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Storia dell'Ittiologia
Aristotele
L'inizio della storia della Ittiologia è dovuto ad Aristotele (384-322
a.C.) il quale aveva già una conoscenza perfetta dei pesci, che discriminava
esattamente dai cetacei e dai vari gruppi di invertebrati marini.
Egli descrisse con buona cura circa 115 specie di pesci
del mare Egeo e per 1800 anni la sua classificazione
restò l'unica
Plinio
Plinio il vecchio
(Cajus Secundus), morto nel 79 dopo Cristo nell'eruzione del Vesuvio,
scrisse la
Historia naturalis in 37 libri,
ma le conoscenze sui pesci non erano
diverse da quelle di Aristotele.
Belon Rondelet,
Salviani
Nel XVI secolo, Belon, Rondelet e
Salviani scrissero, quasi contemporaneamente, opere
importanti di ittiologia (Belon, De aquatilibus libri duo, Paris 1553),
(Rondelet, Libri de piscibus marinis, Lugd. 1554 e Universae aquatilium
historiae pars altera, Lugd. 1555), (Salviani, Aquatilium animalium historia,
Roma 1554).
L'opera di Salviani descrive 92 specie di pesci d'Italia, Belon ne descrisse 110 del Mediterraneo e
Rondelet 197 marine e 47 d'acqua dolce, pure dal bacino del Mediterraneo.
Belon e di
più Rondelet, cercano di approntare una classificazione basata
sulla morfologia esterna delle specie descritte.
Artedi, Linneo
Lo
svedese Peter Artedi è stato il primo vero ittiologo e i suoi lavori furono pubblicati dal suo connazionale Linneo
nel 1745-58.
Bloch, Lacépéde,
Cuvier, Valenciennes
Dopo Linneo, opere importanti di ittiologia furono pubblicate da
Bloch (1782-4 e 1785-95) che descrisse 1.519 specie di pesci, da Lacépède
(1798-1804) e infine da Cuvier e dal suo allievo Valenciennes che pubblicarono
22 volumi (1828-1848) sui pesci.
Oggi
Sembra si sia affermata una classificazione condivisa a
livello internazionale e quella presente in questo sito è stata dedotta dall'ERMS,
che si pone come sistema tassonomico europeo.
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