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Il pescatore sfortunato
Cera una volta un povero pescatore che non riusciva quasi più a vivere con il suo lavoro: da molto tempo ormai la sua pesca era talmente scarsa, che sua moglie e i suoi due figli stavano morendo di fame.
Una sera il
pescatore uscì di casa, prese la sua barchetta e andò al largo. Lì gettò la rete, poi si
sdraiò nellimbarcazione e stette fermo a lungo, mentre pensava alle sue disgrazie e
alla sua disperazione, dimenticandosi anche della rete.
A un certo punto, però, fu svegliato da uno strattone e si
accorse che la sua barca era piegata da una parte.
Il pesce,
infatti, cominciò a parlare e gli disse: Il marinaio, al settimo cielo, portò a casa il pesce e raccontò tutto a sua moglie; poi seminò nellorto i denti del pescecane e iniziò unattesa piena di speranza. Poco tempo dopo cominciò a crescere un albero, un grosso albero.
Il pescatore e la moglie aspettarono pazientemente per lunghi giorni. Allo scadere del terzo mese, luomo trovò al posto dellalbero uno splendido cavallo bianco sellato, che parlava. - Saltami in groppa e partiamo - gli disse lanimale. Se ne andarono in giro per il mondo, visitando paesi bellissimi e misteriosi, discendendo nel mondo sotterraneo delle fate e raccogliendo immense ricchezze.
Un giorno, però, ormai
vecchio e stanco, decise di ritornare al suo paese per godersi tutti gli averi accumulati.
Ma in paese seppe che la moglie, credendolo morto, durante la sua assenza si era risposata
con un marinaio. - Marinaio disse il pesce, portami in mare; ti prego, portami in mare Il marinaio non ci pensò due volte: lo mise su una barca e lo portò in mare.Quando furono al largo, buttò il pesce tra le onde e quello si allontanò felice, salutando lamico.
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