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13 marzo 2004 - Il Gazzettino Poste, turni pesanti per le donne
A sostenerlo è la sindacalista Annalisa Guolo che accusa l’organizzazione del lavoro «Le donne che chiedono il part time all'azienda delle poste in provincia di Treviso vengono penalizzate con turni pesanti che iniziano alle quattro del mattino». Annalisa Guolo, lavoratrice postale e sindacalista dei Cobas, mette sotto accusa l'organizzazione del lavoro al femminile, lanciando pesanti accuse ad una gestione che costringerebbe le donne a "turni assurdi e pesanti che sfiorano il mobbing". Un esempio citato dalla Guolo riguarda le lavoratrici che, dopo aver chiesto un part time per motivi di famiglia, si sono viste fissare il turno dalle 4 alle 10 del mattino, per un totale di 18 ore distribuite però su tre giorni lavorativi. «La situazione in provincia di Treviso è pesante per tutti ma le donne risultano ancor più penalizzate», ha dichiarato la sindacalista che ieri mattina era in piazza della Vittoria insieme ad altri colleghi di lavoro, all'interno della manifestazione promossa dai Cobas in tutto il territorio nazionale. Scarsa, a dire il vero, l'adesione anche se - spiegano gli organizzatori - molti hanno preferito partecipare al raduno regionale in via Torino a Mestre. Lo sciopero comprendeva vari nodi tra cui salario, pensioni, reddito garantito, scuola, previdenza e sanità pubblica ma il settore delle poste nella Marca trevigiana è senza dubbio uno dei tasti dolenti di un servizio in fase di ristrutturazione. «Stiamo pagando un prezzo altissimo nella logica della privatizzazione», sostiene il portavoce dei Cobas postali Velter Soldera, denunciando la carenza di personale diffusa, il depotenziamento del recapito a discapito di nuovi servizi finanziari e ciò rende gli sportelli postali sempre più simili a vere e proprie banche. Nell'ufficio di Conegliano, ad esempio, i Cobas denunciano il fatto che la distribuzione della corrispondenza sia ormai quasi interamente affidata ai lavoratori interinali, precari, in turn over continuo
12 marzo 2004 - Comunicato Stampa RdB CUB - Toscana SALARIO, DIRITTI, DIGNITA’ Si è conclusa alle ore 12,30 la manifestazione regionale organizzata dalla Cub-RdB a sostegno dello sciopero generale nazionale indetto dalla Cub contro il liberismo, la concertazione, la guerra e lo smantellamento dello stato sociale e per salario, pensioni e reddito garantito, scuola, previdenza e sanità pubbliche.Il corteo, partito alle ore 10,15 da piazza San Marco è proseguito per le vie cittadine, con soste davanti ai palazzi della Prefettura e del Consiglio Regionale, fino ad arrivare davanti alla sede di Confindustria, volendo così rimarcare la loro responsabilità nelle scelte scellerate che stanno devastando la qualità di vita dei lavoratori e dei cittadini. Il corteo ha visto la partecipazione di un migliaio di lavoratori appartenenti a tutte le categorie pubbliche (sanità, vigili del fuoco, parastato, agenzie fiscali, enti locali) e private (cooperative sociali, telecom, lavoratori dell’industria). Si è gridato a gran voce contro la guerra, contro il rilancio della concertazione e della politica dei redditi voluto da Cgil, Cisl e Uil, contro lo smantellamento dello stato sociale e il carovita. I lavoratori hanno espresso con slogan la contrarietà all’ulteriore smantellamento del sistema previdenziale nonché dello scippo del TFR (liquidazione). La manifestazione si è conclusa dandosi appuntamento il 20 marzo a Roma per la mobilitazione internazionale contro la guerra. 12 marzo 2004 - Apcom
PENSIONI/ SCIOPERO GENERALE CUB CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI Roma - Contro tutto: "Il liberismo, la concertazione, la guerra e lo smantellamento dello stato sociale", come recita lo striscione che apre la manifestazione romana organizzata in coincidenza dello sciopero generale proclamato per l'intera giornata di oggi. La Cub (Confederazione Unitaria di Base) protesta in tutta Italia prendendo lo spunto dalla riforma previdenziale. E lo fa in aperta polemica non solo con il sindacato confederale ma anche con i Cobas: sì, siamo da soli. Gli altri - accusa il coordinatore della Cub, Pierpaolo Leonardi - hanno scelto la deriva verso Cgil, Cisl e Uil. Immagino i Cobas il 26, assieme ai confederali, a sostenere la riforma Dini e la concertazione". In attesa dei dati su adesioni e partecipazione complessiva alle manifestazioni (in 24 città), il corteo di Roma offre un primo spaccato della battaglia solitaria della Cub. Un migliaio di persone in piazza nella Capitale, non di più. Bandiere solo della Cub, delle Rdb e dell'Usi, tranne un'isolata bandiera della vecchia Urss. E slogan contro il governo, i confederali e per il ritiro dall'Iraq. Subito dopo lo striscione di apertura sfilano i lavoratori dell'Alitalia che precedono un secondo striscione: 'l'involuzione' dell'uomo fino alla scimmia e la scritta 'ieri lavoratori, oggi precari... del domani non c'è certezza'. A Roma, per un difetto di comunicazione alla Commissione di Garanzia, lo sciopero nel trasporto locale è stato revocato. Ma la Cub segnala come - nel rispetto delle fasce garantite - bus e vaporetti siano fermi a Venezia e, in gran parte, anche a Napoli, Bologna e Torino.
Accanto ai no, la Cub rilancia le sue proposte: salari europei,
scuola e sanità pubbliche, il ritorno alla scala mobile. In un
corteo colorato e con frammenti di ironia: 'Bisogna essere maghi per
arrivare alla fine del mese', recita uno striscione con accanto
persone travestite da maghi. "E' il conflitto lo strumento democratico per far crescere il Paese". Leonardi sintetizza così la posizione della Cub: "Vogliamo ridurre il ruolo concertativo del sindacato". 12 marzo 2004 - Ansa SCIOPERO GENERALE SINDACATI BASE, SIGNIFICATIVE ADESIONI FVG TRIESTE - Sono ''significative'' in Friuli-Venezia Giulia le adesioni allo sciopero generale intercategoriale di tutti i settori pubblici e privati, indetto per oggi dai sindacati di base Cub-Rdb e Usi-Ait: lo ha reso noto Willy Puglia della Federazione regionale Rdb Trasporti. Nel settore degli autoferrotranvieri, le percentuali di astensione dal lavoro sono state in mattinata - secondo dati sindacali - del 45% in provincia di Trieste, del 35% in provincia di Gorizia, del 20% in quella di Udine e del 10% in quella di Pordenone. Disservizi si sono avuti agli sportelli per quanto riguarda il pubblico impiego e la sanita', mentre nel campo dell' industria ''consistenti adesioni alla protesta'' si sono registrate, sempre secondo i sindacati, nel settore della ristrutturazione. Un presidio, cui partecipano un centinaio di rappresentanti sindacali e lavoratori delle quattro Province, e' stato inoltre attuato a Trieste, nella centrale piazza della Borsa. Dallo sciopero sono esentati i dipendenti delle ferrovie, che hanno gia' manifestato il loro stato di agitazione il 7 e 8 marzo scorsi. SCIOPERI: CUB; A TORINO PRESIDIO DAVANTI A PREFETTURA TORINO - ''Spostare i ricavi dal capitale di rendita a quello dei diritti''. In questa formula e' racchiuso il messaggio dei Cobas e Cub torinesi, che oggi hanno proclamato lo sciopero di otto ore nei settori pubblico e privato e hanno anche organizzato un presidio davanti alla sede della Prefettura a Torino. Pensioni, salari, precarizzazione del lavoro e difesa del welfare sono i temi su cui i sindacati autonomi lanciano gli strali critici contro i sindacati confederali: ''Lottano in difesa e non all'attacco - spiega il coordinatore regionale dei Cobas, Cosimo Scarinzi - Invece bisogna dire chiaro che e' inaccettabile il taglio delle pensioni, anche graduale, perche' bisogna recuperare quello che e' stato tolto in materia di potere d'acquisto; stesso discorso sui salari, che sono piu' bassi del 30-40% rispetto agli altri paesi europei. Siamo anche contro la precarizzazione del lavoro e vogliamo difendere il welfare senza pero' compromessi, come ha fatto anche l'opposizione''. Luigi Casali, coordinatore regionale degli rdb, stigmatizza anche il problema del capitale speculativo: ''E' ora che le grandi aziende finiscano di investire in operazioni finanziarie e tornino a farlo nell'industria. Non servirebbe una legge, basterebbe la volonta' politica''. Per la prima volta hanno aderito allo sciopero lavoratori della grande industria (erano presenti Magneto Wells, cioe' l'ex Fert, Berto e Lear) e anche rappresentanti dei vigili del fuoco, che lamentano il ritorno alla militarizzazione del corpo, che li sottoporrebbe al rischio di essere impiegati anche nell'ordine pubblico, al servizio delle Prefetture. Lo sciopero di oggi interessava anche il settore dei trasporti e sono stati garantiti i servizi di tram e autobus urbani fino alle 9 e dalle 12 alle 15, mentre la fascia protetta per quelli extraurbani e' dalle 14,30 alle 17,30. TRASPORTI: AMT, SCIOPERO OGGI DI 4 ORE E' STATO INDETTO DAL SINDACATO FLTU-CUB GENOVA - Quattro ore di sciopero oggi e autobus a rischio, dalle 11,30 alle 15,30, per l' astensione dal lavoro proclamata dal personale che aderisce alla Fltu-Cub. L' azienda mobilita' e Trasporti (Amt), in un comunicato, ha reso noto che, in occasione dell' ultimo sciopero indetto dallo stesso sindacato, le astensioni dal lavoro dei dipendenti avevano avuto un' incidenza del 40 per cento nel servizio urbano, del 10 per cento negli impianti speciali e nessuna rilevanza in metropolitana. Amt ha sottolineato inoltre che saranno comunque garantiti i servizi essenziali per le persone portatrici di handicap e i servizi di noleggio. 12 marzo 2004 - Adnkronos TRASPORTI: COBAS, DATI ADESIONE SCIOPERO FRIULI VENEZIA GIULIA Trieste - Secondo i dati comunicati dai sindacati di base, Cub-Rdb e Usi-Ait, in Friuli Venezia Giulia l'adesione allo sciopero degli autoferrotranvieri e' al momento del 45% in provincia di Trieste, del 10% in quella di Pordenone, del 36% in provincia di Gorizia e del 21% in quella di Udine. Secondo i sindacati, e' probabile che nel turno pomeridiano le adesioni saranno, come di consueto, piu' alte. I dipendenti delle ferrovie non hanno partecipato all'agitazione, in quanto hanno scioperato il 7 e l'8 marzo e la regolamentazione sull'astensione del lavoro non consentiva di protestare anche oggi. SCIOPERO: COBAS FRIULI, NELL'INDUSTRIA ADESIONE MOLTO CONSISTENTETrieste - Secondo i sindacati di base, Cub-Rdb e Usi-Ait, l'adesione allo sciopero generale in Friuli Venezia Giulia sta avento riscontri ''molto consistenti, soprattutto tra i lavoratori delle industrie interessate da provvedimenti di cassa integrazione''. I sindacati denunciano che, soprattutto in provincia di Udine e Trieste, vi sarebbero stati dei piccoli imprenditori che hanno minacciato i dipendenti intenzionati ad aderire allo sciopero. Nella sanita', i servizi pubblici sono garantiti, ma vi sarebbero dei disagi dovuti all'astensione dal lavoro tra i dipendenti del front line. Nel pomeriggio, i sindacati di base diffonderanno i dati precisi dell'adesione allo sciopero. TRASPORTO LOCALE: AZIENDA TRIESTE, ADESIONE A SCIOPERO DEL 30% Trieste - Secondo l'azienda che gestisce i trasporti a Trieste, l'adesione allo sciopero degli autoferrotranvieri proclamato dai sindacati di base, nel primo turno e' stata del 30%. Molto bassa invece l'adesione allo sciopero degli autoferrotranvieri nella provincia di Gorizia. Secondo l'Apt SpA, l'adesione e' stata del 2% tra gli autisti del servizio urbano e dell'8% nel servizio extraurbano. 12 marzo 2004 - Il Gazzettino Cobas delle Poste oggi in piazza TREVISO - Manifestazione del Cobas postali oggi in piazza della Vittoria a partire dalle 9.30. Si tratta di una mobilitazione dovuta al "grave stato complessivo in cui versa il comparto anche nella nostra provincia", precisa il responsabile del Cobas delle poste Valter Soldera. La manifestazione si collega al più ampio sciopero generale che coinvolgerà per l'intera giornata tutte le categorie pubbliche e private, indetto dalla Confederazione unitaria di base. I temi su cui i lavoratori intendono porre l'attenzione sono: salario, pensioni, reddito garantito nei settori della scuola, sanità pubblica e previdenza. La protesta odierna invece si svolgerà sotto le finestre della direzione provinciale delle Poste di Treviso. Disagi nei trasporti, via libera anche alle auto non catalizzate PADOVA - Confermato lo sciopero degli Adl Cobas. E questa mattina i lavoratori iscritti ai sindacati autonomi, come annunciato, incroceranno le braccia. Lo faranno i dipendenti dell'Aps, delle Poste, del Comune, delle Agenzie fiscali e di altri enti pubblici e privati. L'agitazione interesserà circa 800 persone. Alcuni problemi dalle 15,30 alle 21,30, si registreranno soprattutto nei trasporti dove si bloccheranno, secondo le stime, circa cento autisti. Per evitare ulteriori disagi, l'amministrazione comunale ha quindi deciso di revocare (solo per oggi) l'ordinanza per le auto non catalizzate, che potranno quindi circolare liberamente. Sempre in giornata incroceranno le braccia anche gli autonomi delle Poste che alle 11,30 manifesteranno davanti alla sede veneta di Mestre, in via Torino 88. «La situazione della nostra categoria - denunciano questi ultimi in un comunicato - è di estrema insicurezza. La frammentazione delle Poste in decine di aziende contribuisce infatti ad aumentare il precariato nel rapporto di lavoro, concede più flessibilità ma meno diritti. Ora, nonostante i fallimenti della meccanizzazione nelle due realtà principali di Milano e Bologna, si vuole procedere nella ristrutturazione con la ventilata chiusura del Cpm di Venezia ed a drastici tagli a Treviso. Il carico di questo lavoro graverà quindi su Padova, la cui carenza di organico dovrebbe essere sanata con il trasferimento degli addetti di Treviso e Venezia». Gli Adl Cobas protestano però anche contro il carovita e questa mattina insceneranno una manifestazione in bici davanti ad alcuni supermercati. «Sarà una specie di "perlustrazione" - annuncia Celeste Giacon - per organizzare l'autoriduzione dei prezzi che effettueremo in aprile in alcuni punti vendita». Ieri sera intanto, si è svolta un'assemblea nel cinema Astra, alla quale è seguita la proiezione del film "Mi piace lavorare" di Francesca Comencini. «La scelta non è stata casuale - spiega Giacon - perché tratta di mobbing, un fenomeno purtroppo diffuso anche nell'amministrazione pubblica padovana». Ad acuire la rabbia degli autonomi sono anche le ventisette denunce per interruzione di servizio pubblico arrivate puntuali qualche giorno fa ad alcuni sindacalisti ed autisti dell'Aps. Sono tutti accusati di avere, nel dicembre scorso, bloccato dalle 5 del mattino (orario di entrata in servizio degli autobus) alle 11,30 il passaggio dei mezzi nonostante la Prefettura avesse ordinato la precettazione dei 350 lavoratori. Alla fine, per costringere i dimostranti a lasciare passare i bus erano intervenute anche le forze dell'ordine Udine - i sindacati di base incrociano ... UDINE - I sindacati di base incrociano nuovamente le braccia. Per oggi, infatti, è stato convocato uno sciopero generale di 24 ore di tutte le categorie pubbliche e private. Sono diverse le sigle dei "cobas" che hanno promosso l'iniziativa, contro "le devastanti scelte di politica sociale delle organizzazioni sindacali concertative e del governo", come si legge nei manifesti che annunciano lo sciopero . I maggiori disagi per gli utenti potrebbero verificarsi nel settore del trasporto pubblico. Gli autoferrotramviari, comunque, garantiranno il rispetto delle fasce orarie protette. Per la provincia di Udine lo sciopero è previsto dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 24. I sindacati di base, con questa protesta, chiedono la reintroduzione della scala mobile, il rilancio del welfare, un reddito sociale per precari e disoccupati, un freno alla precarizzazione del lavoro, il diritto di referendum sui contratti collettivi. Si oppongono, invece, alle gabbie salariali, alla privatizzazione dei servizi, agli aumenti tariffari e alla stessa concertazione sindacale. Carenza di personale e uffici inadeguati, scioperano i lavoratori delle Poste MIRANO - Sportelli postali chiusi e disagi anche nel recapito ieri mattina a Mirano per l'assemblea dei lavoratori che annunciano per aprile uno sciopero a carattere regionale del settore. Quei cittadini che nonostante il diluvio di ieri mattina si sono recati alle Poste di Mirano hanno trovato le porte chiuse e le bandiere della Cisl esposte. E' in corso un'altra assemblea - spiegano i lavoratori dell'ufficio della Slp Cisl e Silp Confsal ai cittadini che si presentano all'ingresso - per rivendicare il diritto a lavorare bene e a darvi un buon servizio. A spiegare le motivazioni dei dipendenti, che da mesi, nonostante l'assunzione di una decina di persone a tempo determinato, lamentano disagi per la carenza di personale e le strutture degli uffici inadeguate, è il segretario provinciale della Slp Cisl Gianni Conte. I problemi sono sotto gli occhi di tutti e nonostante gli appelli del sindacato ma anche del sindaco e di alcuni rappresentanti istituzionali - spiega Conte - l'azienda non è intervenuta. La carenza è generale ma a Mirano la situazione ha superato ogni limite. Ci sono una quarantina di dipendenti tra portalettere e sportellisti e sono insufficienti a coprire l'intero territorio così la corrispondenza non viene consegnata in giornata e le code agli sportelli si allungano". Il sindacato ha denunciato che negli uffici ci sono solo due servizi igienici per venti persone, un'uscita di sicurezza sbarrata e l'intero ufficio è da rimodernare. Impossibile programmare le ferie - dichiara Conte - perché vengono revocate o spostate, i portalettere sono costretti ad aggiustarsi i motorini e il direttore dell'ufficio di Mirano è stato trasferito apparentemente per una promozione in realtà perché gli è stato contestato che era troppo buono con i lavoratori". Il sindacato oltre allo sciopero generale del 26 marzo sta organizzando una mobilitazione per il prossimi aprile.
11 marzo 2004 - La Tribuna di Treviso DOMANI: Sciopero Cub TREVISO - La Confederazione Unitaria di Base (Cub) ha indetto, per domani, 12 marzo, uno sciopero generale nazionale di otto ore nell'ambito del quale a Treviso si terrà un presidio in Piazza Vittoria alle 9,30. L'agitazione è contro liberismo e concertazione e contro la guerra, elementi che hanno portato allo smantellamento dello stato sociale. I sindacati di base chiedono aumenti salariali in misura consistente abbandonando la politica salariale basata sull'inflazione programmata. Per risolvere invece il problema del lavoro precario si propone un reddito garantito che dovrà essere riconosciuto ai precari tra un lavoro e l'altro e ai disoccupati. Sul fronte previdenziale invece, i Cub definiscono uno "sciopericchio di poche ore" quello indetto dai Confederati il prossimo 26 marzo e chiedono di aumentare le risorse a disposizione del sistema pensionistico pubblico, garantendo ai giovani il calcolo della pensione con il sistema retributivo, per evitare che dopo quarant'anni di lavoro si vada in pensione con il 40% dell'ultima busta paga.
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