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Capitolo 170.   CD, CD-ROM, DVD-ROM e file system ISO 9660

Il file system ISO 9660, cioè quello usato per i CD-ROM, ma solitamente anche per i DVD-ROM, è particolare a causa della struttura stessa di questi dischi: i dati vengono memorizzati in settori su un'unica traccia a spirale che parte dalla zona centrale e si espande verso l'esterno.

In questo senso, il CD e il DVD assomiglia molto al nastro quando si è in fase di scrittura (i dati possono solo essere aggiunti), mentre in lettura si riesce a ottenere un accesso diretto come si fa con i dischi magnetici. Per questa ragione, lo stesso file system ISO 9660 è organizzato in modo che la scrittura avvenga una volta sola, senza la possibilità di cancellare o modificare dati già inseriti.

Tabella 170.1. Riepilogo dei programmi per la preparazione dei file-immagine di CD-ROM e di DVD-ROM.

Nome Descrizione
setcd Controlla il comportamento dell'unità CD o DVD.
mkisofs Crea un file system ISO 9660, con la possibilità di inserire varie estensioni.
isolinux.bin Programma usato per rendere avviabile un CD-ROM o un DVD-ROM.
stage2_eltorito Programma usato per rendere avviabile un CD-ROM o un DVD-ROM.

Le informazioni contenute in questi capitoli a proposito dei DVD sono molto limitate; in particolare non si considera la possibilità dei DVD-RAM di essere usati praticamente come dei dischi comuni rimovibili.

170.1   Controllo dell'unità CD o DVD

Il kernel Linux ha una propria gestione per l'accesso alle unità CD o DVD, che può essere impostata, attraverso un programma apposito. In generale, non c'è alcun bisogno di intervenire sull'impostazione predefinita iniziale, tuttavia può essere interessante conoscere le alternative disponibili, in presenza di situazioni particolari.

Il programma che consente di modificare la configurazione di utilizzo delle unità CD o DVD è setcd:

setcd [opzioni] [file_di_dispositivo]

Il programma setcd richiede l'indicazione di almeno un'opzione, altrimenti non si ottiene alcuna azione; inoltre, se non viene indicato il file di dispositivo, il programma cerca di utilizzare /dev/cdrom. Alcune delle opzioni richiedono un argomento numerico, pari a zero o uno, con il quale si intende disabilitare, oppure abilitare una funzionalità.

Tabella 170.2. Alcune opzioni.

Opzione Descrizione
-c0|1
Controlla la funzione di caricamento automatico, quando il file di dispositivo corrispondente viene aperto. Generalmente, questa funzione è attiva.
-dn
Stabilisce il numero con il quale selezionare un disco all'interno di un'unità multipla (come un juke-box).
-e0|1
Controlla la funzione di caricamento ed espulsione automatici nel momento in cui il disco viene innestato o staccato. Generalmente questa funzione è disabilitata, richiedendo per questo scopo l'uso di programmi come eject; a ogni modo, la sua attivazione è sostanzialmente equivalente all'attivazione di -c e -o.
-f0|1
Controlla una funzione che, se attiva, fa sì che siano ignorati alcuni errori. In generale, conviene che questa funzione sia attiva.
-l0|1
Controlla la funzione di chiusura dell'unità fisica, in modo da impedire che il disco possa essere espulso manualmente se risulta innestato. In generale, questa funzione è attiva.
-o0|1
Controlla la funzione di espulsione automatica del disco. In generale, questa opzione è disattivata; di solito, al posto di attivare questa opzione si preferisce usare -e.
-t0|1
Controlla la funzione di verifica del tipo di disco. Per esempio, questa funzione attiva fa in modo di generare un errore quando si tenta di innestare un CD musicale. In generale, questa funzione è attiva.
-i
Fornisce delle informazioni sullo stato dell'unità ed eventualmente sul tipo di disco contenuto.
-r
Riporta le opzioni di funzionamento allo stato predefinito, pari a -c1 -f1 -l1 -o0 -t1.
-s
Fornisce l'elenco dello stato delle opzioni di funzionamento dell'unità richiesta.

Segue la descrizione di alcuni esempi.

170.2   Caratteristiche di massima di un CD

Il CD è oggi un supporto di memorizzazione pensato per scopi differenti, nato per sostituire i dischi audio analogici di vinile. La sua origine specifica ha poi portato a un'evoluzione piuttosto complessa per consentirne l'impiego in altri settori.

Si può immaginare il contenuto di un CD come qualcosa che è suddiviso in sessioni, che a loro volta si suddividono in tracce. Ogni traccia può avere una destinazione differente; per esempio può trattarsi di un brano musicale, di un file system, o un altro tipo di informazione.

In condizioni normali, un CD-ROM si compone di una sola sessione, contenente una sola traccia dati (un file system), mentre un CD musicale si compone di una sola sessione contenente diverse tracce, una per ogni brano musicale.

Ogni sessione contiene un indice generale, noto con la sigla TOC (Table of contents), collocato alla fine delle tracce, che permette di raggiungere l'inizio delle tracce attraverso un accesso diretto. Si fa riferimento alla creazione di questo indice con il termine finalization, oppure fixation.

L'ultima sessione di un CD può essere aperta o chiusa. Una sessione che rimane aperta consente l'aggiunta di una sessione ulteriore, mentre una sessione chiusa non permette di aggiungerne altre.

La registrazione di un CD può avvenire in fasi successive. Teoricamente è possibile definire una sessione e inserirvi una traccia alla volta, mettendo l'indice TOC solo alla fine. Una volta completata la sessione con l'indice, se questa rimane aperta, è possibile aggiungerne altre.

Dopo questa descrizione schematica è necessario comprendere che le sessioni non sono degli scompartimenti stagni, ma rappresentano delle fasi successive nella registrazione di un CD. Teoricamente, le varie sessioni devono risultare concatenate fra loro, in modo tale che la lettura dell'indice TOC finale consenta di conoscere la collocazione di tutte le tracce presenti. In questo senso va considerato anche il fatto che la sequenza di numerazione delle tracce è unica in tutto il CD e non viene azzerata all'inizio di sessioni successive. Pertanto, alla fine, il CD dovrebbe apparire scomposto in tracce e la presenza delle sessioni non dovrebbe modificare l'apparenza del contenuto. Naturalmente, questa è la teoria; in pratica gli apparecchi usati per leggere i CD devono essere in grado di riconoscere le sessioni, altrimenti le informazioni successive alla prima sessione di registrazione diventano inaccessibili. In questo senso è sempre bene evitare di realizzare CD contenenti più di una sessione.

170.3   Caratteristiche di massima di un DVD

Il DVD nasce come un tipo particolare di CD in grado di memorizzare molti più dati (intorno ai 4 700 000 000 byte, ovvero 4,3 Gibyte), dal quale si sono sviluppate diverse varianti. Nelle situazioni più comuni si distinguono DVD-R (o DVD-RW) dai DVD+R (o DVD+RW). Il primo tipo (DVD-R o DVD-RW) è quello che ha caratteristiche tecniche inferiori, perché per l'incisione richiede la stessa procedura da usare per un CD, ma è compatibile con la maggior parte dei lettori DVD; il secondo tipo (DVD+R o DVD+RW) è più evoluto ed è più facile la procedura di registrazione.

Fatta questa distinzione tra «DVD-» e «DVD+» è bene chiarire che se lo scopo è quello di archiviare dati da rileggere con lo stesso masterizzatore, conviene decisamente utilizzare dischi «+».

Come si può intendere intuitivamente, quando si fa riferimento a un DVD-ROM, si intende un DVD contenente una traccia dati (che non può essere modificata), così come avviene con i CD-ROM, senza fare distinzioni sulla tecnologia usata nella realizzazione del disco («-» o «+» che sia).

170.4   Creazione dell'immagine di un CD-ROM o di un DVD-ROM

Creare l'immagine di un CD-ROM o di un DVD-ROM significa predisporre un file in qualità di traccia dati di una sessione del disco che si vuole masterizzare. In generale si tratta di realizzare un file system ISO 9660, probabilmente con qualche estensione.

170.4.1   Estensioni Rock Ridge

Il file system ISO 9660 è predisposto per gestire file il cui nome è organizzato nello stesso modo in cui faceva il Dos: 8.3, ovvero otto caratteri al massimo, seguiti da un punto e da un'estensione di un massimo di tre caratteri.

In realtà, il file system ISO 9660 sarebbe in grado di gestire nomi di un massimo di 32 caratteri. Il motivo per il quale si mantiene lo standard 8.3 è quello per cui si vuole consentire a qualunque sistema operativo, Dos incluso, di accedere ai suoi dati.

Dal punto di vista dei sistemi Unix, questo non costituisce solo un problema nella dimensione dei nomi, ma soprattutto nella mancanza di tutti gli altri attributi che può avere un file: i permessi e le proprietà.

I CD-ROM e i DVD-ROM realizzati per gli ambienti Unix sono fatti generalmente utilizzando le estensioni Rock Ridge che alla fine permettono di memorizzare tutti quei dati mancanti, compresa la possibilità di gestire nomi più lunghi, con o senza punti. Quando questi dischi vengono letti in un sistema operativo che non è in grado di interpretare tali estensioni, si riescono a vedere solo nomi di file corti.

Il problema dei nomi deve essere tenuto in considerazione nella preparazione di CD-ROM e DVD-ROM. Se questi dischi sono destinati ad ambienti normali, Dos e derivati, occorre organizzare un sistema di nomi corti per essere certi che possano essere letti ovunque nello stesso modo.

Quando si usano delle estensioni per gestire nomi lunghi, è normale che all'interno di ogni directory venga aggiunto un file contenente un elenco di abbinamenti tra i nomi corti che appaiono quando non si dispone delle estensioni e i nomi lunghi corretti. Di solito si tratta del file TRANS.TBL e il suo significato è evidente: translation table, ovvero tabella di conversione.

Anche il numero di livelli di sottodirectory ha un limite nel file system ISO 9660: sono al massimo otto. Le estensioni Rock Ridge permettono di superare tale limite, ma come al solito si pongono delle difficoltà per i sistemi che non sono in grado di gestire tali estensioni.

170.4.2   Estensioni Zisofs

Le estensioni Zisofs si sommano a quelle Rock Ridge e sono costituite da una tecnica di compressione sui file, che consente un accesso trasparente ai dati. Si tratta precisamente di un'estensione specifica dei sistemi GNU/Linux, tuttavia è possibile estrarre il contenuto di un CD-ROM o di un DVD-ROM del genere disponendo degli strumenti necessari. Si veda il capitolo 172 per maggiori dettagli.

170.4.3   Estensioni El-Torito

Le estensioni El-Torito permettono di realizzare un CD-ROM o un DVD-ROM «avviabile», purché il firmware (BIOS) dell'elaboratore sia in grado poi di sfruttare effettivamente questa possibilità.

Il metodo consiste nel simulare un dischetto, come se fosse stato inserito nella prima unità. Questo «dischetto» deve contenere naturalmente tutto quello che serve per avviare un sistema in grado di leggere il CD-ROM o il DVD-ROM. In pratica, nel caso delle distribuzioni GNU/Linux, si include l'immagine del dischetto di avvio necessario a iniziare l'installazione della distribuzione stessa. Questo dischetto deve avere un formato normale: 1 200 Kibyte, 1 440 Kibyte o 2 880 Kibyte.

170.4.4   Estensioni Joliet

Le estensioni Joliet nascono dalla Microsoft e servono a consentire la lettura del disco in un sistema MS-Windows, preservando i nomi lunghi.

Le estensioni Joliet non pongono limiti alla dimensione dei nomi dei file, tuttavia non consentono di distinguerli oltre i primi 64 caratteri e si crea un errore irreversibile se due file hanno i nomi che nei primi 64 caratteri sono uguali. In presenza di tali file, se questi non sono rivolti al pubblico che deve consultare il disco attraverso un sistema MS-Windows, si può informare il programma che produce il file system di renderli invisibili alle estensioni Joliet.

In generale, salvo problemi nella lunghezza dei nomi dei file, conviene utilizzare anche queste estensioni in modo da permetterne la lettura del disco che si realizza in qualunque circostanza.

:-(

Va osservato che non sempre un CD/DVD-ROM con estensioni Joliet, realizzato attraverso gli strumenti che si dispongono normalmente in un sistema GNU, risulta leggibile effettivamente in un sistema MS-Windows. Pertanto la leggibilità di un disco destinato alla diffusione, va sempre verificata con il sistema operativo di destinazione. Eventualmente, si può contare ragionevolmente sul fatto che un disco realizzato senza estensioni Joliet sia leggibile se i nomi dei file sono compatibili con i vecchi limiti dei sistemi Dos (otto caratteri, un punto e tre caratteri di estensione).

170.4.5   Strumenti per la creazione di un file-immagine ISO 9660

Per la creazione di un file-immagine con file system ISO 9660, si utilizza un programma particolare, in grado di gestire anche le varie estensioni:

mkisofs [opzioni] directory
mkhybrid [opzioni] directory

Il programma mkisofs, (1) ovvero mkhybrid, crea il file-immagine a partire dal contenuto di una directory. In pratica, tutto quello che è contenuto nella directory, comprese le eventuali sottodirectory, viene usato per generare il nuovo file system. Non si tratta di un normale programma di inizializzazione, perché con questo tipo di file system non è possibile inizializzare prima e scrivere i dati dopo: inizializzazione e registrazione sono simultanee.

I due nomi dovrebbero fare capo allo stesso eseguibile e non dovrebbe esserci differenza nell'usare un nome o l'altro. In origine, il nome mkhybrid identificava una variante specializzata per le estensioni Joliet e HFS; attualmente questa separazione non c'è più.

Se non viene utilizzata l'opzione -o, il risultato viene emesso attraverso lo standard output.

Questo programma non è in grado di registrare i CD-ROM o i DVD-ROM, ma solo di generare un'immagine del risultato finale in un file che poi viene utilizzato dal programma di masterizzazione. In teoria è possibile inviare l'output del programma direttamente al programma di masterizzazione, ma si tratta generalmente di una tecnica sconsigliabile.

Tabella 170.6. Alcune opzioni generali

Opzione Descrizione
-f
-follow-links
Utilizzando questa opzione, si fa in modo che i collegamenti simbolici vengano tradotti nel file o nella directory a cui puntano. Ciò è utile quando si prepara un disco senza le estensioni Rock Ridge. Se questa opzione non viene utilizzata, i collegamenti simbolici sono copiati come tali e di conseguenza si utilizzano le estensioni Rock Ridge.
-m modello
-exclude modello
Questa opzione, seguita da un modello realizzato con i caratteri jolly gestiti dalla shell, permette di escludere tutti i file e le directory che corrispondono al modello. Il modello riguarda solo il nome dei file e delle directory, non il percorso necessario a raggiungerli.
-o file
-output file
Questa opzione permette di specificare il file di destinazione che deve contenere l'immagine del file system generato. Il file indicato può anche essere un dispositivo a blocchi di un'unità a dischi, come un dischetto o una partizione (non può trattarsi di un CD-ROM o di un DVD-ROM). Se questa opzione non viene utilizzata, il risultato viene emesso attraverso lo standard output.
-v
-verbose
Durante il funzionamento, genera più informazioni.
-C inizio_ultima_sessione,\
  \inizio_prossima_sessione
Questa opzione si usa assieme a -M per la creazione di un'immagine da accodare in una sessione successiva. L'argomento dell'opzione si compone di due parti, separate da una virgola, che sono numeri ottenuti da cdrecord con l'opzione -msinfo, in riferimento a un CD multisessione a cui si vuole accodare l'immagine che si sta per creare.
-M immagine_nella_sessione_precedente
Si usa assieme a -C per creare un'immagine da considerare la continuazione di un'altra, da inserire nella sessione successiva del CD.

Tabella 170.7. Estensioni legate ai dati contenuti

Opzione Descrizione
-R
Questa opzione permette di generare un file system ISO 9660 con estensioni Rock Ridge, per la memorizzazione di tutte le informazioni tipiche dei sistemi Unix.
-r
Questa opzione si comporta in modo analogo a -R con la differenza che la proprietà e i permessi vengono modificati: file e directory appartengono all'utente e al gruppo root; tutti i file e le directory ottengono tutti i permessi di lettura; tutti i permessi di scrittura vengono tolti; tutti i file e le directory che risultano avere almeno un permesso di esecuzione, lo ottengono per tutti gli utenti; i permessi particolari: SUID, SGID e Sticky, vengono rimossi.
-z
Serve a precisare che la directory usata per creare il file-immagine contiene file compressi, conformi alle estensioni Zisofs. Questa opzione richiede l'abbinamento con -r o -R.
-T
Utilizzando questa opzione si attiva la creazione del file TRANS.TBL in ogni directory, per contenere la tabella di conversione necessaria a stabilire il nome corretto dei file quando si legge il disco in un sistema che non è in grado di riconoscere le estensioni Rock Ridge.
-J
Genera le estensioni Joliet.

Tabella 170.8. Estensioni El-Torito, per rendere avviabile il CD-ROM o il DVD-ROM.

Opzione Descrizione
-b file_immagine_di_avvio
Permette di indicare il file contenente l'immagine di un dischetto da utilizzare per rendere avviabile il CD-ROM o il DVD-ROM con le estensioni El-Torito. Questa opzione si usa assieme a -c.
-c file_catalogo
Questa opzione si usa assieme a -b allo scopo di rendere avviabile il CD-ROM o il DVD-ROM utilizzando le estensioni El-Torito. Si deve indicare il nome di un file. Il programma mkisofs lo deve creare o sovrascrivere all'interno della gerarchia che compone l'insieme di ciò che si vuole inserire nel file system ISO 9660. In pratica, questo file serve a contenere delle indicazioni relativamente all'avvio del CD-ROM o del DVD-ROM, definite automaticamente da mkisofs.
È un po' difficile indicare correttamente i file abbinati alle opzioni -b e -c. In pratica è necessario che la directory corrente nel momento della creazione dell'immagine ISO 9660 corrisponda al punto iniziale della gerarchia che si vuole archiviare in questo modo. Così, i percorsi dei file in questione possono essere indicati in modo relativo.

Segue la descrizione di alcuni esempi.

170.4.6   Esperimenti con il file system ISO 9660

Prima di arrivare alla realizzazione di un CD-ROM o di un DVD-ROM occorre fare qualche esperimento non distruttivo. Si suppone che si tratti dell'utente tizio che ha costruito una struttura a partire dalla directory prova/ discendente dalla propria directory personale.

mkisofs -r -T -v -o ~/prova.img ~/prova[Invio]

In questo modo è stato creato il file prova.img nella directory personale dell'utente. Per verificare il risultato si può eseguire l'innesto dell'immagine appena creata, ma per questo occorre avere i privilegi dell'utente root.

su[Invio]

Password: *******[Invio]

mount -o loop -t iso9660 /home/tizio/prova.img /mnt/cdrom[Invio]

Se tutto va bene, da questo momento l'immagine risulta collegata alla directory /mnt/cdrom/. Al termine si esegue il distacco dell'immagine nel modo solito.

umount /mnt/cdrom[Invio]

Volendo, un'immagine di un file system ISO 9660 può risiedere in un disco normale, o meglio, un disco normale può essere utilizzato come se fosse un CD-ROM o un DVD-ROM. Quello che si ottiene è sempre un'unità in sola lettura, perché il tipo di file system non consente la modifica.

Supponendo che con l'esempio precedente si fosse ottenuto un file di dimensione inferiore o al massimo uguale a quella di un dischetto, si può riversare tale immagine nel modo seguente:

cp /home/tizio/prova.img /dev/fd0[Invio]

Una volta trasferito si può innestare il dischetto come se fosse un CD-ROM.

mount -t iso9660 /dev/fd0 /mnt/cdrom[Invio]

Al termine si esegue il distacco del dischetto nel modo solito.

umount /mnt/cdrom[Invio]

170.4.7   ISOLINUX

L'avvio di un CD-ROM o di un DVD-ROM attraverso la tecnica dell'immagine di un dischetto, specificato con l'opzione -b di mkisofs, può essere anche troppo limitante, soprattutto quando ci sarebbe l'esigenza di utilizzare un kernel Linux molto grande. Per questo, si può usare ISOLINUX, (2) che offre un metodo differente.

Per avviare un CD-ROM o un DVD-ROM attraverso ISOLINUX, si crea normalmente la directory isolinux/ all'inizio della gerarchia che deve servire per realizzare il disco stesso. Al'interno di questa directory si collocano alcuni file, descritti nell'elenco seguente.

File Descrizione
isolinux.bin Si tratta del programma di avvio di ISOLINUX.
isolinux.cfg È il file di configurazione per l'avvio e si realizza in modo simile a quello di SYSLINUX (capitolo 49).
vmlinuz È il file del kernel Linux (ma si può usare anche un altro nome, in base alla configurazione del file isolinux.cfg).

La directory isolinux/ può contenere anche tutti gli altri file che possono essere richiesti per l'avvio, in base alla configurazione specificata nel file isolinux.cfg.

Se la propria distribuzione GNU/Linux organizza un pacchetto per ISOLINUX (oppure per SYSLINUX, che incorpora ISOLINUX), il file isolinux.bin già pronto può trovarsi nella directory /usr/lib/isolinux/ (oppure /usr/lib/syslinux/): da lì va copiato nella directory isolinux/ già descritta.

Purtroppo, ISOLINUX non è in grado di funzionare in tutte le situazioni possibili, soprattutto a causa delle differenze che ci sono nei firmware (BIOS) dei vari tipi di elaboratori, pur restando sempre nella stessa architettura x86. Per cercare di capire dove si blocca il sistema di avvio, al posto di usare il file isolinux.bin che si trova nella directory /usr/lib/isolinux/isolinux.bin (oppure /usr/lib/syslinux/isolinux.bin), conviene copiare il file isolinux-debug.bin, ma nella directory isolinux/, deve avere poi sempre il nome isolinux.bin.

A titolo di esempio, viene mostrato come potrebbe essere configurato il file isolinux.cfg:

DISPLAY logo.msg

TIMEOUT 0
PROMPT 1
DEFAULT auto

LABEL auto
 LOCALBOOT 0x80

LABEL hda
 KERNEL vmlinuz
 APPEND root=/dev/hda ro

LABEL hdb
 KERNEL vmlinuz
 APPEND root=/dev/hdb ro

LABEL hdc
 KERNEL vmlinuz
 APPEND root=/dev/hdc ro

LABEL hdd
 KERNEL vmlinuz
 APPEND root=/dev/hdd ro

Quello che si vede è precisamente una riduzione della configurazione usata per nanoLinux (volume XXXII). La sintassi per la scrittura delle direttive di questo file è abbastanza intuitiva e comunque è compatibile con quella di SYSLINUX.

In questo esempio, si può vedere la direttiva DISPLAY, con la quale viene visualizzato il contenuto del file logo.msg; questo file si deve trovare, come gli altri, nella directory isolinux/. Successivamente, nelle direttive KERNEL, viene specificato il nome del file che contiene il kernel, che in questo caso è vmlinuz (sempre contenuto nella directory isolinux/).

Senza entrare nel dettaglio della configurazione di ISOLINUX, che per esempio consente di inserire nel file usato con la direttiva DISPLAY anche un riferimento a un'immagine da usare come un logo, conviene vedere come va usato mkisofs:

cd directory_iniziale_gerarchia

Si suppone che la directory corrente sia quella iniziale, a partire dalla quale si articola la struttura che si vuole tradurre nel CD-ROM o nel DVD-ROM:

mkisofs -R -o /tmp/cdrom.img -b isolinux/isolinux.bin \
  \        -c isolinux/boot.cat -no-emul-boot -boot-load-size 4 \
  \        -boot-info-table .

In questo caso, per comodità, si utilizza sempre la directory isolinux/ per inserire il file boot.cat.

170.4.8   GRUB 1

In modo simile a ISOLINUX, anche GRUB 1 (si veda il capitolo 51 per una descrizione generale di GRUB 1) consente l'avvio da CD o da DVD, attraverso il programma contenuto in stage2_eltorito. In questo caso, serve solo il file stage2_eltorito e non c'è bisogno di uno stage1 e nemmeno di file intermedi.

Quello che serve per realizzare un CD o un DVD avviabile con GRUB 1 è la solita struttura /boot/grub/, all'interno della quale si trova il file stage2_eltorito e il file menu.lst, più altri file eventuali che fossero richiamati dalla configurazione prevista. Molto probabilmente, il kernel del sistema da avviare si colloca nella directory /boot/, ma questo non è indispensabile e basta che il file menu.lst sia stato predisposto nel modo appropriato a questo riguardo.

Nel file di configurazione, per fare riferimento al CD o al DVD, non si può usare la voce (hdn) consueta: al suo posto si deve indicare (cd). L'esempio seguente mostra il contenuto di un file menu.lst, completo ma essenziale:

default 1
#
title hdb     root=/dev/hdb ro
kernel (cd)/boot/vmlinuz root=/dev/hdb ro
#
title hdc     root=/dev/hdc ro
kernel (cd)/boot/vmlinuz root=/dev/hdc ro
#
title hdd     root=/dev/hdd ro
kernel (cd)/boot/vmlinuz root=/dev/hdd ro

Una volta sistemati i file di GRUB 1, basta creare il file-immagine del CD o del DVD, in modo analogo a come si procede con ISOLINUX:

cd directory_iniziale_gerarchia

Si suppone che la directory corrente sia quella iniziale, a partire dalla quale si articola la struttura che si vuole tradurre nel CD-ROM o nel DVD-ROM:

mkisofs -R -o /tmp/cdrom.img -b boot/grub/stage2_eltorito \
  \        -c boot/boot.cat -no-emul-boot -boot-load-size 4 \
  \        -boot-info-table .

In questo caso, per comodità, si utilizza sempre la directory boot/ per inserire il file boot.cat.

170.5   Riferimenti


1) Mkisofs   GNU GPL

2) Isolinux   GNU GPL


Appunti di informatica libera 2008 --- Copyright © 2000-2008 Daniele Giacomini -- <appunti2 (ad) gmail·com>


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome cd_cd_rom_dvd_rom_e_file_160_system_iso_9660.htm

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