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Capitolo 796.   Problemi di nanoLinux e soluzioni

nanoLinux è organizzato secondo una struttura particolare, sia per semplicità, sia per cercare di ridurre l'utilizzo della memoria centrale. L'organizzazione stessa di nanoLinux può essere la causa di alcuni problemi, che però a volte si possono risolvere semplicemente.

796.1   Avvio con GRUB 1 da DVD

Il DVD di nanoLinux potrebbe essere reso avviabile con GRUB 1, ma in tal caso la voce predefinita è auto e non è possibile avviare invece il sistema installato nel primo disco fisso. Tuttavia, senza la possibilità di avviare ciò che è già presente nel disco fisso, viene meno una caratteristica importante di nanoLinux, che se usato da DVD, non viene espulso al termine del funzionamento, ma ugualmente non deve interferire con il lavoro normale anche se rimane nel lettore. Pertanto, è sempre meglio usare ISOLINUX per l'avvio da DVD.

796.2   Directory personale in un disco esterno

Utilizzando nanoLinux avviato da DVD, può essere comodo gestire i propri dati personali utilizzando una memoria esterna, come un'unità USB a disco o allo stato solido. Per fare questo basta preoccuparsi di innestare il disco e probabilmente conviene decidere di usare uno degli utenti comuni stabiliti, sistemando di conseguenza la proprietà della directory radice dell'unità esterna:

fdisk /dev/sda[Invio]

...

mkfs.ext3 /dev/sda1[Invio]

mount /mnt/sda1[Invio]

chown tizio:tizio /mnt/sda1[Invio]

umount /mnt/sda1[Invio]

I passaggi mostrati abbreviano e semplificano la procedura per creare una partizione (la prima) in un disco USB o in uno stick USB, facendo in modo che l'utente tizio la possa utilizzare come vuole.

Così facendo, utilizzando l'utenza tizio si possono salvare dati in questo disco, purché prima venga innestato. Tuttavia, rimanendo a questo livello di utilizzo, manca la possibilità di modificare in modo duraturo la configurazione personale dell'utente, perché i dati contenuti nella directory personale vanno perduti. Per risolvere questo problema, si può fare in modo di copiare la struttura iniziale della directory personale dell'utente tizio nel disco esterno, avendo cura ogni volta di innestarlo nel modo giusto:

mount /mnt/sda1[Invio]

cp -dpRv /home/tizio /mnt/sda1[Invio]

umount /mnt/sda1[Invio]

Eventualmente si può decidere di gestire in maniera diversa il disco esterno, per esempio inserendo il contenuto dei dati personali dell'utente in una sottodirectory, ma il procedimento non cambia; quando si vuole usare quella directory personale occorre prima agire come utente root seguendo lo schema seguente:

mount /mnt/sda1[Invio]

mount --bind /mnt/sda1 /home/tizio[Invio]

Quindi ci si può identificare come utente tizio. Se la directory personale dell'utente si trovasse invece, per esempio, nella sottodirectory mia/directory/personale/ nel disco esterno, basterebbe cambiare il collegamento finale nel modo seguente:

mount --bind /mnt/sda1/mia/directory/personale /home/tizio[Invio]

796.2.1   Automatizzare la procedura

Dal momento che è possibile salvare la configurazione di nanoLinux anche in un disco USB esterno, nulla vieta di modificare lo script /etc/init.d/rc.nano o /etc/rc.local, aggiungendo le istruzioni necessarie a innestare lo stesso disco USB in modo da trovare poi la propria directory personale, secondo le proprie intenzioni. Tuttavia, l'impegno per fare questo a mano è minimo, ma soprattutto meno stressante.

796.3   Utenze generiche

Quando si installa nanoLinux in modo che utilizzi il file system in lettura e scrittura, le utenze generiche costituite dai nomi tizio, caio e gli altri, vengono disabilitate, nel senso che viene tolta la parola d'ordine, ma per il resto sono intatte.

Per un utente poco esperto, la disponibilità di queste utenze può essere un vantaggio, perché basta attribuire una parola d'ordine e queste tornano a funzionare. A questo proposito, c'è da osservare che gli utenti tizio e gli altri, fanno parte di diversi gruppi, cosa che facilita l'accesso ai dischi e ad altre componenti fisiche dell'elaboratore. Un utilizzatore poco esperto, potrebbe avere difficoltà a dare a un'utenza nuova gli stessi privilegi che gli utenti generici, predefiniti, hanno già.

Naturalmente ci possono essere situazioni in cui gli utenti generici predefiniti sono totalmente inutili. In questi casi conviene provvedere manualmente alla loro eliminazione, soprattutto per ciò che riguarda le directory personali. Tuttavia, se si tratta di una copia di nanoLinux installata per poter generare successivamente un DVD «live», conviene lasciare le voci di questi utenti nei file /etc/passwd e /etc/group, per evitare che l'installazione di un programma che richiede la creazione di un utente fittizio vada a utilizzare proprio i numeri UID e GID che sono previsti invece per gli utenti tizio e gli altri. Dovendo mantenere questi utenti nei file /etc/passwd e /etc/group si può assegnare al posto della shell comune il file /bin/false.

Se si lasciano le directory personali degli utenti generici predefiniti, in un elaboratore che offre le directory personali attraverso il protocollo NFS, se questo servizio viene utilizzato tramite DVD, dal momento che lì tali utenze sono attive, è possibile salvare i file attraverso NFS. Si osservi che è sufficiente il protocollo NFS, perché le utenze generiche predefinite hanno numeri UID al di sotto del livello minimo previsto per la gestione attraverso il NIS (in base alla configurazione che prevede come UID minimo il numero 1 000). Se questo avviene in un laboratorio didattico, significa che gli studenti possono scambiare file tra di loro, perché, per esempio, chiunque può diventare tizio.

796.4   Messaggi di errore

Durante il funzionamento in modalità grafica, viene mostrato normalmente un riquadro contenente i messaggi generati dai programmi. Questi messaggi comprendono quanto emesso dallo standard output e dallo standard error. Tra i messaggi appaiono anche quelli generati dal gestore di finestre e in particolare sarebbe molto frequente il messaggio seguente:

[FVWM][get_menu_options]: <<ERROR>> invalid rectangle geometry

Questa segnalazione in particolare sembra essere generata erroneamente, per un problema che in realtà non sussiste. Dal momento che questo messaggio in particolare verrebbe emesso ogni volta che si apre il menù, dando così un fastidio inutile, il comando che mostra il riquadro dei messaggi fa in modo che non appaia.

796.5   Programmi «duri a morire»

Durante il funzionamento in modalità grafica, può capitare di avviare dei programmi che poi, non vogliono saperne di terminare il loro funzionamento quando la sessione grafica viene conclusa. Questo tipo di inconveniente si è manifestato, in modo particolare, con il programma alsamixergui, che per questa ragione non viene più installato. Per lo stesso motivo, non sono disponibili funzioni per generare sfondi dinamici.

796.6   Studenti troppo furbi

nanoLinux è organizzato in modo particolare per l'uso in un laboratorio didattico, per studenti della scuola media superiore. Di norma, un esercizio o un compito richiede che ognuno lavori utilizzando i propri dati, senza poter accedere alle directory personali degli altri utenti (soprattutto in considerazione del fatto che si presume i dati personali siano centralizzati e condivisi nella rete locale).

Per rendere più complicata la condivisione indesiderata dei dati, alla creazione delle utenze, la proprietà della directory personale (solo la directory, non il contenuto) viene attribuita a root, lasciando il gruppo associato correttamente all'utente per il quale esiste tale directory. Ciò comporta che l'utente non possa cambiare i permessi stabiliti per tale directory. Naturalmente, gli utenti hanno un proprio gruppo privati e al proprio gruppo sono concesse tutte le operazioni sulla directory.

I permessi iniziali consentono anche agli altri utenti di accedere (il permesso di «esecuzione»), allo scopo di rendere possibile l'interscambio di file tra studenti e docenti, oppure per consentire la pubblicazione di file nella directory ~/public_html/. Tuttavia, dal momento che, se gli studenti conoscono i nomi dei file possono ugualmente condividerli, si può applicare una politica più rigida, togliendo anche tale permesso. A titolo di esempio, supponendo di voler limitare gli accessi a un'ipotetica classe 5A dell'anno scolastico 2007/2008, ammesso di avere organizzato correttamente la struttura delle directory personali, si potrebbe procedere così:

cd /home/5A0708[Invio]

for s in * ; do chmod 0770 ; done[Invio]

In tal caso, però, lo script fornito come esempio per facilitare lo scambio di dati tra studenti e docenti non funzionerebbe più e andrebbe riscritto copiando materialmente i file.


Appunti di informatica libera 2008 --- Copyright © 2000-2008 Daniele Giacomini -- <appunti2 (ad) gmail·com>


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome problemi_di_nanolinux_e_soluzioni.htm

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