Sono quasi duecento gli uffici postali del
Nordest (184 nel solo Veneto) nei quali l'Ente Poste ha deciso
di sopprimere i turni pomeridiani o addirittura la chiusura per
tutto il periodo estivo, mentre moltissime altre sedi hanno
dovuto subire drastici tagli.
In particolare i disagi per i tagli nei
servizi al pubblico riguardano 58 uffici nella Marca trevigiana,
37 a Verona, 17 a Venezia, 18 nel bellunese, 17 fra Rovigo e il
Polesine, 16 nel Padovano e 21 nel Vicentino.
A denunciare lo stato di disagio che già i
cittadini hanno cominciato a lamentare sono le organizzazioni
sindacali di categoria.
«Le chiusure stanno interessando oltre 180
sportelli regionali - conferma Fabio Colombo, segretario
regionale di Slp-Cisl - per cui, in parecchie località
turistiche non solo non sono stati potenziati i servizi (come
accadeva fino a qualche anno fa) ma addirittura sono stati
aboliti i turni pomeridiani aumentando così code e disagi negli
uffici aperti. Ora oltre ad aprire un contenzioso, anche con il
rischio di non far smaltire le ferie ai lavoratori - conclude
Colombo - riteniamo che queste prolungamenti di chiusure, anche
nel mese di settembre, specialmente per molti piccoli uffici,
sia l'anticamera della chiusura definitiva, considerati anche i
tagli ai finanziamenti previsti dal Governo». L'invito del
sindacato è di rivedere i criteri generali di questa iniziativa.
Che, per esempio colpirà al pomeriggio città comeVenezia e il
Lido, ma anche Agordo, Feltre, Asiago, Chioggia, Mestre e
Treviso.