[successivo] [precedente] [inizio] [fine] [indice generale] [indice ridotto] [indice analitico] [home] [volume] [parte]


Capitolo 1.   Software: concetti elementari e tipologia in base alla licenza

Il software è un codice che è trattato dalle leggi sul diritto di autore, in maniera simile a quanto avviene per le opere letterarie. Tradizionalmente, il contratto che regola l'uso del software è la licenza ed è sempre importante conoscere i termini di questo accordo per il software con cui si intende avere a che fare.

La legge sul diritto di autore stabilisce già quali sono i diritti di chi produce l'opera e di chi la utilizza, ma nell'ambito del software si è introdotto nella pratica un contratto che non viene firmato (la licenza), il cui scopo è spesso quello di limitare ulteriormente i diritti di chi ne fruisce.

Il software ha un proprietario (salvo il caso del software di dominio pubblico che viene descritto in seguito) che è tale in quanto «detiene i diritti di autore». Questo proprietario può essere l'autore originale, oppure un altro detentore che ne ha acquisito i diritti in base a un contratto. Il detentore dei diritti di autore è colui che possiede il copyright.

L'utilizzo del software può essere concesso gratuitamente o a pagamento, per le operazioni stabilite nel contratto di licenza, o in sua mancanza per quanto stabilito dalla legge. Il pagamento per l'«acquisto» di software, non si riferisce all'acquisizione dei diritti di autore, ma solo delle facoltà stabilite dalla legge, ovvero da quanto indicato nella licenza.

La natura del software è tale per cui questo è composto da due parti fondamentali: il codice sorgente e il codice eseguibile. Il primo è intelligibile (comprensibile), il secondo è adatto all'esecuzione e non è intelligibile. Dal momento che per funzionare è sufficiente il codice eseguibile, le leggi dei vari paesi che tutelano il diritto di autore per il software tendono a consentire la distribuzione del solo codice eseguibile, lasciando che chi detiene i diritti di autore possa mantenere nascosto il codice sorgente. Inoltre, le leggi di questi paesi tendono a considerare illecita la decompilazione, ovvero lo studio del codice eseguibile volto a scoprirne il funzionamento.

Figura 1.1. Compilazione.

Compilazione

In molti paesi esiste anche la possibilità di brevettare algoritmi e altri concetti riconducibili al software. Il brevetto impedisce così l'uso dell'algoritmo o dell'idea registrata, se non dopo un'autorizzazione esplicita da parte del detentore di questo tipo di diritto.

Figura 1.2. Schema della classificazione del software; disegno di Chao-Kuei, ottenuto dal sito di FSF.

disegno di Chao-Kuei

1.1   Software libero

Il software libero è software che fornisce il permesso per chiunque di utilizzarlo, copiarlo e distribuirlo, in forma originale, o anche dopo averlo modificato, sia gratuitamente, sia a pagamento. Il software libero può essere tale solo se viene messo a disposizione assieme al codice sorgente, per cui, a questo proposito, qualcuno ha detto: «se non è sorgente, non è software» (if it's not source, it's not software).

È importante sottolineare che la «libertà» del software libero non sta tanto nel prezzo, che eventualmente può anche essere richiesto per il servizio di chi ne distribuisce le copie, ma nella possibilità di usarlo senza vincoli, di copiarlo come e quanto si vuole, di poterne distribuire le copie, di poterlo modificare e di poterne distribuire anche le copie modificate.

In alcuni ambienti si preferisce utilizzare la definizione «Open Source» per fare riferimento al software libero nei termini che sono stati descritti, per evitare ambiguità nella lingua inglese. Sotto questo aspetto, nella lingua italiana, come in molte altre lingue, è più appropriato l'uso della definizione «software libero».

Si distinguono quattro punti fondamentali, necessari perché il software possa essere considerato «libero»:

Livello Descrizione

libertà 0
la libertà di eseguire il programma per qualunque scopo;

libertà 1
la libertà di studiare come funziona il programma e di adattarlo alle proprie esigenze (in tal caso, deve essere disponibile il sorgente);

libertà 2
la libertà di ridistribuire copie del programma;

libertà 3
la libertà di migliorare il programma e di distribuire tali miglioramenti (anche per questo è necessario disporre dei sorgenti).

Il software che non può essere commercializzato, pur soddisfacendo i punti elencati qui, viene considerato «software semi-libero», come viene chiarito in seguito.

Vale la pena di elencare alcune definizioni riferite al software libero.

1.2   Software non libero

Il software non è libero tutte le volte che non sono soddisfatti tutti i requisiti necessari per poterlo essere. È bene ricordare che il prezzo non è un fattore che limita la libertà, mentre altri dettagli sono più importanti. Anche in questo caso, vale la pena di elencare alcune definizioni che in generale riguardano software non libero.

1.3   Software commerciale

In base alle classificazioni viste in questo capitolo, il software commerciale è tale solo in quanto viene venduto per profitto. Lo sviluppo e la diffusione del software libero dipendono anche dalla possibilità di venderne delle copie, originali o modificate, per trarne profitto. Pertanto, il software che pur offrendo le quattro libertà fondamentali, non consente la commercializzazione per trarne profitto, non viene considerato «libero» in modo completo. In questo senso, è importante evitare di confondere il software proprietario con il software commerciale, perché non sono la stessa cosa.

Si osservi che può esistere anche del software non-libero, che non è nemmeno commerciale.

1.4   Annotazioni su alcune licenze tradizionali

Il documento Various licenses and comments about them raggiungibile all'indirizzo <http://www.gnu.org/philosophy/license-list.html>, elenca dettagliatamente le caratteristiche di un numero molto elevato di licenze. Nella tabella successiva appaiono delle annotazioni in riferimento ad alcune licenze che non sono nate dalla Free Software Foundation.

Tabella 1.4. Schema riassuntivo minimo per il confronto tra alcune licenze importanti, secondo le informazioni pubblicate da Free Software Foundation nel documento Various Licenses and Comments about Them raggiungibile all'indirizzo <http://www.gnu.org/philosophy/license-list.html>.

Denominazione Sigla Software libero entro i termini minimi di tale definizione Copyleft Compatibile con GNU-GPL Compatibile con software non libero Annotazioni
GNU General Public License GPL No Il testo di questa licenza appare nell'appendice B.
GNU Lesser General Public License LGPL
X11 o MIT X11 No
UCB BSD No No La licenza BSD originale fa esplicito riferimento all'università di Berkeley, con espresso divieto di utilizzarne il nome per scopi pubblicitari. Anche se questo fatto non crea alcun problema alla fruizione del software, non è conveniente utilizzare questa licenza, a meno di avere un motivo valido in tal senso. A ogni modo, questa particolarità non la rende una licenza adatta a situazioni generali e crea problemi di compatibilità con la licenza GNU-GPL (<http://www.gnu.org/licenses/gpl-faq.html#OrigBSD>).
UCB BSD revised No Si tratta della licenza UCB BSD senza la clausola che crea problemi di compatibilità con la licenza GNU-GPL.
BSD non Berkeley No Esiste troppa confusione attorno alla sigla BSD, con la quale vengono definite diverse licenze più o meno simili a quella di Berkeley.
Artistic License Artistic La licenza Artistic originale è, per convinzione diffusa, una licenza formulata male, troppo vaga e per questo inadatta a garantire la libertà del software. Sotto questo aspetto, si tratta di una licenza che non rientra nell'ambito del software libero.
Per porre rimedio alle carenze della licenza Artistic, ne esiste una versione revisionata, definibile come Clarified Artistic License.
Clarified Artistic License No

1.5   Dal software all'arte in generale

I concetti di «libertà» derivanti dal mondo del software, si trasferiscono anche ad altre forme di arte sottoposta al diritto di autore, soprattutto quando queste forme di arte si esprimono in forma elettronica. Tuttavia, il software si trova in un contesto particolare rispetto altre forme di espressione artistica, sia perché è previsto in molti paesi il segreto industriale e il brevetto, sia perché il software può sopravvivere all'evoluzione tecnologica solo se è possibile aggiornarlo nel tempo. Pertanto, la difesa del software libero è più impegnativa rispetto al mantenimento della libera disponibilità di altre forme di espressione artistica.

La questione è controversa, tuttavia è parere di chi scrive che espressioni artistiche come un romanzo, un disegno, una canzone, possono considerarsi «libere» anche se non viene concessa la modifica e in certi casi anche se non viene messo a disposizione ciò che rappresenta il «sorgente» elettronico di tali lavori. Tanto per fare un esempio, la realizzazione di un libro «libero» secondo le quattro libertà del software, non consentirebbe di inserire delle citazioni, che secondo le convenzioni comuni non sarebbero poi modificabili; inoltre, un libro che non disponga di un sorgente, potrebbe essere ricopiato, anche se con un certo dispendio di risorse.

Esistono diversi tentativi di risolvere il problema, compatibilmente con il concetto di copyleft, soprattutto per quello che riguarda la produzione di documenti; inoltre c'è anche chi, pregevolmente, tenta di trovare una formula che possa andare bene per ogni tipo di espressione artistica, come nel caso della licenza Licence Art Libre (ovvero Free Art License e tante altre traduzioni) <http://artlibre.org>.

1.6   Riferimenti


Appunti di informatica libera 2008 --- Copyright © 2000-2008 Daniele Giacomini -- <appunti2 (ad) gmail·com>


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome software_concetti_elementari_e_tipologia_in_base_alla_licenz.htm

[successivo] [precedente] [inizio] [fine] [indice generale] [indice ridotto] [indice analitico] [home]

Valid ISO-HTML!

CSS validator!

Gjlg Metamotore e Web Directory