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 LETTURA CRITICA SULLA SITUAZIONE DEL COMPARTO POSTALE

 

Gli avvenimenti di questi giorni, con i gravi disservizi che sono sotto gli occhi di tutti, danno forza a quanto noi dell’ADL COBAS PT, continuiamo a denunciare da due anni, da quando cioè siamo nati come realtà sindacale di base. Come più volte ribadito, nei servizi socialmente utili, quale quello postale è a tutti gli effetti, il passaggio da pubblico a privato porta, con il taglio dei costi, a peggioramenti nella qualità del servizio erogato che sia i lavoratori che i cittadini, pagano pesantemente. E’ riconosciuto anche nell’economia “classica”, che i servizi, proprio per il carattere della loro natura, non possono avere come fine esclusivo quello della produzione di un profitto ma, è anzi compito dello Stato e delle varie Amministrazioni Pubbliche erogarli per garantirne il funzionamento senza dover sottostare a regole di bilancio che sono invece proprie delle Aziende private. Per tornare a Poste Italiane, ricordiamo che la trasformazione di questa Azienda è cominciata nel 1994, con il passaggio dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni ad Ente Pubblico Economico e successivamente a Società per Azioni, con un preciso progetto teso a tagliare il servizio pubblico, chiaramente meno remunerativo, privilegiando il settore di Banco Posta: di fatto possiamo già parlare di spezzettamento e smembramento dell’Azienda nella sua globalità per poter procedere alla vendita per singoli settori.

I 14.000 sportelli distribuiti capillarmente nel territorio, rendono di fatto Poste Italiane la più grande banca italiana che comincia a far gola a molti e non a caso sono stati recentemente utilizzati dalla Mediolanum per svolgervi le proprie operazioni praticamente a costo zero, sfruttando di fatto il personale interno e le strutture, con delle modalità che richiamano un aperto conflitto di interessi.

Anche i vari piani industriali di questi ultimi anni hanno evidenziato sempre più, come da noi puntualmente denunciato, la scelta aziendale e soprattutto politica di muoversi nella direzione di una privatizzazione arrogante e selvaggia che di fatto disconosce in toto la funzione sociale del servizio erogato con nessun rispetto per l’utenza, i cittadini ed i lavoratori.

Le chiusure dei vari CPO (Centri Postali Operativi), 55 in tutta Italia, l’accentramento delle lavorazioni, il taglio paventato di altre 5.000 zone nel  recapito sta portando al collasso l’intero settore. Per entrare nello specifico della situazione nel Veneto e di Treviso, in particolare, ricordiamo che da anni ADL COBAS PT ha denunciato:

- la continua chiusura di Uffici Postali della provincia, soprattutto nella zona pedemontana, con conseguente perdita di posti di lavoro e peggioramento del servizio erogato soprattutto alle fasce di utenza più deboli;

- un organico che grazie anche ai pensionamenti ed ai vari incentivi  per la risoluzione del contratto di lavoro, è stato sempre più ridotto, a fronte di carichi di lavoro sempre più pesanti;

- l’introduzione di turni lavorativi  notturni massacranti che non hanno riscontro in nessun altro Ufficio Postale in Italia;

- la perdita dal 1994 ad oggi di ben 20 zone di recapito nella sola città di Treviso;

- un’insostenibile  situazione all’interno dei vari Uffici Postali Locali, dove l’utenza è costretta a code interminabili a causa di un numero di addetti insufficiente a cui l’Azienda risponde con provvedimenti temporanei ma assolutamente inefficaci.

 La responsabilità di tale disastrosa situazione  va imputata, oltre che all’Azienda, alle varie Organizzazioni Sindacali, che hanno da fatto cogestito i vari progetti di ristrutturazione sia a livello nazionale che locale. Indicativi di tutto ciò sono il recente scandaloso “Accordo sul RECAPITO”,  il rinnovo contrattuale per il biennio economico, con un irrisorio aumento di 87 € LORDE, sbandierato come “il miglior accordo possibile!!!” e le vergognose modalità di attuazione della ristrutturazione di Treviso CPO sottoscritte dai sindacati. In relazione a questo ultimo punto, ADL COBAS PT denuncia i miseri e meschini tentativi da parte di CGIL, CISL, UIL & C. di sottrarsi alle loro evidenti responsabilità di fronte al fallimento di questo progetto, cercando nuovamente di legittimarsi agli occhi dei lavoratori, appropriandosi di tutte le iniziative e reali lotte (interpellanze comunali, regionali e parlamentari - raccolte di firme tra la cittadinanza - incontri con il Prefetto - proclamazione giornata di sciopero - sit-in davanti ad Uffici Postali), promosse dalla scrivente Organizzazione. Ribadiamo, inoltre, l’assoluta nostra contrarietà ad avallare ipotesi di soluzioni “tampone”, mediante l’assunzione di lavoratori a tempo determinato. Siamo nettamente contrari al noto orientamento espresso in varie occasioni da forze politiche unitamente ad Organizzazioni Sindacali che di fatto approvano il ricorso a queste nuove forme di lavoratori precari e flessibili, inquadrati nella tipologia dei cosiddetti contratti interinali. Pensiamo che tali forme affossino ulteriormente i diritti già affievoliti dei lavoratori e di fatto li rendano del tutto ricattabili ed esposti ai voleri aziendali, privandoli di poter progettare un futuro di vita, diritto questo che sembrava fino ad ieri assolutamente inalienabile!

Le nostre richieste nei confronti di Poste Italiane, da discutere e su cui confrontarsi si possono riassumere in questi punti:

-         non siamo più disposti ad accettare orari invivibili ed irrispettosi dei più elementari diritti ad una vita “normale” per noi lavoratori;

-         riteniamo che il personale attualmente in organico non sia sufficiente a far fronte alla quantità di lavorazioni in entrata;

-         l’urgenza di provvedere ad una effettiva copertura delle areole dei portalettere, sostenendo così situazioni particolari dovute a malattie ed assenze;

-         l’assoluto diritto di poter fruire dei periodi di ferie, con congruo anticipo.

In questa ottica, e per ribadire le nostre posizioni, ADL COBAS PT di Treviso ha indetto uno sciopero dello straordinario e di ogni prestazione aggiuntiva per tutti i lavoratori di Treviso CPO,  dal 09 al 21 maggio p.v., in concomitanza di quello a carattere nazionale per i portalettere proclamato dai COBAS dal 21 aprile al 21 maggio p.v.-

 

Treviso, 06 maggio 2005

 

Associazione Difesa Lavoratori

Cobaspt di Treviso - federata Rdb-CUB


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