente Nazionale
Domenico Corrao



Invitiamo tutti ad essere puntuali.
Vertice alla regione tra i Deputati di
Siciliani Uniti e il Partito del Popolo Siciliano

Per un partito Unico
Un progetto unico, un solo partito. E'stato questo il tema dell'incontro tenutosi ieri (2 dicembre 2004) a Palermo, all'ars, tra i tre deputati regionali di Siciliani Uniti, Eleonora Lo Curto, Alberto Acierno e Giovanni Cristaudo, e i rappresentanti regionali del Partito del Popolo Siciliano, con a capo il Presidente Domenico Corrao. Un incontro finalizzato alla definizione di un programma comune per rilanciare i grandi temi della politica di Governo: dalla valorizzazione dell'ambiente, al riordino delle coste , dalla politica energetica, alla politica del credito siciliano.

(Giornale di Sicilia del 03/12/04)
Riunione del Consiglio Nazionale del 06 novembre 2004

Il Consiglio Nazionale del Partito del Popolo Siciliano riunitosi sabato 6 novembre 2004, a Palermo, nella sede nazionale sita in Salita del Convento 5, ha eletto all'unanimità Corrao Domenico, palermitano, Presidente Nazionale del Partito del Popolo Siciliano.
Asaro Nicolò è stato confermato Segretario Nazionale.
Alla prossima riunione, che sarà convocata a breve, sarà ufficializzata la struttura del Partito, e saranno assegnati gli incarichi.

Confermati:
Pani Lucio - Coordinatore Nebrodi (ME)
Cirignotta Maurizio - Segretario Provinciale di Caltanissetta
Maisano Antonino - Segretario Provinciale di Trapani
Vincenti Armando - Segretario Provinciale di Palermo

A Mazara del Vallo (TP) il PPS è presente con tre Consiglieri Comunali, che sono:
Marino Giuseppe (Capogruppo)
Gabriele Filippo e Asaro Nicolò (il Segretario Nazionale del PPS, ricopre anche l'incarico di Vice Presidente del Consiglio Comunale); oltre all'Assessore Dr Giacalone Gaetano.
19 OTTOBRE 1944 A PALERMO
Ad una manifestazione dei dipendenti comunali, che chiedevano aumenti salariali (aumenti che gli impiegati statali avevano ottenuto), si era unita una manifestazione popolare spontanea contro la scarsità di generi alimentari, di prima necessità e contro il rincaro del prezzi. La manifestazione di diverse migliaia di persone si era diretta lungo l’asse principale della città, via Maqueda, concentrandosi sotto il palazzo della Prefettura. Qui i manifestanti furono raggiunti da due camion di soldati del battaglione del 139° reggimento di fanteria, Brigata Sabaudia, armati di tutto punto, i quali si inoltrarono tra la folla e improvvisamente aprirono il fuoco.
Il bilancio fu, secondo una inchiesta di allora, di 30 morti, la maggior parte bambini e minorenni e di 150 feriti. Per quanto riguarda le vittime, tuttavia, non vi è ancora una cifra definitiva.
Questa strage ha delle particolarità ancora più inquietanti rispetto alle altre che si verificarono nel dopoguerra. Il silenzio che è calato su di essa ha contribuito a rimuoverla dalla coscienza storica degli italiani e dei palermitani a tal punto che non si sa neanche che tale eccidio è stato compiuto, ed anche i più informati e gli storici non riescono ancora a dire con precisione la verità.

L’unica testimonianza pubblica che ricorda tale strage è la lapide posta, nel cinquantesimo anniversario, nell’atrio di Palazzo Comitini a Palermo. In essa si dicono le testuali parole “Qui addì 19 ottobre 1944 mentre pacificamente chiedevano pane e lavoro, inermi caddero uccisi 24 cittadini”. La lapide da un lato è nascosta ai palermitani, dall’altro non fa affatto chiarezza su quanto avvenne. Infatti gli esecutori materiali, ovvero i soldati dell’esercito dei Savoia che spararono sulla folla, non vengono neanche citati, dei mandanti non c'è traccia, peraltro ci sono forti incongruenze storiche sulla cifra delle vittime, sui loro nomi e, persino, sulla loro età.

E' necessario, che finalmente venga fatta chiarezza su quella strage, sul numero dei morti e dei feriti, su chi ordinò di sparare sulla folla.

Pensiamo che le responsabilità politiche sono ormai chiarissime. I responsabili dell’eccidio sono i Savoia e il governo di Ivanoe Bonomi, allora in carica come presidente del Consiglio, ministro degli interni e ministro degli esteri.

Anche oggi come ieri, i Siciliani tutti, come tutti i popoli del meridione, sempre più poveri e sempre più attanagliati dalla disoccupazione, sono alle prese con lotte simili a quelle condotte dalle popolazioni meridionali nel dopoguerra.

Per rinnovare la memoria dei martiri della “strage del pane”, noi chiediamo che la verità venga detta e che giustizia venga fatta.

Ottobre 2004

Domenico Corrao
(L'intervento del vice segretario Domenico Corrao, promotore della riunione del Consiglio Nazionale del PPS)

Prendo atto dell’assenza del Presidente sig. Messina Diego.
L’assenza del Presidente rappresenta un’ulteriore conferma del grave immobilismo organizzativo in cui ci troviamo, ma, soprattutto l’assenza di dialogo e di regole a disprezzo delle logiche democratiche.

La convinzione delle potenzialità dello Statuto Autonomo Siciliano;
l’inefficienza di una classe politica incapace ed insensibile ai bisogni della Sicilia e dei Siciliani;
una classe politica legata ai partiti “romani”, per meglio tutelare i propri interessi personali e sempre più “dipendente” dalle centrali politico-finanziarie che operano contro la Sicilia stessa;
una classe politica che ha usato e continua ad usare la Sicilia come merce di scambio per gli interessi del nord;

La necessita e l’esigenza di ricostruire e riaffermare l’Identità e l’Orgoglio Siciliano;
sapevamo ed eravamo convinti, che potevano essere espressi soltanto da una nuova classe politica dirigente, espressione di un nuovo “soggetto Politico”.

Abbiamo ragionato per metterci insieme, ognuno di noi a rinunciato a personalismi vari, perché era predominante il bisogno di Sicilianità.

Abbiamo adottato una sola ideologia, che non può essere ridotta soltanto a ”destra” “sinistra” o “centro”;

la nostra Ideologia era e deve continuare ad essere l’applicazione integrale, il miglioramento dello Statuto Siciliano, che ad oggi rappresenta l’unica garanzia prioritaria e irrinunciabile a difesa dei diritti Costituzionali del Popolo Siciliano.

Ci dobbiamo caratterizzare, come un partito veramente popolare, che deve rinnegare ogni forma di violenza e di sopraffazione, ci dobbiamo impegnare per una vera applicazione dei principi democratici, della legalità, della solidarietà della pace per meglio definire le prospettive per uno sviluppo reale, dobbiamo guardare al futuro analizzando con attenzione le tendenze della società e le risposte che un’Autonomia moderna può offrire.

Oggi, invece ci stiamo trovando con un partito senza regole, senza le più elementari logiche di democrazia, che si regge su iniziative personali sia del Presidente sia del Segretario; che con il loro operato hanno messo in discussione l’art.1 dello Statuto del Partito; di quel partito che doveva essere diverso da tutti gli altri, democratico, trasparente e senza “logiche” di tessere.

Qualunque scelta politica deve essere discussa e deve sempre essere approvata da una maggioranza, come le regole democratiche suggeriscono.

Il nostro essere Sicilianisti lo dobbiamo intendere sia nel comportamento, sia nel modo di fare politica, che deve essere al servizio della Sicilia, fuori delle logiche d’interessi personali che nulla hanno a che fare con la logica di crescita e di sviluppo della Sicilia e dei Siciliani.

E’ mia intenzione continuare a lottare per contribuire a riaffermare la vera Identità Siciliana, ma non si può continuare ad andare avanti con la logica di “attaccamento” e di “occupazione” delle poltrone, semmai serve dimostrare di avere le capacità per continuare a rivestire ruoli rappresentativi per il partito.

Il mio malcontento, le mie critiche si uniscono con le delusioni che giungono dagli amici Sicilianisti di tutta la Sicilia e non solo, per una gestione fallimentare del partito dal punto di vista politico e organizzativo, che, di fatto, sta bloccando la crescita stessa del partito, facendo allontanare tanti altri Sicilianisti, che attendevano gli sviluppi politici che ancora oggi ritardano, favorendo e preferendo la strada dei “mercenari” e dei “venduti” di turno che sanno facilmente sfruttare a scopo “personale elettoralistico” il Popolo Siciliano per continuare ad ingannarlo, derubandolo e truffandolo.

In varie occasioni, le mie proposte più volte formulate verbalmente non hanno mai avuto alcun riscontro, sia da parte del Presidente sia da parte del Segretario.
Sono rimaste inascoltate le mie richieste per una linea politica condivisa da tutto il partito.

A questo punto, è necessario riprendere insieme il senso iniziale del progetto politico, dobbiamo concepire il partito in funzione della politica, delle idee del programma; dobbiamo avere la capacità per uscire definitivamente dall’aberrante situazione attuale.

Per tutto questo riterrei opportuno, ed è la mia proposta, un avvicendamento per una migliore strutturazione degli organi del Partito.
ELEZIONI COMUNALI A MONREALE
Lettera aperta ai Cittadini di Monreale

Sabato 26 e Domenica 27 Giugno 2004 si svolgeranno le elezioni di ballottaggio per l’Elezione del Sindaco.
Il Partito del Popolo Siciliano aveva già individuato in Toti Gullo il Candidato a Sindaco da sostenere, condividendo il Programma e il Progetto Politico alternativo sia al centro-destra sia al centro-sinistra.
Un programma che deve consentire ai Cittadini di fare sentire la propria “voce”, perché è fondamentale partire dalla base, dai Cittadini che devono riscoprire il senso stesso dell’essere cittadini, e partecipare attivamente alla vita della società per il raggiungimento di obiettivi che consentono agli stessi di soddisfare i bisogni primari e migliorare la qualità della vita per il bene della Democrazia e della Libertà.
I Monrealesi come tutti i Siciliani chiedono: Lavoro, Legalità, Pace, Sviluppo Culturale Sociale ed Economico, maggiori e migliori Servizi ed una vera politica a favore della Famiglia e dell’Ambiente.
Bisogna dare ai Cittadini risposte concrete con proposte realizzabili in tempi brevi, con iniziative di solidarietà sociale, economica e d’assistenza a favore degli handicappati, dei disabili e degli anziani; iniziative per i giovani, i commercianti, il turismo e l’agri-turismo, puntando anche sulla progettazione di impianti sportivi come il golf.
Ci è doveroso chiarire che il Partito del Popolo Siciliano, non ha potuto presentare la lista con il proprio simbolo e con i propri candidati al Consiglio Comunale di Monreale a causa di problemi “tecnico-burocratici”, ma abbiamo accettato di inserire due candidati come indipendenti nella lista del Nuovo-PLI come espressione dei valori che rappresentiamo, e premesso che non avevamo e non abbiamo “poltrone promesse”, vogliamo confermare il nostro sostegno a Toti Gullo Nuovo Sindaco di Monreale.
Una libera scelta, coerente con le nostre idee fuori dalla logica degli interessi dei “partiti”.


Monreale 22 Giugno 2004

Il Segretario Provinciale di Palermo
Armando Vincenti

Il Vice-Segretario Nazionale
Domenico Corrao
NON CI FACCIAMO “OMOLOGARE”
I grandi partiti sia del centrodestra che del centrosinistra contro la Sicilia contro la Democrazia a difesa delle “poltrone” che dal 1946 occupano a spese dei Siciliani.

La verità è che i partiti romani cominciano ad avere paura, sanno di essere stati “scoperti”, perché insieme, con la scusa della destra e della sinistra ci hanno divisi derubandoci dei DIRITTI che lo STATUTO di AUTONOMIA ci assegnava; quello Statuto che i nostri Avi avevano ottenuto dopo anni di lotte di Popolo.
I Siciliani siamo stati derubati con la responsabilità e la complicità di una classe politica Siciliana incapace ed insensibile ai bisogni della Sicilia e dei Siciliani; da una classe politica attenta a tutelare i propri interessi, che ha usato e continua a USARE LA SICILIA E I SICILIANI COME MERCE DI SCAMBIO PER GLI INTERESSI DEL NORD.
I POLITICI CI HANNO RELEGATO A “COLONIA” DI ROMA
Ci vogliono fare perdere la vera IDENTITA’ SICILIANA con la nostra Storia, la nostra Cultura, le nostre Tradizioni, insieme ai Valori di Legalità, di Pace e di Solidarietà che da sempre contraddistinguono il POPOLO SICILIANO.

Per questo siamo contrari alla Legge Elettorale con lo sbarramento al 5%, una legge antidemocratica, che vuole bloccare ogni forma di opposizione ai grandi partiti, sia del centrodestra che del centrosinistra; perché temono il consenso dei Cittadini verso i piccoli partiti e le liste civiche.
Noi NON CI FACCIAMO OMOLOGARE DAI GRANDI PARTITI.
NON E’ CON LO SBARRAMENTO CHE SI GARANTISCE LA GOVERNABILITA’.
Con lo sbarramento i politici vogliono continuare a garantirsi le poltrone per continuare nella loro politica di brogli ed intrallazzi sulle spalle dei Siciliani onesti che chiedono LEGALITA’ e LAVORO.

Domenico Corrao

luglio 2004
Tesi politiche
Scopo principale: Alcuni interessati, sostengono che quello siciliano non è un popolo. Noi del PPS, riteniamo che lo è. Questa è la grossa sfida che noi facciamo e che intendiamo vincere. Per questo ci impegniamo affinché i siciliani acquistino la consapevolezza e l’orgoglio di appartenere a uno dei popoli più antichi e gloriosi esistenti sulla faccia della Terra.
Gli elementi che caratterizzano un popolo sono:
La nascita e la vita in un determinato luogo;
La lingua;
La cultura.
Non vi è dubbio che questi elementi i siciliani li posseggono, anche se molti non lo sanno.
Quando riusciremo a fare acquisire ai siciliani la coscienza di appartenere al medesimo popolo, quest’ultimo, in quanto tale, potrà pretendere la sua autodeterminazione.
Il popolo siciliano, solo allora, potrà decidere se accontentarsi dello Statuto Speciale Autonomistico, o diventare una nazione riacquistando l’indipendenza.
Come stato indipendente, potrà ancora scegliere di federarsi con gli altri stati italiani, secondo il vecchio pensiero di Cattaneo e di partecipare nel consesso europeo alla pari di altre nazioni, anche più piccole della Sicilia come Malta, Cipro, etc..

L’autonomia: L’autonomia è il conferimento, da parte di uno stato nazionale a una determinata regione del suo territorio, di alcuni funzioni per lo più amministrative, mantenendo per sé altre più importanti, quali la difesa, la politica estera, etc.
Lo Statuto autonomistico della Regione Siciliana, conquistato dal popolo siciliano, è sancito con legge costituzionale n.2 dello Stato Italiano, non è stato interamente applicato e, altresì, qualche organo, come l'Alta Corte, pur subito entrato in vigore, è stato poi, di fatto soppresso. E ciò è dipeso sia dalla mal volontà di applicarlo da parte del governo italiano, ma anche dal fatto che gli organi regionali, che ne avrebbero dovuto pretendere l'applicazione, erano costituiti da appartenenti a partiti che nei loro vertici erano estranei alla Sicilia. Lo stato regionalistico è comunque una forma istituzionale imperfetta, in quanto il tutto è dipendente dallo Stato che ne è il discrezionale elargitore giuridico. La forma perfetta è, invece, quella dello stato federale, in cui la sovranità parte dagli stati federati, con ciò assicurando ai cittadini di questi una maggiore garanzia dei diritti naturali e un maggiore riconoscimento delle caratteristiche e delle diversità delle entità locali nell'ambito dello stato federale.

Devolution è quella recentemente concessa dalla Gran Bretagna, alla Scozia ed al Galles, ma è anche quella che Bossi rivendica per la Padania. Cioè Bossi, vuole per la Padania, qualcosa come quello che la Sicilia ha ottenuto nel 1946, ma solo sulla carta.
Eventuale, collaborazione politica con la Lega Nord, può essere realizzata nell’ottica che l’ottenimento di determinate deleghe da parte dello stato nazionale alle varie regioni, possano finalmente rendere applicabili quelle che noi abbiamo da 50 anni sulla carta.
Quindi, come primo passo, si chiede l’integrale applicazione dello Statuto autonomistico, per le parti applicabili e la revisione delle altre parti.


L’indipendenza: L’indipendenza si ha, quando un popolo governa sovrano su un determinato territorio.

Il federalismo: Il federalismo si ha, quando diversi stati nazionali, decidono di rinunciare ad alcune funzioni per essere gestite unitariamente da un soggetto superiore, detto appunto federale.

Collocazione nel panorama politico italiano: Questo partito non è e non può definirsi di sinistra, di centro o di destra. Il Partito del Popolo Siciliano è un partito di raccolta nazionale e contiene al proprio interno siciliani cresciuti al contatto di diverse ideologie ma legati l’un l’altro dal desiderio di liberare la Sicilia dai gioghi del centralismo dello Stato italiano cui tanti siciliani, che militano nei partiti presenti in Sicilia con sigle italiane, si sottomettono.
Con il termine di partiti italiani si definiscono quelle organizzazioni politiche le cui centrali dirigenziali, culturali ed economiche non risiedono in Sicilia.
Per noi è importante l’unità e la fratellanza dei siciliani e non di certo le contrapposizioni ideologiche bipolari, visti in posizione di eguale lontananza rispetto al progetto dei sicilianisti.
Questo concetto di equidistanza dai due schieramenti bipolaristi che agiscono in Sicilia, deve essere sempre presente nell’azione politica del partito. Allo stesso modo è importante sostenere la vicinanza ai soggetti politici autenticamente sicilianisti.
Per le consultazioni elettorali col sistema maggioritario, sono da privilegiare, essendovene le condizioni aritmetiche di vittoria, i rapporti con liste che non si riconoscano integralmente in Polo o Ulivo e che diano vita ad una coalizione alternativa sia al centrosinistra, sia al centrodestra.
Tuttavia, qualora non vi fosse la prospettiva di dar vita ad un terzo polo capace di reggere la competizione elettorale col sistema maggioritario, le alleanze elettorali, a meno di sterili manifestazioni di testimonianza in solitaria (scelta auspicata dai nostri avversari), vanno strette in base al suddetto criterio sicilianista, ovvero tessute con quei partiti che, pur appartenendo ad altre coalizioni, condividano e sottoscrivano i punti programmatici dei sicilianisti. Le alleanze con coalizioni non siciliane, devono essere sentite come passaggio necessitato dalla matematica e non come integrazione o patto di potere del PPS in nessuno dei due poli, anche in presenza di forti affinità programmatiche locali.
D’altronde non sussistendo le condizioni concrete di un terzo schieramento, è logicamente errato favorire la nostra assenza dalle istituzioni, favorendo il gioco di chi già infierisce verso le forze non bipolari tramite il sistema elettorale maggioritario.
L’ingresso nelle istituzioni con queste “alleanze-traghetto” richiede, sin dal primo giorno di insediamento dei nostri eletti nelle diverse assemblee democratiche, una serie di rivendicazioni e distinguo utili anche sul piano contrattuale e programmatico col le due forze italianiste attualmente dominanti.

Collocazione nel panorama politico europeo ed internazionale: Noi ci sentiamo fratelli di tutti i partiti delle minoranze etniche, delle periferie emarginate, dei popoli senza stato. La nostra internazionale è quella composta dai partiti di queste regioni d’Europa e del Mondo, senza distinzione di censo, di religione, di distanza geografica.
Si auspica l’adesione all’European Free Alliance (ALE), gruppo politico contenente tutti i principali partiti autonomisti, federalisti ed indipendentisti europei.

Lucio Pani
Segreteria:Salita del Convento 5 (Zona Calatafimi-Rocca) – 90135 Palermo
Telefono: 338 6972403