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Capitolo 855.   Formule principali

In questo capitolo si prosegue modificando la fattura apparsa alla fine di quello precedente, in modo da inserire le formule per rendere il modello della fattura il più generalizzato possibile.

Figura 855.1. Fattura da modificare.

fattura

855.1   Date

Le date vanno scritte utilizzando la funzione DATA(), con la quale si ha la certezza di avere inserito l'informazione nel modo corretto:

DATA(anno;mese;giorno)

Per esempio, per indicare il giorno 15 settembre 2007, si deve scrivere DATA(2007;9;15).

Successivamente, conviene dichiarare il formato esatto che si vuole visualizzare.

855.2   Somme

Le somme si realizzano normalmente con l'aiuto della funzione SOMMA(), che si utilizza preferibilmente secondo la sintassi seguente, dove si vede che gli argomenti della funzione sono una o più zone di celle da sommare:

SOMMA(zona[;zona]...)

Per esempio, l'espressione =SOMMA(A1:C3) restituisce la somma dei valori contenuti nella zona di celle che va da A1 a C3; nello stesso modo, l'espressione =SOMMA(A1:C3;D4;F7:J9) restituisce la somma complessiva dei valori contenuti nella zona A1:C3, nella cella D4 e nella zona F7:J9.

Nel modello di fattura già apparso in precedenza, il totale IVA, che viene inserito nella cella H26, è formato dalla somma delle celle da D28 a D30; così, il totale fattura che appare nella cella H31 è dato dalla somma delle celle da H17 a H30 (si osservi che lo sconto che appare nella cella H25 viene indicato come valore negativo, per facilitare la somma della colonna H).

855.3   Verifica

Si riprenda il modello di fattura, compilato come appare nella figura 855.1; lo si salvi con un nome nuovo e si rimpiazzi il contenuto delle celle H26 (totale IVA) e H31 (totale fattura) con delle espressioni appropriate, per il calcolo dei valori a cui si riferiscono. Inoltre, si scrivano tutte le date usando la funzione DATA().

Una volta apportate le modifiche e salvato il file, si deve stampare la fattura in forma normale, poi, la si deve ristampare visualizzando le formule e le intestazioni di riga e di colonna, per la correzione. Prima di stampare la fattura con le formule in evidenza, si deve verificare nell'anteprima di stampa che le formule inserite siano visibili, altrimenti è bene ridurre il carattere, fare andare a capo il testo o allargare le colonne.

Figura 855.2. Le celle in cui occorre intervenire per ciò che richiede la verifica, sono quelle evidenziate con uno sfondo scuro.

fattura

855.4   Somme condizionate

È possibile sommare dei valori contenuti in una certa zona, selezionandoli in base alla corrispondenza con altri valori in un'altra zona adiacente. Nel caso della fattura che si sta modificando, è possibile fare in modo di sommare i valori della zona che va da H17 a H24, solo quando si riferiscono a una certa aliquota IVA. Si usa per questo la funzione SOMMA.SE():

SOMMA.SE(zona_di_confronto;valore_da_confrontare;zona_da_sommare)

In pratica, per sommare soltanto gli importi associati all'aliquota del 20 %, si deve usare la funzione in questo modo: SOMMA.SE(I17:I24;20%;H17:H24). Eventualmente, per generalizzare meglio l'espressione, conviene sostituire il valore 20 % letterale, con il riferimento alla cella che lo contiene nel riepilogo IVA: SOMMA.SE(I17:I24;C30;H17:H24).

855.5   Verifica

Si riprenda il modello di fattura, come è stato salvato nella verifica precedente e lo si risalvi ancora con un nome differente. Si devono rimpiazzare le celle da A28 a A30 con le espressioni adatte al calcolo della somma degli imponibili, selezionati in base all'aliquota IVA che appare nelle celle da I17 a I24. Per il momento, i valori che si ottengono non considerano lo sconto che si trova nella riga 25, pertanto si deve generare il valore 3 096,00, che va bene per la verifica, anche se si tratta di un valore errato per la fattura.

Una volta apportate le modifiche e salvato il file, si deve stampare la fattura in forma normale, poi, la si deve ristampare visualizzando le formule e le intestazioni di riga e di colonna, per la correzione. Prima di stampare la fattura con le formule in evidenza, si deve verificare nell'anteprima di stampa che le formule inserite siano visibili, altrimenti è bene ridurre il carattere, fare andare a capo il testo o allargare le colonne.

Figura 855.3. Le celle in cui occorre intervenire per ciò che richiede la verifica, sono quelle evidenziate con uno sfondo scuro, mentre quelle che appaiono con uno sfondo più chiaro sono quelle che devono essere state modificate nelle verifiche precedenti.

fattura

855.6   Le percentuali e gli sconti

Un valore che appare con il simbolo di percentuale corrisponde al numero che si vede, diviso 100. Per esempio, 15,75 % è esattamente uguale a 0,157 6; nello stesso modo, 100 % è esattamente pari a 1. Sapendo questo, si comprende che per calcolare la percentuale di un certo valore, è sufficiente moltiplicare quel valore per la percentuale. Per esempio, il 15,75 % di 10 000 si ottiene semplicemente moltiplicando i due valori: 10 000*15,75 % = 10 000*0,157 5 = 1 575.

Nelle celle da D28 a D30 deve essere calcolata l'IVA di ogni aliquota, moltiplicando la cella corrispondente all'imponibile (colonna A) per la cella che contiene l'aliquota (colonna C).

Nella cella H25 deve essere calcolato lo sconto della somma dei valori che appaiono nelle celle da H17 a H24 e deve apparire in modo negativo. Per fare questo è sufficiente sommare i valori da H17 a H24 per poi moltiplicare quanto ottenuto per la percentuale che appare nella cella G25. Per ottenere il segno negativo si può moltiplicare per -1 o iniziare l'espressione con il segno meno.

Nelle celle da H17 a H24, si deve calcolare l'importo di ogni riga, ottenuto moltiplicando la quantità (colonna A della stessa riga) per il prezzo unitario (colonna G della stessa riga), deducendo gli sconti (colonne E e F della stessa riga). Per dedurre uno sconto da un valore, è sufficiente calcolare la percentuale che si otterrebbe sottraendo da 100 % la percentuale dello sconto. Per esempio, se lo sconto è del 5 %, è evidente che il valore al netto dello sconto si ottiene moltiplicandolo per 95 %: 100 % - 5 % = 95 %. Sapendo che il 100 % corrisponde a 1 (senza percentuale), si comprende che il valore al netto di uno sconto si ottiene moltiplicando quello ancora da scontare per (1-percentuale_sconto).

Nel modello della fattura sono previsti due sconti su riga, pertanto vanno considerati entrambi prima di arrivare all'importo finale della riga stessa. In pratica, occorre scrivere un'espressione schematizzata come segue:

quantità*prezzo_unitario*(1-sconto_1)*(1-sconto_2)

Evidentemente, ai nomi che sono stati scritti nello schema, vanno sostituite le coordinate delle celle appropriate.

Infine, va considerato il valore degli imponibili IVA che vanno inseriti nelle celle da A28 a A30. Questi valori rappresentano la somma degli importi che si trovano nelle celle tra H17 e H24, selezionandoli in base all'aliquota, ma vanno ridotti dello sconto che appare nella cella G25. In pratica, nel modello di fattura utilizzato fino a questo punto, a tutti gli articoli dell'esempio viene applicata un'aliquota IVA del 20 %, pertanto, solo la cella A30 riporta un valore per l'imponibile. Ma come si può vedere, la somma 3 065,04 è costituita dal totale degli importi contenuti nelle celle da H17 a H22, ridotta dello sconto del 1 %, che è annotato nella cella G25.

855.7   Verifica

Si riprenda il modello di fattura, come è stato salvato nella verifica precedente e lo si risalvi ancora con un nome differente. Si deve rimpiazzare la cella H25 con un'espressione che calcola lo sconto, secondo la percentuale che si trova nella cella G25, per la somma dei valori che appaiono nelle celle da H17 a H24, avendo cura di fare in modo che il risultato appaia negativo. Si deve inoltre rimpiazzare il contenuto delle celle da H17 a H24 con le espressioni appropriate per il calcolo dell'importo di ogni riga, tenuto conto della quantità, del prezzo unitario e degli sconti su riga. Infine, si deve fare in modo che nelle celle da A28 a A30 venga calcolato l'imponibile, come già visto nella verifica 855.5, ma ridotto dello sconto che si vede nella cella G25. Si osservi che le espressioni devono essere tali da funzionare anche se gli sconti sono assenti e vengono inseriti in un secondo momento, o se vengono cambiate le percentuali relative.

In questa verifica, le celle che richiederebbero il calcolo dell'IVA (da D28 a D30) non vengono modificate, perché deve essere ancora considerato il problema dell'arrotondamento.

Una volta apportate le modifiche e salvato il file, si deve stampare la fattura in forma normale, poi, la si deve ristampare visualizzando le formule e le intestazioni di riga e di colonna, per la correzione. Prima di stampare la fattura con le formule in evidenza, si deve verificare nell'anteprima di stampa che le formule inserite siano visibili, altrimenti è bene ridurre il carattere, fare andare a capo il testo o allargare le colonne.

Figura 855.4. Le celle in cui occorre intervenire per ciò che richiede la verifica, sono quelle evidenziate con uno sfondo scuro, mentre quelle che appaiono con uno sfondo più chiaro sono quelle che devono essere state modificate nelle verifiche precedenti.

fattura

855.8   Arrotondamenti

I valori numerici che appaiono nelle celle possono apparire arrotondati rispetto al contenuto effettivo delle celle stesse, in base alla configurazione del formato di visualizzazione; tuttavia, per l'esecuzione corretta dei calcoli, ci sono situazioni in cui i valori devono essere arrotondati anche nel contenuto. Per questo sono disponibili diverse funzioni, ognuna con le proprie particolarità:

ARROTONDA(valore;n_cifre_decimali)
ARROTONDA.PER.DIF(valore;n_cifre_decimali)
ARROTONDA.PER.ECC(valore;n_cifre_decimali)

Queste tre funzioni restituiscono il valore del primo argomento arrotondato della quantità di cifre del secondo, con la differenza che: nel primo caso il valore arrotondato è quello che più si avvicina a quello reale, nel secondo caso il valore viene arrotondato per difetto, nel terzo viene arrotondato per eccesso. Per esempio, ARROTONDA(10,123;2) restituisce il valore 10,12; ARROTONDA.PER.DIF(12,345;2) restituisce 12,34; ARROTONDA.PER.ECC(12,321;2) restituisce 12,33.

Esistono anche altre funzioni per l'arrotondamento, che, invece di specificare la quantità di cifre, richiedono di indicare l'unità minima dell'approssimazione:

ARROTONDA.MULTIPLO(valore;unità_minima)
ARROTONDA.DIFETTO(valore;unità_minima)
ARROTONDA.ECCESSO(valore;unità_minima)

La prima funzione calcola un arrotondamento espresso in multipli dell'unità minima stabilita, il più possibile vicino al valore originale, mentre negli altri due casi il calcolo avviene per difetto e per eccesso, rispettivamente. Per esempio, ARROTONDA.ECCESSO(10,123;0,05) restituisce il valore 10,15.

Il calcolo dell'IVA, che avviene nelle celle da D28 a D30, deve avvenire tenendo conto che il risultato deve essere arrotondato per eccesso al centesimo; pertanto, si può usare la funzione ARROTONDA.PER.ECC(), richiedendo un'approssimazione a due decimali, oppure si può usare la funzione ARROTONDA.ECCESSO, indicando che si devono usare multipli di 0,01.

855.9   Verifica

Si riprenda il modello di fattura, come è stato salvato nella verifica precedente e lo si risalvi ancora con un nome differente. Si devono rimpiazzare le celle da D28 a D30 con le espressioni necessarie a calcolare l'IVA di ogni riga, arrotondando per eccesso, al centesimo superiore, il prodotto tra imponibile (colonna A) e aliquota (colonna C).

Una volta apportate le modifiche e salvato il file, si deve stampare la fattura in forma normale, poi, la si deve ristampare visualizzando le formule e le intestazioni di riga e di colonna, per la correzione. Prima di stampare la fattura con le formule in evidenza, si deve verificare nell'anteprima di stampa che le formule inserite siano visibili, altrimenti è bene ridurre il carattere, fare andare a capo il testo o allargare le colonne.

Figura 855.5. Le celle in cui occorre intervenire per ciò che richiede la verifica, sono quelle evidenziate con uno sfondo scuro, mentre quelle che appaiono con uno sfondo più chiaro sono quelle che devono essere state modificate nelle verifiche precedenti.

fattura

855.10   Addebito dei bolli in fattura

Nel modello di fattura usato fino a questo punto, la cella H30 serve a contenere il valore del bollo che si intende addebitare nel caso il pagamento della fattura stessa preveda l'emissione di una cambiale tratta.

Il bollo sulla cambiale tratta è normalmente del 12 per mille, pari al 1,2 %. Ma questo bollo riguarda il valore nominale della tratta, ovvero il valore del totale fattura. Per poter addebitare il 1,2 %, occorre determinare prima una percentuale corrispondente da applicare al totale fattura, prima dell'addebito del bollo stesso, perché nel foglio elettronico non si possono creare dei circoli viziosi.

Nelle equazioni seguenti, si utilizzano alcune lettere: T per indicare il totale finale della fattura; t per indicare il totale della fattura prima dell'addebito del bollo; b per la percentuale del bollo sul totale fattura (evidentemente corrisponde a 1,2 %); B per indicare la percentuale da applicare al totale che si ottiene prima dell'addebito del bollo.

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Pertanto, la percentuale che si va cercando (B) si ottiene come: (1/(1-1,2%)-1). Volendo fare il calcolo, si ottiene 1,214 574 8 %.

Oltre a questo problema, va considerato il fatto che il bollo, formalmente, deve essere approssimato per eccesso al centesimo; tuttavia, va considerato il fatto che non esistono bolli da un solo centesimo e che in pratica si è costretti ad approssimare per eccesso a cinque centesimi, essendo questo il taglio minimo di cui si dispone normalmente.

855.11   Verifica

Si riprenda il modello di fattura, come è stato salvato nella verifica precedente e lo si risalvi ancora con un nome differente. Si deve rimpiazzare la cella H30 con un'espressione che calcoli il bollo (sulla cambiale tratta), partendo dal totale delle voci da H17 a H29, utilizzando il procedimento mostrato nella sezione precedente e approssimando per eccesso ai cinque centesimi (0,05). L'espressione deve calcolare il bollo come se il calcolo fosse fatto sul totale al 1,2 %, approssimandolo come spiegato.

Nell'espressione non va usato il valore 1,214 574 8 % direttamente, ma si deve calcolare come descritto, partendo da 1,2 %.

Una volta apportate le modifiche e salvato il file, si deve stampare la fattura in forma normale, poi, la si deve ristampare visualizzando le formule e le intestazioni di riga e di colonna, per la correzione. Prima di stampare la fattura con le formule in evidenza, si deve verificare nell'anteprima di stampa che le formule inserite siano visibili, altrimenti è bene ridurre il carattere, fare andare a capo il testo o allargare le colonne.

Figura 855.12. Le celle in cui occorre intervenire per ciò che richiede la verifica, sono quelle evidenziate con uno sfondo scuro, mentre quelle che appaiono con uno sfondo più chiaro sono quelle che devono essere state modificate nelle verifiche precedenti.

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855.12   Verifica

Si stampi il file che si vede in figura 855.13 (<allegati/a2/fattura-errata-1.ps>) e il foglio per la correzione della figura 855.14 (<allegati/a2/fattura-errata-modello-correzione.ps>). Nel foglio contenente le formule della fattura, vanno segnalate con una penna, possibilmente di colore blu, le celle che contengono una formula errata (errata in quanto non porta al risultato voluto), mentre nell'altro foglio, vanno annotate, sempre a penna, le formule, come avrebbero dovuto essere scritte.

Si ricordi di annotare il numero della verifica e il proprio nome, se necessario. Si deve poi consegnare all'insegnante per la valutazione.

Figura 855.13. Fattura con formule errate.

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Figura 855.14. Foglio per annotare le formule corrette.

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Si stampi il file che si vede in figura 855.15 (<allegati/a2/fattura-errata-2.ps>) e il foglio per la correzione della figura 855.14 (<allegati/a2/fattura-errata-modello-correzione.ps>). Nel foglio contenente le formule della fattura, vanno segnalate con una penna, possibilmente di colore blu, le celle che contengono una formula errata (errata in quanto non porta al risultato voluto), mentre nell'altro foglio, vanno annotate, sempre a penna, le formule, come avrebbero dovuto essere scritte.

Si ricordi di annotare il numero della verifica e il proprio nome, se necessario. Si deve poi consegnare all'insegnante per la valutazione.

Figura 855.15. Fattura con formule errate.

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Appunti di informatica libera 2008 --- Copyright © 2000-2008 Daniele Giacomini -- <appunti2 (ad) gmail·com>


Dovrebbe essere possibile fare riferimento a questa pagina anche con il nome formule_principali.htm

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