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30/31 ottobre Halloween di San Precario

San Precario è il santo protettore di chi lavora per un sottosalario, di chi soffre le conseguenze di un reddito intermittente ed è schiacciat@ da un futuro incerto a rischio di povertà ed esclusione sociale: il medesimo orizzonte precario fatto di ricattabilità e sottomissione accomuna la commessa come il programmatore, il pulitore come la ricercatrice. Infatti da domani in moltissime città italyane diventeranno operativi i Punti San Precario, sportelli di tutela individuale e autodifesa collettiva che si rivolgono ai 7 milioni di precari e cognitari che oggi mandano avanti l'economia italyana pur vedendosi sbarrato l'accesso ai più elementari diritti sociali: maternità, ferie, continuità di reddito, abitazione, formazione, cultura, trasporti, previdenza, credito.

 

TUTTISANTI siamo noi, che sosteniamo l'economia delle città con i nostri contratti precari e la nostra flessibilità, con le nostri continue comunicazioni, con il nostro tempo sottratto alla vita e agli affetti, con la nostra creatività e i nostri saperi; siamo noi che facciamo andare avanti le scuole, gli ospedali, che teniamo aperte le superfici commerciali, che consentiamo scambi, spettacoli e trasporti: è il precariato a creare la ricchezza neoliberista di catene commerciali, colossi mediatici e piazze finanziarie; è il precariato a essere sfruttato da amministrazioni pubbliche convertite al rigore di bilancio.

A Treviso un esempio tangibile lo danno i lavoratori postali che evidenziano da mesi (con presidi, manifestazioni e comunicati stampa) come il rigore e l’utile di bilancio di Poste Spa abbiano significato solo tagli del servizio e precarizzazioni del personale. In questi giorni l’azienda Poste ha comunicato i numeri degli esuberi sia per quanto riguarda l’Ufficio di Recapito (UDR) ma soprattutto per dell’ufficio di smistamento (Centro Postale Operativo).Le persone in “più” risultano complessivamente 54 (6 portalettere e 48 impiegati al CPO). Le proposte aziendali di ricollocamento risultano non solo “vaghe” ma anche improponibili per le distanze (province di Pordenone, Vicenza e Padova).

 

TUTTISTRONZI sono loro, che ci fanno muovere e sbattere per dodici ore al giorno, che per un pugno di euro ci fanno lavorare e vendere anche di domenica, sotto ricatto o senza contratto. Sono loro che si rimpinguano della precarietà delle nostre esistenze e che si accapparrano la conoscenza che creiamo, che impoveriscono le metropoli e pongono i migranti a rischio di espulsione per poterli sfruttare meglio, che schiavizzano vite con il lavoro a chiamata, in somministrazione o in cooperativa.

La precarizzazione invade la nostra vita e i territori in cui viviamo: multinazionali e finanziarie sono coloro sui cui cade gran parte della responsabilità di ciò, ai governi e ai sindacati concertativi dobbiamo il resto del disastro, alla TV e ai giornali l'oscuramento per troppi anni della condizione precaria.

Oggi i precari, le donne, gli studenti, i migranti sono in grado di produrre organizzazione e liberare tempo, di articolare resistenze e produrre sovversione nell'italya metropolitana: nei giorni 30 e 31 ottobre azioni congiunte chiederanno continuità di reddito, casa, accesso ai servizi, ai saperi e ai trasporti.

 

Abbiate fede: San Precario apparirà in supermercati, librerie e centri commerciali, su autobus e su treni, in call center privati, uffici pubblici e amministrazioni pubbliche privatizzate, ovunque viva il popolo che lavora a tempo né pieno né indeterminato oppure che è segregato nel limbo del parasubordinato  Il giorno è vicino in cui in tutta europa ci saranno nuovi diritti sociali universali all'altezza dei tempi che viviamo

 

PRESIDIO IL GIORNO 30 OTTOBRE 2004 DALLE 09.00 ALLE 13.00 PRESSO PORTA SAN TOMMASO

 

Associazione Difesa Lavoratori

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