Obesità e psicologia

appunti del dott. Claudio Italiano

 

L’inquadramento psicologico dell’obesità presenta aspetti di estrema complessità; è infatti ancora dibattuta la relazione tra eccesso ponderale e disturbi emotivi. Alcuni autori tendono a considerare l’obesità come una conseguenza di conflitti psicologici preesistenti; altri ipotizzano nei soggetti obesi problematiche come la bassa autostima o l’immagine negativa del corpo che però non sono la causa dell’obesità sebbene la conseguenza della discriminazione sociale.
Comunque sia, chi è obeso ha delle problematiche psicopatologiche.
Alcuni studiosi, fra cui Apfeldofer, spiegano l’obesità sulla base di:
 

Fissazione alla fase orale, cioè personalità di tipo dipendente, come il tossicodipendente, favorita da eventi traumatici psicologici;
Bisogno di rafforzare l’Io debole, quasi che il cibo rafforzi il corpo e porti energie con funzione antidepressiva;
Esitamento della perdita dell’oggetto; alimentandomi placo l’angoscia della colpa per la propria autodistruttività;
Risposta adattativi: il cibo è la risposta polivalente della madre sul bambino, per cui questi crescendo sfrutterà il cibo come panacea di tutti i mali, angoscia, depressione, ira ecc;
 
Risposta psicosomatica: col cibo sfogo le mie emozioni!
Depressione e tentativo di riempire i vuoti affettivi;
Nelle famiglie psicosomatiche il soggetto obeso sembra essere il “paziente designato” una sorta di capro espiatorio di un gruppo caratterizzato da invischiamento, scarsa differenziazione dei ruoli, iperprotettività, incapacità a gestire i conflitti.
Tra le cause psicologiche dell’obesità vanno inoltre ricordati i Disturbi del Comportamento alimentare. Fra essi il Disturbo dell’alimentazione incontrollata o Binge Eating Disorder. Tale disturbo si caratterizza per ricorrenti episodi di abbuffata (almeno due a settimana per sei mesi); inoltre sono frequenti un marcato disagio e l’insorgenza di sensi di colpa. I soggetti con BED si distinguono da quelli con Bulimia Nervosa perché non usano meccanismi di compenso quali il vomito, i lassativi ed i diuretici o l’estremo sforzo fisico. Sembra che il BED colpisca il 5-8% degli obesi. E’ più frequente nel sesso femminile rispetto al maschile con rapporto 3:2, ed esordisce intorno ai 20 anni.

 

 

Quali criteri per capire se un soggetto è affetto da alimentazione incontrollata?
 
Il DSM IV, questo manuale di psichiatria!
Se il soggetto presente uno o più di questi sintomi è affetto da BED:
1) Il soggetto mangia per un arco di tempo lungo, più del normale, per esempio 2-3 ore, un quantitativo di cibo esagerato
2) il soggetto ha la perdita di controllo nel mangiare durante l’episodio
3) mangia anche senza fame
4) mangia da solo per l’imbarazzo delle sue condotte alimentari;
5) Ha disgusto verso se stesso ed è depresso o si sente in colpa.
Rientra ni disordini previsti dal DSM IV-TR
 

 

 

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