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Capitolo 242.   X: gestori di file

Un gestore di file (file manager) grafico può essere uno strumento molto utile se è configurato correttamente; diversamente, è meglio usare la finestra di terminale tradizionale.

Tabella 242.1. Alcuni gestori di file per la grafica.

Applicativo Descrizione
XFE Gestore di file essenziale.
Nautilus Navigatore di file system e di servizi di rete.
Konqueror Navigatore generico.
XFM Gestore di file tradizionale a icone.
File-roller Programma per la gestione facilitata di archivi compressi.

Il gestore di file è un programma che nella sua evoluzione, parte dalla gestione pura e semplice dei file contenuti nel file system locale, per arrivare a includere tutti i protocolli di comunicazione che in qualche modo consentono il trasferimento di file. Eventualmente, il punto massimo di evoluzione di un gestore di file consiste nell'integrazione delle funzionalità tipiche di un navigatore di Internet

242.1   XFE

XFE,(1) ovvero X file explorer, è un gestore di file molto semplice e intuitivo, che incorpora anche un programma di visualizzazione per i file di testo. Quando si avvia l'eseguibile xfe, appare generalmente come nella figura 242.2.

Figura 242.2. XFE mentre è aperta la directory /usr/doc/alml/.

xfe-esempio

XFE si può configurare modificando il file /etc/foxrc/XFileExplorer/Xfe, cosa che diventa molto utile per stabilire esattamente quali programmi usare per aprire o modificare i file che hanno certe estensioni del nome. In alternativa, per questo gli utenti possono intervenire nel proprio file ~/.foxrc/XFileExplorer/Xfe.

242.2   Nautilus

Nautilus, (2) come suggerisce il nome, intende divenire un «navigatore» generico, sia per il file system locale, sia per i protocolli di rete che consentono la gestione dei file in qualche modo.

nautilus [opzioni]

Nautilus è realizzato per integrarsi con l'ambiente di Gnome. All'avvio dell'eseguibile nautilus senza argomenti, si ottiene normalmente una finestra con l'elenco del contenuto della propria directory personale, assieme a una finestra che dovrebbe sostituirsi alla finestra principale, ovvero alla superficie grafica di fondo, nella quale appaiono delle icone associate a delle funzioni particolari. In generale, quando si usa Nautilus al di fuori del contesto di Gnome, conviene usare l'opzione --no-desktop, per non avviare la finestra con le icone che molto probabilmente è del tutto inutile.

Figura 242.3. Nautilus mentre si accede alla directory personale dell'utente.

nautilus

Figura 242.4. Nautilus mentre si accede a un servizio FTP anonimo.

nautilus

242.3   Konqueror

Konqueror, (3) è un navigatore generico, completo, in grado di accedere al file system locale e ad altri protocolli di rete, compresa la capacità di visualizzare documenti HTML.

konqueror [opzioni] [uri]

Konqueror è inteso come il navigatore generico per l'ambiente KDE. All'avvio dell'eseguibile konqueror senza argomenti, si ottiene normalmente una finestra con l'elenco del contenuto della propria directory personale, altrimenti è possibile indicare un indirizzo URI o anche solo un percorso del file system locale.

Figura 242.5. Konqueror mentre si accede alla directory personale dell'utente.

nautilus

Figura 242.6. Konqueror mentre si accede a un servizio FTP anonimo.

nautilus

242.4   XFM

XFM (4) è il gestore di file tradizionale nei sistemi Unix. Se configurato correttamente è di grande aiuto. Oltre a svolgere le funzioni tipiche di un programma del genere (copiare, spostare e cancellare file e directory) permette di gestire delle applicazioni attraverso icone. In generale, i gestori di finestre offrono già la possibilità di configurare un menù grafico di comandi, attraverso il quale l'avvio dei programmi può essere più elegante. Sotto questo aspetto, l'abilità di XFM di gestire un menù di applicazioni passa un po' in secondo piano.

Prima di avviare XFM la prima volta, a meno che qualcun altro abbia già provveduto a configurare correttamente il suo funzionamento, conviene utilizzare il programma xfm.install. Si tratta in realtà di uno script che si occupa di creare una serie di file di configurazione collocati nella directory ~/.xfm/.

Il contenuto di questi file vale solo come esempio. Probabilmente, si tratta già di una buona configurazione di partenza, ma questo non basta. Più avanti viene mostrato il loro significato.

Un amministratore di sistema potrebbe creare una configurazione standard preparando i file necessari collocati nella directory /etc/skel/.xfm/, in modo che con l'inserimento di un nuovo utente, questi vengano copiati automaticamente nella posizione giusta all'interno della sua directory personale.

242.4.1   Avvio di XFM

XFM è contemporaneamente un gestore di file e un gestore di applicazioni attraverso un sistema di icone. Quando l'eseguibile xfm viene avviato senza argomenti mostra due finestre: una a sinistra che consente di accedere alle funzionalità tipiche di un gestore di file e una a destra (di solito) che permette di utilizzare alcune applicazioni semplicemente facendo riferimento alle icone corrispondenti.

xfm [opzioni]

La figura 242.7 dovrebbe dare l'idea di come possa apparire XFM quando viene avviato senza opzioni.

Figura 242.7. Quando XFM viene avviato in modo normale, mostra sia il gestore di file che il menù delle applicazioni.

xfm-inizio

Tabella 242.8. Alcune opzioni.

Opzione Descrizione
-appmgr
Avvia esclusivamente il sistema di gestione delle applicazioni.
-filemgr
Avvia esclusivamente il gestore di file.
Se si tenta di utilizzare l'opzione standard -geometry, si riesce a intervenire solo sulla finestra che riguarda le applicazioni.

Tabella 242.9. Alcune risorse.

Opzione Descrizione
*defaultEditor: programma
Permette di definire il programma standard per la modifica di file. Normalmente, dovrebbe trattarsi di qualcosa in grado di gestire i file di testo normali.
*defaultViewer: programma
Permette di definire il programma predefinito per la visualizzazione di file. Normalmente, dovrebbe trattarsi di qualcosa in grado di leggere i file di testo normali.
*BourneShells: shell[,shell]
Normalmente, XFM è in grado di funzionare anche senza questa indicazione. Se si riscontrano problemi nell'avvio di programmi, conviene indicare il nome completo di una o più shell compatibili con quella di Bourne.

242.4.2   Utilizzo

XFM si compone di una finestra per la gestione di applicazioni, che può essere nascosta se si utilizza l'opzione -filemgr da sola, e da un numero indeterminato di finestre per la gestione di file e directory.

Per compiere un'azione su un oggetto determinato, è possibile selezionarlo e quindi richiamare una funzione del menù, oppure si possono effettuare operazioni di trascinamento.

242.4.3   Configurazione

La configurazione è la parte delicata di XFM: tutto dipende da questa. Come accennato in precedenza, attraverso l'esecuzione di xfm.install viene creata la directory ~/.xfm/, all'interno della quale vengono collocati alcuni file con una configurazione di esempio. Segue una breve descrizione per ognuno di questi file.

File Descrizione
magic Contiene una serie di regole per riconoscere i file in base al loro contenuto. Il nome stesso ricorda il file omonimo /usr/share/misc/magic che ha lo stesso scopo, a livello di sistema. Questo file, apparentemente ridondante, viene usato per evitare problemi di compatibilità e di interferenze con il sistema sottostante: volendo può essere modificato senza timore di coinvolgere anche la funzionalità di altri programmi.
Apps Contiene le informazioni necessarie a comporre il menù di icone del gestore di applicazioni. Questo file può fare riferimento ad altri che compongono menù di livelli inferiori.
xfmrc Contiene la configurazione della parte di XFM che riguarda la gestione dei file.
xfmdev Si abbina a xfmrc e contiene le notizie utili a permettere un meccanismo semplice per innestare e staccare automaticamente i file system.

Le azioni (configurabili) tipiche che si possono ottenere attraverso l'uso del gestore di file sono la visualizzazione e la modifica del contenuto di un file di testo (o presunto tale). Per questo si utilizzano programmi esterni ed è importante definirli attraverso le risorse defaultViewer e defaultEditor.

Il simbolo # viene utilizzato per iniziare un commento che termina alla fine della riga.

242.4.4   Magic header

Il file ~/.xfm/magic serve per stabilire un metodo di riconoscimento dei file. La documentazione originale parla di magic header, attraverso le quali si definiscono dei nomi utilizzabili all'interno di ~/.xfm/xfmrc. L'esempio del listato 242.11 rappresenta il contenuto normale di questo file.

Listato 242.11. Il contenuto normale del file ~/.xfm/magic.

0       mode&0xF000     0x4000                  DIR
>0      lmode&0xF000    0xA000                  LNK
0       mode&0777       ^0111                   EXEC
>0      lmode&0xF000    0xA000                  LNK
0       short           0x1F9D                  COMPRESS
0       short           0x1F8B                  GZIP
0       string          <MakerFile              FRAME
0       string          <MIFFile                FRAME
0       string          <MML                    FRAME
0       long            0x59A66A95              RAS
0       string          P1                      PBM
0       string          P2                      PGM
0       string          P3                      PPM
0       string          P4                      PBM
0       string          P5                      PGM
0       string          P6                      PPM
0       short           0x4D4D                  TIFF
0       short           0x4949                  TIFF
0       string          GIF87a                  GIF
0       string          GIF89a                  GIF
0       long            0xFFD8FFE0              JPG
0       long            0xFFD8FFEE              JPG
0       long            0x01666370              PCF
0       string          STARTFONT\ 2.1          BDF
0       string          From                    MAIL
0       string          #FIG                    FIG
0       string          #XFM                    XFM
0       string          <HTML>                  HTML
0       string          /*\ XPM\ */             XPM
0       regexp          \
^#define[\ \t]+[^\ \t]+_width[\ \t]+[0-9]+      XBM
0       regexp&512      (^|\n)\\.SH\ NAME       MAN
0       regexp&512      \
(^|\n)begin[\ \t]+[0-7][0-7][0-7]               UUENC
0       string          %!                      PS

I nomi dell'ultima colonna sono quelli che servono per fare riferimento ai tipi di file. Oltre a questi nomi ne esistono altri, predefiniti, che non devono apparire all'interno di questo file:

Tipo Descrizione
unreadable quando la lettura del file fallisce;
empty file completamente vuoto;
special non si tratta di un file normale (regular file);
ascii si tratta di un file normale e sembra essere di tipo ASCII;
data si tratta di un file normale ma non è stato identificato.

Quando si utilizzano questi nomi, sia quelli elencati all'interno del file ~/.xfm/magic, sia quelli predefiniti, si utilizzano le parentesi angolari per delimitarli.

242.4.5   Configurazione basata sul tipo di file

Il file ~/.xfm/xfmrc serve per stabilire le icone da utilizzare per ogni tipo di file, oltre al risultato delle azioni di spinta (clic doppio) e di rilascio (di un oggetto trascinato).

Il file contiene una serie di record, corrispondenti a righe normali, contenenti campi separati attraverso il simbolo due punti (:). La sintassi del contenuto dei record è la seguente:

tipo_di_file:icona:azione_di_spinta:azione_di_rilascio

Se c'è la necessità di utilizzare il simbolo :, lo si può proteggere con la barra obliqua inversa, per cui si deve scrivere \:. Nello stesso modo, se si ha la necessità di indicare la barra obliqua inversa, si deve utilizzare la forma \\.

  1. Il primo campo serve a definire il tipo di file. Si può utilizzare un nome di tipo stabilito attraverso le magic header, compresi i nomi predefiniti, ricordando di utilizzare le parentesi angolari per delimitarlo. È possibile utilizzare un modello di tre tipi: letterale, con il quale si indica precisamente il nome del file; suffisso, che si ottiene mettendo un asterisco seguito dal suffisso desiderato; prefisso, che si ottiene mettendo un asterisco alla fine di un prefisso. È possibile indicare contemporaneamente sia un nome di tipo che un modello. In tal caso si intende fare riferimento a un file che assolve entrambi i requisiti.

  2. Il secondo campo definisce il nome del file dell'icona da utilizzare per quel file. Se non è stato definito diversamente, questi file dovrebbero trovarsi nella directory /usr/lib/X11/xfm/pixmaps/ e possono essere indicati in questo campo utilizzando il nome senza il percorso.

  3. Il terzo campo contiene una riga di comando da eseguire quando si fa un clic doppio con il primo tasto del mouse sull'icona corrispondente. Il comando viene eseguito utilizzando come directory corrente quella in cui si trova. È disponibile il primo parametro posizionale (che si espande con $1) contenente il nome del file.

    Al posto di una riga di comando è possibile indicare un nome di un'azione predefinita. Si tratta di EDIT, VIEW e LOAD. La prima avvia il programma predefinito per la modifica dei file di testo, la seconda avvia il programma predefinito per la visualizzazione, la terza carica un file di menù per la finestra delle applicazioni.

  4. L'ultimo campo contiene un comando da eseguire quando si scarica un file (o una directory) sull'icona corrispondente. Il primo parametro posizionale (che si espande con $1) corrisponde al nome del file, mentre i seguenti servono a rappresentare i nomi dei file e delle directory scaricati. Il parametro * (a cui si accede con la stringa $*) li rappresenta tutti, dal primo all'ultimo.

Uno, o entrambi i campi delle azioni possono essere vuoti. In tal caso si intende che non debba essere compiuta alcuna azione per l'evento corrispondente.

L'esempio seguente mostra un file ~/.xfm/xfmrc, volutamente molto semplice:

# I file di applicazioni vengono caricati nella finestra delle
# applicazioni.
<XFM>:xfm_sys.xpm:LOAD:

# Immagini.
<PS>:xfm_ps.xpm:exec ghostview $1:
<GIF>:xfm_gif.xpm:exec xloadimage $1:
<JPG>:xfm_data.xpm:exec xloadimage $1:

# Alcuni tipi di archivi.
<ascii>*.tar:xfm_tar.xpm:exec tar xvf $1:exec tar cvf $*
<GZIP>*.tar.gz:xfm_taz.xpm:exec tar xzvf $1:exec tar czvf $*
<GZIP>*.tgz:xfm_taz.xpm:exec tar xzvf $1:exec tar czvf $*
<GZIP>:xfm_z.xpm:exec gunzip $1:

# Definizioni predefinite (devono stare in coda).
<unreadable>:::
<ascii>::EDIT:
<data>:xfm_data.xpm:VIEW:
<empty>::EDIT:

Le definizioni che servono a includere i tipi di file non riconoscibili diversamente, devono essere poste alla fine, perché altrimenti non permetterebbero l'utilizzo delle altre definizioni. Vale la pena di analizzare dettagliatamente alcuni record di questo file di esempio.

<GIF>:xfm_gif.xpm:exec xloadimage $1:
<JPG>:xfm_data.xpm:exec xloadimage $1:

Se si tratta di file riconosciuti come immagini GIF o JPG, in caso di clic doppio, si avvia il programma xloadimage seguito dal nome del file stesso. In pratica, si ottiene la visualizzazione del file. Nessun comando è previsto nel caso si scarichi qualcosa sull'icona di questi tipi di file.

<ascii>*.tar:xfm_tar.xpm:exec tar xvf $1:exec tar cvf $*
<GZIP>*.tar.gz:xfm_taz.xpm:exec tar xzvf $1:exec tar czvf $*
<GZIP>*.tgz:xfm_taz.xpm:exec tar xzvf $1:exec tar czvf $*

Si tratta dei file di archiviazione più comuni. Nel caso di un clic doppio, si avvia il programma tar in modo da estrarre il contenuto dell'archivio, mentre nel caso di uno scarico si ottiene la sostituzione del contenuto dell'archivio con questi file.

I comandi indicati nei campi delle azioni da compiere iniziano tutti con exec. Ciò non è strettamente necessario, ma così facendo si ottiene che la shell, utilizzata per avviare il programma, sia subito sostituita dal programma stesso. Questo fa risparmiare memoria, considerato che è perfettamente inutile che la shell resti attiva durante l'esecuzione del programma desiderato.

242.4.6   Configurazione dei punti di innesto

Il file ~/.xfm/xfmdev serve a definire le directory che si vogliono gestire automaticamente come punti di innesto. In pratica, in base alle indicazioni di questo file, XFM è in grado di innestare e staccare automaticamente i dischi quando si entra e si esce da una directory utilizzata come punto di innesto.

Il file contiene una serie di record, corrispondenti a righe normali, contenenti campi separati attraverso due punti verticali (:). La sintassi del contenuto dei record è la seguente:

directory:comando_per_innestare:comando_per_staccare

Il significato dovrebbe essere abbastanza chiaro così. L'esempio seguente dovrebbe chiarirlo ulteriormente.

Supponendo che il file /etc/fstab contenga, tra gli altri, i record seguenti,

/dev/cdrom         /mnt/cdrom            iso9660 ro,user,noauto    0 0
/dev/fd0           /mnt/dosfloppy        vfat    user,noauto,quiet 0 0
/dev/fd0           /mnt/ext2floppy       ext2    user,noauto       0 0

il file ~/.xfm/xfmdev potrebbe essere preparato nel modo seguente:

/mnt/cdrom:mount /mnt/cdrom:umount /mnt/cdrom
/mnt/dosfloppy:mount /mnt/dosfloppy:umount /mnt/dosfloppy
/mnt/ext2floppy:mount /mnt/ext2floppy:umount /mnt/ext2floppy

242.4.7   Configurazione delle applicazioni

Il file ~/.xfm/Apps e altri eventuali, servono per costruire una sorta di menù di applicazioni a icone, in cui siano stati stabiliti comportamenti diversi a seconda che si utilizzi un clic doppio del mouse, oppure venga scaricato qualcosa. Il contenuto di questi file, una volta selezionati, appare nella finestra delle applicazioni.

Un file di questo tipo inizia con l'indicazione #XFM, in modo da poter essere riconosciuto dallo stesso XFM. Contiene una serie di record, corrispondenti a righe normali, contenenti campi separati attraverso il simbolo : (due punti). La sintassi del contenuto dei record è quella seguente:

nome:directory:file:icona:azione_di_spinta:azione_di_rilascio
  1. Il primo campo serve a definire il nome (o la descrizione) del programma o della funzione gestita.

  2. Il secondo campo specifica una directory utilizzata a vario titolo.

  3. Il terzo campo rappresenta il nome di un file eventuale da passare come argomento ai comandi da eseguire in funzione delle azioni da compiere.

  4. Il quarto campo rappresenta il nome di un file contenente un'icona con la quale si desidera rappresentare la funzione da eseguire.

  5. Il quinto campo rappresenta un comando da eseguire nel caso in cui venga eseguito un clic doppio con il mouse sull'icona corrispondente. Questo comando riceve come argomento il nome del file indicato nel terzo campo, sempre che sia stato indicato. La directory di lavoro corrisponde a quanto indicato nel secondo campo, oppure, in sua mancanza, alla directory personale dell'utente.

  6. Il sesto campo rappresenta un comando da eseguire nel caso in cui vengano scaricati dei file sull'icona corrispondente. Questo comando riceve come argomenti il nome del file indicato nel terzo campo, sempre che sia stato indicato, seguito dai nomi dei file scaricati. La directory di lavoro corrisponde a quella dei file scaricati.

In questo tipo di file, XFM riconosce quattro tipi di azioni predefinite:

Azione Descrizione
EDIT attiva il programma predefinito per la modifica;
VIEW attiva il programma predefinito per la visualizzazione;
OPEN indica che il file di destinazione è una directory e deve essere aperta una nuova finestra di gestione dei file se l'utente esegue un clic doppio sull'icona corrispondente;
LOAD indica che il file di destinazione è un file di applicazioni e deve essere caricato nella finestra delle applicazioni.

XFM è in grado da solo di generare un nuovo record all'interno del file di menù aperto nella finestra delle applicazioni, quando si trascina e si scarica l'icona di un file o di una directory in una zona libera. Se per esempio si scarica il file /home/tizio/lettera.doc che viene rappresentato con l'icona xfm_data.xpm e per il quale è prevista l'azione EDIT in caso di clic doppio, si ottiene il record seguente:

lettera.doc:/home/tizio:lettera.doc:xfm_data.xpm:EDIT:

Se invece si tratta della directory /home/tizio/prove/, si dovrebbe ottenere il record seguente:

prove:/home/tizio:prove::OPEN:

In pratica, la generazione automatica dei record di nuove applicazioni dipende molto da come i file che vengono scaricati sono riconosciuti per mezzo del file ~/.xfm/xfmrc.

Sempre per mezzo di XFM è possibile aggiungere un record nel file corrente delle applicazioni. Si utilizza il terzo tasto del mouse per fare apparire un menù a scomparsa e si seleziona la voce {Install}.

Si ottiene una maschera simile a quella della figura 242.21 che permette in pratica di compilare i vari campi del record.

Figura 242.21. La maschera utilizzabile per l'inserimento di una nuova applicazione. Per poter modificare un campo della maschera, occorre che il puntatore del mouse si trovi su di esso.

xfm-app-nuova

Anche in corrispondenza delle icone della finestra delle applicazioni è disponibile un menù a scomparsa ottenibile attraverso il terzo tasto del mouse. Le funzioni che appaiono permettono di accedere alla modifica del record del file di applicazioni corrispondente, di cancellare l'applicazione (cioè il record), di copiarla o spostarla in un altro file del genere.

242.4.8   Parametri di dialogo

All'interno del file di configurazione ~/.xfm/xfmrc e in quelli delle applicazioni, nei campi delle azioni, possono essere indicati dei parametri corrispondenti a nomi delimitati dal simbolo di percentuale (%). La sintassi precisa di questi parametri è la seguente:

%nome_parametro[--valore_predefinito]%

In pratica, si tratta di indicare qualcosa tra due segni di percentuale. Se appare un trattino doppio, quello che c'è dopo è il valore predefinito di questo parametro.

Per esempio, il record seguente, di un file di applicazioni, permette di avviare il programma xterm con l'indicazione libera delle opzioni.

Xterm::::xterm %Inserire le opzioni eventuali-- -geometry =80x30+10+10%:

Figura 242.23. La finestra di dialogo che appare quando si avvia un'applicazione per la quale è stato previsto un parametro.

xfm-app-dialogo-parametri

Come già indicato in precedenza, se c'è l'esigenza di utilizzare i due punti verticali (:), questi si possono proteggere con la barra obliqua inversa.

242.4.9   Finestra di console

Utilizzando un programma del genere per avviare i programmi, si ha l'inconveniente di perdere un'eventuale emissione di dati attraverso lo standard output o lo standard error. Se XFM venisse avviato attraverso una finestra di terminale, questi flussi di dati apparirebbero in quella finestra, ma se ciò non è possibile o non è conveniente, si può ridirigere altrove questo flusso.

Se è disponibile una finestra di console, allora si può avviare XFM nel modo seguente:

xfm >/dev/console 2>&1[Invio]

In generale, si potrebbe ridirigere il flusso direttamente su una console virtuale inutilizzata, come nell'esempio seguente:

xfm >/dev/tty8 2>&1[Invio]

Come si vede dagli esempi, normalmente, per poter compiere una ridirezione del genere, è necessario operare come utente root.

242.4.10   Esempio di configurazione

Attraverso un esempio semplificato, è possibile riassumere l'utilizzo di XFM.

File /etc/fstab.

Si suppone che il file /etc/fstab contenga le righe seguenti di definizione dei punti di innesto di uso comune.

/dev/cdrom         /mnt/cdrom            iso9660 ro,user,noauto    0 0
/dev/fd0           /mnt/dosfloppy        vfat    user,noauto,quiet 0 0
/dev/fd0           /mnt/ext2floppy       ext2    user,noauto       0 0

Si tratta di:

  1. un CD-ROM innestabile nella directory /mnt/cdrom/ da un utente qualunque (user) e solo a richiesta (noauto);

  2. di un dischetto Dos-FAT (con i nomi lunghi) innestabile nella directory /mnt/dosfloppy/ da un utente qualunque e solo a richiesta;

  3. di un dischetto Ext2 innestabile nella directory /mnt/ext2floppy/ da un utente qualunque e solo a richiesta.

I dischetti vanno utilizzati sempre con la stessa unità hardware, ma a seconda del tipo di file system presente vengono innestati in posizioni differenti. Questo permette di innestarli senza dover specificare altrimenti il tipo.

File ~/.xfm/xfmdev.

Il file ~/.xfm/xfmdev necessario ad automatizzare l'innesto e la separazione dei file system, in base alla configurazione del file /etc/fstab visto prima, potrebbe essere fatto nel modo seguente:

/mnt/cdrom:mount /mnt/cdrom:umount /mnt/cdrom
/mnt/dosfloppy:mount /mnt/dosfloppy:umount /mnt/dosfloppy
/mnt/ext2floppy:mount /mnt/ext2floppy:umount /mnt/ext2floppy

File ~/.xfm/xfmrc.

Un file ~/.xfm/xfmrc molto semplice potrebbe essere il seguente:

# File di applicazioni.
<XFM>:xfm_sys.xpm:LOAD:

# Immagini.
<PS>:xfm_ps.xpm:exec ghostview $1:
<GIF>:xfm_gif.xpm:exec xloadimage $1:
<TIFF>:xfm_tiff.xpm:exec xv $1:
<FIG>:xfm_fig.xpm:exec xfig $1:
<XBM>:xfm_xbm.xpm:exec bitmap $1:
<XPM>:xfm_xpm.xpm:exec xloadimage $1:
<JPG>:xfm_data.xpm:exec xloadimage $1:

# Archivi.
<ascii>*.tar:xfm_tar.xpm:exec TkZip $1:
<data>*.zip:xfm_zip.xpm:exec TkZip $1:exec zip -r $*

<COMPRESS>*.tar.Z:xfm_taz.xpm:exec TkZip $1:
<COMPRESS>:xfm_z.xpm:exec TkZip $1:

<GZIP>*.tar.gz:xfm_taz.xpm:exec TkZip $1:
<GZIP>*.tgz:xfm_taz.xpm:exec TkZip $1:
<GZIP>:xfm_z.xpm:exec TkZip $1:

# Definizioni predefinite.
<unreadable>:::
<ascii>:xfm_text.xpm:EDIT:
<data>:xfm_data.xpm:EDIT:
<empty>::EDIT:

Quasi in tutti si è evitato di specificare un comando corrispondente a un'operazione di rilascio (scarico di file). È importante tenere presente che le definizioni generali vanno messe alla fine, come un modo per catturare i tipi di file che non sono stati presi in considerazione da definizioni più dettagliate. Se non si facesse così, le definizioni generali prenderebbero il sopravvento su tutte le altre.

Nella prima parte viene definito il tipo di file <XFM>, cioè quello usato per definire le icone di applicazioni da utilizzare nella finestra apposita. L'azione LOAD in caso di clic doppio, carica questo fine nella finestra delle applicazioni (non potendo esistere più di una finestra di questo tipo, quello che poteva esserci prima viene sostituito).

Il gruppo di record che definisce i formati grafici è piuttosto semplice. Per ogni tipo viene abbinato un comando in grado di visualizzare il file di immagine, in corrispondeza di un'azione di spinta (il solito clic doppio).

La gestione degli archivi, normali o compressi che siano, è più complicata. In questo esempio, si utilizza sempre il programma TkZip in grado di accedere al contenuto di questi file e di permettere una decisione sul da farsi (visualizzarne semplicemente l'elenco, leggere il contenuto di un file, estrarre parte o tutti i file, ecc.). TkZip non è particolarmente pratico nel suo utilizzo, ma è almeno un esempio di come si potrebbe fare in questi casi. Solitamente, la configurazione predefinita di ~/.xfm/xfmrc associa direttamente l'estrazione del contenuto dell'archivio, ma forse questa non è la scelta migliore.

File ~/.xfm/Apps.

Il file ~/.xfm/Apps, come primo file di applicazioni, potrebbe essere configurato utilmente per la gestione di un cestino e dei punti di innesto, utili per accedere immediatamente al contenuto di un dischetto senza dover pensare alla directory di innesto.

#XFM
Riciclaggio:~:.riciclaggio:recycle.xpm:OPEN:shift; ricicla $*
CD-ROM:/mnt:cdrom:cdrom.xpm:OPEN:
Floppy Dos FAT:/mnt:dosfloppy:disk.xpm:OPEN:
Floppy EXT2:/mnt:ext2floppy:disk.xpm:OPEN:

Nell'esempio proposto, il primo record definisce proprio il cestino (Riciclaggio). Questo sistema di eliminazione controllata dei file si rifà a uno script descritto nella sezione 182.2.3 e non al tipo proposto dalle impostazioni predefinite di XFM. Per comprendere il senso di questo record bisognerebbe almeno vedere come si comporta questo script ricicla. In ogni caso, un'azione di spinta apre semplicemente la directory dalla quale si diramano altre sottodirectory di file cestinati, mentre un'azione di rilascio cestina i file scaricati sull'icona.

I tre record successivi sono solo riferimenti a directory utilizzate per l'innesto di CD-ROM e dischetti. Viene prevista solo l'azione di spinta con la quale si vuole aprire una finestra del gestore di file per accedere al loro contenuto. Il fatto di accedere a tali directory, ne attiva automaticamente la gestione dell'innesto e della separazione perché queste posizioni sono state definite preventivamente nel file ~/.xfm/xfmdev.

242.5   File-roller

File-roller (5) è un programma che ha lo scopo di facilitare l'accesso ad archivi compressi e la loro realizzazione, quando non si vogliono usare gli strumenti tradizionali (a riga di comando).

Figura 242.28. L'aspetto di File-roller dopo l'apertura di un file .zip.

Contenuto di un archivio compresso

L'utilità maggiore nell'uso di File-roller sta nell'abbinamento con programmi come Nautilus, che lo avviano automaticamente quando il contesto lo suggerisce.


1) XFE   GNU GPL

2) Nautilus   GNU GPL

3) Konqueror   GNU GPL

4) XFM   GNU GPL con l'aggiunta di una libreria che ha una licenza speciale

5) File-roller   GNU GPL


Appunti di informatica libera 2008 --- Copyright © 2000-2008 Daniele Giacomini -- <appunti2 (ad) gmail·com>


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome x_gestori_di_file.htm

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