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| Vescovo marino (Europa) |
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Appena catturato, portato davanti al re, aveva fatto gesti per mostrare di voler tornare nel mare; riportato sulla riva si era immediatamente gettato in acqua. La storia è narrata dai due naturalisti francesi Pierre Belon e Guillaume Rondelet; questultimo pubblica anche un ritratto, sulla base del quale Heuvelmans emette, sia pur in forma molto dubitativa, lipotesi che il preteso vescovo fosse un esemplare di quello strano calamaro gigante coperto di scaglie, scoperto solo nel 1895, e denominato scientificamente Lepidoteuthis Grimaldii.
Anche questo avvenimento, come la presunta cattura del MONACO
MARINO, suscitò un interesse che supera ampiamente quello della rigorosa ricerca
scientifica. Ecco come la medesima storia viene raccontata, dopo neanche un secolo dal resoconto di Rondelet, in unopera, tra laltro, di pretese scientifiche, come lHydrogrphie di Pierre Fournier, del 1643:
Questa medesima
versione della storia figura anche negli Annali Ecclesiastici.
Bisogna
ricordare che secondo Carlo Labia (la notizia è contenuta nel libro Le Imprese Pastorali)
altri mostri insigniti delle insegne vescovili furono pescati in Norvegia, a Elpach (nel
1521) e a Genova.
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