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Treviso 5 maggio 2005

La situazione di Poste Italiane, specificatamente per il servizio reso alla cittadinanza, si fa di giorno in giorno sempre più critica e preoccupante.
Non si contano più le proteste che arrivano quotidianamente da più parti per denunciare quello che a tutti gli effetti si è trasformato in un cronico disservizio con conseguenze per molti veramente gravi ed inacettabili. Le peggiori previsioni espresse già da tempo dall’ADL COBAS PT su quelli che sarebbero stati gli esiti della ristrutturazione “selvaggia” che ha interessato il principale Ufficio Postale di Treviso, l’oramai tristemente famoso Treviso CPO, hanno trovato, purtroppo, un totale riscontro. Ma quello che oggi appare ancora più grave è la strategia, se si può parlare di un qualcosa di “strategico” in tutto quello che sta accadendo, messa in campo da Poste Italiane per far fronte alla grave situazione venutasi a creare.
Dopo aver cercato di reintegrare un certo numero di lavoratori, recentemente dichiarati in esubero e per questo trasferiti da Treviso CPO a vari Uffici Postali della provincia, con delle modalità che hanno inevitabilmente portato all’insuccesso di tale operazione, ora l’Azienda ha partorito una nuova brillante operazione che si commenta da sé.
Mediante una rapida consultazione con vari Centri Postali del Triveneto, sono stati reperiti numero 3, leggasi TRE, unità, provenienti da Udine, Pordenone e Trieste, che sono stati distaccati temporaneamente a Treviso per rinforzare l’esiguo ed insufficiente, come oramai da tempo ADL Cobas PT denuncia, organico, per far fronte all’enorme e preoccupante giacenza di effetti postali. E’ bene sottolineare che questi lavoratori, oltre a ricevere un rimborso per quella che giustamente viene considerata una vera e proprio trasferta, sono, almeno per due di loro, alloggiati in strutture alberghiere di Treviso, dove consumano anche i pasti, ed il tutto a spese di Poste Italiane!!! Ricapitolando: a fronte di giacenze considerevoli, nell’ordine di parecchi quintali, con lavorazioni che registrano oramai ritardi pesantissimi, la soluzione espressa da Poste Italiane è quella di rafforzare il misero organico con tre (sic!) lavoratori provenienti da realtà diverse da quella di Treviso, con le ovvie difficoltà che tale nuova situazione comporta, sostenendo, al contempo, delle spese considerevoli dovendo provvedere al soggiorno ed al mantenimento dei suddetti dipendenti.
ADL COBAS PT denuncia e condanna questa ulteriore azione intrapresa da Poste Italiane Spa, che appare una volta di più priva di senso e di qualsiasi efficacia per far fronte seriamente ad una situazione che ha avuto sinora come unica conseguenza quella di aver dilapidato in breve tempo quanto in questi ultimi anni, grazie ad un'effettiva abnegazione e professionalità da parte dei lavoratori, l'Azienda era riuscita ad ottenere in termini di credibilità e di qualità del servizio nei confronti della propria utenza che resta, e forse vale la pena di ricordarlo ad un management troppo legato a freddi e vuoti calcoli fatti a tavolino e troppo lontani dalla realtà, la cittadinanza tutta! Tra l'altro, questo spreco di denaro che arriva dalle nostre già falcidiate tasche, quale contributo per avere servizi sempre più efficienti, è un ulteriore dimostrazione di arroganza da parte di un'Azienda, la cui classe dirigente si sta dimostrando sempre più inadeguata a rispondere ai reali bisogni di tutta l'utenza, dalle grandi aziende al pensionato che meritano uguale rispetto e considerazione, ed è un ulteriore schiaffo ai diritti di quei lavoratori che considerati ieri dei meri esuberi, rappresenterebbero invece oggi, con un serio e contrattato reintegro, una reale e duratura soluzione ai problemi di un troppo scarno organico che, come dimostrano le inefficienze di questi giorni, andrebbe invece corposamente e permanentemente integrato.
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